Come promesso dai
rumors susseguitisi durante la sua creazione ed apparizione nei fumetti, il personaggio di
Drift, creato graficamente da
Guido Guidi su direttive di
Shane McCarthy per la miniserie
All Hail Megatron della IDW, è stato finalmente riprodotto come modellino, inaugurando la novella linea
Generation, che come noto prosegue idealmente lo stile delle precedenti
Classic ed Universe 2.0.
La modalità alternativa di Drift è quella di un'
auto da corsa, bianca con linee curve rosse ai lati del cofano e lungo i fianchi, ed ideogrammi giapponesi sulle portiere. La linea della carrozzeria è ottima, abbastanza fluida tranne che nel cofano, a causa dei pannelli per la trasformazione. Pochi ma efficaci dettagli come i cerchioni e la griglia frontale argentati e fari, parabrezza e finestrini in plastica trasparente azzurra rendono la modalità alternativa davvero bella, con l'unico neo nel finestrino posteriore non in plastica trasparente, ma solo dipinto di argento-azzurro. Sotto il veicolo trova posto, poi, la lunga spada del robot. Infine, la forma generale dell'auto, sopratutto grazie all'alettone posteriore, ricorda anche la
Porsche iconica di
Jazz G1, e come auto è fra le più grandi dei Classic.
E' ben in
disguise, mentre da sotto si intravede il corpo del robot, con cosce e pugni e nuca, mentre un bel tocco nella parte posteriore, oltre ai fari colorati di nero e rosso, sono i due tubi di scappamento scolpiti che, attaccati ai moduli delle gambe, sembrano quasi dei razzi semi nascosti. ^_^
Ah, quasi dimenticavo, nell'auto non compare alcun simbolo Autobot: non so se sia una cosa voluta per il disguise, ma vista così ha senso, anche se mi riesce difficile abituarmi a non vedere un bel simbolone dei buoni sul cofano.
La
trasformazione è gustosa ed elaborata: non come
WfC Optimus, per carità, ma sulla linea dei migliori Universe 2.0 dell'anno scorso. La parte centrale del cofano si divide slittando sopra le parti laterali del muso, da cui poi si dispiegano le braccia, le portiere si allargano posizionandosi sui fianchi del robot, mentre la parte posteriore si ribalta verso indietro divenendo le gambe.
Drift è fedelissimo al design di Guidi, ogni dettaglio è riprodotto superbamente! Notevole la scultura della testa, la forma degli avambracci e in generale come sia squisitamente antropomorfo. Da applauso i finestrini che si piegano nella parte interna delle portiere e le else delle spade corte che si piegano per la trasformazione, e soprattutto in generale l'idea delle portiere usate come foderi per le due armi bianche. Le impugnature sono giuste giuste per i fori dei pugni, mentre invece quella della spada grande è un po' lasca, peccato. La spada, poi, ha anch'essa dei caratteri giapponesi incisi sulla lama, e le spade tutte sono in plastica morbida flessibile.
L'unica vera differenza rispetto al personaggio disegnato dal nostro Guido è la disposizione della carrozzeria posteriore dietro i polpacci, al contrario rispetto all'originale, con la parte posteriore con l'alettone verso l'alto anziché verso il basso, ma è tutt'altro che un difetto, visto che la trasformazione delle gambe per renderle in questa nuova maniera è davvero innovativa ed interessante.
La posabilità è ottima, e se il bacino non ruota (anche se forse si poteva farlo ruotare....), le braccia possono assumere millemila pose, fra cui impugnare la spada grande con due mani, o estrarla dai perni lungo la schiena, o alzarla al cielo, etc. etc.
Geniale come non abbia alcun zaino dietro la schiena, per potevi riporre la spada, mentre le varie parti avanzate della carrozzeria dell'auto siano funzionali, come le già citate portiere-foderi, e il cofano dell'auto come dei coprispalla, mentre le gambe grosso dei bot danno più equilibrio al modellino.
Il robot infine è bello solido, leggermente più alto della media dei
Deluxe Classic e ha carisma da vendere, grazie all'alta giocabilità delle spade. Un acquisto obbligato, insomma, soprattutto a chi ama i tf dallo stile classico!!