Generations Thunderwing, trattandosi per l'appunto di un Generations, è un modellino interamente teso ad omaggiare il suo precedente G1: Thunderwing infatti apparteneva a ben due sotto-sottogruppi dei Pretender- i Mega Pretender, ossia i Pretender i cui involucri si trasformano a loro volta in veicoli, insieme all'Autobot Crossblades, e i Somebody Cares Pretender, ossia quelli che si son fatti un nome nei fumetti Marvel e per questo son riusciti a rifarsi vivi vent'anni dopo, insieme a Bludgeon. E a Skullgrin (che serviva qualcuno per riproporre il mold di Straxus). E a Skyshadow/Blackshadow, che è un tizio giustamente sconosciuto, venendo da Victory, ma era già all'epoca un remold di Thunderwing e le occasioni di repaint non si buttano mai via.
In modalità veicolo Thunderwing è un superjet aliencybertronianfuturistico, cosa però che non gli impedisce di avere i flap posteriori come quelli di un F-22. Onestamente non so voi, ma dopo cinque anni di live movies il sottoscritto gli F-22 li ha sonoramente in uggia. Almeno però il resto delle linee son molto diverse, con le ali principali inclinate verso il basso e il lungo naso del veicolo.
Questo è in realtà un piccolo drone che può staccarsi: la sua unica colorazione è data dal nero del reattore posteriore e dal blu delle alucce, più l'occhio arancione trasparente sul fronte, mentre il resto è la semplice plastica bianco panna, con qualche dettagliuccio scolpito.
Il drone è, a mio avviso, il peccato capitale del modello. Thunderwing G1 era infatti un piccolo robot che, oltre ad "indossare" l'involucro in modalità robot, poteva in modalità Jet attacarsi sotto il naso della modalità veicolo dell'involucro, formando la modalità veicolare completa. Un misero drone a fronte di questa po' po' di gimmick è davvero un contentino miserrimo, soprattutto trattandosi di un personaggio importante come Thunderwing*.
*Per i non iniziati:
Spoiler (clicca per visualizzare)
Nei fumetti Marvel G1 dopo la morte di Optimus Prime, il suo corpo viene spedito nello spazio secondo il rito funebre Autobot. Senonchè quando Prime viene resuscitato nella sua forma Powermaster e un piccolo incidente con la coscienza di Primus mette Unicron sulla via per Cybertron, Optimus rivela che la Matrice (che ovviamente è quasi l'unica cosa in grado di salvarli) è rimasta nel suo corpo originario.
Inizia così la Matrix Quest, che vede impegnati diverse squadre di Autobot (principalmente Pretender, tra cui Bumblebee, Jazz e Grimlock) a cui si oppone Thunderwing, un signore della guerra Decepticon Nel caso vi steste chiedendo perchè proprio lui, tenete presente che era il periodo in cui Galvatron non aveva ancora deciso se essere pazzo o meno, Shockwave era sulla Terra a contendere il comando dei Decepticon a Scorponok e, quando capitava, a Ratbat, Starscream era morto o presunto tale dopo una sfortuanta overdose di Omnibase e Megatron era in stasi nell'Arca dopo un brutto periodo in cui era la metà sinistra di Ratchet-ah, i fumetti Marvel!e Pretender a tempo perso infatti il suo pretender non ha chiaramente funzioni di cammuffamento ed è più che altro un'armatura da battaglia, che comunque non si leva mai-a quel punto sarebbe un pretender pure Ultra Magnus ma vabbè, don't ask..
Fin qui niente di particolarmente interessante... se non fosse che la Matrice ha intanto pensato che un po' di malvagità potrebbe essere anche divertente e dunque possiede Thunderwing rendendolo invincibile e provvedendo a massacrare gli Autobot sulla Terra.
Dopo essere scagliato nello spazio in qualche modo da Optimus, si rifà vivo per sfidare Unicron ad una gara di malvagità mentre questi sta mangiando Cybertron, portando così la Matrice a portata di mano di Optimus che la purifica e si sacrifica eroicamente per distruggere Unicron (salvo risuscitare tre o quattro numeri dopo, insieme al pianeta Cybertron e a gran parte degli Autobot caduti in tempo per sconfiggere i Decepticon, guidati da Bludgeon, definitivamente se non considerate tutta quella brutta storia del Guerramondo, di Megatron ricostruito dai Cobra, dell'invasione dei Decepticon di seconda generazione e dello Sciame. Dopo quello abbiamo finito. A parte per la sotto-continuitydella linea classic, abbiamo finito. Fino ad Aprile, mi pare, quando esce il numero 82...
Molto più semplicemente, nella G1 IDW invece Thunderwing è l'inventore della tecnologia pretender, diventa un mostro terrificante che rende Cybertron inabitabile praticamente da solo, viene resuscitato da un gruppo di fanatici guidati da Bludgeon, distrugge Nebulos, viene disattivato per il rotto della cuffia da Optimus, viene riportato in vita da Nova Prime e messo a guardia dell'ingresso dell' Universo Morto, dove ha occasione di massacrare qualche altro Autobot per poi finire di nuovo nel dimenticatoio dopo Revelation.
Senza contare che hanno pensato di rendere meglio integrata la combinazione tra Jet principale e drone... cosa che però fa sì che il muso del Jet sia alquanto inguardabile senza di questo.
Per il resto il Jet è interamente di plastica bianca come il drone, a parte il cockpit in plastica arancione trasparente, con dettagli blu sui bordi delle ali, due simboli Decepticon viola sempre sulle ali e un paio di accenni di dorato.
Come il G1, ha come armi principali due grossi cannoni viola posti sotto le ali, che sparano missili arancioni trasparenti: ci sono inoltre due cannoni neri ai lati del cockpit.
La forma del Jet è decisamente atipica; guardando il veicolo di alto si nota una bizzarra curva che sotto il collo del mezzo. La cosa comunque non disturba particolarmente, soprattutto visto che subito accanto ci sono le braccia del robot. Sotto la fusoliera c'è infatti TUTTO IL ROBOT a vista: petto, braccia, cosce e piedi, che come in classic Jetifre formano i reattori.
Una tale porcheria non si vedeva da molto tempo, e onestamente pensavo che cose del genere non dovessi vederne più. Certo, c'erano stati i casi di Rotf Jetfire e di Universe Silverbolt: il primo parzialmente giustificato dalla trasformazione, il secondo mai troppo spernacchiato.
In ogni caso, la cosa è veramente inaccettabile in un Transformer moderno: in particolare le braccia sono pessime, dato che non solo non c'è il minimo sforzo di nasconderle, ma non ce neanche alcunchè a bloccarle in posizione, oltre alla forza del ball-joint delle spalle. Il sospetto è che questa non-soluzione sia voluta come omaggio al modellino G1, e sarebbe anche stata accettabile se questo deluxe fosse effettivamente un pretender.
Pare infatti che l'intenzione di far trasformare il drone, all'inizio, ci fosse: forse che, una volta tagliata la gimmick, non si siano presi la briga di rendere dovutamente più complesso il modello? Dovrebbe fregarcene qualcosa, visto che il modello che ci troviamo in mano fa comunque schifo?
Ci sarebbe da menzionare il fatto che i reattori posteriori, ossia i piedi, e i flap hanno una loro mobilità, che i carrelli di atterraggio sono richiudibili e han delle vere rotelline (cosa che per qualche motivo di recente han tagliato da diversi modelli, nonostante prima fosse lo standard). Inoltre le ali possono aprirsi a ventaglio, formando una sorta di tridente... sarebbe anche interessante come configurazione alternativa, se non fosse che così facendo le braccia si vedono PURE dal di sopra!
La trasformazione NON è al livello di Silverbolt (non ne parliamo di Jetfire). Invero, quello mostrava una totale svogliatezza nel compattare il robot in una forma poco riconoscibile e totalmente disgiunta dal Jet. Per Thunderwing invece il robot è compattato peggio, ma se non altro non è nettamente distinto dalla fusoliera. In più, la trasformazione mostra un paio di idee interessanti, in mezzo a molte banalità.
Ad esempio la già detta apertura delle ali, che consentono poi di ribaltare la parte posteriore della fusoliera su quella anteriore (dopo aver compattato i flap), portando le ali dietro le spalle (dopodichè, come da copione, a bloccare tutto arriva il muso del jet con un doppio snodo). L'altra idea carina è come si estendono le gambe: infatti la parte alta si libera sollevando il petto del robot e abbassando un altro doppio snodo (carina sì, ma un autentico sfregio! Una soluzione del genere sarebbe stata ideale proprio per accogliere il robot interno... e se non altro potevano pensare di scolpircelo dentro, come contentino!). Dopodichè il pannello che copre la testa si innesta a formare la parte centrale del petto (anche qui: cosa costava scolpirci dentro una Matrice, come fatto per Optimus RTS?) e non rimane che aprire i piedi e inclinare di 45° le punte sulle spalle di Thunderwing.
Si vede qui che il modello è tutto orientato al robot mode. Non che questo sia esente da difetti, tutt'altro, ma se non altro è colorato molto bene, sopratutto il petto e la testa ricchi di dettagli verdi, neri e dorati, oltre ai cavi dorati sugli arti e a le zone grigio-verdi sulle cosce. Questo grigio verde è anche (grossomodo) il colore della plastica usata per le anche, le braccia e i due pezzi di armatura ai lati del bacino.
Sull'articolazione c'è da fare un discorso a parte: a prima vista sembra buona, con ball-joint a spalle e anche, con ulteriori snodi per la rotazione sul proprio asse subito sotto, snodi semplici per gomiti e ginocchia, rotazione dei polsi e ball-joint limitati per la testa e le caviglie - mancherebbe quindi solo la rotazione del bacino, causa trasformazione (ma il doppio snodo di trasformazione consente un po' di inclinazione), e ci sarebbe il bonus della possibilità di orientare le ali. Giocando un po' col modello però ci si accorge che l'articolazione delle spalle è limitatissima, grazie alla sfortunata combinazione degli spuntoni sulle spalle e dell'ampio zaino! In più la testa ruota ad un angolo, per cui rimane inclinata se guarda ai lati, e il collo appare innaturalmente largo, davvero orribile!
Per di più il modello ha qualche problemuccio di proporzioni (oltre ad essere proprio piccolo come scala, se rapportato ai modelli di qualche anno fa, problema comune credo a diversi modelli della linea): il bacino è molto largo mentre le anche sono molto secche, e la testa è forse un po' troppo piccola (anche qui, il petto così grande fa pensare che dovesse ospitare il robot interno) il difetto principe del mold, comunque, non è tanto questo.
La testa è interessante, con la faccia dorata ispirata al design di Figueroa per Stormbringer: mi lascia però un po' perplesso vedere la bocca, che è scolpita come quella di una zucca intagliata, quasi non avessero voluto rischiare con la spaventosa bocca zannuta del G1.
Lo zaino è ben gestito, con le ali belle e particolari ali di cui ho già detto che formano una sorta di mantello. Non disturba nè la stabilità nè l'occhio il muso del jet dietro la nuca, ma è comunque possibile staccare il drone per ridurne l'altezza. Il risultato anche qui non è bellissimo e il drone non interagisce in alcun modo col robot (se almeno avessero scolpito un robottino sotto, stile RPM, e gli avessero dato la possibilità di stare in piedi, o avesse avuto qualche gimmick, ci saremmo potuti accontentare).
I due cannoni fanno la loro por*a figura sulla schiena, e inoltre citano l'aspetto di Thunderwing nei fumetti IDW (solo che lì fornivano anche un super mode, che purtroppo questo modello non ha...): è bene lasciarli orientati come in modalità veicolo (se guardate attentamente, noterete che la plastica dell'ala e la base del cannone collimano), e non puntati verso l'alto come dicono le istruzioni. Così però Thunderwing rimane disarmato: l'ideale sarebbe esporlo così (è a mio avviso la configurazione più bella e imponente, a causa della mole dello zaino) impugnando una matrice. Occhio però, perchè le mani hanno un problema di cui vi dirò poi, e sebbene pollice e altre dita sian separati da uno spazio questo è troppo piccolo per farci passare la matrice, per dire, del Masterpiece. L'ideale sarebbe quella di Big Convoy di BW Neo, ma forse anche quella di Cybertron Optimus potebbe andare.
In alternativa possono naturalmente essere impugnati: ero convinto dalle foto che come armi singole facessero abbastanza schifo, ma dal vivo non è affatto così, tutt'altro. Purtroppo però il fucile impedisce di piegare completamente il gomito, un'ulteriore limitazione oltre a quella della spalla: insomma, usando entrambi gli snodi Thunderwing può puntare le armi davanti a sè, ma poco altro.
Assai gradita è la possibilità di combinarli in un'unica arma, lunga quanto la sua gamba, davvero minacciosa e per di più alquanto fedele a quella vista in alcune tavole dei fumetti classici: se volete, ai lati di ciascun blaster ci sono prese per le armi con gancio a C per aumentare l'arsenale.
Attenzione, però: ho il sospetto che l'impugnatura delle armi (tra l'altro molto corta, cosa che talvolta rende difficile farle impugnare) sembra avere un diametro leggermente maggiore di quello dei buchi delle mani e delle ali: a testimoniarlo ci sono diversi segni, in particolare sui buchi sulle ali, che mi fanno temere che la plastica possa rompersi. È vero però che il mio modello l'ho preso usato, ma fate attenzione e controllate il vostro.
Prendere un Transformer mediocre e poi rischiare che si rompa pure per me è davvero il colmo, per cui questo Thunderwing è assolutamente sconsigliato! Certo è una gradita sorpresa vederlo nella linea Generations, ma non avremmo proprio voluto vederlo così: anche qui era d'obbligo il voyager (come lo ha avuto Bludgeon, pur meno carismatico a mio avviso come personaggio) tanto più che potevano rendere compatibile e vendere a parte il Thunderwing interno come legend (anche solo come repaint di Starscream, per poi magari ricolorare il mold voyager come involucro pretender dello stesso Starscream).
Insomma, se proprio come me amate il personaggio potete pure prendervelo questo modellino, a patto di pagarlo non più di dodici-tredici euro spedito: se però il nome Thunderwing non vi dice nulla statene assolutamente alla larga!
È anche vero che il suo remold, Blackshadow, presenta una testa, uno sculpt del petto e uno schema cromatico decisamente più interessante, ma fossi in voi lo eviterei: i difetti di questo mold son tali e tanti che ci si può passare sopra solo in virtù del carisma del personaggio, che certamente a Black Shadow manca.