Premetto che quella in mio possesso è la versione giapponese di Airachnid, per cui probabilmente ci saranno piccole differenze di colorazione e forse anche il numero di prese minicon rispetto alla versione occidentale.
Partiamo dal ROBOT, Airachnid si presenta come un umanoide molto magro, di colore principale nero con parecchi particolari viola e qualcuno giallo. La colorazione per questa versione giapponese è data quasi esclusivamente dagli adesivi, mentre di colorato c’è solo l’addome, la parte interna delle cosce, le mani, le giunture di spalle e braccia di viola, mentre il viso è colorato di grigio argentato. Gli adesivi aggiungono particolari dorati sulle ginocchia e sul viso e i piedi viola. La scultura del robot è passabile... le gambe sono scolpite molto bene, il bacino abbastanza bene, il petto in maniera molto blanda mentre le braccia sono orrende. Sono ricavate dal fianco dell’elicottero, senza il minimo cenno di pannelli ripiegati... sono delle enormi piadine con delle mani alla fine. Le mani, inoltre sono a dita aperte e, per colpa di un perno funzionale alla trasformazione, devono stare leggermente alzate rispetto all’asse del braccio. Sembrano le braccia di un burattino.
Sulla schiena del robot c’è tutto il kibble derivato dalle parti di elicottero non usate, e non sono nelleno nascoste o ripiegate in modo da non dare fastidio... la punta dell’elicottero sporge oltre la testa di quasi un centimetro. Le pale simulano quella sorta di zampe da ragno che si vedono nella serie animata, ma purtroppo sono gestite maluccio e, nonostante siano articolate in due punti, esiste una sola posizione per tenerle stabili se si vuole esporre il modellino. Il rotore si può anche staccare dalla schiena ed può essere inserito in una qualsiasi delle prese minicon (presenti sulle mani, sui bicipiti e sui fianchi) ma essendo la figura molto “smilza” la sbilancia parecchio.
Anche le articolazioni del robot sono appena sufficienti, abbiamo le ginocchia che possono piegarsi a 90°, le anche sono su ball-joint ma non hanno molta libertà di movimento a causa delle parti dell’elicottero sulla schiena, stessa cosa vale anche per le spalle, sempre su ball-joint; i gomiti hanno una doppia articolazione ma, anche qui a causa del kibble, il movimento è ostacolato e può solo piegare l’avambraccio in avanti di 90° scarsi. Infine anche la testa è su ball-joint, ma i movimenti della stessa sono impediti dal fatto che... sulla nuca è stato montato il sedile dell’elicottero, e grazie al fatto che è fisso dentro la cabina, la testa può girare solo di pochi gradi.
Passiamo alla TRASFORMAZIONE, molto semplice e lineare: si uniscono le gambe e si piegano i piedi verso il basso, si fa slittare il corpo verso l’alto e si chiudono sulla schiena le appendici poste sulla schiena. Le mani ruotano verso l’interno delle braccia, che a loro volta si accorciano e si agganciano al corpo principale dopo aver abbassato il muso dell’elicottero. Le pale si raddrizzano e la trasformazione finisce qui.
Ed eccoci al VEICOLO: è un elicottero solido, abbastanza ben fatto, compatto... forse un po’ troppo compatto, dato che ha più o meno la stazza di un vecchio scout. Anche le proporzioni tra il corpo del veicolo e le pale cambiano: se prima le pale erano troppo corte per simulare le “zampe” da ragno, adesso sono decisamente troppo lunghe e fanno sembrare l’elicottero ancora più piccolo di quello che è. La scultura è un po’ scarna, di particolari scolpiti ci sono solo due piccoli reattori appena sotto le pale e un alettone sulla coda del mezzo, per il resto le plastiche sono quasi del tutto lisce. Gradita aggiunta il fatto che l’abitacolo, costituito da un pannello di plastica viola trasparente, può essere aperto e dentro troviamo abbozzata una plancia di comando e un sedile di plastica viola trasparente (quello dietro la testa del robot).
Il camuffamento è abbastanza buono per la parte frontale del mezzo mentre sulla coda si vedono piuttosto bene le gambe e i piedi. Da sotto si vede anche petto e bacino.
In CONCLUSIONE: l’abbinamento di colori viola e nero è l’unica cosa che solleva un po’ questo modello, che purtroppo viene sepolto da tutti i difetti strutturali che si porta dietro. Io l’ho preso dopo aver sentito quasi tutti che ne parlavano male e ho pensato “ma non può essere davvero COSI’ brutto questo modello”... e invece è davvero COSI’ brutto.