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Iscritto il: 21/06/2004
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GIJoe vs Transformers vol 3 - The Art Of War (2 di 5)
G.I. Joe vs. Transformers (vol 3)
“The Art Of War” (2 di 5)
Storia: Tim Seeley
Disegni: Joe Ng
Chine: Rob Ross
Colori: Kevin Yan e Tom Liu
Pubblicato dalla casa editrice Devil’s Due nell’aprile 2006.
Arte prodotta dall’Udon Studios.
La storia
Su Cybertron, Optimus Prime sta stendendo un rapporto. E’ un lavoro che ama, a differenza del suo amico umano Hawk (capo di G.I. Joe), un lavoro che lo riporta ai tempi in cui non era ancora stato scelto dalla Matrice ed era un semplice archivista.
Hot Rod lo interrompe per comunicargli che il gruppo di Autobot sulla Terra ha avuto problemi con i Cobra. Hot Rod crede sia una cosa da poco, ma Optimus Prime ricorda bene quanto fosse pericoloso il Comandante Cobra.
Sulla Terra, Grimlock ha appena vinto una battaglia contro i Cobra, ma la vera azione si è spostata nella base sotterranea nascosta sotto il deserto in cui si trovano lui, Arcee, Perceptor e alcuni soldati G.I. Joe (tra cui Scarlett, Roadblock e Snake Eyes, dotati di massicci esoscheletri da battaglia).
Nella base sotterranea, il Comandante Cobra vorrebbe uccidere lo svenuto Bumblebee, che ha rovinato i suoi piani, ma l’arrivo della forza combinata Autobot/Joe lo blocca e lo costringe a svelare la verità.
Il governo USA, all’insaputa degli stessi Joe, ha usato la tecnologia Transformer (ricavata, tra l’altro, dalla testa di Megatron) per costruire il soldato finale: feroce, inarrestabile, ciecamente obbediente. E’ il Serpent Organic Robot, per brevità Serpent O.R., che a causa del Comandante Cobra ora è libero.
Serpent O.R. attacca in quel momento, proiettando dalle mani cavi cibernetici con cui riesce a prendere il controllo degli esoscheletri robotici dei Joe (ma non vi riesce con Grimlock, nel quale comunque rileva la presenza della Scintilla).
Serpent O.R. comanda agli esoscheletri di attaccare i Joe e gli Autobot.
Il Comandante Cobra ne approfitta per fuggire, insieme a Zartan e a Zarana, con il veicolo-trivella che ha utilizzato per giungere nella base.
Serpent O.R. invece attraversa la base e raggiunge la sala di accesso al varco di distorsione (warpgate). Dopo aver abbattuto Scarlett e altri soldati generici, solca il cancello. Il suo scopo è raggiungere Cybertron, per impadronirsi della Matrice, che a suo dire, lo sta chiamando.
Gli Autobot e i Joe riemergono dalle macerie, malmessi ma tutti vivi.
Scarlett ha anche trovato due scienziati responsabili della creazione di Serpent O.R..
Su Cybertron, i Decepticon vivono ora nella Zona Gladiatoria, dove vige come sempre la legge del più forte.
Uno scontro tra Razorclaw dei Predacon e Nautilator dei Seacon, per il controllo del territorio, porta alla fine a un confronto tra Predaking e Piranacon.
E’ Predaking a trionfare: ma, quando sta per eliminare l’avversario caduto, qualcosa prende il controllo dei suoi sistemi. Qualcosa che Predaking riconosce come Megatron stesso.
E’ Serpent O.R., che con i suoi cavi cibernetici ha sottomesso entrambi i Gestalt: essi sono i primi soldati del suo esercito, destinato a riaccendere la guerra su Cybertron.
Note
L’incarico di archivista che Optimus Prime svolgeva in passato è un riferimento al personaggio del giovane Optronix visto in War Within vol.1 della Dreamwave.
L‘aspetto di Optimus Prime sembra ricalcato sulla versione Masterpiece del modellino.
Gli altri personaggi sono invece tutti fedeli ai modellini G1, sebbene non si spieghi in che modi alcuni di essi abbiano acquisito il loro aspetto (diverso da quanto visto nelle due miniserie precedenti).
Grimlock mostra un’enorme preoccupazione per Bumblebee, in linea con la versione più sempliciotta della sua controparte animata G1.
Su un muro della Zona Gladiatoria appare la scritta “All Are Dead”, un riferimento alla memorabile copertina dell’albo G1 Marvel US #5, dove una scritta analoga veniva scolpita da Shockwave.
Serpent O.R. sente la chiamata della Matrice, come può accadere anche ai Decepticon (si veda Thunderwing nella serie G1 Marvel).
Osservazioni
L’idea di base di questa miniserie è decisamente tipica di molte fanfiction: entra in scena un essere incredibilmente potente, che surclassa tutte le fazioni in gioco, ottiene l’alleanza di qualche cattivo e obbliga i buoni a una corsa disperata per fermarlo.
Non si può comunque dire che la Devil’s Due sia la sola in questo campo: per accorgersene, basta considerare la saga di Sunstorm della Dreamwave o i prodotti di punta della IDW a partire dalla seconda metà del 2008.
Ma, a differenza dei succitati esempi, The Art Of War è un crossover ed è quindi abbastanza inevitabile che finisca con il seguire il più classico degli schemi narrativi impiegati per questo tipo di evento.
Nonostante questo svantaggio, il prodotto finale risulta avere una certa qualità, fosse solo per il ritmo trascinante della narrazione, che non perde mai un colpo, l’efficacia dei brillanti dialoghi e i solidi e corposi disegni di Joe Ng, ora liberi dalla nefasta influenza delle chine invasive e dei colori cupi della Dreamwave.
La narrazione è nettamente Transformer-centrica: la battaglia tra Predaking e Piranacon, a conclusione dell’albo, riesce a essere contemporaneamente un regalo al fandom e il risultato di una documentazione storica abbastanza meticolosa. Nell’ottica della ricerca rientra anche l’opera di riunificazione Decepticon attuata da Serpent O.R., la quale affonda le sue radici nella serie a fumetti G1 Marvel US.
Certi personaggi, come Arcee, finiscono con l’essere un po’ troppo stereotipati, ma d’altra parte è chiaro che Tim Seeley sta compiendo una scelta deliberata: il confronto/contrasto tra Arcee e Scarlett, che il comandante Cobra dileggia per le sue risibili pose da macho, è ovviamente voluto.
A dimostrare la vera capacità (e competenza) dello scrittore nell’ambito della caratterizzazione arriva la versione di Optimus Prime qui dipinta: in una sola pagina, viene felicemente e abilmente tratteggiato un personaggio che riassume le caratteristiche storiche di icona (dalla serie animata G1) e quelle più adulte e intellettuali della produzione moderna di The War Within.
Spicca per originalità di caratterizzazione anche il personaggio di Serpentor: radicalmente diverso da qualunque altra sua precedente raffigurazione, è l’incarnazione letterale del crossover che rappresenta, ma è anche un tentativo di esplorare una nuova strada. La sua idea tipicamente umana di essere il “figlio” di Megatron si mescola a un’inspiegabile connessione alla Matrice, che deriva invece dalla cultura Cybertroniana. La sua violenza guerriera, tipicamente umana, si tempera nel codice del guerriero che combatte solo con avversari degni di lui (nel quale si riconosce il Dinobot di Beast Wars). La caratterizzazione di Megatron che emerge indirettamente da questi comportamenti dimostra ancora una volta la preparazione di Tim Seeley, che ignora il personaggio dell’ingenua serie animata G1 e attinge invece a fonti più oscure e adulte, come i fumetti G1 Marvel Uk.
La stratificazione della caratterizzazione e delle fonti narrative contribuisce alla presenza di molteplici livelli narrativi, che esulano dal puro ambito della ventennale storia dei due marchi Hasbro coinvolti in questo crossover.
Oltre l’azione e la fantascienza, The Art Of War tocca anche un argomento che, nell’anno 2006, era particolarmente attuale e scomodo: i Cobra saranno anche terroristi sanguinari, ma le loro azioni sono volte a sfruttare un’arma di sterminio di massa che è stata voluta e costruita dallo stesso governo degli USA, in spregio e negazione di tutti gli ideali in cui il popolo statunitense dovrebbe riconoscersi.
Se si ricollega questa rivelazione al discorso compiuto dal responsabile del laboratorio segreto, nel #1, non è difficile vedere in questa narrazione la metafora di un atto d’accusa dei confronti della politica di ipocrisie, menzogne, prepotenze e soprusi perseguita nel mondo reale dall’allora presidente degli USA.
I G.I.Joe, che sono pedine ignare di questo dissennato gioco di potere, se ne dissoceranno apertamente negli albi successivi: in questo modo, Tim Seeley li allontana dallo stereotipo del militare fanatico e ignorante che obbedisce acriticamente agli ordini, per presentarli invece come i seguaci dei veri ideali di uguaglianza e rispetto del sogno americano.
I disegni di Joe Ng sono a dir poco splendidi: possenti, drammatici, rigorosi e ricchi di prospettive vertiginose. La distorsione che accompagna alcune di queste immagini può far storcere il naso ai fan di una rappresentazione grafica iper-realistica, ma sono la delizia di chi ama l’utilizzo mirato di una deformazione artistica consapevole e personale, che contribuisca ad arricchire l’atmosfera della narrazione. Il rigore grafico delle singole vignette si propaga al layout stesso delle tavole, che godono di quella brillante chiarezza narrativa che a certi artisti Transformer molto più acclamati continua a sfuggire inesorabilmente.
“The Art Of War” (2 di 5)
Storia: Tim Seeley
Disegni: Joe Ng
Chine: Rob Ross
Colori: Kevin Yan e Tom Liu
Pubblicato dalla casa editrice Devil’s Due nell’aprile 2006.
Arte prodotta dall’Udon Studios.
La storia
Su Cybertron, Optimus Prime sta stendendo un rapporto. E’ un lavoro che ama, a differenza del suo amico umano Hawk (capo di G.I. Joe), un lavoro che lo riporta ai tempi in cui non era ancora stato scelto dalla Matrice ed era un semplice archivista.
Hot Rod lo interrompe per comunicargli che il gruppo di Autobot sulla Terra ha avuto problemi con i Cobra. Hot Rod crede sia una cosa da poco, ma Optimus Prime ricorda bene quanto fosse pericoloso il Comandante Cobra.
Sulla Terra, Grimlock ha appena vinto una battaglia contro i Cobra, ma la vera azione si è spostata nella base sotterranea nascosta sotto il deserto in cui si trovano lui, Arcee, Perceptor e alcuni soldati G.I. Joe (tra cui Scarlett, Roadblock e Snake Eyes, dotati di massicci esoscheletri da battaglia).
Nella base sotterranea, il Comandante Cobra vorrebbe uccidere lo svenuto Bumblebee, che ha rovinato i suoi piani, ma l’arrivo della forza combinata Autobot/Joe lo blocca e lo costringe a svelare la verità.
Il governo USA, all’insaputa degli stessi Joe, ha usato la tecnologia Transformer (ricavata, tra l’altro, dalla testa di Megatron) per costruire il soldato finale: feroce, inarrestabile, ciecamente obbediente. E’ il Serpent Organic Robot, per brevità Serpent O.R., che a causa del Comandante Cobra ora è libero.
Serpent O.R. attacca in quel momento, proiettando dalle mani cavi cibernetici con cui riesce a prendere il controllo degli esoscheletri robotici dei Joe (ma non vi riesce con Grimlock, nel quale comunque rileva la presenza della Scintilla).
Serpent O.R. comanda agli esoscheletri di attaccare i Joe e gli Autobot.
Il Comandante Cobra ne approfitta per fuggire, insieme a Zartan e a Zarana, con il veicolo-trivella che ha utilizzato per giungere nella base.
Serpent O.R. invece attraversa la base e raggiunge la sala di accesso al varco di distorsione (warpgate). Dopo aver abbattuto Scarlett e altri soldati generici, solca il cancello. Il suo scopo è raggiungere Cybertron, per impadronirsi della Matrice, che a suo dire, lo sta chiamando.
Gli Autobot e i Joe riemergono dalle macerie, malmessi ma tutti vivi.
Scarlett ha anche trovato due scienziati responsabili della creazione di Serpent O.R..
Su Cybertron, i Decepticon vivono ora nella Zona Gladiatoria, dove vige come sempre la legge del più forte.
Uno scontro tra Razorclaw dei Predacon e Nautilator dei Seacon, per il controllo del territorio, porta alla fine a un confronto tra Predaking e Piranacon.
E’ Predaking a trionfare: ma, quando sta per eliminare l’avversario caduto, qualcosa prende il controllo dei suoi sistemi. Qualcosa che Predaking riconosce come Megatron stesso.
E’ Serpent O.R., che con i suoi cavi cibernetici ha sottomesso entrambi i Gestalt: essi sono i primi soldati del suo esercito, destinato a riaccendere la guerra su Cybertron.
Note
L’incarico di archivista che Optimus Prime svolgeva in passato è un riferimento al personaggio del giovane Optronix visto in War Within vol.1 della Dreamwave.
L‘aspetto di Optimus Prime sembra ricalcato sulla versione Masterpiece del modellino.
Gli altri personaggi sono invece tutti fedeli ai modellini G1, sebbene non si spieghi in che modi alcuni di essi abbiano acquisito il loro aspetto (diverso da quanto visto nelle due miniserie precedenti).
Grimlock mostra un’enorme preoccupazione per Bumblebee, in linea con la versione più sempliciotta della sua controparte animata G1.
Su un muro della Zona Gladiatoria appare la scritta “All Are Dead”, un riferimento alla memorabile copertina dell’albo G1 Marvel US #5, dove una scritta analoga veniva scolpita da Shockwave.
Serpent O.R. sente la chiamata della Matrice, come può accadere anche ai Decepticon (si veda Thunderwing nella serie G1 Marvel).
Osservazioni
L’idea di base di questa miniserie è decisamente tipica di molte fanfiction: entra in scena un essere incredibilmente potente, che surclassa tutte le fazioni in gioco, ottiene l’alleanza di qualche cattivo e obbliga i buoni a una corsa disperata per fermarlo.
Non si può comunque dire che la Devil’s Due sia la sola in questo campo: per accorgersene, basta considerare la saga di Sunstorm della Dreamwave o i prodotti di punta della IDW a partire dalla seconda metà del 2008.
Ma, a differenza dei succitati esempi, The Art Of War è un crossover ed è quindi abbastanza inevitabile che finisca con il seguire il più classico degli schemi narrativi impiegati per questo tipo di evento.
Nonostante questo svantaggio, il prodotto finale risulta avere una certa qualità, fosse solo per il ritmo trascinante della narrazione, che non perde mai un colpo, l’efficacia dei brillanti dialoghi e i solidi e corposi disegni di Joe Ng, ora liberi dalla nefasta influenza delle chine invasive e dei colori cupi della Dreamwave.
La narrazione è nettamente Transformer-centrica: la battaglia tra Predaking e Piranacon, a conclusione dell’albo, riesce a essere contemporaneamente un regalo al fandom e il risultato di una documentazione storica abbastanza meticolosa. Nell’ottica della ricerca rientra anche l’opera di riunificazione Decepticon attuata da Serpent O.R., la quale affonda le sue radici nella serie a fumetti G1 Marvel US.
Certi personaggi, come Arcee, finiscono con l’essere un po’ troppo stereotipati, ma d’altra parte è chiaro che Tim Seeley sta compiendo una scelta deliberata: il confronto/contrasto tra Arcee e Scarlett, che il comandante Cobra dileggia per le sue risibili pose da macho, è ovviamente voluto.
A dimostrare la vera capacità (e competenza) dello scrittore nell’ambito della caratterizzazione arriva la versione di Optimus Prime qui dipinta: in una sola pagina, viene felicemente e abilmente tratteggiato un personaggio che riassume le caratteristiche storiche di icona (dalla serie animata G1) e quelle più adulte e intellettuali della produzione moderna di The War Within.
Spicca per originalità di caratterizzazione anche il personaggio di Serpentor: radicalmente diverso da qualunque altra sua precedente raffigurazione, è l’incarnazione letterale del crossover che rappresenta, ma è anche un tentativo di esplorare una nuova strada. La sua idea tipicamente umana di essere il “figlio” di Megatron si mescola a un’inspiegabile connessione alla Matrice, che deriva invece dalla cultura Cybertroniana. La sua violenza guerriera, tipicamente umana, si tempera nel codice del guerriero che combatte solo con avversari degni di lui (nel quale si riconosce il Dinobot di Beast Wars). La caratterizzazione di Megatron che emerge indirettamente da questi comportamenti dimostra ancora una volta la preparazione di Tim Seeley, che ignora il personaggio dell’ingenua serie animata G1 e attinge invece a fonti più oscure e adulte, come i fumetti G1 Marvel Uk.
La stratificazione della caratterizzazione e delle fonti narrative contribuisce alla presenza di molteplici livelli narrativi, che esulano dal puro ambito della ventennale storia dei due marchi Hasbro coinvolti in questo crossover.
Oltre l’azione e la fantascienza, The Art Of War tocca anche un argomento che, nell’anno 2006, era particolarmente attuale e scomodo: i Cobra saranno anche terroristi sanguinari, ma le loro azioni sono volte a sfruttare un’arma di sterminio di massa che è stata voluta e costruita dallo stesso governo degli USA, in spregio e negazione di tutti gli ideali in cui il popolo statunitense dovrebbe riconoscersi.
Se si ricollega questa rivelazione al discorso compiuto dal responsabile del laboratorio segreto, nel #1, non è difficile vedere in questa narrazione la metafora di un atto d’accusa dei confronti della politica di ipocrisie, menzogne, prepotenze e soprusi perseguita nel mondo reale dall’allora presidente degli USA.
I G.I.Joe, che sono pedine ignare di questo dissennato gioco di potere, se ne dissoceranno apertamente negli albi successivi: in questo modo, Tim Seeley li allontana dallo stereotipo del militare fanatico e ignorante che obbedisce acriticamente agli ordini, per presentarli invece come i seguaci dei veri ideali di uguaglianza e rispetto del sogno americano.
I disegni di Joe Ng sono a dir poco splendidi: possenti, drammatici, rigorosi e ricchi di prospettive vertiginose. La distorsione che accompagna alcune di queste immagini può far storcere il naso ai fan di una rappresentazione grafica iper-realistica, ma sono la delizia di chi ama l’utilizzo mirato di una deformazione artistica consapevole e personale, che contribuisca ad arricchire l’atmosfera della narrazione. Il rigore grafico delle singole vignette si propaga al layout stesso delle tavole, che godono di quella brillante chiarezza narrativa che a certi artisti Transformer molto più acclamati continua a sfuggire inesorabilmente.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








