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Iscritto il: 21/06/2004
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DotM: Foundation #4
“Dark Of The Moon Prequel: Foundation” (4 di 4)
Storia: John Barber
Arte: Andrew Griffith
Colori: Priscilla Tramontano
Copertina A: arte di Brian Rodd.
Copertina B: arte di Andrew Griffith e Priscilla Tramontano.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Maggio 2011.
La storia
All'esterno della cittadella Decepticon, Starscream e Shockwave attaccano Ironhide, che non rinuncia alla propria fedeltà al capo degli Autobot.
Optimus Prime, dentro la cittadella, sembra indifferente al fato del suo alleato: la missione viene prime di ogni altra cosa. Davanti a lui si erge infatti Megatron, che usa i famelici Hatchling come “scudo umano”.
I ricordi tornano alle prime fasi della guerra, quando gli Autobot assaltarono in massa il Tempio di Simfur, per fungere da copertura alla missione di Arcee, Elita-One e Chromia: alle tre Femmine spettava il compito di impossessarsi di un frammento di energia del Cubo Dell'OmniScintilla (AllSpark Cube).
Starscream intuì qualcosa e avvertì Megatron, che però fu a sua volta intralciato da Optimus Prime.
Elita-One riuscì a fuggire, seminando gli inseguitori (Starscream e Shockwave) e raggiungendo la base degli Autobot, dove erano state allestite ben due astronavi.
Sentinel Prime, ricevuto il campione di energia dell'OmniScintilla, partì con la prima Arca, diretto verso il Tempio. A Wheeljack fu dato l'incarico di condurre gli Autobot e la seconda Arca a Tyger Pax.
Le cose non andarono come previsto: quando l'Arca di Sentinel, col suo carico segreto, giunse sopra Simfur, un attacco di Starscream causò danni fatali al vascello, che scomparve in una accecante esplosione di luce.
Disperati, gli Autobot fuggirono: Megatron li lasciò fare, sapendo che Optimus Prime sarebbe comunque tornato.
La tragica perdita di Sentinel ebbe un terribile effetto su Optimus, che fece raggruppare tutti a Tyger Pax, assegnò una missione speciale a Wheeljack e infine decise che era necessario eliminare Megatron, a tutti i costi.
Nella spedizione verso la cittadella Decepticon, molti Autobot morirono. Solo Elita e Ironhide rimasero a fianco di Optimus finché lui, ossessionato dall'idea di uccidere Megatron, non li scacciò o li abbandonò.
Il flusso dei ricordi si collega con il presente.
Il confronto tra Optimus Prime e Megatron prosegue tanto sul piano verbale quanto su quello fisico: Megatron vuole insegnare a Optimus che è necessario un sacrificio per ottenere una vittoria, e lo accusa di aver stupidamente respinto il potere di Prime quando Sentinel glielo offrì.
Ma Optimus si sta effettivamente sacrificando, con questo scontro: nel frattempo, Wheeljack e gli Autobot stanno attaccando di nuovo Simfur, dove le forze Decepticon si sono intanto dimezzate. Arcee e Chromia rubano il Cubo dell'OmniScintilla, tagliando il legame col prodigioso macchinario creato da Sentinel Prime. Senza questa forza, il sole che era stato portato al pianeta scivola via, ripiombando Cybertron nell'oscurità.
Optimus abbandona lo scontro con Megatron, lasciandogli l'onere di sfamare gli Hatchling.
All'esterno, salva Ironhide: ha finalmente compreso l'inutilità di sacrificare gli amici per ottenere una vendetta, quando per gli Autobot proprio vivere è la più grande vendetta.
Optimus spiega di aver ignorato la strada indicatagli da Megatron, proprio come agli inizi (quando Megatron voleva che lui uccidesse il capo dei Thetacon, cioè Ironhide). Quando ha rifiutato il ruolo di Prime, lo ha fatto perché si trattava di un potere non meritato e non guadagnato: ora sa che, prima di essere un grande Prime, deve essere un grande Optimus.
Megatron, accecato dall'invidia, ha cercato di trascinarlo al suo livello, ma ha fallito.
Ora Optimus porterà avanti la battaglia, in nome di Sentinel Prime e della libertà, nella speranza di giungere un giorno al mondo di pace che tutti loro sognano.
Note
Gli Hatchling (Neo-Attivati?), più che la speranza del futuro, sono dipinti da Megatron come sinistre creature dell'orrore: famelici, istintivi, privi di raziocinio. E a prescindere dalle sue parole “di parte”, si tratta sicuramente di creature inquietanti.
Starscream usa la parola “Females” per indicare Arcee e compagne: è forse la prima volta che accade, sia nei Film che nei fumetti associati.
Le parole di odio rivolte da Shockwave a Elita-One sembrano riecheggiare quelle del suo precursore G1 in “The Search For Alpha Trion”.
Rispetto a Defiance, dove gli Autobot allestiscono una sola astronave, Foundation ne presenta due, per ovvi motivi di continuità. Le due versioni non si contraddicono, perché il capitolo finale di Defiance, essendo molto sintetico, lascia spazio ad ampie integrazioni.
Tyger Pax è una delle località chiave di TFTM07: Prequel.
Come sa chi ha visto i trailer di Dark of the Moon, l'Arca di Sentinel non è esplosa, ma si è invece teleportata altrove (per andare a schiantarsi sulla Luna terrestre). Che questo fosse in realtà il piano di Sentinel sin dall'inizio? Ma se così fosse, per quale motivo? L'unico interesse che poteva avere la Terra all'epoca era la presenza dello Star Harvester (si spera che non ci sia un ennesimo segreto sempre sullo stesso pianeta).
Può anche darsi che Sentinel sia finito chissà dove e spenda i secoli successivi a cercare Cybertron, solo per poi trovare il segnale dell'AllSpark, raggiungere la Terra e schiantarsi sulla Luna.
Il suo “carico segreto” resta ancora misterioso, almeno rispetto a quello di Shockwave.
Megatron giura di uccidere “every last Autobot”, una frase che ai fan storici non può che richiamare alla mente l'Ultimo Autobot. E' solo una delle tante citazioni che John Barber ama infilare nelle sue sceneggiature.
Nelle pagine finali, la “relazione” tra Optimus ed Elita continua a infrangersi contro lo scoglio della comunicazione: per qualche motivo, uno dei due fallisce sempre nel comprendere gli stati d'animo dell'altro. Lo stesso tema si ripresenta in Rising Storm e permette a John Barber di narrare una storia d'amore tragica evitando, nello stesso tempo, di mostrare Optimus ed Elita nella versione “fidanzatini innamorati”, che è l'incubo agghiacciante di tutti i fan amanti della fantascienza razionale e incapaci di immaginarsi due robot che amoreggiano. In altre parole, Barber ci dice che anche questi esseri cibernetici possono sviluppare rapporti emotivi molto forti, ma nello stesso tempo evita di mostrarci la natura questi rapporti (e scansa quindi la trappola di rendere ancora una volta i Cybertroniani troppo uguali agli esseri umani).
L'allontanamento del sole e la perdita di Sentinel spiegano l'ennesimo buco di TFTM07 e del suo Prequel: se gli Autobot avevano in loro possesso il potentissimo Cubo, com'è che non lo potevano usare per fare nulla, tipo vincere la guerra?
Nella tavola finale, Optimus mostra che il suo corpo ha pagato un duro prezzo nella battaglia: la corazza si è non solo danneggiata, ma anche decolorata, assumendo l'aspetto di “Protoforma” visto nelle storie e giocattoli di TFTM07.
A questo punto rimane solo l'inconsistenza con Defiance, che può in parte essere ovviata con una ristampa dai colori riveduti e corretti.
Questo albo riempie definitivamente gli spazi lasciati tra Defiance e TFTM07: Prequel.
Osservazioni
Come già detto, con Foundation e Rising Storm, John Barber compie un enorme e certosino lavoro di continuità, ricucendo tutti gli eventi narrati sinora per TFTM07/RotF e innestandovi i nuovi elementi di DotM, senza soluzione di continuità. Anzi, a leggere le sue storie, sembra quasi che Orci e Kurtzmann sapessero ciò che facevano e che l'intera saga sia davvero una sola epopea, consistente e logica (certo, poi basta riguardarsi i Film per mettersi a ridere).
Quest'opera di alta sartoria non è una semplice e meccanica quadratura dei conti che fa combaciare gli eventi, ma si estende invece anche all'aspetto che Bay, Oci e Kurtzmann si ostinano con ferocia a ignorare da sempre: la caratterizzazione dei Transformer.
Per questo terzetto di “autori”, infatti, i Transformer non sono esseri viventi e non hanno una personalità che vada oltre etichette come “buono” e “cattivo” (a dire il vero intercambiabili, come si vede nella scena di apertura di RotF, dove gli Autobot fanno scempio di Shangai per perseguitare e ammazzare brutalmente due Decepticon che non stavano facendo assolutamente nulla di male).
Barber rimedia a questa clamorosa carenza, approfondendo e sviscerando le motivazioni di entrambi. Optimus e Megatron erano “fratelli” e capi di Cybertron, alla pari?
Va bene. Allora Optimus era riluttante a ricevere un potere non guadagnato, era prono a farsi dominare dalle emozioni, era modesto, era riflessivo: tutte le qualità in potenza di un futuro capo, che però necessitava di un percorso di maturazione per giungere a essere tale.
E Megatron? Era semplicemente un gorilla “scappato dallo zoo”, capace solo di uccidere e terrorizzare? No, Megatron era il peggior tipo di servitore dello stato: quello egocentrico, che crede di meritarsi una carica pubblica, e che crede che il potere sia da sfruttare per scopi personali, invece che per servire i cittadini. Megatron esiste e agisce solo in funzione di se stesso: anche quando crede nel Prime e sogna un grande futuro per Cybertron, sta dicendo solo parte della verità: perchè per Megatron, né il Prime né il futuro possono esistere, se non in sua funzione. E' questa combinazione di egoismo, fanatismo e arroganza che lo portano a impazzire di invidia, quando scopre che Optimus rifiuta per motivi etici ciò che invece lui è convinto di dover ricevere per diritto di nascita. Lui e nessun altro, ovviamente, perchè anche i suoi più fedeli alleati restano, in ultima analisi, semplici servitori: creature inferiore da gettare una volta usate. Barber rifiuta qualunque giustificazione sociologica per Megatron: questi è semplicemente l'uomo benestante e di potere che, privo di valori morali, si lascia inebriare dal potere conferitogli e ne vuole sempre di più, a qualunque costo, infischiandosene delle conseguenze sugli altri. Altra caratteristica di questo genere di personaggio è l'incapacità di accettare di essere considerato spregevole: ma se messo di fronte ai fatti, piuttosto che cambiare il proprio stile di vita, farà di tutto per trascinare nel fango anche chi manifesta un comportamento migliore del suo. Ecco quindi la trappola psicologica tesa a Optimus (che fallisce perché Megatron ha sinora fallito nel comprendere Optimus, vedendo debolezza dove invece c'era una forza morale che lui non potrà mai neanche sognarsi di avere).
In questa analisi, Barber riesce a mantenersi abbastanza consistente con i Film, dove gli scarsissimi momenti dedicati ai due capi Cybertroniani possono essere ricondotti ad aspetti minori di quest'analisi: Optimus è un selvaggio sanguinario perché i Decepticon gliene hanno fatte passare troppe, e l'istinto del momento lo spinge a porre fine ai suoi nemici per evitare il ripetersi degli orrori del passato (e questo dimostra che il suo percorso di crescita è ben lungi dal completarsi); Megatron è meschino e vendicativo, e proprio per questo sceglie di sfidare inutilmente il suo nemico a Mission City, invece che ritirarsi e fare piani più complessi; è anche capace di fingere, però, come nell'intera faccenda del Caduto, le cui illusioni di potere sono alimentate solo per poterlo sfruttare come mezzo per un fine.
Ancora una volta, non resta ora che attendere l'uscita del Film nelle sale, forti della certezza che non serviva scomodare Simon Furman per una storia decente in chiave “moderna”: sarebbe bastato uno sceneggiatore.
Storia: John Barber
Arte: Andrew Griffith
Colori: Priscilla Tramontano
Copertina A: arte di Brian Rodd.
Copertina B: arte di Andrew Griffith e Priscilla Tramontano.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Maggio 2011.
La storia
All'esterno della cittadella Decepticon, Starscream e Shockwave attaccano Ironhide, che non rinuncia alla propria fedeltà al capo degli Autobot.
Optimus Prime, dentro la cittadella, sembra indifferente al fato del suo alleato: la missione viene prime di ogni altra cosa. Davanti a lui si erge infatti Megatron, che usa i famelici Hatchling come “scudo umano”.
I ricordi tornano alle prime fasi della guerra, quando gli Autobot assaltarono in massa il Tempio di Simfur, per fungere da copertura alla missione di Arcee, Elita-One e Chromia: alle tre Femmine spettava il compito di impossessarsi di un frammento di energia del Cubo Dell'OmniScintilla (AllSpark Cube).
Starscream intuì qualcosa e avvertì Megatron, che però fu a sua volta intralciato da Optimus Prime.
Elita-One riuscì a fuggire, seminando gli inseguitori (Starscream e Shockwave) e raggiungendo la base degli Autobot, dove erano state allestite ben due astronavi.
Sentinel Prime, ricevuto il campione di energia dell'OmniScintilla, partì con la prima Arca, diretto verso il Tempio. A Wheeljack fu dato l'incarico di condurre gli Autobot e la seconda Arca a Tyger Pax.
Le cose non andarono come previsto: quando l'Arca di Sentinel, col suo carico segreto, giunse sopra Simfur, un attacco di Starscream causò danni fatali al vascello, che scomparve in una accecante esplosione di luce.
Disperati, gli Autobot fuggirono: Megatron li lasciò fare, sapendo che Optimus Prime sarebbe comunque tornato.
La tragica perdita di Sentinel ebbe un terribile effetto su Optimus, che fece raggruppare tutti a Tyger Pax, assegnò una missione speciale a Wheeljack e infine decise che era necessario eliminare Megatron, a tutti i costi.
Nella spedizione verso la cittadella Decepticon, molti Autobot morirono. Solo Elita e Ironhide rimasero a fianco di Optimus finché lui, ossessionato dall'idea di uccidere Megatron, non li scacciò o li abbandonò.
Il flusso dei ricordi si collega con il presente.
Il confronto tra Optimus Prime e Megatron prosegue tanto sul piano verbale quanto su quello fisico: Megatron vuole insegnare a Optimus che è necessario un sacrificio per ottenere una vittoria, e lo accusa di aver stupidamente respinto il potere di Prime quando Sentinel glielo offrì.
Ma Optimus si sta effettivamente sacrificando, con questo scontro: nel frattempo, Wheeljack e gli Autobot stanno attaccando di nuovo Simfur, dove le forze Decepticon si sono intanto dimezzate. Arcee e Chromia rubano il Cubo dell'OmniScintilla, tagliando il legame col prodigioso macchinario creato da Sentinel Prime. Senza questa forza, il sole che era stato portato al pianeta scivola via, ripiombando Cybertron nell'oscurità.
Optimus abbandona lo scontro con Megatron, lasciandogli l'onere di sfamare gli Hatchling.
All'esterno, salva Ironhide: ha finalmente compreso l'inutilità di sacrificare gli amici per ottenere una vendetta, quando per gli Autobot proprio vivere è la più grande vendetta.
Optimus spiega di aver ignorato la strada indicatagli da Megatron, proprio come agli inizi (quando Megatron voleva che lui uccidesse il capo dei Thetacon, cioè Ironhide). Quando ha rifiutato il ruolo di Prime, lo ha fatto perché si trattava di un potere non meritato e non guadagnato: ora sa che, prima di essere un grande Prime, deve essere un grande Optimus.
Megatron, accecato dall'invidia, ha cercato di trascinarlo al suo livello, ma ha fallito.
Ora Optimus porterà avanti la battaglia, in nome di Sentinel Prime e della libertà, nella speranza di giungere un giorno al mondo di pace che tutti loro sognano.
Note
Gli Hatchling (Neo-Attivati?), più che la speranza del futuro, sono dipinti da Megatron come sinistre creature dell'orrore: famelici, istintivi, privi di raziocinio. E a prescindere dalle sue parole “di parte”, si tratta sicuramente di creature inquietanti.
Starscream usa la parola “Females” per indicare Arcee e compagne: è forse la prima volta che accade, sia nei Film che nei fumetti associati.
Le parole di odio rivolte da Shockwave a Elita-One sembrano riecheggiare quelle del suo precursore G1 in “The Search For Alpha Trion”.
Rispetto a Defiance, dove gli Autobot allestiscono una sola astronave, Foundation ne presenta due, per ovvi motivi di continuità. Le due versioni non si contraddicono, perché il capitolo finale di Defiance, essendo molto sintetico, lascia spazio ad ampie integrazioni.
Tyger Pax è una delle località chiave di TFTM07: Prequel.
Come sa chi ha visto i trailer di Dark of the Moon, l'Arca di Sentinel non è esplosa, ma si è invece teleportata altrove (per andare a schiantarsi sulla Luna terrestre). Che questo fosse in realtà il piano di Sentinel sin dall'inizio? Ma se così fosse, per quale motivo? L'unico interesse che poteva avere la Terra all'epoca era la presenza dello Star Harvester (si spera che non ci sia un ennesimo segreto sempre sullo stesso pianeta).
Può anche darsi che Sentinel sia finito chissà dove e spenda i secoli successivi a cercare Cybertron, solo per poi trovare il segnale dell'AllSpark, raggiungere la Terra e schiantarsi sulla Luna.
Il suo “carico segreto” resta ancora misterioso, almeno rispetto a quello di Shockwave.
Megatron giura di uccidere “every last Autobot”, una frase che ai fan storici non può che richiamare alla mente l'Ultimo Autobot. E' solo una delle tante citazioni che John Barber ama infilare nelle sue sceneggiature.
Nelle pagine finali, la “relazione” tra Optimus ed Elita continua a infrangersi contro lo scoglio della comunicazione: per qualche motivo, uno dei due fallisce sempre nel comprendere gli stati d'animo dell'altro. Lo stesso tema si ripresenta in Rising Storm e permette a John Barber di narrare una storia d'amore tragica evitando, nello stesso tempo, di mostrare Optimus ed Elita nella versione “fidanzatini innamorati”, che è l'incubo agghiacciante di tutti i fan amanti della fantascienza razionale e incapaci di immaginarsi due robot che amoreggiano. In altre parole, Barber ci dice che anche questi esseri cibernetici possono sviluppare rapporti emotivi molto forti, ma nello stesso tempo evita di mostrarci la natura questi rapporti (e scansa quindi la trappola di rendere ancora una volta i Cybertroniani troppo uguali agli esseri umani).
L'allontanamento del sole e la perdita di Sentinel spiegano l'ennesimo buco di TFTM07 e del suo Prequel: se gli Autobot avevano in loro possesso il potentissimo Cubo, com'è che non lo potevano usare per fare nulla, tipo vincere la guerra?
Nella tavola finale, Optimus mostra che il suo corpo ha pagato un duro prezzo nella battaglia: la corazza si è non solo danneggiata, ma anche decolorata, assumendo l'aspetto di “Protoforma” visto nelle storie e giocattoli di TFTM07.
A questo punto rimane solo l'inconsistenza con Defiance, che può in parte essere ovviata con una ristampa dai colori riveduti e corretti.
Questo albo riempie definitivamente gli spazi lasciati tra Defiance e TFTM07: Prequel.
Osservazioni
Come già detto, con Foundation e Rising Storm, John Barber compie un enorme e certosino lavoro di continuità, ricucendo tutti gli eventi narrati sinora per TFTM07/RotF e innestandovi i nuovi elementi di DotM, senza soluzione di continuità. Anzi, a leggere le sue storie, sembra quasi che Orci e Kurtzmann sapessero ciò che facevano e che l'intera saga sia davvero una sola epopea, consistente e logica (certo, poi basta riguardarsi i Film per mettersi a ridere).
Quest'opera di alta sartoria non è una semplice e meccanica quadratura dei conti che fa combaciare gli eventi, ma si estende invece anche all'aspetto che Bay, Oci e Kurtzmann si ostinano con ferocia a ignorare da sempre: la caratterizzazione dei Transformer.
Per questo terzetto di “autori”, infatti, i Transformer non sono esseri viventi e non hanno una personalità che vada oltre etichette come “buono” e “cattivo” (a dire il vero intercambiabili, come si vede nella scena di apertura di RotF, dove gli Autobot fanno scempio di Shangai per perseguitare e ammazzare brutalmente due Decepticon che non stavano facendo assolutamente nulla di male).
Barber rimedia a questa clamorosa carenza, approfondendo e sviscerando le motivazioni di entrambi. Optimus e Megatron erano “fratelli” e capi di Cybertron, alla pari?
Va bene. Allora Optimus era riluttante a ricevere un potere non guadagnato, era prono a farsi dominare dalle emozioni, era modesto, era riflessivo: tutte le qualità in potenza di un futuro capo, che però necessitava di un percorso di maturazione per giungere a essere tale.
E Megatron? Era semplicemente un gorilla “scappato dallo zoo”, capace solo di uccidere e terrorizzare? No, Megatron era il peggior tipo di servitore dello stato: quello egocentrico, che crede di meritarsi una carica pubblica, e che crede che il potere sia da sfruttare per scopi personali, invece che per servire i cittadini. Megatron esiste e agisce solo in funzione di se stesso: anche quando crede nel Prime e sogna un grande futuro per Cybertron, sta dicendo solo parte della verità: perchè per Megatron, né il Prime né il futuro possono esistere, se non in sua funzione. E' questa combinazione di egoismo, fanatismo e arroganza che lo portano a impazzire di invidia, quando scopre che Optimus rifiuta per motivi etici ciò che invece lui è convinto di dover ricevere per diritto di nascita. Lui e nessun altro, ovviamente, perchè anche i suoi più fedeli alleati restano, in ultima analisi, semplici servitori: creature inferiore da gettare una volta usate. Barber rifiuta qualunque giustificazione sociologica per Megatron: questi è semplicemente l'uomo benestante e di potere che, privo di valori morali, si lascia inebriare dal potere conferitogli e ne vuole sempre di più, a qualunque costo, infischiandosene delle conseguenze sugli altri. Altra caratteristica di questo genere di personaggio è l'incapacità di accettare di essere considerato spregevole: ma se messo di fronte ai fatti, piuttosto che cambiare il proprio stile di vita, farà di tutto per trascinare nel fango anche chi manifesta un comportamento migliore del suo. Ecco quindi la trappola psicologica tesa a Optimus (che fallisce perché Megatron ha sinora fallito nel comprendere Optimus, vedendo debolezza dove invece c'era una forza morale che lui non potrà mai neanche sognarsi di avere).
In questa analisi, Barber riesce a mantenersi abbastanza consistente con i Film, dove gli scarsissimi momenti dedicati ai due capi Cybertroniani possono essere ricondotti ad aspetti minori di quest'analisi: Optimus è un selvaggio sanguinario perché i Decepticon gliene hanno fatte passare troppe, e l'istinto del momento lo spinge a porre fine ai suoi nemici per evitare il ripetersi degli orrori del passato (e questo dimostra che il suo percorso di crescita è ben lungi dal completarsi); Megatron è meschino e vendicativo, e proprio per questo sceglie di sfidare inutilmente il suo nemico a Mission City, invece che ritirarsi e fare piani più complessi; è anche capace di fingere, però, come nell'intera faccenda del Caduto, le cui illusioni di potere sono alimentate solo per poterlo sfruttare come mezzo per un fine.
Ancora una volta, non resta ora che attendere l'uscita del Film nelle sale, forti della certezza che non serviva scomodare Simon Furman per una storia decente in chiave “moderna”: sarebbe bastato uno sceneggiatore.
Discussione sull'edizione in volume.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.









