Cosa vi viene in mente se dico
GENERATION TWO? Se siete collezionisti dell’ultima ora come me, probabilmente risponderete “colori chiassosi” “ingombranti
gimmick sparanti e sonore” e “brutta computer grafica”; ma i più esperti cultori dei
TRANSFORMERS risponderanno sicuramente
Laser Optimus Prime, uno dei pochi modelli originali del 1993, che all’epoca stabilì un primato per numero di articolazioni del robot e che oggi è ambito fra i collezionisti.
Nella sua linea dedicata alla tradizione, Hasbro gli ha fatto un affettuoso omaggio, cercando di mantenere ciò che rendeva unico l’illustre predecessore.
Reveal the Shield Optimus Prime – Modalità veicolo: Camion Corazzato.
Dimensioni: lunghezza circa 14cm da un paraurti all’altro, altezza 6,5cm marmitte comprese.
Colori: nero – treno anteriore e posteriore, gomme; blu – cabina; rosso – fronte del veicolo e serbatoi; arancione trasparente – griglia anteriore, fari, vetri dell’abitacolo; grigio – paraurti anteriore, parafanghi posteriori, gancio di traino; dettagli in argento – marmitte, fronte della cabina, cerchioni; e in arancione opaco: vetri laterali.
La definizione di
camion corazzato che questo modello riporta sulla confezione risulta poco appropriata; le dimensioni compatte, il muso corto e sfuggente, e i colori chiassosi rendono questa versione di
Optimus Prime più simile ad un veicolo da gara. Dopo la compattezza, la seconda cosa che non si può fare a meno di notare in questo camion è la livrea fin troppo discontinua: il mezzo visto di profilo “cambia colore” cinque volte dal muso alla coda, con stacchi netti dalla carrozzeria del muso alle portiere, e con alcuni dei particolari più iconici di Optimus Prime e dei camion in generale di un colore veramente bizzarro, come la griglia anteriore e i vetri trasparenti arancione, o i tipici serbatoi laterali, qui allungati fino al posto di guida, che risultano mezzi rossi e mezzi grigi.
Degne di nota solo le fiamme sul cofano, omaggio al design dei film e dunque indicative del gusto di questa serie di integrare in un solo modello riferimenti alle piĂą disparate serie. Il rubsign, simbolo della linea, si trova sul tettuccio; in robot mode scompare.
Il grado di dettaglio del modello invece è piuttosto alto e realistico, include particolari finemente scolpiti quali le maniglie delle portiere, le luci sulla cabina, i pneumatici (le ruote anteriori singole diverse dalle posteriori doppie sono un tocco di classe) e la griglia sul retro della cabina.
Non è facile intravedere i dettagli della modalità robot in questo veicolo… A meno di capovolgerlo. In quel caso l’effetto è tutto l’opposto.
Ricapitolando, in questa sua ennesima incarnazione Optimus Prime in forma veicolo è il modellino di una motrice compatta e leggera, probabilmente inadatta a trainare un rimorchio poiché modificata in veicolo da corsa, scolpito finemente; anche la discontinuità cromatica, pensando a come spesso gli amatori e i corridori occasionali usino parti di recupero per i veicoli da gara, non risulta così sgradevole.
Trasformazione
Per trasformare
Reveal the Shield Optimus Prime in robot, effettuare i seguenti passaggi: sollevare i due parafanghi posteriori e abbassare le portiere. Separare in due metà il treno posteriore, estraendo il gancio di traino che diventerà la spada; chiudere verso l’interno i quattro sportelli che corrispondono al vano di ciascuna ruota posteriore; spingere le ruote in alto e poi all’interno dei vani così ottenuti, una alla volta. Abbassare le due metà del paraurti posteriore in modo da formare ciascun tallone ed estrarre i piedi da sotto il veicolo, verso il retro. Sollevare la griglia posteriore chiudere i due parafanghi dietro la cabina; sbloccare le braccia da sotto la cabina e aprire in due metà il muso del camion; allargare al massimo le due metà lateralmente. Sollevare il tettuccio, ruotare la parte centrale in modo da estrarre la testa. Chiudere i due finestrini laterali verso il parabrezza. Piegare di 90° verso il basso la cabina e spingerla in dentro, in modo da fissare tronco e bacino del robot. Ruotare gli avambracci di 90° in modo che le portiere restino all’interno e le mani di 180°. Per trasformare il gancio di traino in spada, abbassare il manico, spingere il paramano fino in fondo alla guida e fissarlo al manico con una rotazione di 90°.
Si tratta di una trasformazione non priva di originalitĂ , grazie soprattutto a tocchi di classe come il ridimesionamento delle ruote posteriori sulle gambe e la fusione fra il parabrezza del veicolo e il bacino nascosto sotto a formare il tronco del robot
Robot Mode
Altezza: circa 13cm dal suolo alla testa; 14cm comprese le spalle.
Colorazione: grigio – bacino, cosce, spalle; rosso – articolazioni delle spalle, avambracci; blu chiaro – testa, piedi, mani, ventre; blu scuro – braccia, spalle; nero – gambe. Dettagli in arancione – vetri e argento – torso e volto.
In robot mode, abbiamo un
Optimus Prime snello, slanciato eppure possente, grazie anche alle minacciosissime “torri” che sovrastano le spalle, mostrando due bocche di fuoco ciascuna. Dovrebbero essere cannoni laser, visto il nome del modello d’ispirazione. Quando Optimus si trova sotto una luce diretta, per quel meccanismo chiamato
light-piping, la luce attraversa le numerose superfici trasparenti che ha nelle spalle, nella testa e nelle braccia illuminandolo con un alone arancione. Ecco spiegata la scelta infelice di fargli la griglia anteriore trasparente, ed ecco l’effetto “laser”. Per la verità , non l’ho trovata una
gimmick travolgente o particolarmente riuscita; avrei preferito meno plastica trasparente.
Consoliamoci invece con l’elevato grado di dettaglio: in questo modello colpiscono la testa, dal design più aggressivo e spigoloso del solito, i numerosi particolari meccanici creati attraverso linee spezzate che sembrano cablature nelle braccia, compreso l’interno delle portiere che in robot mode non sono funzionali a niente; la presenza di una specie di
Jetpack formato dai parafanghi posteriori, e l’anatomia fortemente umanoide, con proporzioni realistiche tra bacino, fianchi, ginocchia, caviglie e gambe.
Fra i particolari degni di nota, all’interno del petto, con fatica, si può vedere scolpita la
Matrice: per vederla bene provate a puntargli da sotto una torcia elettrica.
La spada, dal design a metà fra il voluminoso pezzo di plastica trasparente in forma di spadone del vecchio G2 e le lame retrattili del movie, piena di spazi vuoti e non proprio aggraziata, è decisamente un accessorio indovinato per questo robot che, oltre all’ottimo grado di dettaglio e alle proporzioni aggraziate, ha il suo elemento di superiorità nel numero di articolazioni.
Come dicevo, l’elemento caratterizzante di Laser Optimus Prime era la posabilità , e per la sua controparte moderna non hanno voluto essere di meno: Reveal the Shield Optimus Prime ha cinque punti di articolazione per gamba, inclusi doppi movimenti alla coscia e al piede; sette punti di articolazione per braccio, compresi i movimenti funzionali alla trasformazione, che gli consentono fra le altre cose di effettuare due movimenti con ciascuna spalla, una rotazione indipendente del braccio, e due articolazioni per ciascuna mano; infine, ha la testa su
joint ball e può ruotare il bacino, ma solo di un angolo di una decina di gradi a causa dell’ingombro della schiena.
TOTALE ARTICOLAZIONI PERVENUTE: 26.
In effetti, Optimus è così altamente posabile che a volte le parti della trasformazione ostacolano i suoi stessi movimenti; oltre al suddetto problema del bacino, che ruoterebbe a 360° se fosse libero, c’è l’ingombro delle portiere sotto le braccia, dei cannoni sulle spalle e in particolare del perno d’incastro del muso nella spalla destra, che lo obbligano a interpretare alcune pose in maniera poco realistica o non del tutto naturale.
Optimus gode anche di ottimo equilibrio grazie ai piedoni, forse un po’ antiestetici (il vano in cui rientrano lascia un grande spazio cavo nelle caviglie) ma altamente funzionali.
La colorazione infine, malgrado la caciaroneria del veicolo, invece in robot mode rende il giusto effetto e non stona eccessivamente. (ho giĂ detto dei parabrezza arancioni?).
Considerazioni finali
Vehicle mode piccolo ma non brutto, dettagliato ma dai colori chiassosi come il tendone di un circo; robot mode insolito e “giapponesizzante” che rappresenta un buon omaggio a tutta la tradizione del personaggio di Optimus Prime.
Articolazioni ben al di sopra della norma, che ne fanno un modello unico.
Le scelte azzardate di progettazione di questo Reveal the Shield Optimus Prime, come l’uso disinvolto di colori e plastiche diverse, sono ampiamente compensate proprio da questi due pregi: segno della forte volontà di Hasbro di unire sempre tradizione e innovazione.