Kobayashi
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#p144186 • Pubblicato il:
3 Giu 2012, 20:26 [fade]A UNA PRIMA OCCHIATA[/fade]
Optimus Prime si presenta nella confezione in robot mode, come gli altri appartenenti alla classe Voyager della linea Prime.
Alla sua sinistra si possono vedere i due accessori del modello. Il primo è un blaster ripiegato su sé stesso (la cui estensione può essere indotta anche senza aprire la scatola, grazie all’ormai onnipresente buco attorniato dall’invitante scritta “Try me!”).
Premendo l’apposita levetta il fucile si estende e si illumina di rosso grazie a un led presente nell’arma (gimmick che dovrebbe costituire la particolarità di questa sottolinea, ma ci torneremo più tardi).
Il secondo accessorio è una spada che, malgrado sia costituita di plastica grigia, ricorda vagamente nelle forme quella già vista nella reinterpretazione Generations di G2 Optimus Prime (anche su questa caratteristica torneremo più avanti).
Il modello non è inscatolato in pose particolari ed è parzialmente coperto dall’artwork della confezione. Malgrado ciò è possibile osservare gran parte della figura e in special modo le parti in plastica trasparente azzurra presenti sui finestrini pettorali e sull’avambraccio.
Per tornare alla confezione, in essa dominano vistosamente il bianco e il rosso (colori principali della linea Rid) , che ritornano anche nei fulmini disegnati dietro al modellino. Sul davanti della scatola vi è l’immagine in CG della motrice, mentre sul lato quella del robot, la bio e le specifiche tecniche. Sul retro, infine, il modellino in forma di robot e in alt-mode, a tutto campo.
[fade]ROBOT MODE[/fade]
Il modellino è alto 17 cm (nella media per un classe Voyager) e slanciato, con petto largo, braccia robuste e polpacci e piedi importanti (i primi acquistano spessore per via delle ruote lungo di essi, i secondi danno stabilità al modello). Per contro restano smilzi il bacino e le cosce, accentuando in questo modo la caratterizzazione lievemente estremizzata e cartoonistica del modello.
La scultura segue linee nette e decise, non eccessivamente elaborate né barocche, coerentemente con il look degli episodi. La vetrofania è sagomata internamente con motivi vagamente robotici.
Due note dolenti disturbano l’armonia del modello: lo zaino composto dalle fiancate della motrice e ripiegato lungo la schiena (il quale, dato che è visibile anche da davanti, rovina parzialmente la show accuracy) e la testa del robot troppo piccola rispetto a come dovrebbe essere.
I colori sono equamente distribuiti tra rosso (braccia e retro del busto), blu (polpacci) e grigio (cosce, addome, parte superiore delle braccia). I classici colori da Prime.
Completano la figura dei tocchi di grigio metallizzato sulle gambe, la placca facciale e attorno alla vetrofania pettorale, il nero delle ruote e dei piedi e infine gli inserti in azzurro trasparente già menzionati su petto e avambracci. Inserendo il blaster su un apposito foro dell’avambraccio e attivando la gimmick luminosa, la plastica trasparente fa sì che la luce si estenda anche all’interno dell’avambraccio.
L’effetto non è nulla di trascendentale in verità ; inoltre l’arma non può rimanere bloccata nella sua forma estesa (forse per evitare di far consumare le pile), il che è un passo indietro rispetto al corrispondente armamentario dei Voyager della linea DOTM.
Un simbolo Autobot in argento campeggia sul coprispalla sinistro.
La posabilità del modello è buona: balljoint su spalle, anche, piedi e testa; articolazione (perno) al bicipite (funzionale ai fini della trasformazione), gomito e polso per le braccia; altro perno su ginocchio e sotto il balljoint dell’anca. Il bacino purtroppo non ruota.
[fade]TRASFORMAZIONE[/fade]
Ruotare verso l’esterno i pannelli laterali sulla schiena e separare le due fiancate Aprire gli spallacci, ruotare i bicipiti per portare verso l’interno la parte dell’avambraccio che costituisce la metà del cofano. Ruotare verso l’esterno le mani. Riunire i due vetri pettorali e portare in basso (tramite un doppio snodo) tutto il blocco petto/spalle/braccia.
Ruotare in avanti la testa, palesando il radiatore e il paraurti. Portare in posizione i vetri anteriori, ruotandoli verso l’alto. Avvicinare le braccia al di sotto dei vetri, unendole tra loro a formare il cofano. Unire gli spallacci e richiuderli sopra i vetri per formare il tettuccio.
Chiudere i piedi all’interno dei polpacci, sollevare i gambali e infilarli sotto all’abitacolo. Chiudere le gambe avvicinandole tra loro. Infine, ruotare verso l’alto le fiancate laterali e fissarle ai lati della motrice. Trasformazione terminata.
[fade]ALT-MODE[/fade]
La modalità alternativa di Optimus Prime è, come tradizione, quella della motrice di un camion. In linea con tutti i modelli post-trilogia (se si esclude l’universo di Animated), il camion in questione è del tipo con il cofano allungato. Le dimensioni del truck sono contenute rispetto allo standard della classe Voyager. Ancorché ciò sia coerente con i modelli deluxe della linea Prime, è innegabile che ci sia della massa in meno (massa parzialmente recuperata nell’arma).
L’aspetto generale del veicolo è povero di dettagli, anche a causa della colorazione piatta e uniforme: malgrado questa colorazione sia fedele alla CGI, non si può non notare che in questo modo annega dettagli di sculpt che non vengono valorizzati. Nel modello ora predominano il rosso (parte anteriore del camion) e il blu (retrotreno); compare del grigio metallizzato nella parte inferiore della cabina e un tocco di giallo (i fanali); il grigio opaco invece è quasi completamente scomparso, se si esclude il blocco del radiatore (dove campeggia un piccolo simbolo Autobot rosso) e il paraurti , le ciminiere e il retro della cabina.
Concentriamoci su questa parte in quanto essa costituisce la pecca peggiore del disguise della modalità alternativa: infatti il retro della cabina non è chiuso da pannelli o simili ma lascia un vuoto rilevante, a malapena coperto da due sezioni grigie (che in robot mode sono sotto gli spallacci). Non seguo il cartone e quindi non so se questi due elementi siano citazionistici, ma resta il fatto che vedere il vuoto oltre ad essi non è certo una lezione di disguise. Girando il modello, inoltre, risultano in bella vista le gambe, il bacino e parte della testa.
La spada si può inserire all’interno del foro per il rimorchio, e sopra di essa (grazie a un altro foro nella spada stessa) è possibile inserire l’arma in forma ripiegata. Volendo, ci sono altri due fori sul pianale, paralleli a quello centrale, dove agganciare le armi.
[fade]OPINIONI PERSONALI[/fade]
La presenza della spada, la forma del camion, alcuni particolari dello stesso (come la fascia sopra i finestrini frontali), la forma dei piedi e delle spalle: tutti questi elementi del Powerizer OP mi hanno richiamato alla mente RTS G2 Optimus Prime.
Quest’ultimo purtroppo non mi era piaciuto un gran ché e anche questa incarnazione del capo degli Autobot non mi è andata molto a genio, seppur per moyivi diversi.
Un modellino sicuramente apprezzabile in robot mode, malgrado lo zaino che ne mina lievemente la show-accuracy. Interessante anche la trasformazione, sebbene non brilli per originalità o inventiva (la parte migliore riguarda la sezione del petto e delle braccia, la peggiore è relativa alle gambe che praticamente non si trasformano).
Laddove però questo Optimus dà il peggio di sé è nella modalità alternativa, che non trovo parole migliori per descrivere se non con un lapidario: “approssimativa”.
Colorazione non accurata (posso capire i colori netti e la fedeltà alla CGI, ma le ruote con i cerchioni non dipinti in un Voyager no), linee giocattolose, un disguise poco felice. Sono tutti punti a sfavore di questo modello. La gimmick luminosa è pressoché inutile e ha come unico vantaggio quello di veder utilizzata una dose maggiore di plastica trasparente (c’è a chi piace l’articolo…).
Per tirare le fila, consiglio il Powerizer OP ai completisti o a chi è interessato a esporlo principalmente in robot mode. Gli altri dovrebbero rivolgersi altrove. Se piace il genere cartoonesco, vale la pena recuperare il modello Voyager di OP Animated, magari il Wing Blade, così a plastica trasparente state a posto per un bel po’.
"Autorobot! Trasformatevi e rollate!" 