Guido
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#p109744 • Pubblicato il:
25 Giu 2010, 10:17 Battle Blade Optimus Prime è un nuovo modello classe Voyager che apparentemente andrebbe a sostituire l'ormai datato predecessore uscito nel 2007, già riproposto in una ampia gamma di ricolorazioni e riconfezionamenti.
Confezione:
Il modello si presenta in confezione vetrina, in modalità robot.
La confezione non è più quella vista finora per i prodotti legati al secondo film, ma quella della nuova sotto-linea Hunt for the Decepticons che appare più generica con tinte ocra e gialle.
Sulla parte frontale troviamo i loghi e un disegno della modalità motrice.
Sul lato sinistro un primo piano di Optimus con una lama sguainata e la bio, sul lato destro la foto promozionale di Banzaitron (basato su ROTF Bludgeon con nuovi colori).
Sul retro vi sono tre foto descrittive del modello.
All'interno si nota che non è più assicurato dai caratteristici lacci in metallo e plastica ormai presenti dagli anni '90, ma da più ecologici, economici (e facili da rimuovere) cordine di carta.
Con poche mosse di taglierino il modello è quindi rapidamente libero dal suo imballaggio.
Modalità Robot
La prima impressione è che si tratti di una versione in scala ridotta del modello leader ROTF, ed in effetti di questo si tratta.
La somiglianza con la controparte in CG è ottima, decisamente superiore alla precedente versione Voyager.
Il robot è molto solido e ben costruito, dalle fattezze snelle e longilinee.
Tutte le parti eccedenti derivate dalla modalità motrice sono ben compattate, forse anche meglio che nel leader. La colorazione è simile al Leader ma senza alcune imprecisioni come i piedi rossi.
Sugli avambracci sono presenti le lame che danno il nome al modello: esse sono in plastica morbida e si possono ripiegare manualmente all'indietro lungo gli avanbracci e non hanno meccanismi a molla come nel leader.
Questa operazione purtroppo rivela quello che forse è l'unico vero difetto di questo modello.
Infatti quando sono chiuse, le lame impediscono ai gomiti di essere piegati poiché formano una specie di "steccatura" alle braccia di Optimus che va a collidere con le spalline dei bicipiti.
Quindi sembrerebbe le che pose migliori si ottengano con le lame esposte.
Altre armi sono ottenute dalle taniche cilindriche della motrice, che diventano due cannoni semplicemente ripiegando all'infuori le bocche da fuoco.
A differenza del Leader giapponese Buster Optimus Prime, i fucili non sono molto simili alla controparte in CG, ma almeno sono doppi rendendolo l'Optimus Prime più armato visto finora (escludendo l'armatura Jetfire).
Un'altra caratteristica che rende questo modello unico è la presenza della Matrice.
Si tratta della stessa Matrice vista nel secondo film e che riporta in vita Optimus.
E' possibile accedervi sbloccando e sollevando i finestrini che formano i pettorali del robot e abbassando il pannello addominale. Si solleverà una piccolo piattaforma in plastica blu traslucida sul quale è applicata la Matrice che si può rimuovere. E' molto piccola, ma ben scolpita.
Per quanto riguarda le applicazioni di colore sono limitate a qualche piccolo accento di argento (viso), oro (addome e lame) blu (cosce) e le solite fiamme.
il resto è dato dal colore della plastica.
La trasformazione
Praticamente il concetto è una riproposizione della versione Leader in scala ridotta, diventando tra le più complesse mai viste per un Voyager.
Le dimensioni ridotte a primo acchito non la rendono facilissima, ma dopo qualche tentativo diventerà intuitiva, anche perchè non ha parti particolarmente ardue da incastrare o far combaciare.
In sintesi:
Le braccia, una volta sbloccati i finestrini pettorali (che verranno sollevati dietro la nuca) si uniscono, portandosi al di sopra della testa e diventando il cofano della motrice. La testa si ripiega all'interno del torace.
Si otterrà cosi la parte anteriore del veicolo (abitacolo e cofano).
Le gambe, dal ginocchio in giù, si aprono a libro raddoppiando la lunghezza, cosicché ripiegando su se stesso il robot, le caviglie raggiungeranno la parte anteriore della motrice (cofano) diventando le ruote, il paraurti e il radiatore.
Le cosce ed il bacino, rimasti indietro, formano il retrotreno del veicolo compensivo di parafanghi e aggangio per il rimorchio.
I pannelli della schiena dispiegandosi lateralmente, diventano il tettuccio e le fiancate della zona cuccetta del conducente.
A questo punto basta applicare i cannoni/taniche sulle fiancate inferiori che andranno a riempire gli spazi vuoti rimanenti.
Modalità Motrice.
Ridotta nelle dimensioni, sembra una via intermedia tra un Deluxe ed un Voyager.
Ma rispetto al precedente Voyager è molto più accurato: ancora una volta appare come una versione ridotta del Leader.
E' inoltre compatto, e non ha parti che si staccano facilmente. Tutti gli incastri funzionano ottimamente.
Anche in questa modalità, la colorazione non ha note di merito particolari, in quanto il colore è per lo più dato direttamente dalla plastica, con i finestrini in plastica blu traslucida.
Le uniche applicazioni cromatiche sono i margini del parabrezza (in rosso), l'argento dei cerchioni, dei cilindri ai lati del cofano e dello scalino del conducente. Ovviamente non mancano le caratteristiche fiamme tampografate su cofano, parafanghi e fiancate laterali. E' totalmente assente qualsiasi cromatura edil caratteristico stemma Autobot sulla sommità della griglia frontale (troppo piccolo per esservi stampato)
In definitiva un ottimo modello: ben scolpito, posabile e ricco di accessori, dalla trasformazione intrigante e complessa, ma non per questo fragile.
Un Optimus quasi definitivo, con l'unico difetto delle spade che limitano i gomiti e, forse, delle dimensioni ridotte - che però ben si dovrebbero accordare con i nuovi deluxe di Ratchet e Ironhide.