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LocalitĂ : Terra-616
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Headmasters #1 - Ring Of Hate! [Circolo d'odio!]
#1 – RING OF HATE! [CIRCOLO D’ODIO!]

Scritto da Bob Budianski
Disegnato da Frank Springer
Inchiostrato da Ian Akin & Brian Garvey
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Diana Albers
Supervisionato da Don Daley
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA nel luglio 1987

Scritto da Bob Budianski
Disegnato da Frank Springer
Inchiostrato da Ian Akin & Brian Garvey
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Diana Albers
Supervisionato da Don Daley
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA nel luglio 1987
-La storia-
Sul pianeta Cybertron una squadra Decepticon, comandata da Scorponok e comprendente Triggerhappy, Slugslinger e Skullcruncher, ha appena conquistato e distrutto una cittĂ degli Autobot e sta trasferendo alcuni prigionieri.
Una squadra di Autobot, tra cui militano Blurr e Hardhead, osserva la scena e all’ordine del loro capo, Fortress Maximus, attacca i Decepticons. La battaglia è cruenta ma gli Autobot riescono ad avere la meglio e, dopo aver soccorso i prigionieri, si spostano alla loro base segreta sui Monti di Magnese.
Glia Autobot sono felici e intenti a festeggiare la vittoria quando Forterss Maximus li interrompe: egli non è infatti contento che la guerra su Cybertron stia continuando all’infinito e che nessuna delle due fazioni sia in grado di fermare il circolo d’odio che li avvolge. Propone quindi ai sui di sottrarsi a questa lotta trasferendosi sul pacifico pianeta Nebulos, che egli osserva da tempo. Dopo qualche esitazione i suoi commilitoni, tra cui Scattershot, Afterburner, Nosecone (tre dei Technobot), Hot Rod, Repugnus, Grotusque e Doublecross decidono di partire in massa verso questo nuovo mondo.
Giunti su Nebulos gli Autobot, in particolare Brainstorm, Chromedome e Highbrow eseguono dei rilievi sull’ambiente per scoprire se è adatto alla loro presenza; quest’ultimo viene inoltre incaricato da Fortress Maximus di trovare forma di vita in grado di consegnare un messaggio ai capi del pianeta.
Dopo una breve esplorazione, Highbrow trova due abitanti intenti a baciarsi: cerca di comunicare con loro ma Gort cade all’indietro ferendosi e la ragazza lo soccorre.
Il giorno dopo a Koraja, la capitale, Lord Zarak parla al Consiglio dei Pari per spiegare la pericolositĂ dei robot alieni che stanno per inviare un loro messaggero per un incontro. Nel Consiglio i pareri sono discordanti: Sorgen approva la proposta di Zarak di fare ricorso alle armi mentre Galen si dichiara contrario.
Blurr arriva in città accolta tra due ali di folla; il responsabile della sicurezza è Duros. L’Autobot inizia il suo discorso ma Krunk, istruito da Zarak, colpisce il suo braccio con un polarizzatore magnetico che gli fa urtare la scultura che forma la parte superiore di una fontana.
La sfera cade verso la folla provocando vari feriti. Zarak ordina di sparare a Blurr che tentava invano di spiegare ai nebulani l’accaduto; a questo punto non gli resta atro da fare che fuggire e spiegare l’accaduto ai compagni Autobot; nel frattempo Galen apre l’armeria dove sono contenuti gli armamenti nebulani. A sorpresa attaccano gli Autobot e li mettono in difficoltà ; Fortress Maximus ordina ai più combattivi tra i suoi compagni di non rispondere al fuoco e comanda la ritirata all’interno della foresta. Qui Forterss cerca di calmare gli animi dei compagni e insiste sul mantenere un atteggiamento pacifico tanto da convincere un gruppo di suoi compagni ad accompagnarlo a Koraja.
Fortress Maximus ribadisce le sue intenzioni pacifiche davanti a Galen, che è disposto ad ascoltarlo, e a Zarak, che invece vorrebbe ordinare all’esercito di attaccare. In un disperato tentativo di persuasione, Fortress si priva della testa e viene imitato dai compagni Highbrow, Hardhead, Brainstorm e Chromedome.
Galen si convince delle buone intenzioni dei robot e decide di collaborare con loro, nonostante Zarak cerchi insistentemente di persuaderlo a fare il contrario.
-Note-
- Qualche problema sulla copertina: i colori di Fortress Maximus e Brainstrorm sono sbagliati, così come la tonalità di verde di Scorponok (a cui manca anche mezza chela). Il jet sul fianco destro di Fortress Maximus sembra essere Cyclonus.
- A pagina 1 c’è Gort tra i prigionieri?
- Pagine 2 e 3, terza vignetta: Blurr e in modalitĂ veicolare ma si trasforma in Crosshairs. Quinta vignetta: sembra Fasttrack ma con colorazione errata.
- Pagina 4, tra la terza e la quarta vignetta Scorponok perde una parte della chela; sesta vignetta: Fasttrack ha i colori invertiti.
- Pagina 5, prima vignetta: i colori di Cog e Hardhead sono invertiti. Terza vignetta: Gasket e Grommet hanno i colori di Chromedome e Hardhead.
- Pagina 6, Fortress Maximus dice che la guerra tra Autobot e Decepticon è in corso da 50.000 Vorn. Il Vorn è un’unità di misura cybertroniana che corrisponde a circa 83 anni terrestri: la guerra civile dura dunque da circa 4.150.000 anni!
- A pagina 7 apprendiamo che la squadra di Optimus Prime, nonostante abbia lasciato Cybertron da molto tempo, non è stata affatto dimenticata dai propri compagni Autobot.
- Gli Autobot si autodefiniscono “esseri a base metallica”.
- Highbrow usa un termine strettamente umano: carbonio. Dove l’ha imparato?
- Brainstorm rileva presenza di monossido di diidrogeno, che non è altro che il nome scientifico dell'acqua secondo le convenzioni IUPAC. La molecola dell'acqua è infatti formata da un atomo di ossigeno (monossido) e da due atomi di idrogeno (diidrogeno). Da notare che in US # 29 abbiamo letto che i Transformers considerano l’acqua un mito. Come mai hanno dei sensori in grado di rilevare qualcosa che non considerano realmente esistente?
- Non viene spiegato come mai Forterss Maximus sia stato in grado di programmare gli Autobot a parlare il linguaggio locale. Da quanto apprendiamo dalla storia sembra palese che nessuno di loro è mai stato su Nebulos e anche le osservazioni da Cybertron non sembra siano state molto approfondite, tanto che giunti sulla superficie del pianeta devono fare altri rilevamenti. Che ci siano stati precedenti contatti tra queste due culture?
- A pagina 17, ultima vignetta, tra gli avanzatissimi mezzi bellici nebulani si nota un aereo ad elica! Ricorda i veivoli della 2° Guerra Mondiale e stona rispetto agli altri veicoli, è un divertissement del disegnatore?
- Gli abitanti di Nebulos sembra che non usino mezzi militari da molto tempo, eppure il loro attacco sembra in grado di mettere in difficoltĂ avanzatissime forme di vita biomeccanica abituate alla guerra come gli Autobot.
- Galen afferma che la pace su Nebulos dura da 10.000 anni. Non è specificato se sono anni terrestri o nebulani.
-Osservazioni-
Il capitolo di esordio di questa miniserie è ricco di eventi che vengono ottimamente raccontati da Bob Budiansky. La parte iniziale, ambientata su Cybertron, rende molto bene l’idea del pianeta devastato da una guerra civile, mostrandoci scene forti (vedi Scorponok che infierisce sui prigionieri Autobot), mostrandoci la crudezza del conflitto.
Anche la descrizione di Nebulos è molto ben realizzata: un pianeta in apparenza pacifico, in cui tutto va per il meglio ma che in realtà cela tra i suoi abitanti doppiogiochisti e approfittatori.
Tra le scene da ricordare segnalo quella dello sbarco degli Autobot su Nebulos: qui vediamo chiaramente che i robot che non possono volare non volano. La stessa cosa che abbiamo visto anche nella serie regolare; Budiansky si dimostra accorto in questo, a differenza degli sceneggiatori della serie animata che spesso modificavano questa caratteristica a seconda delle esigenze. Divertente anche il momento in cui Highbrow incontra i due Nebulani e scambia il loro bacio per uno scambio di dati.
Budiansky dimostra anche di essere un buon disegnatore illustrando la copertina di questo numero. Non ha la perizia di un professionista ma il suo lavoro è comunque rimarchevole e la scena illustrata di grande impatto. Peccato che la stessa cosa non si possa dire della colorazione: come già accennato nelle note, i colori non corrispondono a quelli veri e propri dei personaggi.
La personalità predominante nel racconto è quella di Fortress Maximus, delineato come un leader abile sia nella lotta che nella persuasione delle sue truppe. Grazie ai dialoghi e ai flashback ce lo immaginiamo come un leader risoluto nella battaglia contro i Decepticons ma che già da tempo era stufo della guerra che conduceva lui stesso e che già pianificava di sottrarsi ad essa. In questo caso non appare come un comandante democratico, pronto a considerare come importante il parere delle sue truppe ma, anzi, pare convinto che la sua verità (andare su Nebulos per sottrarsi al circolo d’odio) sia univoca.
La scena finale, con alcuni Autobot che si privano della testa, è veramente sorprendente: la volontà di Fortress Maximus di ottenere la pace è assoluta ed è disposto anche a un enorme sacrificio per ottenerla. Essendo anche estremamente carismatico, alcuni dei suoi sottoposti non esitano ad imitarlo. E noi restiamo a interrogarci suoi possibili sviluppi di queste azioni.
La storia non è comunque sente da pecche. Come già gli era capitato in passato (vedi ad esempio US 24 e 25) Budiansky si trova a presentare molti personaggi nuovi nell’arco di poche tavole. Questo tipo di operazioni, già nei più limitati precedenti visti sulla serie regolare, non erano particolarmente riuscite dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi. In questo caso la mole di nuovi robot è davvero spropositata e quindi ci troviamo di fronte a personaggi che compaiono per poche vignette e che sono caratterizzati solamente con un paio di battute. Ci sono anche alcuni Autobot o Decepticon che sembrano “generici”, soprattutto nella battaglia iniziale; inoltre alcuni errori del disegnatore e dei coloristi rendono spesso difficile capire quali siano i personaggi in azione.
La parte grafica, con i disegni di Frank Springer, presenta spesso errori e incertezze. Il disegnatore ha avuto l’ingrato compito di essere il primo a disegnare molti nuovi personaggi che compaiono per la prima volta in ambito fumettistico. Questo giustifica in parte il fatto che, durante l’arco della storia, i robot cambino un po’ il loro aspetto e che a volte ci sia qualche proporzione e prospettiva che risultano leggermente sballate. Vedasi ad esempio la testa di Fortress Maximus a pagina 22 che, sembra leggermente diversa di vignetta in vignetta.
La colorazione di Yomtov non è eccelsa. Questo colorista ha la caratteristica di usare spesso tinte monocromatiche per colorare un intero personaggio, soprattutto quando questo appare sullo sfondo e non coinvolto direttamente nell’azione della vignetta. In questa storia eccede molto con questo stile: dal momento che i personaggi nuovi sono tanti, una diverse colorazione ne avrebbe resa più facile l’individuazione. In alcuni casi i colori di un personaggio variano di pagina in pagina, ad esempio prendiamo il Blurr di pagina 13 e confrontiamolo con quello di pagina 21: impossibile non notarne le differenze. Altre volte i colori sono completamente sbagliati.
In conclusione un ottimo esordio per questa miniserie, nonostante alcune pecche precedentemente segnalate, che consiglio comunque a tutti di leggere. Anche perché si tratta di una storia molto più elaborata, apprezzabile e adulta rispetto alle più banali e semplificate versioni animate.
-Note alla versione inglese-
Pubblicata in appendice ai numeri 130-133 del mensile.
-Note alla versione italiana-
Questa storia è stata pubblicata sul volumetto I Transformers: Head Masters, edito da Play Press, nel febbraio 1989.
La traduzione non è sempre fedele all’originale: in alcuni momenti è accurata (soprattutto sui dialoghi più brevi e semplici) mentre in altre occasioni i testi vengono sensibilmente ridotti e semplificati. La scelta deriva probabilmente dal target a cui era mirata la vendita di questi albi, ovvero ragazzini che seguivano il cartone e compravano i giocattoli.
I nomi dei personaggi sono quelli del doppiaggio storico, che si rifaceva ai nomi scelti dalla Gig per il nostro mercato. Blurr è chiamato Flash, Kup è Blitz, Hardehead diventa Blindobot, è Goblin, Hot Rod si chiama Folgore e così via. Fortress Maximus, Crosshairs e Sureshot, tra gli altri, conservano invece il loro nome originale.
I nomi dei singoli episodi non vengono tradotti, anche perché le tavole sono presentate in sequenza senza chiare divisioni fra i capitoli, e con i ltitolo generico di “La saga di Nebulos”.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Scorponok, Triggerhappy, Slugslinger, Skullcruncher, Fortress Maximus, Blurr, Hardhead, Highbrow, Kup, Hot Rod, Chromedome, Brainstorm, Scattershot, Afterburner, Repugnus, Grotusque, Doublecross, Gort, Marita, Lord Zarak, Sorgen, Galen, Krunk, Duros.
-Copertine-
USA # 1 – Disegnata da Bob Budiansky.
UK # 130-133 – Disegnate rispettivamente da Geoff Senior, Lee Sullivan, Dan Reed e Dave Gibbons.
Sul pianeta Cybertron una squadra Decepticon, comandata da Scorponok e comprendente Triggerhappy, Slugslinger e Skullcruncher, ha appena conquistato e distrutto una cittĂ degli Autobot e sta trasferendo alcuni prigionieri.
Una squadra di Autobot, tra cui militano Blurr e Hardhead, osserva la scena e all’ordine del loro capo, Fortress Maximus, attacca i Decepticons. La battaglia è cruenta ma gli Autobot riescono ad avere la meglio e, dopo aver soccorso i prigionieri, si spostano alla loro base segreta sui Monti di Magnese.
Glia Autobot sono felici e intenti a festeggiare la vittoria quando Forterss Maximus li interrompe: egli non è infatti contento che la guerra su Cybertron stia continuando all’infinito e che nessuna delle due fazioni sia in grado di fermare il circolo d’odio che li avvolge. Propone quindi ai sui di sottrarsi a questa lotta trasferendosi sul pacifico pianeta Nebulos, che egli osserva da tempo. Dopo qualche esitazione i suoi commilitoni, tra cui Scattershot, Afterburner, Nosecone (tre dei Technobot), Hot Rod, Repugnus, Grotusque e Doublecross decidono di partire in massa verso questo nuovo mondo.
Giunti su Nebulos gli Autobot, in particolare Brainstorm, Chromedome e Highbrow eseguono dei rilievi sull’ambiente per scoprire se è adatto alla loro presenza; quest’ultimo viene inoltre incaricato da Fortress Maximus di trovare forma di vita in grado di consegnare un messaggio ai capi del pianeta.
Dopo una breve esplorazione, Highbrow trova due abitanti intenti a baciarsi: cerca di comunicare con loro ma Gort cade all’indietro ferendosi e la ragazza lo soccorre.
Il giorno dopo a Koraja, la capitale, Lord Zarak parla al Consiglio dei Pari per spiegare la pericolositĂ dei robot alieni che stanno per inviare un loro messaggero per un incontro. Nel Consiglio i pareri sono discordanti: Sorgen approva la proposta di Zarak di fare ricorso alle armi mentre Galen si dichiara contrario.
Blurr arriva in città accolta tra due ali di folla; il responsabile della sicurezza è Duros. L’Autobot inizia il suo discorso ma Krunk, istruito da Zarak, colpisce il suo braccio con un polarizzatore magnetico che gli fa urtare la scultura che forma la parte superiore di una fontana.
La sfera cade verso la folla provocando vari feriti. Zarak ordina di sparare a Blurr che tentava invano di spiegare ai nebulani l’accaduto; a questo punto non gli resta atro da fare che fuggire e spiegare l’accaduto ai compagni Autobot; nel frattempo Galen apre l’armeria dove sono contenuti gli armamenti nebulani. A sorpresa attaccano gli Autobot e li mettono in difficoltà ; Fortress Maximus ordina ai più combattivi tra i suoi compagni di non rispondere al fuoco e comanda la ritirata all’interno della foresta. Qui Forterss cerca di calmare gli animi dei compagni e insiste sul mantenere un atteggiamento pacifico tanto da convincere un gruppo di suoi compagni ad accompagnarlo a Koraja.
Fortress Maximus ribadisce le sue intenzioni pacifiche davanti a Galen, che è disposto ad ascoltarlo, e a Zarak, che invece vorrebbe ordinare all’esercito di attaccare. In un disperato tentativo di persuasione, Fortress si priva della testa e viene imitato dai compagni Highbrow, Hardhead, Brainstorm e Chromedome.
Galen si convince delle buone intenzioni dei robot e decide di collaborare con loro, nonostante Zarak cerchi insistentemente di persuaderlo a fare il contrario.
-Note-
- Qualche problema sulla copertina: i colori di Fortress Maximus e Brainstrorm sono sbagliati, così come la tonalità di verde di Scorponok (a cui manca anche mezza chela). Il jet sul fianco destro di Fortress Maximus sembra essere Cyclonus.
- A pagina 1 c’è Gort tra i prigionieri?
- Pagine 2 e 3, terza vignetta: Blurr e in modalitĂ veicolare ma si trasforma in Crosshairs. Quinta vignetta: sembra Fasttrack ma con colorazione errata.
- Pagina 4, tra la terza e la quarta vignetta Scorponok perde una parte della chela; sesta vignetta: Fasttrack ha i colori invertiti.
- Pagina 5, prima vignetta: i colori di Cog e Hardhead sono invertiti. Terza vignetta: Gasket e Grommet hanno i colori di Chromedome e Hardhead.
- Pagina 6, Fortress Maximus dice che la guerra tra Autobot e Decepticon è in corso da 50.000 Vorn. Il Vorn è un’unità di misura cybertroniana che corrisponde a circa 83 anni terrestri: la guerra civile dura dunque da circa 4.150.000 anni!
- A pagina 7 apprendiamo che la squadra di Optimus Prime, nonostante abbia lasciato Cybertron da molto tempo, non è stata affatto dimenticata dai propri compagni Autobot.
- Gli Autobot si autodefiniscono “esseri a base metallica”.
- Highbrow usa un termine strettamente umano: carbonio. Dove l’ha imparato?
- Brainstorm rileva presenza di monossido di diidrogeno, che non è altro che il nome scientifico dell'acqua secondo le convenzioni IUPAC. La molecola dell'acqua è infatti formata da un atomo di ossigeno (monossido) e da due atomi di idrogeno (diidrogeno). Da notare che in US # 29 abbiamo letto che i Transformers considerano l’acqua un mito. Come mai hanno dei sensori in grado di rilevare qualcosa che non considerano realmente esistente?
- Non viene spiegato come mai Forterss Maximus sia stato in grado di programmare gli Autobot a parlare il linguaggio locale. Da quanto apprendiamo dalla storia sembra palese che nessuno di loro è mai stato su Nebulos e anche le osservazioni da Cybertron non sembra siano state molto approfondite, tanto che giunti sulla superficie del pianeta devono fare altri rilevamenti. Che ci siano stati precedenti contatti tra queste due culture?
- A pagina 17, ultima vignetta, tra gli avanzatissimi mezzi bellici nebulani si nota un aereo ad elica! Ricorda i veivoli della 2° Guerra Mondiale e stona rispetto agli altri veicoli, è un divertissement del disegnatore?
- Gli abitanti di Nebulos sembra che non usino mezzi militari da molto tempo, eppure il loro attacco sembra in grado di mettere in difficoltĂ avanzatissime forme di vita biomeccanica abituate alla guerra come gli Autobot.
- Galen afferma che la pace su Nebulos dura da 10.000 anni. Non è specificato se sono anni terrestri o nebulani.
-Osservazioni-
Il capitolo di esordio di questa miniserie è ricco di eventi che vengono ottimamente raccontati da Bob Budiansky. La parte iniziale, ambientata su Cybertron, rende molto bene l’idea del pianeta devastato da una guerra civile, mostrandoci scene forti (vedi Scorponok che infierisce sui prigionieri Autobot), mostrandoci la crudezza del conflitto.
Anche la descrizione di Nebulos è molto ben realizzata: un pianeta in apparenza pacifico, in cui tutto va per il meglio ma che in realtà cela tra i suoi abitanti doppiogiochisti e approfittatori.
Tra le scene da ricordare segnalo quella dello sbarco degli Autobot su Nebulos: qui vediamo chiaramente che i robot che non possono volare non volano. La stessa cosa che abbiamo visto anche nella serie regolare; Budiansky si dimostra accorto in questo, a differenza degli sceneggiatori della serie animata che spesso modificavano questa caratteristica a seconda delle esigenze. Divertente anche il momento in cui Highbrow incontra i due Nebulani e scambia il loro bacio per uno scambio di dati.
Budiansky dimostra anche di essere un buon disegnatore illustrando la copertina di questo numero. Non ha la perizia di un professionista ma il suo lavoro è comunque rimarchevole e la scena illustrata di grande impatto. Peccato che la stessa cosa non si possa dire della colorazione: come già accennato nelle note, i colori non corrispondono a quelli veri e propri dei personaggi.
La personalità predominante nel racconto è quella di Fortress Maximus, delineato come un leader abile sia nella lotta che nella persuasione delle sue truppe. Grazie ai dialoghi e ai flashback ce lo immaginiamo come un leader risoluto nella battaglia contro i Decepticons ma che già da tempo era stufo della guerra che conduceva lui stesso e che già pianificava di sottrarsi ad essa. In questo caso non appare come un comandante democratico, pronto a considerare come importante il parere delle sue truppe ma, anzi, pare convinto che la sua verità (andare su Nebulos per sottrarsi al circolo d’odio) sia univoca.
La scena finale, con alcuni Autobot che si privano della testa, è veramente sorprendente: la volontà di Fortress Maximus di ottenere la pace è assoluta ed è disposto anche a un enorme sacrificio per ottenerla. Essendo anche estremamente carismatico, alcuni dei suoi sottoposti non esitano ad imitarlo. E noi restiamo a interrogarci suoi possibili sviluppi di queste azioni.
La storia non è comunque sente da pecche. Come già gli era capitato in passato (vedi ad esempio US 24 e 25) Budiansky si trova a presentare molti personaggi nuovi nell’arco di poche tavole. Questo tipo di operazioni, già nei più limitati precedenti visti sulla serie regolare, non erano particolarmente riuscite dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi. In questo caso la mole di nuovi robot è davvero spropositata e quindi ci troviamo di fronte a personaggi che compaiono per poche vignette e che sono caratterizzati solamente con un paio di battute. Ci sono anche alcuni Autobot o Decepticon che sembrano “generici”, soprattutto nella battaglia iniziale; inoltre alcuni errori del disegnatore e dei coloristi rendono spesso difficile capire quali siano i personaggi in azione.
La parte grafica, con i disegni di Frank Springer, presenta spesso errori e incertezze. Il disegnatore ha avuto l’ingrato compito di essere il primo a disegnare molti nuovi personaggi che compaiono per la prima volta in ambito fumettistico. Questo giustifica in parte il fatto che, durante l’arco della storia, i robot cambino un po’ il loro aspetto e che a volte ci sia qualche proporzione e prospettiva che risultano leggermente sballate. Vedasi ad esempio la testa di Fortress Maximus a pagina 22 che, sembra leggermente diversa di vignetta in vignetta.
La colorazione di Yomtov non è eccelsa. Questo colorista ha la caratteristica di usare spesso tinte monocromatiche per colorare un intero personaggio, soprattutto quando questo appare sullo sfondo e non coinvolto direttamente nell’azione della vignetta. In questa storia eccede molto con questo stile: dal momento che i personaggi nuovi sono tanti, una diverse colorazione ne avrebbe resa più facile l’individuazione. In alcuni casi i colori di un personaggio variano di pagina in pagina, ad esempio prendiamo il Blurr di pagina 13 e confrontiamolo con quello di pagina 21: impossibile non notarne le differenze. Altre volte i colori sono completamente sbagliati.
In conclusione un ottimo esordio per questa miniserie, nonostante alcune pecche precedentemente segnalate, che consiglio comunque a tutti di leggere. Anche perché si tratta di una storia molto più elaborata, apprezzabile e adulta rispetto alle più banali e semplificate versioni animate.
-Note alla versione inglese-
Pubblicata in appendice ai numeri 130-133 del mensile.
-Note alla versione italiana-
Questa storia è stata pubblicata sul volumetto I Transformers: Head Masters, edito da Play Press, nel febbraio 1989.
La traduzione non è sempre fedele all’originale: in alcuni momenti è accurata (soprattutto sui dialoghi più brevi e semplici) mentre in altre occasioni i testi vengono sensibilmente ridotti e semplificati. La scelta deriva probabilmente dal target a cui era mirata la vendita di questi albi, ovvero ragazzini che seguivano il cartone e compravano i giocattoli.
I nomi dei personaggi sono quelli del doppiaggio storico, che si rifaceva ai nomi scelti dalla Gig per il nostro mercato. Blurr è chiamato Flash, Kup è Blitz, Hardehead diventa Blindobot, è Goblin, Hot Rod si chiama Folgore e così via. Fortress Maximus, Crosshairs e Sureshot, tra gli altri, conservano invece il loro nome originale.
I nomi dei singoli episodi non vengono tradotti, anche perché le tavole sono presentate in sequenza senza chiare divisioni fra i capitoli, e con i ltitolo generico di “La saga di Nebulos”.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Scorponok, Triggerhappy, Slugslinger, Skullcruncher, Fortress Maximus, Blurr, Hardhead, Highbrow, Kup, Hot Rod, Chromedome, Brainstorm, Scattershot, Afterburner, Repugnus, Grotusque, Doublecross, Gort, Marita, Lord Zarak, Sorgen, Galen, Krunk, Duros.
-Copertine-
USA # 1 – Disegnata da Bob Budiansky.
UK # 130-133 – Disegnate rispettivamente da Geoff Senior, Lee Sullivan, Dan Reed e Dave Gibbons.









