I successori dei Binaltech? Certo, ma non solo.
L’approccio corretto per questi Alternity è l'idea che state per comprare modellini da collezione alla stregua dei celebri Bandai Soul Of Chogokin e non tanto per il valore iconico dei singoli personaggi (attualmente all’incirca prossimo allo zero, devo darvene atto, ma destinato a risollevarsi con l’uscita di Bumblebee) quanto per la cura coi quali sono realizzati e per le prodezze tecniche e stilistiche di cui sono permeati questi modelli, degni senz’altro dei celebri antenati, ma arricchiti da scelte progettuali in qualche modo ancora più intelligenti.
Detto ciò, passiamo alla descrizione vera e propria dell’
A-01 Convoy, da me acquistato nella colorazione
Ultimate Metal Silver.
L’auto è una
Nissan GT-R in scala 1:32. Ben piĂą piccola delle auto sfoggiate nella serie BT, eppure ancora un tantinello piĂą grandi delle versioni deluxe viste nei Movie toys o nei Classics/Universe.
La scala è ancora sufficientemente adatta per garantire un buon livello di dettaglio estetico, sia per la carrozzeria che per la scultura degli interni (plancia e sedili in primis).
Innanzitutto è spettacolare la riproduzione della vettura, assolutamente perfetta sotto ogni punto di vista: lascia sempre senza fiato perdersi in quella mascherina così elaborata, nei fari in plastica trasparente (rossi quelli posteriori), nelle feritoie laterali per lo scarico dell’aria (che sembrano le branchie di uno squalo) e addirittura nella realizzazione maniacale dei dischi dei freni in acciaio traforati, colorati parzialmente di arancione come nel modello reale, o ancora dei bellissimi cerchi in lega a sette razze e del disegno elaboratissimo delle gomme…
Gli interni sono, a onor del vero, meno elaborati di quelli visti nei BT e limitati alla sola porzione anteriore dell’abitacolo: come accennato prima, il disegno della plancia e del volante è carino e i due sedili sportivi avvolgenti (reclinabili per esigenze di trasformazione) sono discretamente ben riprodotti.
Le portiere e il cofano motore sono ovviamente apribili, il portello posteriore no. Il disguise è notevolissimo pure dalla vista dalla parte inferiore della Nissan, dove solo due fori nella parte centrale, all’altezza degli avambracci, disturbano un poco.
Parlavo delle felici scelte progettuali all’inizio: mi riferivo in particolare alla dislocazione delle parti in die cast. Ebbene nei BT queste potevano essere considerate il tallone d’Achille, in quanto posizionate essenzialmente in alcuni punti della carrozzeria del veicolo: questa scelta, seppur eccellente dal punto di vista estetico, era (ed è tuttora) motivo di cardiopalma per i collezionisti, in quanto le porzioni della carrozzeria della vettura sono le parti più stressate dall’attrito durante la fase di trasformazione in robot o viceversa, e non è difficile causare graffietti alle vernici a lungo andare, per quanta attenzione si possa prestare durante i maneggiamenti successivi.
Dunque, in questo Alternity Convoy le parti in die cast sono dislocate essenzialmente nel telaio centrale, quello che a tutti gli effetti si può considerare l’endoscheletro del robot ed è formato da una serie di leve che, piegandosi a mezzo di perni cilindrici, permettono l’alloggiamento del torso del robot sopra il bacino, dal bacino stesso e dalle cosce di Convoy. Questo sotterfugio ad una prima occhiata lascia sgomenti perchè si è tentati di credere che il metallo sia effettivamente poco!
E invece non mi pare così: sarei tentato di scommettere che, in relazione alla scala dei modelli, il peso sia assolutamente in linea con quello di un qualsivoglia modello Binaltech, ma mi riservo di effettuare in un secondo momento le pesature del caso e, tramite una semplice equazione, dimostrare la mia teoria..
Sta di fatto, comunque, che il risultato è tutt’altro che deludente, anzi; questa scelta consente a mio avviso, di bilanciare al meglio il baricentro del robot mode, il quale è dotato di una stabilità eccezionale!
Il colore poi, fa il resto: l’effetto madreperlato del “Metal Silver”, abbinato al peso complessivo notevole del modellino, lascia comunque l’illusione che il metallo sia presente pure nella carrozzeria, il che è sempre bello dal punto di vista psicologico.
La trasformazione è geniale, veramente un piccolo capolavoro di ingegneria, soprattutto per la parte relativa alle gambe, ricavate dalla porzione posteriore della vettura, basata su una serie allucinante di pannelli pieghevoli che porteranno letteralmente alla sparizione delle ruote posteriori all’interno della gamba, il paraurti posteriore ad ingrossare la sezione della gamba sotto al ginocchio e i piccoli piedi bilanciati da dei supporti tipo talloni, ricavati dai montanti posteriori del tettuccio dell’auto!!
Un delirio, credetemi, eppure talmente appagante che vi ritroverete a trasformare spesso questo gioiellino… la porzione anteriore, col muso della Nissan a diventare il petto del robot, nel più classico stile dettato dalle vecchie Fairlady Diaclone, è graziato pure dalla presenza di un geniale meccanismo di automorph: in pratica facendo pressione sulle ruote anteriori, si ottiene uno scorrimento delle porzioni laterali del muso della vettura in avanti e poi verso il centro, col risultato che, rispetto all’alt mode, il petto/muso vettura è meno largo di almeno 2 centimetri, andando a snellire e ad aggraziare ulteriormente la linea del robot mode!!
Infine, i sedili reclinati sugli avambracci di Convoy, non hanno la funzione di “li abbiam messi lì perché non sapevamo dove altro potevamo ficcarli” tipica, che so del Bumblebee Human Alliance, ma SONO a tutti gli effetti parte integrante delle braccia del robot, con addirittura dei doppi cannoni che fuoriescono dalla rotazione della parte posteriore di ciascuno schienale.
Questi, purtroppo, sono pure le uniche armi presenti per il robot, belli quanto volete ma non riescono a sopperire la mancanza di un bel fucilone, che pure avrebbe avuto senso aggiungere nella confezione.
Comunque siamo giunti al robot mode: si è detto tutto dei due Alternity usciti finora..
La più celebre è “non sono né Optimus (Convoy), né Megatron”.
Tutto vero, se avessero chiamato questo modello Cicciolo Prime o Fighissimus Prime, sarebbe stato più coerente, almeno inteso come contentino per i fan più sfegatati, eppure….
Eppure, col massimo rispetto verso questo tipo di opinione, ritengo che questo Convoy sia molto più di matrice Optimusiana rispetto a quanto lo fosse il vecchio Alternators/Binaltech in versione Dodge Ram, soprattutto se lo si guarda nell’ottica della fusione tra lo stile dei due recenti Movie e i modelli G1.
Eh si perché rispetto al Dodge Ram, il cui unico richiamo al classico Optimus che ci piace tanto era da ricercarsi nella SOLA scultura della testa, qua ci vedo una spettacolare sintesi tra la sterzata stilistica “fresca e coraggiosa” voluta per caratterizzare i personaggi apparsi nei film (almeno limitatamente ai robots più marcatamente antropomorfi che pure si sono visti in azione) e i tratti più caratteristici dei canonici MODELLI (attenzione, parlo dei modellini, non dei personaggi del cartoon) G1 tipo Jazz o Prowl e, perché no, pure Tracks!
La complessità delle linee degli arti e la scultura della testa di Convoy (che richiama immediatamente alla memoria quella dell’Optimus Movie) si fonde armonicamente con tutto quello che di meglio abbiamo potuto toccare con mano ed amare quando eravamo bambini, giungendo all’apice di quel percorso che i progettisti Takara avevano iniziato proprio con la linea BT, ovverosia proiettare nel nuovo millennio un concetto di 30 anni fa, svecchiandolo alla luce delle moderne tecnologie, ma lasciando inalterata quella magia che ha reso grandi i modellini che tanto amiamo.
E tutto ciò mi porta pure a soprassedere sul fatto che “non sia Commander” questo qua, o almeno non del tutto.
Sarò sbagliato io, ma ritengo più sensato contestualizzare il “concetto proprio” di Transformers (robot trasformabile), piuttosto che criminalizzare i progettisti per aver appioppato a questo modello il, pur ingombrante, peso del nome di Convoy / Optimus Prime.
In quest’ottica non c’è critica che tenga, il modello è splendido, realizzato benissimo e concettualmente perfetto! In più lo potete scegliere tra 3 colorazioni differenti, tutte oltremodo valide e nell’acquistarlo fareste solo un favore alla vostra collezione, soprattutto se siete amanti di transformers moderni!
Il prezzo… beh, su quello possiamo ragionarci, effettivamente non sono a buon mercato, anzi relativamente ben più costosi dei Binaltech appena uscirono…
Ma attenzione che parecchi venditori ci fanno la mafia, ricaricando sul costo di vendita percentuali da capogiro. Io stesso ho acquistato di persona da un noto rivenditore della capitale questo modello a MOLTO meno del prezzo mediamente effettuato su internet da lui stesso e da qualsivoglia altro venditore europeo.
Diciamo pure che per 39-40 euro vale molto la pena, considerato che un voyager movie ve ne costa 35-36 e a livello di materiali c’è (quasi) un abisso…
E infine, “de gustibus non est disputandum”: liberi di non farvelo piacere perché sta scritto Convoy sulla (bella) scatola o perché siete stufi delle solite Nissan… occhio però che, nel caso, dovreste seriamente prendere in considerazione l’idea che possiate essere inconsciamente stufi dei Transformers, eh!
