E con
Skids si chiude un cerchio, infine, ovvero quella della riproposizione in chiave
Classic del
roster degli originali
18 Autorobot Diaclone, ed anche se con qualche passo falso, si chiude decisamente in bellezza con questo modellino.
Nonostante la sua storica funzione di teorico ed antropologo, e in generale di Autobot non propenso alla battaglia, la prima cosa che salta all'occhio di questo giocattolo è la quantità smodata di armi che lo accompagna in modalità
robot, che lo rende il classico arsenale ambulante. E' un po' un paradosso tutto ciò, dicevo, anche se meno se si tiene conto della caratterizzazione moderna nei fumetti IDW, ma in realtà questa concezione non fa troppo a pugni invece con il modellino
G1 originale di Skids, che era parecchio armato con ben 3 fucili di cui uno sparante.
Il moderno
Furetto ha innanzitutto un fucile dal design ispirato ad una delle armi del suo omonimo G1 ed una pistola ( questa invece modellata su quella che compare nel fumetto IDW ) che possono combinarsi in un'arma più grande; ha poi due laser per avambraccio ( questi invece ricordano l'arma bicanna sempre del G1 ) che si dividono spostandosi da sotto ai lati. Non contento, ha pure degli inediti laser sulle spalle nascosti sotto il parabrezza sulla schiena che si ribaltano con un meccanismo a molla: questi magari si ispirano ad un
design concettuale del Diaclone originale che appunto presentava queste armi poi assenti nel giocattolo finale, mentre del tutto inedite sono delle batterie di missili che compaiono nelle spalle ruotando verso il basso i parafanghi delle ruote anteriori.
Un arsenale ambulante che cozza con il teorico Autobot, certo, ma è innegabile che tutto ciò aumenta notevolmente la giocabilità del modellino, che si ispira al
design di Alex Milne per la succitata serie
IDW MTMTE, cosa che si nota soprattutto nella scultura della faccia, con il tipico naso lungo e dritto.
E ovviamente, manco a dirlo, questo Generations cita molto bene l'originale G1, con il muso dell'auto come petto, le portiere dell'auto come ali ( anche se rovescie qui ), e le ruote posteriori sotto i piedi, mentre si differenzia per l'assenza del parabrezza dietro la testa ( ma qui è un pregio, dato che si ripiega bene sopra il tettuccio dell'auto ), le gambe con le parti della carrozzeria davanti anzichè dietro, mentre i piedoni ed una griglia frontale larga e con scolpiti due ornamenti sono per farlo somigliare al design del Milne. Infine le ruote sulle spalle sono dritte anzichè ruotate all'infuori di 90° come il giocattolo, per somigliare al
settei originale del cartone.
Il blu principale, infine, è più chiaro di quello abbastanza scuro del G1, così come il rosso su piei, bacino e gomiti ( anzichè le mani come l'originale ), ma è comunque piacevole alla vista, ed il robot è assai posabile con pure annessa la rotazione del bacino, mentre solo le spalle soffrono un po' per via della forma alta e pure dei laser ai lati della testa, non potendo alzarsi molto lateralmente.
La
trasformazione cita ovviamente l'originale, con il petto che si alza divenendo la parte anteriore dell'auto, lo zaino che si dispiega a formare il tettuccio, il parabrezza e le portiere, ed il bacino che ruota e le gambe che si accartocciano a formare la parte posteriore dell'auto. Per la testa, che semplicemente si ribalta all'indietro senza alzare il cofano come nel G1, ho fatto inizialmente un po' di fatica a ruotarla, dato che la base era ben incastrata, mentre i piedoni che si ripiegano sono un po' ridondanti, dato che forse bastava farli più corti o farli slittare un po' indietro nel robot, che i talloni sono praticamente assenti con ovvi problemi poi nella stabilità.
La modalità alternativa di G1 Skids si può dire che fosse un po' famigerata, dato che in mezzo a non so quante auto sportive o camion di vario genere, lui era una semplice utilitaria compatta, e anzi, nei media Usa era scambiato per una sorta di monovolume: il Generations quindi riprende la compattezza del giocattolo originale sfoggiando la forma di una
compatta sì, ma sportiva, con un alettone posteriore, veicolo che ricorda molto così le auto del primo
Bumblebee Classic e dell'
Animated.
Ovviamente non può mancare l'iconicissima striscia rossa e bianca ai lati della carrozzeria ( anche se limitata alle sole portiere ), così come i fari belli tondi, mentre è da scordarsi completamente la possibilità di aprire e sollevare il portellone posteriore, caratteristica peculiare del G1. A dare un po' di colore all'auto ci pensano anche i cerchioni colorati di rosso, mentre, sebbene vista da sotto l'auto ha un po' di spazi ( quasi gli stessi dell'originale ), le armi non vi possono nascondere dentro, ma almeno si attaccano ai lati dell'auto tramite due appositi fori vicino le ruote posteriori: peccato che non possano nascondersi all'interno del veicolo, dato che spazio ce ne sarebbe, sopratutto togliendo i succitati piedoni...
L'auto insomma non è male, magari solo un po' anonima, ma il robot alza notevolmente la media del giocattolo, sia per la modernizzazione del G1 che per l'alta giocabilità data dalle numerose armi. Decisamente consigliato! ^_^