SupremeStarscream
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#p142372 • Pubblicato il:
7 Apr 2012, 07:55 Eccomi di nuovo qui con una nuova recensione per la linea First Edition: il drone Decepticon Vehicon, probabilmente è attualmente uno dei più rari da acquistare di classe deluxe.
Il nome di questo Decepticon omaggia gli antagonisti nella serie Beast Machines. Anche in quella serie, infatti, oltre ai comandanti principali c’erano una moltitudine di droni con le stesse fattezze. La differenza è che questi Vehicon sembrano un gradino più in alto in quanto a intelligenza, infatti sembra che a volte cerchino di usare una sorta di strategia in battaglia e oltre ad eseguire gli ordini alla lettera sono anche in grado di comunicare (come si vede nelle prime tre puntate della seconda stagione). Nonostante tutto, rimangono comunque carne da macello.
Ma passiamo alla recensione vera e propria, e direi di partire dalla modalità VEICOLO. Vehicon si presenta come un’automobile sportiva “ma non troppo”, dalle forme volutamente squadrate e molto spigolose, tema ricorrente in tutti i Decepticon. Seppur molto squadrata, l’auto non dà l’idea di essere un cubetto, anzi tutte le forme sono ben definite e puntano all’aggressività . Nei particolari il design è decisamente fuori dagli standard, cosa messa in risalto dall’eccellente colorazione. il colore portante di tutta la carrozzeria è un viola molto scuro, quasi tendente al blu notte, mentre alcuni particolari di rilievo come i fanali posteriori, il simbolo Decepticon sul fronte del veicolo e alcuni fregi decorativi sono di un viola decisamente più chiaro. I fanali anteriori, così come tutti i finestrini, sono di plastica trasparente incolore, e all’interno dei fanali stessi si possono notare tre fari argentati. Le griglie di aerazione anteriori sono sporgenti dal muso del veicolo e decorate con fregi viola, mentre sul retro spicca un bell’alettone molto aggressivo, stretto e molto acuminato. Le ruote sono nere di plastica dura con i cerchioni argentati, molto ben scoplite sia le ruote con i relativi battistrada che i cerchioni stessi.
Complessivamente la modalità auto non risulta nemmeno molto frammentata, complice anche il colore scuro che nasconde un po’ e la solidità del mezzo, e anche per quanto riguarda il disguise si può dire che rasenta la perfezione. Infatti solo capovolgendo il veicolo si possono notare alcune parti del robot, comunque ripiegate ad arte e ben camuffate ad eccezione della testa e del bacino, che sono ben visibili.
Infine, l’arma di Vehicon può sia essere agganciata al di sotto del veicolo stesso, rimanendo completamente nascosta, che essere inserita in una delle feritoie presenti sul cofano, simulando così l’uscita dell’arma dal cofano come si vede nella serie televisiva. personalmente avrei preferito che le pistole in dotazione fossero due, in modo da porle entrambe sul cofano come si vede negli episodi... ma non ci si può sempre lamentare, giusto?
Passiamo ora alla TRASFORMAZIONE, che trovo molto elaborata ed originale. Si comincia separando orizzontalmente la parte superiore del cofano con quella inferiore, che viene divisa in due metà . Si sollevano lateralmente le ruote anteriori e si estendono le parti del cofano separate, andando a formare le gambe del robot. Dopo aver girato queste parti di 90° verso l’interno, si separa la parte con le griglie di aerazione (che supporterà il tallone, si apre verso l’esterno la parte frontale (che formerà il tallone vero e proprio) e si estrae la punta del piede. Le ruote possono ora essere ripiegate leggermente per andare parzialmente dietro le gambe.
Ora passiamo al corpo: si separano le due intere fiancate dal corpo principale del veicolo e si allargano fino alla massima estensione. Il cofano si ripiega all’interno andando sotto il lunotto anteriore e si ruota tutto il corpo centrale di 180°. La parte posteriore del veicolo può ora slittare verso il basso grazie a delle cerniere, mentre da sopra la testa del robot si estrae un pannello che andrà a formare l’addome del robot, quindi tutto il pannello superiore ruota di 90° verso il basso, mentre si spinge la testa verso l’alto fino a sentire un leggero click che indica il corretto incastro della testa. Ora possiamo riavvicinare i fianchi posteriori dell’auto al corpo e fissare il pannello che forma il petto e l’addome tramite tre perni, uno su ciascun lato dell’auto e uno sull’addome. La trasformazione è quasi conclusa, mancano solo le braccia: si allungano le portiere grazie a delle doppie cerniere e si estraggono le mani dall’interno. La parte inferiore della portiera si piega di 90° verso l’alto mentre il finestrino di 180° verso il basso, andando così a rendere più compatto il braccio. Infine le ruote possono piegarsi verso l’interno o andare dietro la schiena, essendo su lunghi supporti mobili.
Amanti dei Decepticon, riunitevi: il ROBOT risultante è un piccolo capolavoro che raramente si è visto in una qualsiasi linea. Alla scura tonalità di viola della carrozzeria (che è sempre il colore dominante) ora si sono aggiunte due nuove tonalità più chiare che si trovano sul petto e sulle spalle, del viola traslucido per le spigolose ginocchiere, i gomiti e i fianchi del robot, e il nero per mani, cosce e collo. In più spicca come un faro nella notte il volto, quasi completamente argentato. Sul petto, inoltre, figura una sorta di schermo di plastica trasparente dietro cui si vedono alcuni particolari scolpiti e un simbolo Decepticon, viola chiaro. A costo di ripetermi, il design rimane molto spigoloso ed aggressivo, pur essendo un drone questo robot ha davvero personalità , accentuata dallo splendido schema cromatico e dall’aspetto minaccioso. E’ molto proporzionato nonostante le braccia possano sembrare leggermente troppo lunghe (credo vada a gusti, come quelle di Wheeljack) ma anche in questo caso si può scegliere di non allungarle per rispettare meglio le proporzioni. Il robot ha un discreto zaino che però viene ben assimilato dalla figura senza renderlo troppo ingombrante, anzi oserei dire che dà più corpo al robot. Il viso ha un’espressione fredda, ha un visore a v di plastica viola trasparente che tramite la canonica finestrella dietro la testa può essere illuminato.
Ora passiamo al punto semi dolente: le articolazioni. Se nella parte inferiore del robot le articolazioni si sprecano (piede orientabile, cerniera sul ginocchio, articolazione cilindrica sulle cosce, ball joint sulle anche, bacino ruotabile) purtroppo le braccia sono molto penalizzate: infatti pur avendo una gustosa doppia articolazione sul gomito (che può piegarsi avanti e indietro di quasi 180° e l’avambraccio è collegato tramite balljoint, permettendo così ulteriore mobilità ) purtroppo sulla spalla c’è solo un’articolazione che permette di allargare le braccia ma non di sollevarle. Non può portare le mani in alto.
Megatron: “La resa non è un’opzione! Noi non chiediamo pietà al nemico perchè noi non daremo mai pietà al nemico!”
Ok, spiegato perchè non può alzare le braccia. La testa però ha un discreto range di azione, avendo sia un’articolazione al collo che la testa su ball joint.
L’arma può essere sia impugnata (ma la presa non è molto stabile) che essere agganciata al braccio dopo aver ripiegato il pugno, come se fosse uscita al posto della mano. Veramente ben realizzato e suggestivo come effetto. Essendoci una sola arma, però questo può essere fatto solo con il braccio destro, avendo l’arma stessa il peg solo da quel lato.
CONCLUDENDO, questo è davvero un robot fantastico, davvero credibile e bello in entrambe le modalità , anche se non esente da piccoli difettucci che potrebbero dare un piccolo ma fastidioso senso di opera incompiuta. E’ tra i miei deluxe preferiti di questa linea e consiglierei a chiunque ami le forme aggressive di accaparrarselo, se non fosse già così costoso. A parer mio, comunque, ne vale la pena.
Grazie a mentre83 per l'avatar!