Mi sono accorto che ancora un anno fa avevo iniziato a scrivere la recensione di Metroplex ma l'avevo poi accantonata: eccovi allora, con i dovuti aggiornamenti, la rece di quel bestione di Guardian Gen T30. ^_^
Uno dei miei crucci di sempre è quello di non avere nella mia collezione il mitico
Fortress Maximus, il più grande
Transformer mai fatto, vero
Santo Graal per qualsiasi collezionista... o meglio, qualsiasi collezionista non disposto a sborsare cifre troppo esagerate. Ma la
Takara è buona, e poco tempo fa l'ha ristampato, ma il problema del prezzo ancora un po' troppo alto per un giocattolo continua a perseguitarmi... quindi insieme ad
Hasbro, che han fatto? Han pensato di fare un transformer ancor più grande ma dal prezzo più abbordabile, ed eccomi quindi infine tutto felice a parlarvi del NUOVO tf più grande mai fatto,
Metroplex!
La scelta di Metroplex per questo titolo ( in occasione del
30° anniversario del brand ) non è casuale ed a mio vedere davvero ben ponderata: infatti il nostrano
Guardian è l'unico dei vari cosiddetti
city-bot cristallizzato nella mente dei fan come un titano enorme, dato che è sempre apparso così nei vari media, mentre i vari FortMax,
Trypticon e
Scorponok invece son spesso stati ridimensionati a livelli più vicini agli standard degli altri TF.
Già la confezione fa gridare di gioia alla vista, enorme e impreziosita da un bellissimo disegno del robot che protende l'enorme mano in avanti, attorniato da altri protagonisti della linea
Thrilling 30° per rendere l'idea della differenza di dimensioni del soggetto.
Il
robot, una volta aperta la confezione, si presenta disassemblato, col braccio destro staccato per meglio poter infilarsi nella scatola! Una volta attaccato il braccio, questo non è più facilmente staccabile... magari lavorandoci un po' forse si può, ma io di sicuro non ci provo!
Inutile dire che, beh, la prima impressione è da mandibola a terra, da quanto è grande nei suoi 55 e rotti centimetri, ed anche prima di attaccare il braccio si evince quanto imponente sia. Come il
G1 infatti ha un ampio petto con due spallone, ma l'effetto del "più largo che alto" dell'originale qui è stato corretto bene, risultando sia slanciato, grazie alle gambe lunghe, che, appunto, ben piazzato. Ed infatti è proprio il caso di dire che è il G1 riattualizzato, con petto, gambe e spalle caratteristicamente squadrati ma con cosce e braccia dalle forme più smussate. anche la testa è più proporzionata, mentre lo stomaco come consuetudine è assai smilzo. Le ginocchiere ci sono, sebbene più alte, mentre mancano le antenne sopra le spalle, ora divenute effettivamente dei laser retrattili ( come quello della sola spalla destra del G1 ).
La scultura non è affatto male, con svariati omaggi a quella del G1 come i fori sulle ginocchiere ed il petto asimmetrico, ma soprattutto quelle che sembrano essere delle piccolissime finestre sulle spalle, come quelle degli adesivi neri e gialli nel G1.
La testa presenta inoltre svariate
gimmick: prima fra tutte la possibilità di far calare un visore sugli occhi, in modo così da citare come veniva disegnato nei cartoni animati: premendo poi la parte alta centrale del petto ( che gli appositi adesivi dipingono come la cabina di comando... ) si accendono le luci su occhi e sulla sottostante semicupola rossa trasparente, e partono diversi suoni e frasi registrate. Ma la vera novità sta nella levetta nascosta dietro la nuca, che serve a far muovere a destra e sinistra le pupille del robot!!!
Per il resto è assai articolato, con tanto di dita ognuna mobile alla base, bacino e polsi che ruotano e si piegano, eccetera, e con solo i piedoni fissi e la testa che ruota ma non si alza o abbassa.
Le armi son formate dai cannoni neri sulle spalle che divengono a loro volta delle pistole del robot con tanto di impugnatura pieghevole ed il cannone/fucile rosso, con annesso missile sparante, che nella forma ricorda esso stesso un'astronave! Nel G1 erano 2 i grandi fucili rossi, mentre qui è uno solo e diventa poi sia il cannone da posizionare dietro la stalla che quindi, sollevandosi, una delle torri della modalità di città, sostituendo così
Sixgun, uno dei robottini/droni dell'originale Metroplex formato appunto dalle armi e da una torre.
E a proposito robottini, il nuovo Guardian è accompagnato da una versione aggiornata di
Scamper, l'automobilina nera a 6 ruote che risiede nel vano destro del petto del robottone: l'originale Scamper si trasformava sì ma aveva le braccia che si staccavano per divenire le due armi da mettere sopra il tettuccio, mentre questo qui no, ovviamente, ma le braccia nella trasformazione divengono due moduli che allargano posteriormente non poco il veicolo rendendolo più cybertroniano che terrestre, nonostante la parte anteriore da comune auto sportiva.
Nero con cosce e spalle grigio scuro, ha dettagli colorati del motore sulle gambe in argento ed i vetri del veicolo blu scuro, e una pistola bicanna e sopratutto la testa color rosso, dettaglio quest'ultimo che ha fatto storcere un po' il naso ai puristi.
Scamper dovrebbe essere anch'egli uno dei nuovi
Legend, ma effettivamente è un attimo più piccolo degli effetti Legends GenT30* ed ha una pistola normale non un piccolo compagno
Targetmaster: già che c'erano potevano magari crearglielo ad hoc nei panni di
Slammer, come l'originale carrarmatino drone di Metroplex G1 che diventava una torre della città, ma vabbè.
Tornando al nostro titano, così come il suo originale omonimo, anche lui praticamente si siede per
trasformarsi nella modalità di
stazione di battaglia mobile, con i pannelli degli stinchi che si ribaltano in avanti formando delle effettive piste di partenza o atterraggio, con tanto di dettagli scolpiti, cosa solo accennata nel giocattolo originale, e le braccia si rivolgono verso indietro, facendo comparire un eliporto sulla spalla sinistra, mentre la testa non scompare la si limita a ribaltare il casco in avanti, coprendo la faccia e divenendo una postazione di artiglieria dove posizionare i modellini Legend.
Un'altra postazione d'artiglieria per i Legend è ricavata sulla spalla sinistra, laddove nel G1 si ribaltava un pannello con una coppia di cannoni laser, ora il pannello si apre del tutto per far spuntare sempre una coppia di laser ma anche un sedile per il piccolo modellino.
A parte la trasformazione semplice, ciò che principalmente lascia l'amaro in bocca in un modello così grande sono le braccia che semplicemente ruotano all'indietro senza trasformarsi minimamente, e con le mani che si adagiano alla bell'e meglio sui polsi per non essere troppo visibili. Non potevano ribaltarsi e andarsi a nascondere negli avambracci, come tutti i pugni degni di questo nome? La risposta è sì e no: no perchè nell'avambaccio destro, ruotato il braccio in avanti, si apre una paratia apposita che rivela un cannone ed un sedile per un Legend, un po' come per la succitata spalla sinistra, e sì, perchè questa cosa non succede nel braccio sinistro che rimane un pezzettone di plastica inutilizzato. :-/
A parte questo, fra le novità compare nella gamba sinistra un braccio meccanico riparatore, così come nella parte inferiore del lato sinistro del petto si abbassa un pannello per rivelare una batteria di missili, come nel G1.
Anche la trasformazione in
base/città è semplice e come il G1, con il busto che ruota di 180°, le gambe che si ribaltano e da sotto si aprono lateralmente, mentre il braccio sinistro si porta dietro la schiena e la parte superiore sinistra del petto si ribalta lateralmente a formare un eliporto ( e da cui si sollevano due inediti braccini ).
La novità e miglioramento data da questa versione moderna rispetto al G1 è che le ginocchiere e i piedi si sollevano in modo da diventare delle tettoie e non intralciano quindi le corsi delle gambe, con quindi il vano destro nel petto che può collegarsi direttamente alla pista della gamba sinistra ( qui nel lato destro della città ).
Le braccia però restano ancora poco mimetizzate, a parte il destro che diventa la postazione, mentre il braccio sinistro se alzato verso l'alto non da quella sensazione di torre/grattacielo che dava il G1, con tanto di mano bella in vista.
Inoltre le gambe del già si ripiegavano verso l'interno per rendere la base più larga, mentre nel Generations non esiste quest'articolazione, e le gambe/rampe si allargano solo partendo dalle anche: se aggiungevano un'articolazione di rotazione fra il ginocchio e l'anca era possibile imitare il G1 ma invece no, peccato.
Insomma, le modalità alternative apportano piccole novità ma fanno anche passi indietro rispetto al G1, ma d'altronde si evince che lo scopo del giocattolo è quello di essere il più grande Transformer mai prodotto, dando quindi risalto più al robot e sacrificando quindi un po' le pur semplici nella loro fedeltà modalità alternative.
Ma stiamo pur sempre parlando di un grande e grosso giocattolo venduto nei negozi e supermercati in USA, quindi oltre alle varie gimmick relative alla sua interazione con i modellini Legends, ad aggiungere giocabilità anche ai nostalgici sono il centinaio di adesivi da applicare per rendere Metroplex il più dettagliato alla vecchia maniera. :-)
Infine, come rivisitazione aggiornata dell'originale, nonostante i succitati difetti ma anche grazie alle gradite novità, Metroplex è un acquisto immancabile, grazie anche al prezzo abbordabile per la sua stazza e, sì, sopratutto da avere proprio per la sua stazza! ^_^