Kobayashi
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#p130436 • Pubblicato il:
2 Lug 2011, 17:56 Dopo la riesumazione dal passato tramite l’importanza assegnatali in Transformers Animated, ecco che a un personaggio storico come Shockwave viene affidato il ruolo di nuovo villain nel terzo episodio della saga transformeriana diretta da Michael Bay. Considerato come sono andate le cose per Il Caduto nel secondo film, è più probabile che si tratti di un onere piuttosto che un onore…
Nella confezione il modellino è esposto in modalità robotica, come tutti i Voyager della serie DOTM. Attraverso un buco nella plastica è possibile provare il meccanismo mech-tech del fucile al plasma, che se attivato espande il fucile facendo fuoriuscire due ulteriori bocche di fuoco.
In forma di robot, Shockwave è alto 16, 6 cm. Balza subito all’occhio la forte caratterizzazione data dal volto del robot, che riprende l’iconografia tradizionale del personaggio tramite la presenza dell’unico occhio centrale (dotato di generoso light-piping) e delle antenne laterali, che in questa incarnazione sono orientate in avanti e assumono più l’aspetto di corna che di dettagli meccanici.
Questa “tribalizzazione” dei dettagli si estende a tutto il modellino attraverso l’uso di forme spigolose, minacciose e irregolari, che raggiungono l’apice nella realizzazione del torso del robot (che ricorda una gabbia toracica ossuta) e negli spuntoni che fuoriescono dal collo del piede, per non parlare della lama da braccio (inedita per il personaggio) attaccata all’avambraccio sinistro.
All’avambraccio destro, invece, il cannone al plasma fa bella mostra di sé, collegato a un cavo flessibile di gomma la cui estremità si può inserire in un apposito foro nascosto tra i reattori dietro la schiena del robot (ma vi sono almeno altri due punti di innesto alternativi dietro le spalle).
L’effetto nel complesso dona al modellino un impatto visivo forte, che ricorda molto le realizzazioni di H.R. Giger.
La colorazione vede l’impiego di plastiche di quattro colori differenti. Predominante l’uso massivo del viola per buona parte del robot, come da tradizione del personaggio, inframmezzato dal grigio opaco (piedi, articolazioni, decorazione pettorale, parte del cannone, lama) e da un viola più chiaro tendente al malva (mani, spuntoni, copri ginocchia). Il quarto colore (grigio metallizzato) è utilizzato per i cingoli della sua modalità alternativa.
Il paint-job è quasi assente (un paio di fregi dorati sul petto e sui reattori della schiena, alcune pennellate di viola sulle parti grigie) ma a differenza del collega Megatron per fortuna la varietà della colorazione delle plastiche pone egregiamente rimedio alla carenza.
Parlando di posabilità , il modellino brilla per la completa assenza di ball-joint. Malgrado ciò la posabilità è assicurata da un sufficiente quantitativo di snodi (tre per le gambe, quattro per le braccia, uno per la testa). Purtroppo il bacino non ruota. Inoltre, l’articolazione delle cosce del modellino (del tipo “a ingranaggio dentellato”) fa sì che il robot mantenga le gambe leggermente divaricate quando è in piedi. Non è un problema, ma fa un po’ bullo di quartiere.
Passiamo alla trasformazione: staccare il tubo dalla schiena del robot. Ripiegare le mani all’interno, lungo gli avambracci. Alzare le braccia completamente distese. Aprire la gabbia toracica tirandola in avanti e sfilandola dai perni. Ruotare all’indietro la testa del robot con il blocco dei reattori. Ruotare le due parti laterali del petto che restano fino a formare i due cingoli posteriori del carro armato. Ruotare il blocco dei reattori davanti alla testa del robot fino a nasconderla. Posizionare le sezioni dei reattori in modo che essi diventino le ruote anteriori del cingolato. Ripiegare su sé stessi copri-ginocchia, piedi e talloni. Ruotare le gambe verso l’interno, poi fare rientrare le cosce dentro le gambe tramite rotazione di queste ultime allo snodo del ginocchio. Ruotare il blocco della testa fino a infilarlo in mezzo alle due gambe e incastrare il tutto tramite gli appositi attacchi per fissare tra loro le gambe e la sezione anteriore del cingolato. Agganciare ora i cingoli posteriori e richiudere la gabbia toracica fissandola agli appositi perni. Ruotare le braccia e fissarle sopra il carro armato incastrandole ai loro attacchi. Se si vuole aprire l’arma mech-tech è consigliabile farlo adesso, perché dopo aver riattaccato il tubo di gomma l’operazione non risulta molto agevole.
La modalità alternativa di Shockwave è quella di un carro armato cybertroniano, al pari della incarnazione ROTF di Megatron. I due sono accomunati anche dal fatto che in entrambi la testa del robot finisce sul davanti del carro armato, protetta da una griglia di qualche tipo.
A differenza di Megatron , però, Shockwave risulta essere meno massiccio e più longilineo (18 cm di lunghezza per 7 di larghezza e 6 di altezza). Altro particolare degno di nota è che il carro armato non è simmetrico, essendo la bocca di fuoco spostata sul lato sinistro del modellino (mentre sul lato destro è posizionata la lama). I due accessori sono intercambiabili, ma la torretta col cannone non può ruotare (a meno di alzarla con tutto il braccio di Shockwave).
Il mezzo si muove tramite le due ruote anteriori e altre due rotelle posizionate sotto i cingoli posteriori. Una piccola osservazione: per assurdo i cingoli anteriori si vedono di più in robot mode, perché in alt-mode sono coperti quasi totalmente dai piedi del robot. Guardando il modello da sotto, fortunatamente, sono liberi alla vista.
La colorazione non subisce modifiche sostanziali, riproponendo in misura quasi uguale i colori del robot mode.
Il disguise è pressoché totale, operazione che riesce discretamente bene con i mezzi alieni.
La valutazione del modello non può prescindere dal fatto che le modalità cybertroniane non mi sono mai andate a genio. Nonostante ciò, Shockwave è un modellino che fa il suo compito con diligenza (anche se forse senza vette di ispirazione nella trasformazione) e che soprattutto mi intriga assai in robot mode, molto di più della sua recente incarnazione Animated. Se la pensate come me, fatelo vostro, ma sappiate che la faccia non si stacca.
"Autorobot! Trasformatevi e rollate!" 