SupremeStarscream
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#p143639 • Pubblicato il:
15 Mag 2012, 17:12 Ben ritrovati, e benvenuti ad una nuova recensione di un modellino che considero sorprendente sotto molti punti di vista.
Sto parlando di Ratchet della linea Prime RiD, versione deluxe.
Partiamo dalla modalità VEICOLO, Ratchet si presenta sotto forma di ambulanza... più o meno. Dovrebbe essere un’ambulanza ma a me sembra più essere un furgoncino normale dipinto di bianco e rosso. Comunque la scultura del mezzo è davvero molto ben fatta, direi ottima, ci sono un sacco di particolari, dalle luci ai piccoli sportelli laterali e sul retro del veicolo. purtroppo molti di questi particolari si perdono a causa di una non proprio cura nella colorazione, che nella parte frontale è abbastanza ben fatta, alternando il rosso e il bianco e con la griglia frontale e il paraurti anteriore dipinti di grigio argentato (purtroppo i fanali sono rimasti bianchi....), mentre il retro del veicolo è totalmente bianco, eccezion fatta per il paraurti posteriore, argentato anche lui. Inoltre come parere personale aggiungo che la linea di questo veicolo, come quasi tutti quelli di questa serie, mi piace ben poco, ma questi credo siano gusti.
In ogni caso il veicolo è molto compatto nonostante il gran numero di giunture e pannelli ben distinguibili. per fare un paragone, più o meno si può accostare come frammentazione al Ratchet della serie Universe 2.0, ma questo è molto più solido, grazie anche ad una diversa qualità delle plastiche. Unica pecca di questa frammentazione è che la sezione della cabina, divisa verticalmente a metà , non rimane bene unita e tende a divergere. Forse è un difetto solo del mio, vorrei una conferma da parte vostra.
Il camuffamento è buono, si intravedono solo le spalline sul tetto del mezzo, comunque nascoste abbastanza bene, e il giunto che porta il pannello posteriore dietro la schiena del robot in fase di trasformazione.... che è grigio, e su un tetto bianco spicca molto. Non riesco a capire per quale motivo non l’abbiano pitturato di bianco. Solo guardando da sotto si può notare qualcosa del robot:le mani, il torso e i piedi. Non male quindi come disguise.
Infine, sul paraurti anteriore sono presenti due prese per le armi, dove si possono infilare le due lame in dotazione per fare in modo che l’ambulanza abbia anche modo di attaccare. Purtroppo non c’è nessun altro posto dove riporre le lame in modalità veicolo... stando alle istruzioni. Ma considerato che: le lame sopra il manico hanno una sorta di piccolo buco di forma allungata; sotto il veicolo c’è abbondanza di spazio; dai lati del veicolo sporgono verso l’interno due piccoli pezzi di plastica e guarda caso questi pezzi hanno la stessa forma e dimensione del buco sulle lame, direi che è palese che originariamente le armi si potessero anche inserire sotto il veicolo (questa cosa l’ho scoperta scrivendo la recensione...).
Ma passiamo alla TRASFORMAZIONE, che di questo modello mi ha lasciato un vago sapore di dolce nostalgia.
Si inizia sollevando il muso del veicolo per separare la parte anteriore (che diverrà il blocco inferiore del robot) da quella posteriore. si separa a metà il muso e si ruotano verso l’esterno il blocco inferiore delle ruote, che andrà a formare gli stinchi. Si distende il piede e si separa il tallone; poi si fa scorrere la parte del tettuccio dietro la gamba, bloccandola con un perno a fianco degli stinchi. Abbiamo così ottenuto le gambe del robot.
Ora apriamo verso l’esterno due piccoli pannelli posti sui lati del mezzo e solleviamo verso l’esterno la parte inferiore delle ruote. Da qui portiamo verso il basso i blocchi che compongono le spalle e distendiamo le braccia; estraiamo i pugni e richiudiamo i pannelli laterali, che ripiegandosi su sè stessi andranno a formare gli avambracci.
Infine, portando verso il tetto il pannello del retro dell’ambulanza, si attiverà un meccanismo che farà uscire la testa a scatto.
Signore e signori, questo ROBOT è un signor Ratchet. Nonostante non sia “secco” come Arcee o Starscream (parlo delle versioni FE), questo deluxe arriva alla statura dei deluxe delle vecchie linee di giocattoli, cosa che non può non farmi felice. Inoltre è davvero una bella incarnazione del nostro medico robot preferito: i colori si spalmano molto bene sul corpo ed è anche molto ben scolpito. Unica pecca della scultura, forse, sono le portiere sul petto: pur essendo ben fatte e ben colorate, stona un po’ il fatto che siano, appunto, solo scolpite e non le vere portiere del mezzo. Ma è un difetto trascurabile, se vogliamo proprio considerarlo un difetto, e non ci si può lamentare sempre, giusto?
Ora, incredibile a dirsi, voglio spendere qualche parola aggiuntiva sulla splendida colorazione di questo modellino: seppure il colore predominante rimane comunque il bianco, le parti colorate risaltano alcuni dei principali particolari scolpiti del robot, come le portiere descritte prima, l’addome, il petto, le spalle, la testa. Inoltre le giunture del robot sono grigie, di una tonalità che è molto simile a quella delle lame e dei paraurti.
La posabilità poi + davvero eccelsa, con i piedi che possono leggermente ruotare sul lato grazie all’articolazione della trasformazione, due articolazioni sul ginocchio, un’articolazione cilindrica sulla coscia e ball-joint sulle anche. Il bacino può ruotare (Yay!), le spalle sono anch’esse su ball-joint con immediatamente sotto un’articolazione cilindrica, due articolazioni per il gomito e il polso può spostarsi in alto (poco) e in basso. Inoltre anche la testa è su ball-joint, anche se è l’articolazione più dura di tutto il robot e di difficile uso dato che immediatamente sotto c’è la molla che serve alla trasformazione, ma comunque può ruotare di 360° e guardare su e giù, seppur limitata dalle spalline del robot.
piccola menzione anche sulle armi: seppure siano fatte completamente di quell’odiosissima plastica morbida (compresa l’impugnatura, il che rende abbastanza difficoltoso inserire al loro posto, sopratutto davanti al mezzo), sono colorate di una tonalità di grigio metallizzato molto bella. Inoltre, oltre a poter essere impugnate dal robot come due normali coltelli o spade, se si piega l’articolazione del polso si può simulare l’effetto che le lame siano uscite direttamente dal braccio; effetto molto efficace grazie sia alla colorazione, che è la stessa delle articolazioni delle braccia, sia alla forma della guardia delle lame, che segue la forma dell’avambraccio rendendo una linea quasi continua. Ho apprezzato davvero tanto questo particolare.
In CONCLUSIONE, posso consigliare davvero a tutti questo Ratchet, che grazie alle sue forme, alla sua colorazione, alla sua posabilità e ai sui tocchi d’ingegno nella cura dei particolari e della trasformazione (che per certi versi mi ha ricordato quelle di alcuni Alternators/Binaltech), si erge tra i miei favoriti di questa linea. E posso dire anche che, a parer mio, è la miglior incarnazione del nostro medico vista finora.
Grazie a mentre83 per l'avatar!