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Iscritto il: 21/06/2004
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DotM: Rising Storm #2
“Dark Of The Moon Prequel: Rising Storm” (2 di 4)
Storia: John Barber
Arte: Carlos Magno
Colori: Aburtov e Graphikslava
Copertina A: arte di Brian Rodd.
Copertina B: arte di Carlos Magno, Aburtov e Graphikslava.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2011.
La storia
Dal punto di vista di Megatron, fu Optimus Prime colui che peccò contro Cybertron, condannandolo a morte quando “rubò” il Cubo dell'OmniScintilla (AllSpark Cube) per gettarlo nel cosmo, come un bambino capriccioso.
Un secolo fa: su Cybertron, una squadra di Autobot (guidata da Elita-1 e Longarm) tentò di impossessarsi di un carico di Energon trasportato nel convoglio di Astrotrain.
Ma, sebbene molti Decepticon fossero partiti per il cosmo alla ricerca di Megatron, il guerriero più letale era rimasto sul pianeta: Shockwave e la sua squadra massacrarono gli Autobot, costringendoli alla fuga.
Gravemente ferita, Chromia cadde nelle mani di Flatline.
La battaglia fu interrotta quando dalla Terra giunse il grido dell'OmniScintilla: il Cubo era stato trovato dagli umani (in tenuta da palombari, su un fondale marino) e forse esso aveva previsto il proprio futuro e la propria distruzione per mano degli umani. Forse, per questo aveva gridato, chiedendo aiuto.
Shockwave seppe immediatamente cosa fare: lasciato il comando delle forze locali a Dreadwing, partì per la Terra, viaggiando a una velocità tanto incredibile quanto incontrollabile... e trasportando un carico segreto.
Anno 1908: la violenza del suo atterraggio sul pianeta Terra lo mandò in blocco di stasi e devastò una foresta intera. Il luogo era Tunguska, in Siberia.
Shockwave fu recuperato dai lavoratori-schiavi Sovietici, che per anni lo custodirono in un Gulag, studiandolo e cercando di replicarne la tecnologia. Come Megatron era l'arma segreta degli USA, così Shockwave lo fu per l'URSS, durante la Guerra Fredda tra le due superpotenze (anno 1969).
Anno 1973: Soundwave raggiunse la Terra e diede inizio ai preparativi per il ritorno di Megatron. Ma il suo obiettivo era un altro: qualcosa di segreto, celato sulla Luna e destinato a segnare la rovina degli Autobot.
Anno 2007: Megatron fu liberato. Il suo conflitto con gli Autobot, come le azioni di Starscream, funsero da diversivo, mentre Soundwave raccoglieva dati per il loro vero grande piano.
Tre giorni fa (anno 2011): Megatron liberò finalmente Shockwave dalla sua prigione siberiana. Era il momento di sfruttare i semi piantati tempo prima, per far rinascere Cybertron sulla Terra.
Due giorni fa: Megatron e Shockwave raggiunsero la base Decepticon situata in Namibia (Africa).
Davanti agli Hatchling che reclamavano la loro dose quotidiana di Energon, si consumò il primo conflitto di potere tra Megatron e Shockwave. Fu uno scontro verbale, che in apparenza vide Megatron riconfermare la propria autorità, e Shockwave sottomettersi ad essa. In apparenza.
Ora: a Philadelphia, in Pennsylvania.
L'unità Brains incontra Sam Witwicky, Bumblebee e Wheelie.
Wheelie e Brains fanno subito amicizia: sono dello stesso modello (e hanno lo stesso senso dell'umorismo demenziale).
Wheelie spiega a Brains che Sam non è un “albero di carne”, ma un essere senziente evolutosi a partire dalla biochimica.
Il loro incontro è rovinato dall'arrivo di Barricade, che Bumblebee affronta per l'ennesima volta. Ma il valore dell'Autobot non basta, contro la nutrita squadra di Decepticon che piomba su di loro (tra i quali: Bludgeon, Starscream).
Alla base NEST di Diego Garcia, Optimus Prime organizza la controffensiva.
Jolt, Knockout e Dunerunner non possono intervenire: devono badare ai rifugiati, indagare sulla scomparsa di Salvage e Longarm, badare al prigioniero Decepticon (Fearswoop).
Optimus parte insieme ad Arcee (e sorelle), Ironhide Ratchet, Sideswipe, Lennox ed Epps.
Galloway fornirà la copertura per la missione.
Dalla nuova base NEST di Washington, comunque, Optimus manda in avanscoperta un'altra squadra: si tratta di Wheeljack e Mirage, che giungono a Philadelphia e ammazzano subito un Decepticon, salvando Sam dal pericolo immediato e facendo capire quanto entrambi siano feroci e determinati.
Note
Per la prima volta, compare la funzione di treno Cybertroniano di Astrotrain.
John Barber continua la sua opera di unificazione delle isteriche continuità dei tre Film di Michael Bay. Con la sua visione ispirata e accorta, un inedito e vigoroso afflato epico sembra finalmente dare un senso al pastrocchio sensazionalistico e improvvisato che Orci e Kurtzmann avevano imbastito sinora.
L'evento di Chromia e Flatline serve, ancora una volta, da collante delle complesse vicende di Arcee narrate in Tales Of The Fallen.
Dreadwing riceve il comando delle forze Decepticon di Cybertron, in una ulteriore premessa a Reign Of Starscream.
Noto appassionato di storia e di misteri (in stile Martin Mystere), John Barber ci offre la sua versione della famosa esplosione che devastò la zona di Tunguska nel 1908: la caduta non di un gigantesco meteorite, ma di un Transformer.
Questo tocco di arguzia rivela non solo la passione genuina e competente dell'autore, ma anche come sarebbe potuto essere RotF se fosse stato affidato ad autori un po' più accorti: che senso aveva, infatti, rivelare che i Transformer sono tra noi da secoli, se poi non si scopre la loro presenza dietro eventi storici?
Sinora, l'unico a tentare un simile approccio è stato Simon Furman, in Nefarious: per fortuna, qualcun altro ha osato intraprendere la stessa strada.
Gli ideali Autobot di uguaglianza delle masse, sono gli stessi dell'Unione Sovietica. Optimus Prime è un comunista. Lo ha detto Megatron stesso.
In un parallelo tanto inatteso quanto logico, Barber mostra come le due superpotenze USA e URSS abbiano mantenuto un equilibrio da guerra fredda anche in questa realtà, colmando l'ennesimo buco narrativo/logico aperto da TFTM07. E' vero che gli USA avevano la tecnologia retroingegnerizzata da Megatron, ma è anche vero che l'URSS poteva ribattere con quella ricavata da Shockwave.
E che dire della ironica e metaforica coincidenza di questo brillante parallelismo?
Barber continua a gestire una continuità impossibile: il trasferimento di Megatron alla Diga Hoover avviene entro il 1969, come rivelato nel romanzo Ghosts Of Yesterday e nella miniserie Sector 7.
La spia sovietica che scopre la presenza di Megatron alla Diga Hoover è Danco, visto nella miniserie Sector 7 (e sopravvissuto alla propria apparente morte).
Dopo il Cubo e l'Harvester, si scopre ora che la Terra custodisce un terzo segreto Cybertroniano (a dire il vero, è la Luna).
Addirittura, Soundwave gestisce l'intera faccenda da molto prima del 2007 ed è rimasto nascosto ai suoi compagni fino al 2009.
Tanto per cambiare, il piano Decepticon prevede di trasformare la Terra in un nuovo Cybertron.
Nella base Decepticon in Namibia compaiono anche i lacché di Soundwave visti in Nefarious.
Gli Hatchling che Megatron alleva sono quelli recuperati dalla Nemesis.
John Barber ha anche un talento umoristico raro: dove Bay usava Wheelie per far ridere il pubblico “di pancia”, Barber diverte invece col cervello, in un capovolgimento di prospettiva tanto logico quanto surreale. Per i Cybertroniani, è chiaramente l'evoluzione biologica della vita sulla Terra ad apparire assurda e fantascientifica.
Wheelie dichiara di essere stato costruito a Burthov, un luogo citato sinora solo in Defiance #3.
Wheelie dichiara che ha rotto con la sua ragazza: Mikaela Banes infatti non appare in DotM (o meglio, non vi appare Megan Fox).
Tra i Decepticon della squadra che attacca Spike e compagni: Bludgeon, Brimstone, Tankor, Storm Surge e Sonar.
Sonar viene ucciso.
Tra i velivoli: Ruination e Blademaster, entrambi comparsi nel romanzo The Veiled Threat.
Ruination è descritto/disegnato come un “repaint” di Incinerator.
DotM Wheeljack si rivela essere quindi il modello su cui è stato basato il suo omonimo di Transformers: Prime.
Osservazioni
Qualcuno temeva che questa miniserie degenerasse, come Alliance e i romanzi, in un irrilevante e ridondante riempitivo in cui i personaggi si limitano a ribadire l’ovvio e a sparare eroicamente ai Decepticon.
Invece, ancora una volta, John Barber svolge un lavoro eccellente, sfruttando l’occasione per dare voce a Megatron (in opposizione a Foundation, narrata da Optimus Prime) e per sviluppare un “prologo” immenso, che si dipana nel tempo e nello spazio, abbracciando ogni angolo di questo nuovo universo narrativo e plasmandolo in una visiona organica, coerente e interessante.
E’ forse la prima volta che questa nuova realtà narrativa dei Transformer riesce a dimostrarsi così valida e definita, oltre che capace di dire qualcosa di nuovo, con una propria personalità.
In un solo albo, si mescolano storia (nel senso epico), azione, commedia, intrigo, caratterizzazione, continuità e riflessione personale. Un paradosso, nell’epoca della “decompressione”, che sacrifica il valore di una singola storia sull’altare della raccolta in volume. E un grande risultato rispetto alla politica IDW di realizzare albi orientati a un pubblico dai gusti sempre più semplici e superficiali.
La prosa di John Barber, come quella di Simon Furman, è tanto mirata quanto chirurgica: bastano pochissime frasi, accuratamente composte ed essenziali, per fornire uno spaccato dell'agghiacciante personalità di Shockwave, che si tratti della solenne e inquietante voce narrante di Megatron (“Had Shockwave been capable of hope”) o dello stesso Shockwave (“Fun is not logical”).
Nella stessa scena in Namibia, senza bisogno di smargiassate o di conferenze interminabili tra i personaggi, Barber non solo delinea la personalità di Shockwave, ma costruisce un conflitto inespresso con Megatron, bilanciando il gioco di potere più sul “non detto” che su dichiarazioni esplicite.
Anche questa sottigliezza è una prova della maturità dell'autore e del suo lavoro, distante anni luce dalle ingenue e adolescenziali storie attualmente prodotte per la serie a fumetti G1.
Non finisce qui, perchè la passione di Barber per la storia del nostro pianeta si traduce ancora una volta in spessore narrativo, ricchezza di idee e livelli di lettura aggiuntivi: il conflitto Megatron/Shockwave (storico, risalente ai tempi di Bob Budiansky per la Marvel) è anche il conflitto tra USA e URSS, con i relativi blocchi di alleanze.
E Optimus Prime, l'adorato idolo all-winner all-american degli adolescenti intrisi di retorica patriottica? Be', la sua filosofia e i suoi ideali di uguaglianza sono quelli dei comunisti, secondo Megatron, in una ulteriore ironica contrapposizione basata su un inatteso capovolgimento delle parti. Ovviamente no c'è spazio nella storia per proseguire l'analisi, ma ciò che conta è che l'autore abbia avuto l'intelligenza per tracciare questi paralleli e la capacità di abbozzarli, lasciandone lo sviluppo al lettore.
Nelle mani di Barber, anche i personaggi più idioti acquistano valore, e l'idiozia di Wheelie diventa un meccanismo di commedia brillante: il ritmo è tale che sembra di assistere a una scena tratta da The Big Bang Theory. Non basta: è anche la chiave per un altro capovolgimento di prospettiva, un elemento ricorrente sin da pagina 1.
Allo stile e ai temi, si uniscono una chiarezza di intenti e il rispetto per l’intelligenza del lettore: se nei fumetti G1 IDW si fa di tutto (anche imbrogliare narrativamente) per celebrare l'umanità, Barber sceglie invece la strada opposta, ponendo le due specie sullo stesso livello quando avviene uno dei loro incontri di civiltà.
Oltre a tutto questo, l'albo offre molto di più: non solo per l'affresco di continuità (analizzato nelle note), ma anche per la portata epica degli eventi narrati (la storia di Cybertron e quella della Terra, indissolubilmente legate attraverso eventi fittizi e reali, cosa tanto intrigante quanto mai accennata da Bay e soci) e per l'immancabile azione, sostenuta da una marea di personaggi Cybertroniani con un nome e un ruolo ben preciso (lontano dalle comparse carne-da-cannone tanto care a Bay e al duo K&O).
L’arte di Carlos Magno è purtroppo caotica come al solito, ma la nuova squadra di coloristi interviene in modo quasi brutale per rimediare alla confusione e alla piattezza del suo lavoro, compensando almeno in parte le sue carenze.
Gli sviluppi di Rising Storm, sinora, hanno superato qualunque aspettativa si potesse avere, dopo le due deludenti premesse filmiche di questi anni: non resta che vedere se la qualità resterà tale fino all’ultimo capitolo… a quel punto, la rilevanza narrativa del film passerà in secondo piano rispetto al valore del prequel.
Storia: John Barber
Arte: Carlos Magno
Colori: Aburtov e Graphikslava
Copertina A: arte di Brian Rodd.
Copertina B: arte di Carlos Magno, Aburtov e Graphikslava.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2011.
La storia
Dal punto di vista di Megatron, fu Optimus Prime colui che peccò contro Cybertron, condannandolo a morte quando “rubò” il Cubo dell'OmniScintilla (AllSpark Cube) per gettarlo nel cosmo, come un bambino capriccioso.
Un secolo fa: su Cybertron, una squadra di Autobot (guidata da Elita-1 e Longarm) tentò di impossessarsi di un carico di Energon trasportato nel convoglio di Astrotrain.
Ma, sebbene molti Decepticon fossero partiti per il cosmo alla ricerca di Megatron, il guerriero più letale era rimasto sul pianeta: Shockwave e la sua squadra massacrarono gli Autobot, costringendoli alla fuga.
Gravemente ferita, Chromia cadde nelle mani di Flatline.
La battaglia fu interrotta quando dalla Terra giunse il grido dell'OmniScintilla: il Cubo era stato trovato dagli umani (in tenuta da palombari, su un fondale marino) e forse esso aveva previsto il proprio futuro e la propria distruzione per mano degli umani. Forse, per questo aveva gridato, chiedendo aiuto.
Shockwave seppe immediatamente cosa fare: lasciato il comando delle forze locali a Dreadwing, partì per la Terra, viaggiando a una velocità tanto incredibile quanto incontrollabile... e trasportando un carico segreto.
Anno 1908: la violenza del suo atterraggio sul pianeta Terra lo mandò in blocco di stasi e devastò una foresta intera. Il luogo era Tunguska, in Siberia.
Shockwave fu recuperato dai lavoratori-schiavi Sovietici, che per anni lo custodirono in un Gulag, studiandolo e cercando di replicarne la tecnologia. Come Megatron era l'arma segreta degli USA, così Shockwave lo fu per l'URSS, durante la Guerra Fredda tra le due superpotenze (anno 1969).
Anno 1973: Soundwave raggiunse la Terra e diede inizio ai preparativi per il ritorno di Megatron. Ma il suo obiettivo era un altro: qualcosa di segreto, celato sulla Luna e destinato a segnare la rovina degli Autobot.
Anno 2007: Megatron fu liberato. Il suo conflitto con gli Autobot, come le azioni di Starscream, funsero da diversivo, mentre Soundwave raccoglieva dati per il loro vero grande piano.
Tre giorni fa (anno 2011): Megatron liberò finalmente Shockwave dalla sua prigione siberiana. Era il momento di sfruttare i semi piantati tempo prima, per far rinascere Cybertron sulla Terra.
Due giorni fa: Megatron e Shockwave raggiunsero la base Decepticon situata in Namibia (Africa).
Davanti agli Hatchling che reclamavano la loro dose quotidiana di Energon, si consumò il primo conflitto di potere tra Megatron e Shockwave. Fu uno scontro verbale, che in apparenza vide Megatron riconfermare la propria autorità, e Shockwave sottomettersi ad essa. In apparenza.
Ora: a Philadelphia, in Pennsylvania.
L'unità Brains incontra Sam Witwicky, Bumblebee e Wheelie.
Wheelie e Brains fanno subito amicizia: sono dello stesso modello (e hanno lo stesso senso dell'umorismo demenziale).
Wheelie spiega a Brains che Sam non è un “albero di carne”, ma un essere senziente evolutosi a partire dalla biochimica.
Il loro incontro è rovinato dall'arrivo di Barricade, che Bumblebee affronta per l'ennesima volta. Ma il valore dell'Autobot non basta, contro la nutrita squadra di Decepticon che piomba su di loro (tra i quali: Bludgeon, Starscream).
Alla base NEST di Diego Garcia, Optimus Prime organizza la controffensiva.
Jolt, Knockout e Dunerunner non possono intervenire: devono badare ai rifugiati, indagare sulla scomparsa di Salvage e Longarm, badare al prigioniero Decepticon (Fearswoop).
Optimus parte insieme ad Arcee (e sorelle), Ironhide Ratchet, Sideswipe, Lennox ed Epps.
Galloway fornirà la copertura per la missione.
Dalla nuova base NEST di Washington, comunque, Optimus manda in avanscoperta un'altra squadra: si tratta di Wheeljack e Mirage, che giungono a Philadelphia e ammazzano subito un Decepticon, salvando Sam dal pericolo immediato e facendo capire quanto entrambi siano feroci e determinati.
Note
Per la prima volta, compare la funzione di treno Cybertroniano di Astrotrain.
John Barber continua la sua opera di unificazione delle isteriche continuità dei tre Film di Michael Bay. Con la sua visione ispirata e accorta, un inedito e vigoroso afflato epico sembra finalmente dare un senso al pastrocchio sensazionalistico e improvvisato che Orci e Kurtzmann avevano imbastito sinora.
L'evento di Chromia e Flatline serve, ancora una volta, da collante delle complesse vicende di Arcee narrate in Tales Of The Fallen.
Dreadwing riceve il comando delle forze Decepticon di Cybertron, in una ulteriore premessa a Reign Of Starscream.
Noto appassionato di storia e di misteri (in stile Martin Mystere), John Barber ci offre la sua versione della famosa esplosione che devastò la zona di Tunguska nel 1908: la caduta non di un gigantesco meteorite, ma di un Transformer.
Questo tocco di arguzia rivela non solo la passione genuina e competente dell'autore, ma anche come sarebbe potuto essere RotF se fosse stato affidato ad autori un po' più accorti: che senso aveva, infatti, rivelare che i Transformer sono tra noi da secoli, se poi non si scopre la loro presenza dietro eventi storici?
Sinora, l'unico a tentare un simile approccio è stato Simon Furman, in Nefarious: per fortuna, qualcun altro ha osato intraprendere la stessa strada.
Gli ideali Autobot di uguaglianza delle masse, sono gli stessi dell'Unione Sovietica. Optimus Prime è un comunista. Lo ha detto Megatron stesso.
In un parallelo tanto inatteso quanto logico, Barber mostra come le due superpotenze USA e URSS abbiano mantenuto un equilibrio da guerra fredda anche in questa realtà, colmando l'ennesimo buco narrativo/logico aperto da TFTM07. E' vero che gli USA avevano la tecnologia retroingegnerizzata da Megatron, ma è anche vero che l'URSS poteva ribattere con quella ricavata da Shockwave.
E che dire della ironica e metaforica coincidenza di questo brillante parallelismo?
Barber continua a gestire una continuità impossibile: il trasferimento di Megatron alla Diga Hoover avviene entro il 1969, come rivelato nel romanzo Ghosts Of Yesterday e nella miniserie Sector 7.
La spia sovietica che scopre la presenza di Megatron alla Diga Hoover è Danco, visto nella miniserie Sector 7 (e sopravvissuto alla propria apparente morte).
Dopo il Cubo e l'Harvester, si scopre ora che la Terra custodisce un terzo segreto Cybertroniano (a dire il vero, è la Luna).
Addirittura, Soundwave gestisce l'intera faccenda da molto prima del 2007 ed è rimasto nascosto ai suoi compagni fino al 2009.
Tanto per cambiare, il piano Decepticon prevede di trasformare la Terra in un nuovo Cybertron.
Nella base Decepticon in Namibia compaiono anche i lacché di Soundwave visti in Nefarious.
Gli Hatchling che Megatron alleva sono quelli recuperati dalla Nemesis.
John Barber ha anche un talento umoristico raro: dove Bay usava Wheelie per far ridere il pubblico “di pancia”, Barber diverte invece col cervello, in un capovolgimento di prospettiva tanto logico quanto surreale. Per i Cybertroniani, è chiaramente l'evoluzione biologica della vita sulla Terra ad apparire assurda e fantascientifica.
Wheelie dichiara di essere stato costruito a Burthov, un luogo citato sinora solo in Defiance #3.
Wheelie dichiara che ha rotto con la sua ragazza: Mikaela Banes infatti non appare in DotM (o meglio, non vi appare Megan Fox).
Tra i Decepticon della squadra che attacca Spike e compagni: Bludgeon, Brimstone, Tankor, Storm Surge e Sonar.
Sonar viene ucciso.
Tra i velivoli: Ruination e Blademaster, entrambi comparsi nel romanzo The Veiled Threat.
Ruination è descritto/disegnato come un “repaint” di Incinerator.
DotM Wheeljack si rivela essere quindi il modello su cui è stato basato il suo omonimo di Transformers: Prime.
Osservazioni
Qualcuno temeva che questa miniserie degenerasse, come Alliance e i romanzi, in un irrilevante e ridondante riempitivo in cui i personaggi si limitano a ribadire l’ovvio e a sparare eroicamente ai Decepticon.
Invece, ancora una volta, John Barber svolge un lavoro eccellente, sfruttando l’occasione per dare voce a Megatron (in opposizione a Foundation, narrata da Optimus Prime) e per sviluppare un “prologo” immenso, che si dipana nel tempo e nello spazio, abbracciando ogni angolo di questo nuovo universo narrativo e plasmandolo in una visiona organica, coerente e interessante.
E’ forse la prima volta che questa nuova realtà narrativa dei Transformer riesce a dimostrarsi così valida e definita, oltre che capace di dire qualcosa di nuovo, con una propria personalità.
In un solo albo, si mescolano storia (nel senso epico), azione, commedia, intrigo, caratterizzazione, continuità e riflessione personale. Un paradosso, nell’epoca della “decompressione”, che sacrifica il valore di una singola storia sull’altare della raccolta in volume. E un grande risultato rispetto alla politica IDW di realizzare albi orientati a un pubblico dai gusti sempre più semplici e superficiali.
La prosa di John Barber, come quella di Simon Furman, è tanto mirata quanto chirurgica: bastano pochissime frasi, accuratamente composte ed essenziali, per fornire uno spaccato dell'agghiacciante personalità di Shockwave, che si tratti della solenne e inquietante voce narrante di Megatron (“Had Shockwave been capable of hope”) o dello stesso Shockwave (“Fun is not logical”).
Nella stessa scena in Namibia, senza bisogno di smargiassate o di conferenze interminabili tra i personaggi, Barber non solo delinea la personalità di Shockwave, ma costruisce un conflitto inespresso con Megatron, bilanciando il gioco di potere più sul “non detto” che su dichiarazioni esplicite.
Anche questa sottigliezza è una prova della maturità dell'autore e del suo lavoro, distante anni luce dalle ingenue e adolescenziali storie attualmente prodotte per la serie a fumetti G1.
Non finisce qui, perchè la passione di Barber per la storia del nostro pianeta si traduce ancora una volta in spessore narrativo, ricchezza di idee e livelli di lettura aggiuntivi: il conflitto Megatron/Shockwave (storico, risalente ai tempi di Bob Budiansky per la Marvel) è anche il conflitto tra USA e URSS, con i relativi blocchi di alleanze.
E Optimus Prime, l'adorato idolo all-winner all-american degli adolescenti intrisi di retorica patriottica? Be', la sua filosofia e i suoi ideali di uguaglianza sono quelli dei comunisti, secondo Megatron, in una ulteriore ironica contrapposizione basata su un inatteso capovolgimento delle parti. Ovviamente no c'è spazio nella storia per proseguire l'analisi, ma ciò che conta è che l'autore abbia avuto l'intelligenza per tracciare questi paralleli e la capacità di abbozzarli, lasciandone lo sviluppo al lettore.
Nelle mani di Barber, anche i personaggi più idioti acquistano valore, e l'idiozia di Wheelie diventa un meccanismo di commedia brillante: il ritmo è tale che sembra di assistere a una scena tratta da The Big Bang Theory. Non basta: è anche la chiave per un altro capovolgimento di prospettiva, un elemento ricorrente sin da pagina 1.
Allo stile e ai temi, si uniscono una chiarezza di intenti e il rispetto per l’intelligenza del lettore: se nei fumetti G1 IDW si fa di tutto (anche imbrogliare narrativamente) per celebrare l'umanità, Barber sceglie invece la strada opposta, ponendo le due specie sullo stesso livello quando avviene uno dei loro incontri di civiltà.
Oltre a tutto questo, l'albo offre molto di più: non solo per l'affresco di continuità (analizzato nelle note), ma anche per la portata epica degli eventi narrati (la storia di Cybertron e quella della Terra, indissolubilmente legate attraverso eventi fittizi e reali, cosa tanto intrigante quanto mai accennata da Bay e soci) e per l'immancabile azione, sostenuta da una marea di personaggi Cybertroniani con un nome e un ruolo ben preciso (lontano dalle comparse carne-da-cannone tanto care a Bay e al duo K&O).
L’arte di Carlos Magno è purtroppo caotica come al solito, ma la nuova squadra di coloristi interviene in modo quasi brutale per rimediare alla confusione e alla piattezza del suo lavoro, compensando almeno in parte le sue carenze.
Gli sviluppi di Rising Storm, sinora, hanno superato qualunque aspettativa si potesse avere, dopo le due deludenti premesse filmiche di questi anni: non resta che vedere se la qualità resterà tale fino all’ultimo capitolo… a quel punto, la rilevanza narrativa del film passerà in secondo piano rispetto al valore del prequel.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.











