Direttamente dal Lato Oscuro della Luna, la recensione di un altro gioiellino del 2011,
Human Alliance Basic Half-Track con Major Altitude! Il modello, repaint del precedente
Sandstorm, come tutti quelli della sua linea esce dalla confezione in robot mode, perciò partirò nel recensirlo da lì; poiché si tratta di un redeco, ma anche della prima recensione di questo mold, cercherò di illustrarne i pregi sia come modello autonomo che come riutilizzo con una nuova colorazione.
Robot Mode: Altezza circa 12 cm dal suolo al punto più alto, i cilindri sopra le spalle.
Colori: Bianco (tronco e piedi, inserti in cosce e ginocchia); nero (mani, gambe, piedi, testa e petto); azzurro (avambracci, cosce, petto); grigio chiaro (braccia e collo) grigio scuro (ruote e arma) dettagli del volto in argento e blu, dettagli aggiuntivi in verde (fari del veicolo visibile anche in robot mode sul tronco e nei piedi).
Half-Track è un robot tarchiato e voluminoso, non si può fare a meno di notare i piedi enormi e il grande spessore del tronco rispetto agli arti sottili, e l’illusione del volume è aumentata dalle ruote del veicolo sulle spalle e ai lati dei piedi, dal petto prominente che sembra un giubbotto tattico, e dai tubi ai lati del tronco che potrebbero essere getti per manovrare durante le operazioni extraveicolari nello spazio. Il tocco finale a quest’aspetto da bruto viene conferito dalla postura aperta (Half-Track non può stare con le braccia aderenti al corpo perché ha troppi perni che utilizza nelle trasformazioni, e a causa dei piedi grandi sta meglio con le gambe divaricate) e dalla testa animalesca e sfuggente, che ricorda un po’ quella dei suoi zii Ratchet e Ironhide. Le articolazioni del modello sono come al solito tante e sorprendenti per un modello piccolo, anche se meno evolute di quelle doppie di
Tailpipe. Half-Track ha 9
Jointball: una, non troppo libera, come collo, due per braccio, alla spalla e al gomito, due per gamba, in corrispondenza di coscia e caviglia. Ha i polsi che muovono su e giù per ragioni di trasformazione, le ginocchia che si piegano solo indietro, il bacino rotante e (sempre per ragioni di trasformazione) può sollevare le dita dei piedi. Ho detto proprio “dita dei piedi”: ha tre ditoni animaleschi scolpiti in ciascuna estremità, e le mani a tenaglia chiuse a pugno; gli altri dettagli della scultura riguardano per lo più un infinità di falsi tiranti, giunture e parti mobili lungo tutta la vista frontale del robot, belli ma non funzionali, molto “movie style”. Altri dettagli del modello sono due tubi che spuntano da uno zaino, che concludono il motivo spaziale del modello iniziato con quelli frontali.
Half-Track è dotato di un fucile con impugnatura corta e con la canna allungata in basso, dal design sembra un accessorio G1; può impugnarlo in entrambe le mani, oppure capovolto attaccarlo con la morsa
C-clip.
Trasformazione in rover lunare.
Per trasformare Half-Track in rover lunare, togliere l’arma dalla mano, chiudere le dita dei piedi, unirli, ruotare il bacino di 90 gradi e sollevare le gambe in modo che Half-Track sembri seduto. Aprire il sedile abbassando la metà nera della piastra pettorale e spingendo leggermente indietro la metà azzurra; sollevare i piedi a formare il cofano, abbassare i due cilindri neri frontali e fissarli coi perni a buchi dei due montanti neri ai lati del sedile, sollevare e chiudere sopra la testa lo zaino e fissare i tubi superiori a quelli inferiori; ruotare il perno posteriore verso l’alto, abbassare i montanti neri a cui sono fissate le spalle del robot, piegare i gomiti in modo da formare un angolo di 45° con le braccia, sollevare di 90° le mani, fissare le braccia nelle apposite guide del tronco con i perni azzurri. Fissare l’arma con la presa
C-clip al rollbar superiore.
Questa trasformazione apparentemente facile e veloce a volte mi mette in difficoltà per l’elevato numero di parti mobili da allineare, che risultano in un veicolo di cui non tutte e quattro le ruote toccano terra. È però una trasformazione che risulta in un veicolo molto solido.
Modalità veicolo: rover lunare
Dimensioni: lunghezza 10, 5 cm dal muso ai tubi di scappamento, passo 3,5 cm, altezza circa 6 cm. esclusa l’arma.
Colori: Bianco (muso e vano posteriore); nero (sedile e rollbar); azzurro (sedile e parti del vano posteriore); grigio chiaro (qualche parte meccanica) grigio scuro (ruote e arma) dettagli in argento (tubi di scappamento) e in verde (fari).
In modalità veicolo Half-Track è una dune buggy, ma la scelta del colore bianco e il partner umano in tuta da astronauta lo riqualificano come veicolo per la superficie lunare. Questa che le dune buggy ricolorate diventano veicoli spaziali non è una novità, Hasbro c’era già arrivata con
Landmine/Armorhide ridipinto in Comettor. Per ulteriore continuità con le buggy precedenti, e con la serie
Human Alliance, sul cofano campeggia un logo
NEST. Il modello è abbastanza dettagliato, apprezzo molto particolari come i rivetti scolpiti sul rollbar che funge da abitacolo e le ruote di un colore diverso da tutte le altre parti, mentre la strumentazione del posto di guida, che ovviamente può ospitare il pilota
Major Altitude, non è convincente. Il disguise è piuttosto alto: si intravede la testa da sopra e le mani da dietro, e solo capovolgendolo le gambe. Qualsiasi arma
C-clip può essere attaccata in qualsiasi punto del rollbar, ma per motivi d’ingombro del manico il fucile va applicato capovolto. E’ una modalità veicolo abbastanza spoglia, ma questo non va a suo demerito, visto che la dune buggy è un’automobile ridotta alle parti essenziali.
Trasformazione in modalità arma: postazione d’artiglieria.
Per trasformare
Half-Track in modalità arma, ruotare verso il basso il perno che si trova al centro sul retro e sollevare tutta la parte superiore, scatola della testa del robot compresa. Liberare il fronte del veicolo, spingere indietro il sedile e fissarlo ai buchi dei montanti laterali del cofano dove in modalità veicolo erano stati incastrati i tubi laterali: questi si incastreranno invece a due piccole morse. In questo modo, le ginocchia del robot risultano piegate. sollevare i montanti neri a cui sono fissate lasciare braccia e mani piegate come per la modalità veicolo, fissare le braccia nelle apposite guide del tronco con i perni grigi. Sollevare le due levette di comando. Fissare l’arma con la presa
C-clip sopra il sedile.
Modalità arma: postazione d’artiglieria.
Direi che questa modalità arma convince fino ad un certo punto. Sicuramente può scatenare un discreto volume di fuoco grazie alle sei bocche frontali poste sotto il sedile che sembrano lanciarazzi, le marmitte che ora sono posizionate frontalmente tipo mitra, e il fucile presente in tutti le modalità. Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che il pilota di questa modalità sia frontale e scoperto, e letteralmente seduto sopra l’arma: infatti
Major Altitude si posiziona nella stessa seduta del veicolo, rovesciata, e può impugnare comodamente le due leve laterali. Preferisco immaginare che questo trabiccolo sia una specie di
Sedia di Mobius con cui l’astronauta combatte per lo spazio o distrugge gli asteroidi: visto il modo in cui la “sedia” avvolge il pilota, potrebbe essere un upgrade degli zaini che gli astronauti usano già realmente. Penso che vista la somiglianza con un lanciarazzi starebbe bene su un modello
Leader Class come arma da spalla, ma non ho potuto provare.
Major Altitude
Il Maggiore
Altitude ha il nome più fico che un astronauta possa desiderare. È un
action figure di circa 5,5 cm. di altezza, piuttosto voluminosa per lo standard di questa serie, ma non potrebbe essere altrimenti, visto che indossa una tuta spaziale nera con inserti bianchi (equipaggiamento sul polso, fasce sul petto, sulle cosce e sulle ginocchia) e verdi (visiera, scritta “NEST” sulla pancia) la scultura, per la prevalenza delle linee curve e per questi strani colori, mi ha dato una sensazione di fantascienza ingenua alla
Buck Rogers. Non che io stessi molto attento durante le lezioni di scienze al liceo, ma mi pare che la professoressa mi avesse spiegato che c’è un motivo per cui le tute spaziali sono bianche e non nere: un motivo di tipo altamente scientifico e potenzialmente letale. Vorrà dire che la tecnologia del NEST è andata oltre, coniugando la ricerca della sicurezza degli astronauti con quella dello stile. Le braccia di Major Altitude ruotano e si sollevano; ruotano anche i polsi, le gambe ruotano e si piegano sia alla coscia che alla caviglia. Anche la testa ruota. Le mani semichiuse “a C” gli permettono di afferrare correttamente le levette della postazione d’artiglieria, ma non il volantino della buggy perché le braccia sono troppo larghe; tuttavia può sedersi al posto di guida in una posizione realistica e naturale.
Conclusioni.
Un'altra vittoria facile per la linea Human Alliance Basic. Non solo è un modello bello e ricco di possibilità per le tre trasformazioni, le interazioni con modelli più grandi e l’elevata posabilità, ma soprattutto un riutilizzo intelligente di un mold già felice alla nascita: il tema spaziale è una preziosa aggiunta ad un modello altrimenti a rischio di banalità e sovraesposizione perché troppo frequentato come la dune buggy. Se proprio devo dargli una nota di demerito... E' per il nome poco ispirato. Cosa centra la parola "seimarticolato" con lo spazio? Non poteva riutilizzare un qualsiasi altro nome storico come Cosmos, Countdown, o simili? Ma tralasciando questo dettaglio, - è la prima volta che il nome di un
Transformer nuovo mi lascia così tanto perplesso - vi ho mai raccontato di quella volta che ho incontrato un astronauta vero? Quando ero bambino mio papà mi portò conoscere
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Atlantis per la famosa missione della messa in orbita del “satellite al guinzaglio”, che teneva un ciclo di conferenze nella sua nativa Liguria. Erano anni che non pensavo a questo episodio della mia infanzia che in fondo ricordo poco perché ero un ragazzino, eppure adesso scrivere di un astronauta di fantasia come Major Altitude me lo ha fatto tornare in mente tutto in una volta...
Transformers… More than meets the memory!