Eccomi a commentare lo splendido First Edition Starscream. Scrivo questa recensione quasi di corsa perchè... questa sera uscirà la video-recensione di questo modello da parte di uno dei miei favoriti video-reviewer, TJ Omega, e non vorrei esserne influenzato.
Detto questo , direi di partire dalla modalità
AEREO, che è come si presenta in confezione.
Ovviamente parlando di Starscream la modalità alternativa è un aereo, un caccia, ma data la mia poca conoscenza di questo argomento non vi so dire se è ispirato a qualche modello reale. A occhio, direi che potrebbe avere qualche richiamo a modelli conosciuti ma si dovrebbe trattare di un design originale come per tutti gli altri veicoli della serie. L'aereo non è molto lungo e le ali, posizionate a V, mettono ulteriormente in evidezia questo fatto, essendo molto aperte.
La colorazione, pur essendo quasi totalmente grigia, presenta svariate tonalità di questo colore (contando le parti metallizzate e quelle di plastica morbida, ben 5) e nonostante sia studiata principalmente per il robot mode si armonizza perfettamente anche sul veicolo. Abbiamo la punta (di plastica morbida) color grigio chiaro, così come alcune rifiniture sulle ali e i missili sotto di esse, anch'essi di plastica morbida (cosa che personalmente non apprezzo affatto). La cabina di pilotaggio è colorata di nero e ai lati presenta due piccole griglie di aerazione rosse. Salendo troviamo una parte grigio argentata con al centro un simbolo dei Decepticon colorato di nero, ai cui lati ci sono altre griglie di aerazione rosse (questa parte diventerà il petto del robot). Degno di nota il fatto che i fregi su questa parte (veramente ben scolpita) creino una sorta di linea continua che andrà a formare le ali (colorate di grigio molto scuro, con i flap neri), particolare che ho veramente apprezzato. Il resto della fusoliera dell'aereo è di un grigio leggermente più scuro rispetto alla punta e prosegue restringendosi verso la coda del veicolo dove si trovano gli alettoni, grigi anch'essi ma sottolineati da particolari rossi. Sul retro del veicolo è presente il reattore, colorato di nero, e sotto di esso spuntano delle piccole "protuberanze" che con un po' di fantasia possono sembrare dei piccoli reattori supplementari ma in realtà sono le punte dei piedi del robot.
Questo in effetti è il problema principale del modello: l'assoluta mancanza di omogeneità del camuffamento. Se infatti la parte superiore dell'aereo (e del robot) ha un disguise che posso definire perfetto senza timore di essere smentito, la parte sottostante del veicolo è un disastro: sembra un jet con attaccate sotto delle gambe. Ribaltando il veicolo, infatti, si vede chiaramente e senza l'ombra di un camuffamento l'intera parte inferiore del robot: bacino, gambe e piedi (questi sono piegati, ma non mi sembra un gran camuffamento). Anche per questo motivo, l'aereo non ha delle vere ruote come carrelli ma ha solo delle piccole protuberanze rotonde all'altezza del bacino e delle caviglie; comunque troppo piccole per simulare delle ruote, sono solo dei punti di appoggio.
Se riuscite a passare sopra a questo difetto, l'aereo risultante è molto bello e credibile come colorazione.
Passiamo alla
TRASFORMAZIONE, decisamente originale e appagante ma non eccessivamente complicata. Dopo aver staccato i missili dalle ali, possiamo procedere ad allargare le gambe per sganciarle dal fondo del veicolo. Sfruttando un'articolazione si fa ruotare in avanti di 180° tutto il blocco bacino/gambe e lo si fissa sotto la punta dell'aereo spostandolo leggermente verso l'alto grazie ad una doppia cerniera e fissandolo tramite due linguette. Fatto questo possiamo ruotare il bacino verso l'alto, facendo andare la punta dell'aereo dietro la schiena del robot. Questa parte della trasformazione mi ha ricordato alla lontana le trasformazioni degli aerei della G2. Per completare le gambe, apriamo i piedi separando le parti che formano punta e tacco, solleviamo due piccole alette sul retro delle gambe e alziamo le ginocchiere (di plastica morbida). Passiamo ora alla parte superiore: si sganciano le ali e le si portano dietro la schiena tramite delle doppie cerniere (questo tipo di articolazione è molto usato in questi modelli per dare più facilità di trasformazione e più posabilità) e si separa verticalmente la coda del veicolo ottenendo così due parti che andranno a formare le braccia e la parte dell'alettone e del reattore che formerà la schiena.
Portiamo verso il basso le due parti delle braccia facendole ruotare in avanti grazie al ball-joint sulla spalla. Ora si allunga la parte inferiore a formare gli avambracci e si fanno ruotare di 90* verso l'esterno. Si dispiegano le mani e si fanno rientrare gli alettoni della coda, che vanno a formare gli alloggiamenti per i missili.
Piegando completamente verso il basso l'alettone con il reattore viene fuori la testa del robot, che verrà collegata al petto dopo averlo piegato leggermente in avanti. L'alettone si separa in due formando due alette, mentre il reattore ruota e si piega sotto le suddette alette, che vengono agganciate alla schiena tramite un perno. Le ali del velivolo possono ora essere sistemate sulla schiena tramite le doppie cerniere e piegate ulteriormente verso l'alto grazio ad un'altra piccola articolazione presente alla loro base. Infine possiamo agganciare i missili sulle braccia.
Il
ROBOT risultante è davvero un piccolo capolavoro, è molto slanciato ed eccezionalmente proporzionato, con una scultura ed una cura dei dettagli quasi maniacale. Tutte le varie tonalità di grigio prima menzionate sono distribuite in maniera assolutamente accurata ed impreziosite da particolari rossi e blu (questi invisibili in modalità veicolo). Il design è molto spigoloso, tema portante dei Decepticon di questa serie, e ogni forma termina con un angolo acuto.
La posabilità è molto buona, partendo dal basso abbiamo abbiamo le ginocchia che si piegano fino a 90°, le gambe collegate al bacino tramite ball-joint, un'articolazione del bacino (che è dovuta alla trasformazione, ma comunque la possiamo considerare), le mani su cerniere, i gomiti possono essere piegati in avanti di 90° e l'avambraccio può ruotare grazie ad un attacco cilindrico sulle spalle. Le spalle sono collegate al corpo tramite ball-joint, così come la testa. Le ali, come dicevo in fase di trasformazione, sono su doppie cerniere ed hanno un discreto range di posizionamento.
La stabilità direi che è nella media, sinceramente speravo in qualcosa di più ma in ogni caso il modello è ben bilanciato e può supportare svariate pose.
Se volessi trovare qualche difetto, direi che la plastica morbida è usata un po' troppo in questo modello, essendo sulla punta del jet, le ginocchia, i missili e l'appendice sulla testa. Mi sembra davvero eccessivo, senza contare che se boxato male è facilmente deformabile e raddrizzare poi questa plastica è molto difficile. Per esempio il mio modello ha il corno e un ginocchio che tendono leggermente verso destra, mentre le punte dei missili sono piegate verso l'interno.
E' quasi la fotocopia di quello Starscream che si vede nello show televisivo, se non per la colorazione un po' meno monocromatica.
Guardandolo nel complesso non si può che rimanere affascinati dalla bellezza di questo modellino che, insieme a Soundwave, ricorda vagamente le fattezze di qualche robot visto nella serie giapponese Neon Genesis: Evangelion.
Concludendo, direi che questo modello è assolutamente da avere, sia per la genialità della trasformazione, sia per la bellezza di entrambe le sue modalità, anche se il suo massimo splendore lo dà in robot mode. L'aereo non è certo esente da difetti come dicevo, ma la bellezza della modalità principale li fa facilmente dimenticare.
Lo considero sicuramente uno dei migliori deluxe non solo della linea FE, ma in assoluto.
Consigliato a chiunque si vuole bene.
