NOTA: prima di iniziare, una precisazione: questa è una recensione
sperimentale, per lo meno per quanto mi riguarda.
Infatti, colgo il suggerimento di alcuni utenti di arricchire la recensione corredandola con foto che aiutino a contestualizzare meglio descrizione generale e passaggi particolari, nonché a spezzare la monotonia del “wall of text”.
E quale miglior soggetto da utilizzare per un esperimento che non…un topo?
Parliamo quindi di
Generations Rattrap, rivisitazione in chiave attuale (ovvero all’interno della linea che festeggia il trentennale dei Transformers) di uno dei personaggi più “di spicco” della passata linea
Beast Wars degli anni ’90.
Di spicco più che altro per la sua frequente apparizione nello show, dato che come modellino il buon vecchio Rattilus lasciava un po’ il tempo che trovava, essendo caratterizzato dalla ridotta dimensione e dall’essere un più che degno rappresentante della categoria degli
shellformers (per chi si fosse affacciato da poco al mondo dei robot trasformabili: con il termine
shellformer si intende un transfomer che affida buona parte della sua modalità alternativa ad un “guscio” più o meno frammentato che, chiudendosi, ne nasconde le parti robotiche).
Fortunatamente, grazie alle nuove soluzioni nel campo dell’ingegneria della trasformazione, questo effetto nel nuovo modello è decisamente più contenuto. Sparito no, ma ridotto sì.
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ROBOT MODE [/fade]
[thumbnail=float-right]/toys/index.php?source=Generations%20-%20Thrilling%2030%2FRattrap%20%28Deluxe%29%2F02.jpg&size=original[/thumbnail]Discorrendo dunque del
robot, si può notare come questo riesca a mantenere una forma relativamente slanciata malgrado le ridotte dimensioni.
La
scultura del modello è decisamente di buon livello. Risalta sicuramente la testa del topo che, come nel modellino originale, costituisce buona parte del busto del robot. Gli arti invece risultano quasi completamente robotici. Il livello di dettaglio per questi ultimi è molto soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda gli arti inferiori. Non si percepiscono a una prima occhiata vuoti strutturali.
[thumbnail=float-left]/toys/index.php?source=Generations%20-%20Thrilling%2030%2FRattrap%20%28Deluxe%29%2F06.jpg&size=original[/thumbnail]All’interno dell’avambraccio sinistro è situata la
gimmick del modellino: si tratta di quello che a prima vista parrebbe essere un binocolo estraibile (ma in realtà è una bomba, grazie a Red Alert per la segnalazione), di plastica trasparente, che può essere impugnato dal robot. Ignoro se sia una citazione di una puntata del programma televisivo.
La plastica trasparente è utilizzata anche sulla parte posteriore della testa del robot (caratterizzata tra l’altro da una cura particolare nella scultura) e nell’arma in dotazione al personaggio, un fucile che può essere diviso in due armi separate.
Devo fare una menzione speciale alla scultura di piedi e polpacci: il modo con cui l’arto robotico e quello della modalità animale sono integrati armonicamente tra loro mi ha strappato un lungo momento di ammirazione. La trasformazione poi è da applausi, ma ci torneremo tra poco.
[thumbnail=float-right]/toys/index.php?source=Generations%20-%20Thrilling%2030%2FRattrap%20%28Deluxe%29%2F03.jpg&size=original[/thumbnail]Guardando il modellino di fianco o di spalle non si può fare a meno di notare i
kibble che costituiscono buona parte del
disguise della modalità alternativa. Fortunatamente la forma dello stesso fa sì che non insista, per lo meno frontalmente, sulla linea di visuale ad altezza bacino. In questo modo il robot risulta comunque abbastanza “scoperto” e slanciato in quel punto.
Fa un po’ specie la presenza degli arti anteriori della modalità alternativa in vista, ma è possibile ripiegarli all’interno della figura per far sì che non sporgano. Attenzione all’articolazione che sembra semplicemente a pressione: ruotando una zampa mi è rimasta in mano. Nulla di grave, dato che l’ho semplicemente reinserita.
La qualità delle plastiche è buona, la mescola pare reggere bene alle sollecitazioni e alle torsioni.
La
colorazione è curata sia come tonalità base delle plastiche (grigio per la parte centrale del robot, arancione per gli arti, rosa per le zampe della modalità alternativa e i giunti delle cosce al bacino) che per la pittura (diversi dettagli in argento su spalle, braccia e polpacci; arancione metallizzato per il volto, rosso per gli occhi del robot). Due (piccolissimi) simboli Maximal adornano gli avambracci.
Posabilità nella norma, con
ball joint su spalle e anche, snodi a testa di fungo su cosce e avambracci superiori, perni a rotazione su gomiti e ginocchia. Il piede è fisso per via della trasformazione, ma la cosa non pregiudica la posabilità. La testa può girare a 360° e annuire malgrado non sia su
ball joint. Il bacino può ruotare, anche se è parzialmente limitato dalla presenza del
kibble sulla schiena.
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TRASFORMAZIONE[/fade]
Per trasformare Rattrap nella sua modalità alternativa, sollevare innanzitutto la testa del topo in modo da liberare lo spazio sottostante. Ruotare le spalle e avvicinare le braccia distese, con il dorso delle mani rivolto verso l’interno. Distanziare la sezione di
kibble dietro la schiena tramite l’apposito snodo e posizionare, ruotandola, la parte finale della schiena del topo.
Adesso arriva la parte che mi piace di più: sollevare la parte frontale di ginocchio e caviglia del robot e chiudere su sé stesso il polpaccio, formando la zampa dell’animale; tirare verso l’esterno la zampa, liberando in questo modo l’articolazione della stessa. Una soluzione tanto semplice quanto elegante per differenziare arto robotico e animale, che potrebbe definire un nuovo standard nelle trasformazioni bestiali. Date un’occhiata alla sequenza qui sotto, per farvi un’idea:
Finita la divagazione, continuiamo: avvicinare le gambe e chiuderle all’interno della schiena dell’animale, incastrando l’articolazione delle zampe negli appositi alloggiamenti; distendere lungo le cosce le sezioni anteriori del polpaccio del robot. Estendere tramite doppio snodo il “guscio” dell’animale e avvicinarlo ai fianchi della figura. Chiudere le braccia avvicinandole al corpo centrale e attaccarle ai lati dell’animale tramite gli appositi peg. Girare le zampe anteriori. Trasformazione terminata.
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MODALITA’ ALTERNATIVA[/fade]
La
modalità alternativa di Rattrap è, chiaramente, quella di un
topo.
[thumbnail=float-right]/toys/index.php?source=Generations%20-%20Thrilling%2030%2FRattrap%20%28Deluxe%29%2F12.jpg&size=original[/thumbnail]La
scultura della figura è stata realizzata con cura e verosimiglianza: la superficie del manto presenta scanalature che simulano abbastanza fedelmente il pelo dell’animale; le zampe e la coda (che ha un’anima in metallo, quindi è liberamente posabile!) sono dettagliate e credibili; il muso, infine, è decisamente espressivo e quasi simpatico. Dico “quasi” perché personalmente i topi mi fanno ribrezzo.
La
colorazione è fedele alla realtà: il grigio monocromatico del manto è interrotto verso la coda da una zona che sfuma nel rossiccio/marrone; coda, zampe e interno delle orecchie sono di un delicato risa carne; occhi e naso sono neri. I dentini, infine, sono bianchi.
La
posabilità è buona ma non estrema: al di là della coda, come già accennato, il topo può muovere in avanti e indietro le zampe anteriori e (seppur più limitatamente, a causa della forma dei fianchi) quelle posteriori. Le zampine possono ruotare. La testa, infine, non può girare a destra o sinistra ma può piegarsi in basso senza lasciare buchi grazie a un pannellino apposito e può aprire la bocca (il cui interno, purtroppo, non è colorato). Tutto sommato è a un livello soddisfacente.
Il
disguise, infine, è ottimo fino a quando non si mette il topo sottosopra. In tal caso infatti risaltano in bella vista (anche grazie al colore) le braccia del robot e la sua testa (se non si ha avuto l’accortezza, prima di eseguire la trasformazione, di girarla di 180°). Il fucile può trovare posto in un apposito alloggiamento al di sotto della figura, contribuendo parzialmente a coprire le parti robotiche.
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OPINIONI PERSONALI[/fade]
Rattrap mi ha stupito positivamente. A una modalità alternativa credibile e non legnosa (come poteva essere quella di Rhinox) affianca un robot mode di tutto rispetto, molto rispettoso della sua controparte animata. Non posso che consigliare l’acquisto del modello a tutti i patiti di TF bestiali in generale e di Beast Wars in particolare.
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TIRANDO LE FILA[/fade]
Non mostratelo alla vostra donna, se non volete che lo prenda a scopettate. E non lo meriterebbe, perché è proprio un bel modellino.
Nel link alla gallery contenuta nella scheda tecnica sono disponibili ulteriori immagini del modellino.