Inauguro la linea Generations dedicata al trentennale del marchio Transformers con la recensione di uno dei prime due Voyager Class usciti, il Decepticon Blitzwing.
Due parole sulla confezione: simile a quella dei voyager FoC, anche questa ha la forma di parallelepipedo con l’angolo inferiore sinistro segato. Guardandola di fronte abbiamo un’abbondante porzione costituita da una vetrina di plastica trasparente attraverso la quale fa mostra di sè il modello in robot mode, sul fianco sinistro della finestra abbiamo una bellissima artwork del personaggio che procede fino al lato sinistro della confezione.
Estraendo il robot dalla scatola, fissato al suo interno con gli ormai classici laccetti di carta, troviamo oltre alla figura in sè anche le sue armi (di cui parlerò a breve) e le istruzioni. Le istruzioni sono costituite da un foglio ripiegato stampato in bicromia (nero e viola) dove si nota il grosso logo dei 30 anni di Transformers. Dispiegando il foglio si nota come sotto al logo ci sia in bianco e nero lo stesso artwork della confezione e, cosa inusuale di questi tempi, le istruzioni si trovano da entrambi i lati del foglio, un lato per modalità .
Il ROBOT vuole essere una citazione e rielaborazione delle due incarnazioni del personaggio: la classica G1 e l’Animated, e devo dire che a modo suo centra in pieno l’obiettivo.
La forma generale del robot è molto squadrata, sopratutto sugli arti, mentre la linea del torace e del bacino è ben sagomata e più “morbida”. Le gambe sono formate per lo più da una parte cingolata che in questo caso richiama l’Animated, ma è possibile ruotare la gamba all’altezza del ginocchio per avere delle gambe divise verticalmente tra viola e beige, che in questo caso ricordano il G1 (in questo modo però si perde l’articolazione del ginocchio). Le braccia richiamano il G1 essendo per la maggior parte beige con i pugni viola, mentre il corpo richiama l’Animated con la cabina dell’aereo sul torace. sulle spalle sono presenti due alette rivolte verso l’alto, mentre sulla schiena c’è la bocca di fuoco del cannone che punta verso l’alto (dii nuovo a richiamare il G1). Altra menzione particolare è per la testa, con l’elmetto giallo che richiama e modernizza il G1 così come il viso grigio con un visore rosso ad “occhiale”. Ma qui abbiamo una prima gimmick: questo è solo il viso “principale”, facendolo ruotare verso l’alto o verso il basso si possono avere altri due visi, che riprendono e modernizzano quelli dell’Animated. Abbiamo infatti il viso “stratega” con il volto viola contornato di nero e l’occhio sinistro con una specie di monocolo leggermente sporgente rispetto al destro; ruotando ancora abbiamo il viso “insano”, completamente nero con una bocca frastagliata e gli occhi rossi. Data la conformazione dell’elmo secondo me quest’ultimo viso non sta molto bene, ma sono gusti.
La colorazione è ben fatta e seppure i particolari scolpiti siano molti di più di quelli colorati (la scultura è davvero fantastica), non dà la sgradevole sensazione di un lavoro lasciato a metà ... la colorazione è varia e soddisfacente. Come detto prima abbiamo la colorazione principale divisa tra viola e beige, mentre alcuni particolari e le giunture sono grigie, i cingoli sono neri, le decorazioni sul petto sono rosse e argento e la cabina è di plastica trasparente gialla.
Parlando di stabilità e posabilità , i piedi sono costituiti da due pannelli, identici uno in avanti a fare la punta e uno rivolto verso la schiena del robot a fare il tallone. Questo è molto buono dato che i piedi coprono una buona superficie ed essendo inoltre collegati alle gambe tramite ball-joint permettono la massima posabilità del piede. Inoltre la figura è davvero ben bilanciata e sta in piedi in maniera davvero ottima. Sulle ginocchia abbiamo delle cerniere che permettono di piegare la gamba di 90° (lasciano però un buco che permette di vedere all’interno della gamba), sulle anche abbiamo una doppia articolazione che permettono un grande range di movimento sia laterale che avanti e indietro. I polsi possono ruotare di 360°, il gomito si piega di 90° e il braccio può ruotare su sè stesso all’altezza del gomito. le spalle hanno una doppia articolazione simile a quella delle anche, ma qui arriviamo al primo grosso punto dolente del modello: purtroppo, a causa di quello che credo sia un errore di progettazione, è molto difficile (se non addirittura impossibile in alcuni modelli) agganciare in maniera stabile le braccia al corpo. Il pezzo su cui è montata la spalla è di qualche millimetro troppo contro e non avviva ad agganciarsi correttamente al torace, con lo sgradevole effetto che ogni volta che si ruotano le braccia le spalle vanno fuori sede verso l’alto. Spero che questo difetto venga corretto nelle uscite successive del modello. (Al momento della stesura della recensione alcuni negozi stanno ritardando la messa in commercio di questi modelli, spero che sia perchè Hasbro si è accorta del grosso difetto e sta apportando delle modifiche in corsa).
Blitzwing ha in dotazione due armi, le stesse del G1: una pistola e una spada. La pistola ricorda quella del G1 solo molto vagamente per quanto riguarda la forma, mentre è nera invece di essere viola. La spada, invece, ricalca e modernizza la forma di quella originale, e a parer mio lo fa in modo stupendo. E’ discretamente lunga (poco più del braccio), ottimamente scolpita e con due tonalità di viola per la colorazione: una più scura per il manico e l’elsa, e una più chiara per la lama.
Passiamo alla PRIMA TRASFORMAZIONE, che ci porterà alla modalità di terra. Dagli avambracci estraiamo delle coperture per i pugni e ruotiamo le braccia verso l’esterno fino a portarle sopra la testa del robot. sfruttando le doppie cerniere dietro la schiena dispieghiamo verso l’alto le spalle e ruotiamo verso il basso le braccia. Dalla schiena ruotiamo in avanti la punta del jet e la incastriamo sopra la testa...e qui ecco che ci imbattiamo nel secondo grosso difetto del modello. Il pezzo che costituisce la punta del jet è interamente di plastica morbida, molto deformabile e che tende a non rimanere agganciata molto bene al pezzo della cabina. Addirittura, dopo qualche trasformazione (massimo una decina) il mio sta già dando segni di cedimento nella parte posteriore, dove c’è la giuntura.
Tornando alla trasformazione, il cannone viene portato verso il basso e le braccia si richiudono al suo fianco, andando a formare la torretta. Le gambe si separano e ruotano verso l’alto e sul loro asse di 180°. Si chiudono i piedi e si estrae dalla bamba il cingolo, dispiegandolo verso l’alto e agganciandolo al resto della gamba, mentre si fanno rientrare completamente le ali. Si fissano le gambe al corpo centrale e come tocco finale si sollevano due pannelli sul fronte del veicolo per completare il muso. Spada e pistola possono trovare posto in uno dei tre fori disponibili sulla torretta, due laterali e uno al centro.
Il CARRO ARMATO risultante è molto buono se consideriamo che si tratta di un triple-changer, ha sicuramente alcuni buchi strutturali più o meno evidenti sparsi per tutto il veicolo ma si può tranquillamente chiudere un occhio... a prete quello un po’ più voluminoso nel retro del veicolo, ma si può ovviare sistemando i piedi in un certo modo.
In questa modalitĂ il colore principale diventa il beige mentre il viola fa solo da contorno, inoltre alcuni elementi della scultura che prima sembravano solo fregi senza un particolare significato acquistano ora un senso: vediamo come sulla torretta ci sono delle aperture e botole scolpite mentre sui lati abbiamo le classiche piastre.
Sotto i cingoli abbiamo quattro rotelline di plastica che permettono al mezzo di rollare su un piano in maniera convincente. La torretta può ruotare di 360° anche se l’attacco sul corpo centrale del carro è situato in modo strano, non al centro della torretta ma sulla punta (per esigenze di trasformazione). Inoltre il cannone è caricato con un missile di plastica viola e spingendo la canna del cannone verso l’interno viene azionato il meccanismo a molla che spara il missile.
Come camuffamento direi che più o meno ci siamo: braccia e gambe seppur in vista sono scolpite in modo da non essere riconoscibili, le uniche parti del robot che si vedono sono la punta del jet e i piedi sul retro del veicolo, mentre ribaltandolo si vede l’intero muso del jet e il petto.
Questa era secondo me la modalitĂ piĂą debole delle due, ma comunque la considero lo stesso piĂą che accettabile.
SECONDA TRASFORMAZIONE: partendo dal carro armato, chiudiamo i due pannelli che formano il muso del veicolo ed estraiamo da sotto la punta del jet, ruotandola in avanti ed agganciandola fermamente al corpo centrale. Estraiamo completamente le ali dalle gambe e ruotiamole verso l’esterno dopo aver ripiegato i cingoli al loro interno. Il cannone ruota verso la parte posteriore si fissano le gambe al corpo centrale. Le braccia ruotano su loro stesse per assumere una forma più aerodinamica, e si completa il tutto sistemando le alette sulle spalle e a fianco dei piedi ed estraendo il carrello da sotto la punta del jet.
La modalità aerea ha la forma di un JET dalle forme un po’ strane sopratutto considerate le protuberanze (formate dalle braccia) situate sopra il corpo centrale. Anche in questo caso c’è un buco sul retro del veicolo, a cui si può brillantemente ovviare inserendo la spada rivolta verso la coda sopra il mezzo, in questo modo completa la figura in modo splendido. Volendo le armi si possono anche inserire sotto le ali, sopra o sotto il mezzo o ai lati dei “propulsori aggiuntivi”. Anche in questo caso i dettagli scolpiti che si vedono acquistano più senso in funzione della modalità ... un plauso ai progettisti per questa ulteriore chicca che non mi sarei mai aspettato.
L’aereo ricorda più quello visto in Animated che quello del G1, anche se in realtà a me ricorda più una valchiria della serie Macross (le ali possono che cambiare angolazione).
Questa modalitĂ ha come colore predominante il viola con accenti di beige. piĂą del rosso sulle ali e la cabina gialla.
La gimmick sparante funziona anche in questa modalitĂ , ruotando il cannone sotto il veicolo si richiama di nuovo la modalitĂ di fuoco che si vedeva nella serie Animated.
In CONCLUSIONE: si potrebbe ancora dire molto su questo Blitzwing ma rischio di diventare tedioso e ripetitivo. Questo modello non è certo esente da difetti e purtroppo i pochi che ha sono abbastanza penalizzanti; nonostante questo mi sento di consigliare a tutti l’acquisto di questo modello con l’augurio che quello che prenderete sia una versione “corretta”. Anche se, se voleste prendere un solo modello commemorativo, vi consiglierei di puntare sull’altro triple-changer, Springer.
Buon trentesimo anniversario!