JazzLuca
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#p171149 • Pubblicato il:
18 Set 2014, 14:34 Quasi a sorpresa, nell'abbondanza delle riproposizioni multi-linea di GenerationsT30, hanno trovato spazio pure i G1 Roadbuster e Whirl, i due Autobot derivati dalla serie giapponese Dorvack della Takotoku, famosi più per essere membri del team dei Wreckers che per altro, non potendo contare su ulteriori apparizioni nei media degli anni '80 oltre ai fumetti UK.
Se magari il giocattolo di Whirl segue la sua recente fama nei fumetti IDW della serie MTMTE ( anche se nell'aspetto si ispira più all'originale), Roadbuster pare uscito solo per far coppia con l'Autobot elicottero come ai vecchi tempi, ma l'aspetto del robot non è così pedissequo al G1, dato che è un design nuovo che ricorda sia il giocattolo del 1985 che le poche apparizioni nei fumetti di questi anni.
Come il G1 abbiamo ovviamente la forma del petto dal cofano del veicolo e la colorazione arancio su petto ed armatura delle cosce, verde per piedi, cosce, pugli e parti "interne" delle braccia e bacino, mentre il marrone sta su spalle, armatura degli avambracci e gambe inferiori. Per quanto ad una prima occhiata somigli al G1, dicevo, a guardar bene il design è rifatto da capo a piedi, grazie anche alla trasformazione differente; alcuni particolari sono presi, come accennato sopra, dai fumetti IDW, come i copri-coscia ai lati e la posizione a sinistra anziché a destra della piccola griglia sul cofano, mentre per il resto questo giocattolo differisce innanzitutto per la posizione delle ruote: se nel G1 erano quelle posteriori sui glutei e le anteriori appese dietro la schiena, ora si trovano rispettivamente adagiate sui polpacci ed appese agli avambracci.
Se le ruote ripiegate nei polpacci sono un bel tocco che da spessore alle gambe, quelle appese sotto gli avambracci invece sono un po' difficili da digerire, dato che sono d'impiccio a vederle lì e vien da pensare che qualsiasi altra soluzione sarebbe stata migliore, dato che di solito solo modellini del tipo Legion o Legends si ritrovano ad avere le ruote negli avambracci... e quasi per ulteriore sfregio, i pugni manco ruotano ma sono fissi nella scultura degli avambracci ( ed è ulteriormente ironica la cosa dato che il G1, nella sua posabilità da giocattolo degli anni '80, fra le poche cose che poteva muovere erano proprio i pugni che ruotavano! ). :-/
Anche le ruote posteriori però non scherzano ad impiccio, dato che sporgono un po' troppo all'interno ed obbligando il robot a stare sempre con le gambe leggermente divaricate.
A parte i suddetti pugni, e la rotazione del bacino assente, la posabilità non è male, con tanto di piedi ben posizionabili, ma in alcuni parti è un po' ardua, dato che le rotazioni delle braccia e delle gambe sono un po' durette, così come quelle sulle spalle sono a scatto, forse per far in modo che il robot non abbia problemi a sostenere le armi.
Infatti la parte del leone in questo modellino la fanno le armi, assai numerose, imitando così i parecchi accessori che accompagnavano il G1: Roadbuster ha a disposizione un lanciamissili sparante con base mobile per muoverlo su giù ed un foro sul fianco sinistro, un altro cannone con la stessa base mobile e con un foro sopra ed uno al fianco, un fucile che può attaccare la propria coda alla arma precedente con un foro al fianco, un tubo che può attaccarsi alla canna di questi o essere usato come mirino grazie alla spina od al foro rettangolare, una pistola con sopra un foro ed infine una piccola batteria di missili.
Inutile dire che tutte queste armi sono combinabili fra loro in svariate maniere, come accennato nella descrizione delle stesse, o nel robot stesso grazie alle numerosi fori appositi, ovvero ai lati delle spalle, su degli appositi moduli fra braccia e torso ed ai lati e davanti le gambe. C'è inoltre un ulteriore foro all'interno del petto sul lato destro per le armi più piccole come la batteria di missili: manco a dirlo, tutto ciò eleva molto la giocabilità del modellino, potendo ricombinare a piacere le armi attorno al robot.
Il robot si presenta quindi assai bene, "nonostante" il redesign e le ruote impiccione, e son carini i moduli dietro la schiena ( come nel G1, ove c'erano le ruote con degli appositi pannelli a coprirle ) formati dal tettuccio del veicolo, così come la scultura della testa, piccola per dar l'idea della stazza del robot, e con un visore dalla forma inedita, che s'allarga verso il centro. La stazza del robot, però, che dovrebbe essere di quelli grossi e forzuti, non è resa molto bene, dato che come voyager si fa superare tranquillamente dal suo comandante Wrecker Springer.
La trasformazione, come avrete intuito, è diversa dal G1, con sì il cofano/petto che si alza, e le spalle che rientrano nel vuoto da questo creato nel torso, ma con gli avambracci che si alzano e si adagiano ai lati della parte anteriore del veicolo mentre le gambe invece che allargare e ribaltarsi ai lati, semplicemente piegano le ginocchia formando la parte posteriore dell'auto, con i piedi che uniti occupano la parte centrale vuota fra i due moduli/tettuccio.
Se l'originale Roadbuster si trasformava in una jeep futuristica scoperta, questa nuova versione GenT30 direi che migliora le intenzioni iniziali, divenendo un veicolo fuoristrada blindato e compatto: le ruote che un po' ( tanto ) ci fanno dannare nella modalità robot qui trovano una ragione nell'essere così grosse ed esterne al veicolo, mentre la cabina di pilotaggio è coperta con finestrini stretti ed una forma quasi ovoidale nel suo protendersi verso il retro del mezzo. Un mezzo militare ben più realistico, insomma, che non il jeeppone largo e scoperto dell'originale: a ricordarlo abbastanza comunque ci pensa la colorazione, con i colori disposti pressochè come l'originale, ovvero cofano e parafanghi posteriori arancio, portiere marroni e cerchioni e parafanghi verde, più la cabina ( che nel G1 era solo il parabrezza ), mentre parafanghi e parte posteriore del nuovo Roadbuster sono marroni anzichè, rispettivamente, arancio e verde, ma questo perchè sennò le braccia e le gambe non somigliavano alla colorazione del robot dell'85.
Anche nel veicolo, ovviamente, ci si può sbizzarrire nel posizionare le molte armi, anche se con meno fori che nel robot, ovvero 1 per portiera e due sul tettuccio e altri 2 subito dietro ai fianchi, ma volendo si possono utilizzare con le armi più piccoli quelli sotto i pugni subito sotto il parafanghi. ^_^
Ciliegina sulla torta, un po' di sano amarcord grazie a degli adesivi decorativi con scrittine varie ( come nell'originale, manco a dirlo ) ed un bel simbolone Autobot rosso nel petto/cofano oppure uno azzurro con l'emblema dei Wrecker.
Concludendo, se lo confrontiamo con i colleghi Triplechanger come Springer, questo Generations Voyager ne esce un po' con le ossa rotte, sia per massa che per trasformazione ( quasi più semplice dell'originale! ), ed il fatto che non somigli fedelmente al G1 non so quanto sia un bene, per quanto innovativo, dato che come personaggio, sopratutto per noi italiani, non è che abbia un carisma tale da oltrepassare la fedeltà all'originale, come è stato appunto per uno Springer o Blitzwing... per fortuna non è da buttare, ma di sicuro non è neanche un acquisto imprenscindibile. Consigliato ma con moderazione, insomma. ^_^