JazzLuca
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#p158413 • Pubblicato il:
16 Lug 2013, 11:43 Dopo l'uscita del Classic Universe Inferno, era solo questione di tempo di vedere sugli scaffali una versione riveduta e corretta del buon vecchio Grapple, avvenuta però ben 3 anni dopo nella linea Reveal the Shield, e con il nome ora cambiato in Grappel a causa della perdita di diritti per usare l'originale.
Se il Gancio G1 era praticamente un'autopompa con un braccio gru al posto della scaletta estensibile, stessa cosa succede ora per la versione Classic, ovviamente! Il camion però è bello compatto, con la sola mancanza di disguise sulla parte posteriore superiore del veicolo dove si vedono le braccia ed i pugni ed un po' di vuoto, a malapena coperto dalla gru. I dettagli si sprecano, sopratutto nella parte posteriore, e notiamo già uno stampo diverso su una parte di carrozzeria laterale rispetto allo stampo di Inferno. I dettagli dipinti non sono abbondanti come per nel suo collega autopompa, ma sono essenziali, come le strisce nere alternate, e i cerchioni delle ruote argentati. Peccato che il gancio della gru sia in plastica arancione: non dico che dipinto d'argento, ma almeno grigio come il paraurti! Carini i sedili, infine, visibile da dietro il parabrezza. ^_^
Ah, la gru, oltre che alzarsi ed allungarsi, può pure ruotare alla base.
La trasformazione è essenzialmente come quella del G1, salvo qualche ovvia finezza in più: ad esempio, le ruote anteriori si ripiegano all'interno e spariscono all'interno del torso, mentre il bacino ruota in avanti trascinandosi le gambe, che ruotano a loro volta sotto il ginocchio, così come i portelloni posteriori girano svelando le punte dei piedoni. Il paraurti s'abbassa divenendo il bacino, mentre ultime parti di pareti laterali si ripiegano sugli avambracci e sui supporti sulle spalle, mentre queste si proiettano in avanti e la testa spunta ovviamente ruotandola da dietro la cabina.
Il robot risultante è davvero massiccio ed imponente, esaltando la versione del cartone originale ma senza le braccia semi rachitiche appese al torso di questo: il corpo è grosso ma pure le braccia non sono da meno, ed ovviamente così le gambe, che si permettono di citare il settei G1 con le cosce appena visibili, coperte dal pannello del bacino. Questo Grappel sarebbe in parte uno shell-former, vista la quantità di pannelli della sua modalità alternativa, ma sul robot sono ben ripiegati e appesi dietro la schiena non danno molto fastidio. Fra le chicche di questo stampo, inoltre, vi sono le punte dei piedi articolate, in modo da poter posizionare al meglio le gambe del robot.
Grappel esprime benissimo l'aspetto e la possanza del suo antenato G1, anche se ci sono alcune differenze estetiche, come i succitati pannelli dietro le braccia e le coppie di ruote non sui piedi ma all'interno dei polpacci, senza contare le ruote anteriori fagocitate dalla trasformazione. Ma ovviamente la vera differenza è nella gru: non c'è più il caratteristico supporto dietro il capo, e la gru finisce attaccata sotto l'avambraccio destro.
Per quanto ora la testa sia elegante ( e con uno stampo differenze da quello di Inferno e più simile alla versione cartoon ), quel catafalco enorme era uno dei segni che contraddistinguevano Gancio ed Inferno fra mille: ora non dico che non li si riconoscerebbe, ma, beh, sarebbe quasi come togliere il cannone a fusione dal braccio di Megatron. E spostarglielo su una spalla. Più che altro, se nello stampo di Inferno ha un po' di senso questo spostamento, visto che la scaletta è stata sostituita da un cannone ad acqua, trovarsi una gru simile appesa sul polso non dev'essere molto comodo! Capisco che c'è il precedente di Roadblock Energon e Mudflap Cybertron, ma almeno quelle gru erano anche spacciate per armi, mentre quella di Grappel resta solo una gru.
A mio avviso sarebbe stato più logico che la gru restasse appesa dietro la schiena e spuntasse da li quando necessaria, magari agendo ai fianchi della testa del robot che non sopra, e forse questa era davvero l'idea originale, dato che il pannello nero centrale dietro la schiena pare fatto apposta per aggiungerci un ulteriore braccio pieghevole come nel G1. Peccato che non abbiano posizionato così la gru, forse avevano paura che il braccio pieghevole fosse facile alla rottura... é___è
Infine, oltre alla testa, Grappel si differenzia dal Voyager Inferno anche per lo stampo di polsi e mani, anche se queste sono semi aperte e senza alcun foro per impugnare delle armi ma stranamente fisse senza poter ruotare i polsi... Ed anche qui, capisco l'eventuale solfa sulla gru sul braccio anzichè sulla schiena, ma non potevano inserire la gimmick delle mani che si sostituivano con delle bocche da fuoco, in modo da imitare i laser al posto delle mani dei G1? Insomma, almeno due dei segni caratteristici del personaggio dovevano metterli, invece che saltarli entrambi a piè pari. :-/
Infine, la testa è nera come nel modellino ed i fumetti, mentre nella versione Takara Henkei è gialla/arancio come compare negli episodi del cartone ( tranne uno ): in questo caso, direi che va bene anche la testa nera, anche perchè avendo il giocattolo fin da bimbo personalmente sono più affezionato a questa versione. ^_^
Peccato insomma per le mancate/sbagliate gimmick commemorative dell'originale, ma a parte queste complessivamente il modellino riesce a citare bene il suo antenato, sopratutto per la massa e robustezza che un Voyager che riesce a trasmettere rispetto agli altri Autobot deluxe... e vedendo come abbiano declassato i recenti Generations Trailbreaker ed Hoist, quasi quasi si può affermare che alla fine ci è andata pure bene con Grappel, gru o non gru! ^_^'