Seconda recensione per la linea dedicata al trentennale, si parlerĂ del voyager Springer (o Autobot Springer come recita la confezione).
La confezione è identica a quella del collega Blitzwing (assolutamente degna di nota l’artwork, semplicemente stupenda), per cui passerei diretto a parlare del ROBOT.
Wow. Era da tempo che non maneggiavo un TF così ben fatto e solido. Le parti sottili sono davvero poche e tutte funzionali alla trasformazione o alla buona riuscita di una delle tre modalità , il resto si tratta tutta di plastica solida (non piena, ma decisamente ottima).
altra considerazione che si può fare da subito è che non ci sono giunture molli. Sia quelle usate per la posabilità del robot che quelle per la trasformazione sono solide e le parti dispongono sempre di un incastro, per cui anche scuotendo il robot le giunture rimangono al loro posto.
La colorazione... bè, se devo dire la verità , di parti pitturate non ce ne sono moltissime, ma questo perchè il robot è costituito da parti di plastica differente, per cui abbiamo piedi grigio scuro con decorazioni laterali metallizzate, gli stinchi grigio chiaro con le ginocchiere verdi, cosce, bacino e addome sono verdi con decorazioni gialle, il petto è giallo con al centro un simbolo Autobot rosso, le braccia sono grigio scuro con decorazioni verdi la testa è verde con il viso grigio chiaro e le decorazioni dietro le spalle sono gialle.
La scultura è davvero ottima, e la colorazione mette in risalto moltissimi dei particolari scolpiti.
Anche la posabilità è di altissimo livello, con un gradito ritorno di articolazioni a scatto su ginocchia e gomiti, davvero il top della solidità , e la presenza di praticamente tutte le articolazioni possibili, compresa quella del bacino. Mancano solo de dita apribili, ma in un modello di questa classe credo sarebbero state irrealizzabili, e un’articolazione per inclinare il piede, ma dato che la pianta del piede è sagomata già inclinata, questa articolazione diventa superflua.
Come look ha un qualcosa di entrambe le modalità alternative, seppur la maggior parte dei particolari è ben nascosta: della modalità terrestre abbiamo le ruote, visibili sugli stinchi e sulle spalle, mentre della modalità aerea abbiamo dei piccoli alettoni sugli avambracci.
Dietro la schiena si trova uno zaino costituito dal tetto delle due modalità alternative, ma è davvero poca cosa, mentre sui talloni abbiamo due piccoli pezzi che andranno a formare gli alettoni, ma si possono usare come supporto aggiuntivo ai talloni.
Come armi Springer è fornito di una spada formata dal rotore principale dell’elicottero e di un blaster con due missili sparanti. Le armi sono entrambe molto ben fatte e particolari, sia perchè richiamano ciascuna una delle due modalità , sia per la fattura vera e propria: le spade sono formate in modo ingegnoso, l’impugnatura è tenuta ferma da una serie di perni che si incastrano nella guardia (è complicato da spiegare a parole, vi consiglio di dare un’occhiata alla videorecensione), mentre nel blaster i missili vengono sparati con un unico pulsante a pressione ma non contemporaneamente, verso metà pressione viene sparato il primo e premendo fino in fondo viene sparato il secondo.
Insomma, anche solo come robot varrebbe l’acquisto.
Passiamo alla PRIMA TRASFORMAZIONE: i coprispalla si chiudono e si solleva il muso del veicolo sopra la testa, nascondendo poi la testa stessa nel petto. Si apre la parte interna degli avanbracci, si ripiegano all’interno i pugni e si richiude la parte aperta in precedenza.Le braccia si aprono verso l’esterno e vanno ad agganciarsi lateralmente alle spalle. Le spalle slittano verso il basso e si agganciano al corpo. Le gambe si uniscono e le punte dei piedi si estendono verso il basso. Si sistemano gli alettoni in posizione, si abbassano le ginocchiere a formare dei carrelli di atterraggio e un piccolo pannello dietro la schiena viene attaccato al retro delle cosce. Infine si apre la spada per formare l’elica e si inserisce nell’apposito foro.
Ed eccoci alla modalità aerea, sotto forma di ELICOTTERO. Ci troviamo di fronte ad un veicolo chiaramente non terrestre, ma comunque ben compatto e dalle forme ben definite (a riprova del fatto che se vogliono delle modalità aliene credibili riescono a trovarle), e come per il G1 abbiamo la parte anteriore del veicolo molto massiccia mentre la coda è molto più snella. Confesso che la linea di questa modalità non mi fa impazzire, ma comunque è accettabile, ben scolpita e bilanciata. L’abitacolo sfoggia una plastica trasparente azzurra, quasi invisibile in modalità robotica. Parlando di colorazione, salta subito all’occhio però l’unico difetto (se lo vogliamo considerare tale) del modello: le parti di plastica gialla che formano il muso del veicolo sono di tonalità differenti e stonano quando accostate tra di loro, formando uno stacco visivo nel tipo di colorazione.
Per il resto, la colorazione è ottima e alcuni dei particolari che si notava in robot mode e sembravano solo di bellezza, qui hanno più senso (come per esempio le decorazioni argentate dei piedi che qui simulano il rotore posteriore)
Facendo rientrare il carrello anteriore è possibile agganciare sotto il muso il lanciamissili, in modo da armare il mezzo.
Probabilmente la forma meno riuscita delle tre, ma comunque davvero molto ben fatta e giocabile.
Andiamo alla SECONDA TRASFORMAZIONE, che ci porterà della modalità aerea a quella terrestre. Si aprono le parti di cabina sui lati del veicolo e si distendono le braccia. La parte sulla schiena del robot slitta indietro e si aggancia alla schiena. Si slittano le spalle verso l’alto facendo aderire le braccia al corpo e si chiudono i due pannelli presenti sulle spalle per formare i fianchi del veicolo. La parte inferiore delle gambe ruota verso l’esterno e si aggancia ai lati del corpo, completando la forma del veicolo. Non rimane che da sistemare gli alettoni e la spada al di sotto del veicolo e la trasformazione è conclusa.
Eccoci di fronte a quello che la confezione chiama AUTO BLINDATA: anche in questo caso ricorda vagamente la forma dei veicoli terrestri ma chiaramente non lo è, in ogni caso è solida e compatta, a parte ovviamente le aperture sul cofano che sono volute. In questa modalità lo stacco di colori di cui parlavo prima si nota ancora di più sul cofano, mentre il resto del veicolo rimane molto ben colorato e scolpito. Nuovi particolari vengono messi in risalto come ad esempio delle piccole protuberanze sui piedi che in questo caso prendono la forma di due piccole bocche di fuoco ai lati dell’abitacolo. Oltre ai vetri della cabina di plastica trasparente azzurra, si possono notare bene come anche i fari anteriori siano dello stesso materiale. L’unica scelta estetica che non mi aggrada fino in fondo è l’alettone posteriore, ma è solo un parere personale.
Il blaster può trovare posto in uno dei due buchi sul tetto, e grazie anche all’impugnatura fornita di uno snodo, può non solo ruotare in qualsiasi direzione ma anche puntare verso l’alto o verso il basso con un range di 45 gradi circa.
In CONCLUSIONE, sebbene i miei gusti mi fanno piacere di più Blitzwing, non posso non ammettere che questo Springer sia oggettivamente e sotto tutti gli aspetti il migliore dei due, per cui se doveste prenderne uno solo di questa linea vi consiglierei senz’altro Springer.
Spero che questa linea si mantenga su questi livelli di qualità , perchè se è così ci aspetta un trentennale davvero fantastico.