Double Clutch & rallybots fanno parte della seconda ondata di 5pack powercore combiners, per la fazione autobot. Diciamo che il loro primo esponente autobot, skyburst, ha lasciato molti delusi, sia per la realizzazione tecnica, che per alcune difetti costruttivi.
Vediamo se con questo kit la Hasbro è riuscita a correggere gli errori e presentare un modello migliore.
ModalitĂ veicolare
Double Clutch si presenta come una automobile sportiva celeste. La macchina non è riconducibile ad un modello preciso reali, ma è un ottima commistione tra un automobile americana, per la parte anteriore, che è possente e allungata con un bel radiatore in prima vista e delle fiamme argentate sul cofano e un automobile giapponese per la parte posteriore, con un posteriore aerodinamico e stondato e dotato di immancabile spoiler.
La sua modalità alternativa è ben scolpita, sul cofano vi sono le prese d’aria, sono scolpite le luci e il grosso radiatore frontale, le marmitte ed i vetri.
Le ruote sono di plastica e non di gomma , uno standard per la classe di appartenenza.
In questa modalitĂ la macchina non ha alcun simbolo autobot visibile.
Il disguise è buono, vista da sotto si notano a colpo d’occhio solo l’inguine del robot e le cosce, le gambe invece sono ottimamente mascherate dal loro sculp di “motore”. Si notano anche due perni di combinazione. C’è un po’ di vuoto nella parte posteriore proprio sotto il portabagagli. La testa è ottimamente mascherata e bisogna avere un occhi esperto per individuarla.
Nel suo complesso la macchina è molto carina e dettagliata, compatta quanto basta e da un peso apprezzabile.
Sottolineo una caratteristica inserita in questo kit, sia Double Clutch, che i suoi rallybots, hanno tutti il perno per i minicon estraibile. Questo vuol dire che non ci sono “inestetici” perni a vista come gli altri kit.
Nel caso di Double Clutch il perno si ottiene alzando il vetro del lunotto posteriore e ripiegandolo su se stesso.
Trasformazione
Come detto anche per mudslinger, le trasformazioni stanno evolvendo da livello “scout energon” ad un livello di un roft, e se già il suo “compagno” decepticon introduceva una trasformazione ingegnosa, double clutch sicuramente ne ha una incredibilmente appagante, con alcune chicche che a breve elencherò.
Si inizia separando il “portabagagli” dall’auto tramite una rotazione di 90°. Dopo si solleva, sempre con una rotazione di 90° la parte del “tettuccio”, quindi il blocco dei vetri posteriori e anteriori.
A questo punto si possono staccare le portiere che andranno a formare braccia e spalle ruotando anche esse di 90°. Posizionando le ruote anteriori sulla schiena, le braccia e le spalle si mettono automaticamente in posizione corretta. A questo punto possiamo ruotare di 180° l’inguine e formare le gambe dalla parte posteriore. Il motore si separa, il radiatore frontale ruota a formare i piedi, e aprendo le due metà del cofano possiamo estrarre i perni di combinazione, che in questo caso fanno parte integrante dei piedi. Aumentandone la stabilità .
A questo punto basta posizionare la parte anteriore dell’auto sul davanti del robot a formare il pezzo. Questa operazione porterà a far uscire la testa e metterla in posizione in maniera automatica.
In ultimo possiamo ripiegare la parte del tettuccio sulle spalle, andando a formare uno “zaino”.
Robot Mode
Il robot cosi risultante è uno scout gradevole. Petto largo, piedi e gambe larghe, allo schema cromatico azzurro iniziale si aggiungono particolari grigi e neri. La testa è piccola rispetto al petto del robot, ma ben colpita con un gradevole visore blu. Come detto le gambe sono un pezzo forte, i piedi ottenuti dal radiatore e le gambe stesse ottenute dal motore sono molto belle da vedere e terminano con delle protezioni con un simbolo autobot sulla gamba destra. Le spalle, sono formate dalle portiere posteriore e sono ben articolare, mentre le braccia sono formate dalle portiere anteriori che nel loro interno nascondono delle mani. Purtroppo non estraibili, quindi restano nascoste dalla portiera.
Purtroppo uno dei grandi difetti del modello è la giunzione al gomito, come già evidenziato da videoreview di oltreoceano, tende ad esser lasca, e spesso la mano esce fuori sede e tocca riattaccarla. Molti pare hanno risolto con il solito metodo della goccia di attack, soluzione sicuramente efficace, posso dire quello che direbbe qualsiasi appassionato “perché devo pensarci io e non la hasbro?”.
Il robot è molto articolato con ben 4 punti di snodo alle gambe, uno al busto, uno alla testa e due sulle braccia.
In ultimo parliamo di un particolare che potrebbe non piacere, lo zaino formato dalla parte superiore dell’auto. Solitamente non siamo abituati a vederlo, visto che nei “canoni” soliti delle trasformazioni da autoveicolo, tutta la parte posteriore forma le gambe, e tutta la parte anteriore forma le braccia e le spalle.
E il busto viene coperto dalla parte del tettuccio.
In questo caso si invertono i canoni, con solo il motore e fare da gambe e solo il portabagagli a fare da petto.
Tutta la parte superiore dell’auto va a formare un grosso zaino che però si armonizza bene con il robot, può sembrare quasi una citazione alle “ali” di vari transformers g1 con modalità veicolare. E soprattutto è scolpito per sembrare un bel lanciamissili.
In generale è un bel robot, se posso osare un misto tra bumblee bee e jazz ricolorato in celestino.(per come si trasforma remoldando la testa e colorandolo di giallo con righe nere si ottiene un ottimo “final Bumblebee” che si vede nella scena finale dell’omonima serie a fumetti)
A mio avviso il miglior scout della serie sia per proporzioni che per trasformazione.
Ovviamente come mamma Hasbro ci ha , tristemente , abituati da un po’ c’è sempre un se… questa volta purtroppo solo i gomiti laschi che fanno uscire il braccio dalla sede.
I droni
I droni per loro natura di auto sportive non hanno la “varietà ” dei destructicons di mudslinger o degli aerialbot di skyburst, sono molto uniformati, un po’ come i droni di bombshock.
1) Una piccola macchia compatta da corsa arancione; assomiglia molto a Mudflap visto in roft in modalitĂ veicolo per forma e colore. Da segnalare che il perno per i minicon fuoriesce ruotando il motore a vista. Ed una bellissima serigrafica autobot grigia sul tettuccio nero
2) Una seconda macchina da corsa un po’ meno compatta, di colore blu e bianco con simbolo autobot rosso sul cofano. Diciamo che sembra un bel rimando a jazz in modalità veicolare. Il perno del minicon si trova sotto lo spoiler , estraibile come gli altri, ma in questa modalità è poco funzionale. Visto che qualsiasi minicon applicato li non farebbe più muovere la macchina.
3) Macchina da corsa futuristica e dalle linee aerodinamiche, rossa con fiancare grigie e un bel simbolo autobot nero sul davanti. Il perno minicon si ottiene ruotando la parte centrale dello spoiler. Ricorda molto lightspeed dei technobot.
4) Macchina nera che rimanda alle macchine sportive americane con muso anteriore allungato. Il colore di base è un verde quasi nero, con particolari verde acido. Svettano i lunghi tubi di scappamento. Anche qui il perno minicon si ottiene ruotando la parte centrale dello spoiler
ModalitĂ Combinata
Per prima cosa bisogna aprire lo zaino di Double Clutch, poi si passa a le gambe. Dai piedi vanno allungati i perni di combinazione, le gambe vanno ruotate all’altezza del ginocchio e le cosce vanno alzate di 90° fino ad incastrarsi sui dei perni posti nell’inguine del robot. Insomma la trasformazione standard a cui ci ha abituato la serie.
Sistemate le gambe, si passa alla parte superiore del corpo. Le braccia vanno alzate e la testa va inserita nel busto. Lo zaino va ripiegato permettendo l’uscita della testa del gestalt, che andrà a posizionarsi sopra la testa ripiegata del robot. Questo libererà due perni sul retro, in cui andranno a riporsi le braccia. In ultimo bisogna abbassare il cofano in modo da formare un ulteriore corazza al petto del robot.
Applicando i droni, il gestalt che ne esce è un robot molto molto bello.
Il corpo è massiccio e proporzionato, alla base azzurra si sono aggiunti inserti giallo sulle gambe e sul petto, che non stonano affatto. I colori dei droni si amalgamano perfettamente. La segmentazione sul corpo del robot è talmente articolata da far perdere completa cognizione che quella sia un auto.
Lo sculp della testa è particolare, bella grande, con visore blu e simbolo rosso sulla fronte.
A pelle è una figura che mi ricorda molto Defensor G1. Sarà per il celeste di double clutch che è praticamente lo stesso celeste di hotspot, o per la testa del gestal che è praticamente, a parte gli occhi, un richiamo a quella di defensor.
In questa modalitĂ ci sono a disposizione 4 prese minicon sugli arti, mentre sul corpo centrale purtroppo per via della segmentazione il perno per il minicon viene messo sulla schiena in maniera difficile da usare, a meno che non si abbia un minicon con lunghe braccia da far spuntare fuori (penso a backwind di seachlight).
Conclusioni
Il miglior set della serie fino ad ora fatto, bello lo scout, belli i droni con tanti richiami all’universo TF, e bella la modalità combinata. Purtroppo come ho già detto, hasbro lasciano sempre un se in ogni kit che producono ultimante: le giunture al gomito lasche che fanno uscire le braccia, per qualcuno potrebbero esser un problema (a me personalmente no, ma oggettivamente non credo ci volesse molto a controllare lo stampo e apportare le dovute piccole modifiche)
In assoluto consigliatissimo, sia per gli amanti della serie, sia per chi vuole avere un esponente con cui iniziare.