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Iscritto il: 21/06/2004
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Regeneration One nr. 89
Regeneration One # 89
Natural Selection - part 4
[Selezione naturale - Parte 4]
Storia di Simon Furman
Disegni di Andy Wildman
Colori di John-Paul Bove
La storia
Su Cybertron, i tre Dinobot superstiti (Slag, Snarl e Sludge) sono in fuga.
A braccarli è una forza composita di Decepticon e di Autobot "liberati geneticamente", tutti quanti al servizio di Scorponok.
Compreso ciò che accade, i Dinobot decidono di regolare i conti con l'alleato chiave di Scorponok, e cioè il loro stesso ex-capo Grimlock.
Decidono quindi di colpire metaforicamente dove fa più male, invadendo l'Infermeria (Nursery) dove sono custoditi gli Autobot vittime degli effetti collaterali del Nucleon.
Al Centro di Difesa Civile di Iacon, Grimlock si rende conto della mossa dei suoi compagni e la "nasconde" (infliggendo un grave danno a Treadshot) con lo scopo di affrontarli personalmente.
Ai Canyon Sonici, Scorponok e Perceptor stanno supervisionando la costruzione di una Chiave Genetica di portata planetaria, con la quale sarà possibile "liberare" tutti gli Autobot del globo, rendendo la loro componente "amorale" dominante.
Perceptor, che ha già subito questo trattamento, comincia però a discutere i presupposti scientifici di un tale atto, facendo alterare Scorponok.
Quest'ultimo deve compiere un enorme sforzo su se stesso, per non reagire con la violenza che gli era solita un tempo: dopotutto, ora è un meccanoide evoluto, a causa dell'influsso del defunto Lord Zarak.
Nelle profondità di Cybertron, Hot Rod si trova davanti a due manufatti ancestrali: la Spada di Primus e l'Alleanza di Primus (Covenant of Primus).
Pur con l'esigenza di difendersi dalle feroci creature primitive che infestano quei luoghi dimenticati, Hot Rod opta prima di capire e afferra l'Alleanza (un Disco Dorato), rivivendo così un frammento del passato dimenticato di Cybertron: è l'epoca della creazione dei Cybertroniani Primordiali, che però si rivelano feroci e bellicosi; Primus, visto il fallimento di questi prototipi, li eliminò. Ma alcuni di loro sopravvissero nelle profondità del pianeta.
Hot Rod viene aggredito da uno dei Prototipi; non gli resta che afferrare la spada e difendersi. Ma riuscirà a usarla... per uccidere?
Sulla Terra, Optimus Prime si dirige da solo all'Arca, per disattivarla per sempre.
Non immagina che, al suo interno, Galvatron è più attivo che mai, e si sta servendo della carcassa paralizzata di Shockwave per riattivare i sistemi dell'astronave, con uno scopo ancora ignoto.
Galvatron, a sua volta, non immagina che Shockwave, per quanto malmesso, ha a sua volta un piano, che si basa su una "contromisura" da lui stesso approntata pochissimo tempo dopo lo schianto dell'Arca (avvenuto 20 anni fa).
Su Cybertron, Grimlock affronta i Dinobot, ma la battaglia dura poco: le forze di Scorponok intervengono, pronte ad ammazzare tutti quanti i Dinobot, senza distinzione.
Grimlock agisce per primo, danneggiando la "cella" di contenimento di Inferno. Il potere di quest'ultimo, conferitogli dal Nucleon, si manifesta in una infernale esplosione di fiamme che travolge tutti.
Solo i quattro Dinobot ne escono illesi, giusto in tempo per essere soccorsi dalla squadra di Crosshairs, Grapple, Hosehead e Blurr (cioè gli ultimi Autobot rimasti "sani").
Nello spazio orbitale del pianeta, l'astronave di Ultra Magnus, con a bordo i guerrieri sopravvissuti alla recente battaglia contro Megatron, si appresta a rientrare sul pianeta.
Magnus e la sua squadra sono ignari della situazione su Cybertron.
E non sanno che, dalla superficie, Pounce e Wingspan hanno dato loro il via libero per l'atterraggio solo per prepararsi ad abbatterli al momento giusto.
Note
Simon Furman continua a integrare questo seguito alternativo della saga G1 Marvel US con elementi tipicamente G2.
In questo albo, si segnalano:
- la fatica con cui Scorponok si impone di non cedere all'ira del suo vecchio se stesso (come Lord Jhiaxus, anche Scorponok si è evoluto, andando oltre il livello del guerriero barbaro)
- la rivelazione della genesi segreta dei Cybertroniani a cui assiste Hot Rod (come fece Optimus Prime).
I Canyon Sonici sono un elemento classico della geografia, creato da Bob Budiansky per il profilo di Siren e poi recuperato da Simon Furman per il volume Transformers: The Ultimate Guide.
La reazione di Perceptor dimostra che, pur essendo scomparsa la sua moralità Autobot, l'intelletto "super partes" del personaggio non è cambiato. E mette in dubbio l'interpretazione che Scorponok ha dato della natura dei Transformer: davvero la mentalità "Decepticon" è comune a tutti quanti?
La vicenda di Shockwave, con il suo raro flashback di venti anni fa, cita vagamente i deliziosi fumetti G1 Marvel UK, che aggiungevano spesso e volentieri retroscena inediti alle vicende Marvel US dei personaggi. Tra questi personaggi, sicuramente Shockwave è uno di quelli che ha goduto del maggior numero di avventure extra.
Che molti Autobot soffrissero ancora degli effetti collaterali del Nucleon è noto da tempo: Blaster, Huffer, Slag, eccetera.
Con Inferno, questo albo mostra finalmente quali siano detti effetti collaterali.
Con lo scontro tra Grimlock e i Dinobot, orchestrato (relativamente) da Scorponok, Furman richiama la miniserie Maximum Dinobots dello stesso autore.
L'Alleanza di Primus, qui mostrata per la prima volta, ha l'aspetto di un Disco Dorato (e non di uno scudo, come avevamo supposto sulla base delle vecchie immagini relative a Primus).
Essa richiama quindi il famoso (doppio) manufatto al centro delle più importanti trame della serie Beast Wars.
Prima apparizione anche per i Cloni Wingspan e Pounce, da sempre ignorati dai fumetti Marvel.
Osservazioni
Questo albo #89, con il suo vortice di trame e personaggi, non può che richiamare lo storico G1 Marvel US #69, "Eye of the Storm", cioè uno degli snodi più importanti dell'opera originale di Simon Furman.
In entrambi gli albi si ha l'impressione superficiale che non succeda molto, visto che i personaggi sono impegnati nei "preparativi" per qualcosa che verrà, oppure affrontano scaramucce secondarie.
Ma, a una seconda lettura, ci si rende conto che proprio questo è il bello: la potenza epica della (vera) saga G1 si manifesta in tutta la sua forza, in questo dipanarsi di qualcosa come cinque sottotrame diverse, ognuna calata in un contesto separato, ma nello stesso tempo tutte chiaramente collegate tra loro.
E' semplicemente la natura dei Transformer, che molti altri autori non hanno saputo cogliere, a rendere logica una simile narrazione: diverse vite, diverse storie, diversi concetti; azione, riflessione e costante progressione degli eventi. Non ci sono momenti di noia, non ci sono divagazioni inutili e autoreferenziali o fini a se stesse: c'è una storia con una direzione precisa, che si sviluppa con determinazione e chiarezza.
E la chiarezza è proprio l'elemento chiave di questo albo, come anche della narrazione di Furman: ogni sequenza è affidata a personaggi rappresentativi, iconici, immediatamente identificati, i quali introducono il lettore agli eventi in corso, senza mai fermarsi a riassumerli (anzi!), ma anche senza trascurare la possibilità che il lettore sia un novizio.
E' impossibile sentirsi spaesati, in una storia scritta da Furman: che il lettore sia qui dagli inizi, o che sia appena arrivato, la sensazione che avrà sarà sempre quella di essere "tornato a casa", circondato da personaggi che gli sono estremamente familiari e che conosce come le sue tasche.
E nonostante questo, nelle vicende di in ognuno di essi il lettore troverà qualcosa di nuovo, ma perfettamente logico, come se non avesse aspettato altro che questo momento per manifestarsi.
Abbiamo già spiegato questo concetto molte volte, ma valeva la pena di ribadirlo, dato che pochissimi autori, oltre a Furman, sono capaci di metterlo in pratica.
La storia si muove speditamente, ma nello stesso tempo offre una ricchezza di elementi affascinante e appagante, mescolando la disperazione della guerra totale su Cybertron ai misteri ancestrali affrontati da Hot Rod, senza dimenticare la (ri)nascente minaccia terrestre che Optimus Prime dovrà affrontare da solo (oppure no?).
Si tratta di elementi che definiscono le prossime due saghe (presumibilmente nei numeri 91-95 e 96-100), ma nello stesso tempo mettono anche in chiaro il concetto di Transformer classico, distaccandosi dall'orrenda visione moderna che prevede che gli Autobot siano semplicemente "bastardi" come i Decepticon (e che senso ha che si facciano la guerra?).
Dopo tante sequenze di violenze efferate e non-trame cervellotiche finto-sociologiche basate su premesse tanto pretenziose quanto improbabili, leggere qualcosa di così convenzionalmente savio è una boccata di aria fresca.
Natural Selection - part 4
[Selezione naturale - Parte 4]
Storia di Simon Furman
Disegni di Andy Wildman
Colori di John-Paul Bove
La storia
Su Cybertron, i tre Dinobot superstiti (Slag, Snarl e Sludge) sono in fuga.
A braccarli è una forza composita di Decepticon e di Autobot "liberati geneticamente", tutti quanti al servizio di Scorponok.
Compreso ciò che accade, i Dinobot decidono di regolare i conti con l'alleato chiave di Scorponok, e cioè il loro stesso ex-capo Grimlock.
Decidono quindi di colpire metaforicamente dove fa più male, invadendo l'Infermeria (Nursery) dove sono custoditi gli Autobot vittime degli effetti collaterali del Nucleon.
Al Centro di Difesa Civile di Iacon, Grimlock si rende conto della mossa dei suoi compagni e la "nasconde" (infliggendo un grave danno a Treadshot) con lo scopo di affrontarli personalmente.
Ai Canyon Sonici, Scorponok e Perceptor stanno supervisionando la costruzione di una Chiave Genetica di portata planetaria, con la quale sarà possibile "liberare" tutti gli Autobot del globo, rendendo la loro componente "amorale" dominante.
Perceptor, che ha già subito questo trattamento, comincia però a discutere i presupposti scientifici di un tale atto, facendo alterare Scorponok.
Quest'ultimo deve compiere un enorme sforzo su se stesso, per non reagire con la violenza che gli era solita un tempo: dopotutto, ora è un meccanoide evoluto, a causa dell'influsso del defunto Lord Zarak.
Nelle profondità di Cybertron, Hot Rod si trova davanti a due manufatti ancestrali: la Spada di Primus e l'Alleanza di Primus (Covenant of Primus).
Pur con l'esigenza di difendersi dalle feroci creature primitive che infestano quei luoghi dimenticati, Hot Rod opta prima di capire e afferra l'Alleanza (un Disco Dorato), rivivendo così un frammento del passato dimenticato di Cybertron: è l'epoca della creazione dei Cybertroniani Primordiali, che però si rivelano feroci e bellicosi; Primus, visto il fallimento di questi prototipi, li eliminò. Ma alcuni di loro sopravvissero nelle profondità del pianeta.
Hot Rod viene aggredito da uno dei Prototipi; non gli resta che afferrare la spada e difendersi. Ma riuscirà a usarla... per uccidere?
Sulla Terra, Optimus Prime si dirige da solo all'Arca, per disattivarla per sempre.
Non immagina che, al suo interno, Galvatron è più attivo che mai, e si sta servendo della carcassa paralizzata di Shockwave per riattivare i sistemi dell'astronave, con uno scopo ancora ignoto.
Galvatron, a sua volta, non immagina che Shockwave, per quanto malmesso, ha a sua volta un piano, che si basa su una "contromisura" da lui stesso approntata pochissimo tempo dopo lo schianto dell'Arca (avvenuto 20 anni fa).
Su Cybertron, Grimlock affronta i Dinobot, ma la battaglia dura poco: le forze di Scorponok intervengono, pronte ad ammazzare tutti quanti i Dinobot, senza distinzione.
Grimlock agisce per primo, danneggiando la "cella" di contenimento di Inferno. Il potere di quest'ultimo, conferitogli dal Nucleon, si manifesta in una infernale esplosione di fiamme che travolge tutti.
Solo i quattro Dinobot ne escono illesi, giusto in tempo per essere soccorsi dalla squadra di Crosshairs, Grapple, Hosehead e Blurr (cioè gli ultimi Autobot rimasti "sani").
Nello spazio orbitale del pianeta, l'astronave di Ultra Magnus, con a bordo i guerrieri sopravvissuti alla recente battaglia contro Megatron, si appresta a rientrare sul pianeta.
Magnus e la sua squadra sono ignari della situazione su Cybertron.
E non sanno che, dalla superficie, Pounce e Wingspan hanno dato loro il via libero per l'atterraggio solo per prepararsi ad abbatterli al momento giusto.
Note
Simon Furman continua a integrare questo seguito alternativo della saga G1 Marvel US con elementi tipicamente G2.
In questo albo, si segnalano:
- la fatica con cui Scorponok si impone di non cedere all'ira del suo vecchio se stesso (come Lord Jhiaxus, anche Scorponok si è evoluto, andando oltre il livello del guerriero barbaro)
- la rivelazione della genesi segreta dei Cybertroniani a cui assiste Hot Rod (come fece Optimus Prime).
I Canyon Sonici sono un elemento classico della geografia, creato da Bob Budiansky per il profilo di Siren e poi recuperato da Simon Furman per il volume Transformers: The Ultimate Guide.
La reazione di Perceptor dimostra che, pur essendo scomparsa la sua moralità Autobot, l'intelletto "super partes" del personaggio non è cambiato. E mette in dubbio l'interpretazione che Scorponok ha dato della natura dei Transformer: davvero la mentalità "Decepticon" è comune a tutti quanti?
La vicenda di Shockwave, con il suo raro flashback di venti anni fa, cita vagamente i deliziosi fumetti G1 Marvel UK, che aggiungevano spesso e volentieri retroscena inediti alle vicende Marvel US dei personaggi. Tra questi personaggi, sicuramente Shockwave è uno di quelli che ha goduto del maggior numero di avventure extra.
Che molti Autobot soffrissero ancora degli effetti collaterali del Nucleon è noto da tempo: Blaster, Huffer, Slag, eccetera.
Con Inferno, questo albo mostra finalmente quali siano detti effetti collaterali.
Con lo scontro tra Grimlock e i Dinobot, orchestrato (relativamente) da Scorponok, Furman richiama la miniserie Maximum Dinobots dello stesso autore.
L'Alleanza di Primus, qui mostrata per la prima volta, ha l'aspetto di un Disco Dorato (e non di uno scudo, come avevamo supposto sulla base delle vecchie immagini relative a Primus).
Essa richiama quindi il famoso (doppio) manufatto al centro delle più importanti trame della serie Beast Wars.
Prima apparizione anche per i Cloni Wingspan e Pounce, da sempre ignorati dai fumetti Marvel.
Osservazioni
Questo albo #89, con il suo vortice di trame e personaggi, non può che richiamare lo storico G1 Marvel US #69, "Eye of the Storm", cioè uno degli snodi più importanti dell'opera originale di Simon Furman.
In entrambi gli albi si ha l'impressione superficiale che non succeda molto, visto che i personaggi sono impegnati nei "preparativi" per qualcosa che verrà, oppure affrontano scaramucce secondarie.
Ma, a una seconda lettura, ci si rende conto che proprio questo è il bello: la potenza epica della (vera) saga G1 si manifesta in tutta la sua forza, in questo dipanarsi di qualcosa come cinque sottotrame diverse, ognuna calata in un contesto separato, ma nello stesso tempo tutte chiaramente collegate tra loro.
E' semplicemente la natura dei Transformer, che molti altri autori non hanno saputo cogliere, a rendere logica una simile narrazione: diverse vite, diverse storie, diversi concetti; azione, riflessione e costante progressione degli eventi. Non ci sono momenti di noia, non ci sono divagazioni inutili e autoreferenziali o fini a se stesse: c'è una storia con una direzione precisa, che si sviluppa con determinazione e chiarezza.
E la chiarezza è proprio l'elemento chiave di questo albo, come anche della narrazione di Furman: ogni sequenza è affidata a personaggi rappresentativi, iconici, immediatamente identificati, i quali introducono il lettore agli eventi in corso, senza mai fermarsi a riassumerli (anzi!), ma anche senza trascurare la possibilità che il lettore sia un novizio.
E' impossibile sentirsi spaesati, in una storia scritta da Furman: che il lettore sia qui dagli inizi, o che sia appena arrivato, la sensazione che avrà sarà sempre quella di essere "tornato a casa", circondato da personaggi che gli sono estremamente familiari e che conosce come le sue tasche.
E nonostante questo, nelle vicende di in ognuno di essi il lettore troverà qualcosa di nuovo, ma perfettamente logico, come se non avesse aspettato altro che questo momento per manifestarsi.
Abbiamo già spiegato questo concetto molte volte, ma valeva la pena di ribadirlo, dato che pochissimi autori, oltre a Furman, sono capaci di metterlo in pratica.
La storia si muove speditamente, ma nello stesso tempo offre una ricchezza di elementi affascinante e appagante, mescolando la disperazione della guerra totale su Cybertron ai misteri ancestrali affrontati da Hot Rod, senza dimenticare la (ri)nascente minaccia terrestre che Optimus Prime dovrà affrontare da solo (oppure no?).
Si tratta di elementi che definiscono le prossime due saghe (presumibilmente nei numeri 91-95 e 96-100), ma nello stesso tempo mettono anche in chiaro il concetto di Transformer classico, distaccandosi dall'orrenda visione moderna che prevede che gli Autobot siano semplicemente "bastardi" come i Decepticon (e che senso ha che si facciano la guerra?).
Dopo tante sequenze di violenze efferate e non-trame cervellotiche finto-sociologiche basate su premesse tanto pretenziose quanto improbabili, leggere qualcosa di così convenzionalmente savio è una boccata di aria fresca.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








