Per ricordarci che c'è stata la
Trilogia di Unicron, per la linea
GenT30 Hasbro ha sfornato la versione moderna di
Armada Starscream, personaggio che, nonostante la somiglianza estetica al classico
G1, è riuscito a discostarsi dal suo archetipo per una differente caratterizzazione nel cartone animato, che lo vedeva agire non come il solito ambizioso traditore un po' viscido, ma come
una specie di Dinobot BW dei poveri un valoroso guerriero che si ribellava a Megatron per onore o giù di lì.
E tornando sul discorso della somiglianza al G1, alla
IDW hanno avuto la bella idea di rendere questo stampo il nuovo corpo dello Starscream classico narrato nei loro fumetti, discostandosi così finalmente dal solito
chassis da
seeker.
Ovviamente la prima cosa che salta all'occhio è il ridimensionamento dall'allora equivalente della classe
Voyager a quella
Deluxe, ma almeno sono state anche apportate modifiche migliorative rispetto ai "difetti" della versione originale.
La seconda cosa che quindi si nota sono che i famigerati missili sulle spalle del
robot, più croce che delizia del giocattolo del 2002, finalmente qui si possono abbassare lungo la schiena, laddove originariamente stavano scomodamente paralleli al terreno. Ovviamente ora la
gimmick coi
Minicon non c'è, anzi, non c'è manco il Minicon ( mentre nella riedizione in salsa classic di
Hotshot era compreso anche l'elicotterino
Jolt ), ma i missili sono comunque sparanti, mentre i moduli che li lanciano, così ripiegati, sono più comodi e spuntano da dietro le spalle ricordando più le classiche protuberanze dei seeker G1.
L'altra arma iconica dell'Armada Starscream era la spada ricavata dall'ala sinistra: ora questo Starscream ha le ali ben salde ma anche e comunque due spade, in plastica trasparente arancio, che si ripiegano e nascondono sotto le suddette ali. Da sottolineare come quest'ultime siano su
balljoint e quindi assai manovrabili, potendo non solo ruotare ma anche piegarsi all'indietro. Sempre a proposito di ali, infine, altra piccola grande miglioria sono gli alettoni sulle ginocchia, che nell'Armada sporgevano pure troppo mentre qui si ritraggono abbastanza dentro le gambe.
Riguardo al resto sulle somiglianze con il Voyager originale, ha ancora tutto il muso del jet a fargli da torso, con tanto di punta che si protende verso il basso e
cockpit in plastica trasparente arancio ( così come la parte posteriore dei moduli sulle spalle ed il retro della testa per il
light piping degli occhi ) mentre le ali hanno un design meno lineare e le bocche da fuoco dei lancimissili non son tonde ma a forma esagonale.
Come nell'originale sono presenti le prese per Minicon, una per braccio e una per modulo lanciamissile, anche se non funzionanti. Cromaticamente il rosso principale è più chiaro sia della controparte originale che degli altri Starscream Generations Deluxe passati, ma è bilanciata dal nero di pugni, moduli e gambe, anche se un po' di nero sul torso come nell'Armada non sarebbe guastato. Il grigio, più diffuso nell'originale, qui è limitato ai soli piedi, avambracci e parzialmente su ali e alettoni, mentre anche qui è presente una spruzzata di giallo nelle parte interne delle bocche di fuoco e sui dettagli nel petto, nonché nella schiena.
Ovviamente anche in posabilità questa versione è un salto in avanti, con tutte le articolazioni della media, a parte la rotazione del bacino e dei polsi. Il vero grande difetto di questo modellino è la stazza, apparendo non solo bassino ( ma comunque in scala con i suoi precedenti omonimi Classic/Generations ) ma anche fondamentalmente secco e scarno, ma ormai praticamente tutti i Deluxe recenti sono così ma riescono a essere lo stesso ben fatti.
La
trasformazione è proprio quella della versione originale, con il muso che si alza dal torso, il bacino che si ribalta indietro e le gambe che si ripiegano lateralmente, mentre come unici cambiamenti ci sono la testa che si nasconde piegandosi in avanti e le braccia, che si ruotano all'indietro anziché piegarsi in avanti con gli avambracci protesi.
Tutto sommato il
jet risultante è meno goffo dell'originale, e l'idea delle braccia buttate all'indietro è vincente, così come la forma delle ali è più "aggressiva". Notevole che il velivolo abbia i carrelli retrattili sulla parte posteriore ed anteriore, anche se non hanno le rotelle funzionanti, mentre sempre da sotto la facciona di
Astrum è protetta da un pannello apposito, che poi nella trasformazione in robot va abbassato per poter incastrare il muso del jet al torso, così come è stato mantenuto l'"automorph" dell'originale, che vedeva la testa del robot spuntare quando si abbassava il bacino.
Infine, un bel modello, che nel suo essere abbastanza minuto e nella sua povertà di plastica riesce a migliorare comunque i difetti dell'originale, e possiede il carisma sia dell'originale Armada che del recente Starscream dei fumetti ( il più sexy di sempre, ricordiamocelo!

)