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Iscritto il: 21/06/2004
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GIJoe vs Transformers vol 3 - The Art Of War (1 di 5)
G.I. Joe vs. Transformers (vol 3)
"The Art Of War" (1 di 5)
Storia: Tim Seeley
Disegni: Joe Ng
Chine: Rob Ross con M3th
Colori: Kevin Yan e Rob Ruffolo con Tom Liu
Pubblicato dalla casa editrice Devil’s Due nel marzo 2006.
Arte prodotta dall’Udon Studios.
La storia
Sulla Terra, in un laboratorio segreto, una squadra di scienziati sta sfruttando la tecnologia Decepticon delle teste di Megatron e Soundwave per costruire Serpent O.R. , l’arma vivente senziente definitiva.
Tra di loro vi è un’infiltrata, di cui nessuno si è accorto.
Dodici livelli più in alto, nell’Area 52, nel deserto del Nuovo Messico, una squadra G.I. Joe guidata da Hawk accoglie l’arrivo di un gruppo di Autobot (Perceptor, Grimlock, Arcee e Bumblebee), giunti attraverso un portale.
Gli Autobot devono contribuire alla distruzione di ogni tecnologia terrestre derivata da quella Transformer, come da desiderio comune degli umani e di Optimus Prime (che, intanto, deve condurre un Cybertron pacificato verso una nuova era, aperta dalla sconfitta di Shockwave e dal ritiro dei Decepticon nelle Zone Gladiatorie).
Il laboratorio viene attaccato dalle Legioni Cobra, uno sterminato esercito di aneroidi guidati dal Comandante Cobra e da Zartan.
Per affrontarli, Scarlett, Roadblock e Snake-Eyes devono tornare a utilizzare le stesse eso-tute che stavano per smantellare. Anche gli Autobot scendono in campo, quando i B.A.T.S. e gli S.N.A.K.E.S. si uniscono in Cobratron.
Il diversivo permette all’infiltrata, Zarana, di segnalare le coordinate esatte del posto; il Comandante Cobra e Zartan si introducono quindi nel laboratorio segreto, scavando un tunnel con un bizzarro veicolo circolare.
L’unico ad accorgersene è Bumblebee, che immediatamente li segue, ma viene messo fuori gioco da un perturbatore elettromagnetico applicatogli da Zartan.
Serpent O.R. viene attivato, ma le cose non vanno come previsto: in lui è stata inserita la mente di Megatron, che ricorda il periodo in cui fu prigioniero del Comandante Cobra. Immediatamente, Serpent O.R. si scatena sui tre Cobra; Zartan tenta di sottometterlo con un altro congegno, ma viene a sua volta atterrato.
In superficie, le Legioni Cobra vengono annientate, grazie agli Autobot.
Mainframe dei G.I. Joe scopre però l’intrusione al livello dodici.
E’ troppo tardi. Serpent O.R. ha scaricato dalla testa di Soundwave tonnellate di informazioni sui Transformer e su Cybertron e ora sa cosa deve ottenere: la Matrice Autobot del Comando.
Note
Serpent O.R. viene costruito come arma definitiva per incutere timore in chi vorrebbe far del male agli U.S.A., o per braccare i terroristi ovunque si nascondano. The Art Of War è una parabola fin troppo trasparente delle conseguenze devastanti di una simile politica.
Su una tazza da caffè nel laboratorio compare quello che potrebbe essere il volto di RiD Optimus Prime: non sarebbe un caso allora che Mainframe voglia nasconderlo prima che arrivino gli Autobot.
Il Comandante Cobra dichiara che, di tutti i Transformer, quello che più odia è Bumblebee
Grimlock parla nel modo sgrammaticato tipico della serie animata G1, ma la sua caratterizzazione è quella più seria e sprezzante della serie a fumetti Marvel.
Tra gli esempi piĂą lampanti del tono leggero e scanzonato di questa saga ci sono il gestalt di Cobra, Cobratron, e lo scambio di battute "tra ragazze" di Arcee e Scarlett.
Dal database di Soundwave:
- la costruzione dei Transorganici da parte dei Quintesson (dalla serie animata G1, Stagione 3, "The Dweller In The Depths");
- gli scontri gladiatori (dagli Annual G1 Marvel UK e poi da The War Within della Dreamwave);
- A-3 che diviene Alpha Trion (dalla serie animata G1, Stagione 3, "Forever Is A Long Time Coming")
- il guerriero Optimus Primal (da Beast Wars);
- la Matrice Autobot del Comando (definizione della Matrice usata esclusivamente nella serie animata G1);
- il mondo degli Junkion (visti per la prima volta in The Animated Movie del 1986).
Osservazioni
Tim Seeley prosegue la saga dell’universo parallelo Devil’s Due che ospita tanto i G.I. Joe quanto i Transformer, con una storia che presenta fortissimi legami di continuità . L’intera vicenda è infatti una conseguenza della sconfitta dei Decepticon sulla Terra nel Vol. 1 e dal trionfo Autobot su Cybertron del Vol. 2 (entrambi privi di un titolo che li identifichi in maniera univoca).
La trama è deliberatamente lineare e intervallata da momenti ironici (o, almeno, che tentano di esserlo), per mantenere un’ulteriore continuità stilistica con le miniserie precedenti; a tutti gli effetti, l’atmosfera è quella, non troppo seria, di un episodio della classica serie animata G1.
La marea di personaggi dei due universi costringe Seeley a fare i salti mortali per dare a tutti un po’ di spazio, ma ciò porta alle classiche caratterizzazioni stringate e monolitiche: in un racconto di questo genere, così frenetico e affollato, non c’è purtroppo spazio per la crescita caratteriale dei personaggi: la trama avventurosa deve per forza di cose imporsi sull’esplorazione delle personalità .
Nonostante questo, però, resta lo spazio per le interazioni tra i personaggi, che in questo genere di crossover sono fondamentali. Inoltre, il Comandante Cobra riesce comunque a spiccare e a imporsi sul resto dei personaggi, grazie al suo classico e immancabile istrionismo.
I dialoghi di Seeley, per quanto scanzonati e leggeri, sono realizzati con garbo ed eleganza, che rivelano come l’autore comprenda e rispetti i personaggi che sta gestendo. Nell’approccio spiccio alla loro caratterizzazione, si unisce anche una competenza non comune, che riesce a dare a ognuno il suo: i G.I. Joe come i Transformer sono brillanti, arguti, intelligenti e perfettamente a loro agio nella vicenda, anche se ognuno lo è a modo suo e secondo la sua caratterizzazione specifica. Con poche parole, azzeccate e ironiche, Seeley riesce sempre a catturare la simpatia, il carisma o il fascino di ognuno di loro: un’impresa che può sembrare facile e scontata, ma che richiede invece una predisposizione alla narrazione che non è da tutti.
Un altro pregio che passa inosservato è quello del lavoro di documentazione che Seeley ha svolto prima di affrontare quest’impresa, almeno per quel che riguarda il versante Transformer della saga: Seeley ha letto e, soprattutto, ha metabolizzato e compreso le parti più importanti e pregne delle incarnazioni a fumetti dei Transformer. Alle citazioni della serie animata, che si concentrano sugli elementi storici più amati, estrapolandoli dal contesto ingenuo originale, si uniscono quindi citazioni tratte da incarnazioni più meditate, come la serie Marvel UK o The War Within; e, come se non bastasse, c’è anche un inatteso tributo al caposaldo della narrazione raffinata e intelligente che è Beast Wars. Ciò che a prima vista può sembrare un’operazione da fanboy, è invece un atto di rispetto e amore realizzato con una finezza e una sottigliezza non comuni.
Il tratto di Joe Ng è rigoroso, massiccio e potente per personaggi come Grimlock, ma anche armonioso e agile per Scarlett e Snake-Eyes. La sequenza e la disposizione delle vignette scandisce la storia in modo fluido e serrato, rendendo giustizia al ritmo della sceneggiatura.
Non più vincolato dallo stile della casa dei tempi della Dreamwave, anche questo disegnatore può ora scegliere più liberamente la direzione in cui evolvere il proprio stile. Ed è una direzione che ci spinge ad augurarci di vederlo al lavoro anche per la IDW.
"The Art Of War" (1 di 5)
Storia: Tim Seeley
Disegni: Joe Ng
Chine: Rob Ross con M3th
Colori: Kevin Yan e Rob Ruffolo con Tom Liu
Pubblicato dalla casa editrice Devil’s Due nel marzo 2006.
Arte prodotta dall’Udon Studios.
La storia
Sulla Terra, in un laboratorio segreto, una squadra di scienziati sta sfruttando la tecnologia Decepticon delle teste di Megatron e Soundwave per costruire Serpent O.R. , l’arma vivente senziente definitiva.
Tra di loro vi è un’infiltrata, di cui nessuno si è accorto.
Dodici livelli più in alto, nell’Area 52, nel deserto del Nuovo Messico, una squadra G.I. Joe guidata da Hawk accoglie l’arrivo di un gruppo di Autobot (Perceptor, Grimlock, Arcee e Bumblebee), giunti attraverso un portale.
Gli Autobot devono contribuire alla distruzione di ogni tecnologia terrestre derivata da quella Transformer, come da desiderio comune degli umani e di Optimus Prime (che, intanto, deve condurre un Cybertron pacificato verso una nuova era, aperta dalla sconfitta di Shockwave e dal ritiro dei Decepticon nelle Zone Gladiatorie).
Il laboratorio viene attaccato dalle Legioni Cobra, uno sterminato esercito di aneroidi guidati dal Comandante Cobra e da Zartan.
Per affrontarli, Scarlett, Roadblock e Snake-Eyes devono tornare a utilizzare le stesse eso-tute che stavano per smantellare. Anche gli Autobot scendono in campo, quando i B.A.T.S. e gli S.N.A.K.E.S. si uniscono in Cobratron.
Il diversivo permette all’infiltrata, Zarana, di segnalare le coordinate esatte del posto; il Comandante Cobra e Zartan si introducono quindi nel laboratorio segreto, scavando un tunnel con un bizzarro veicolo circolare.
L’unico ad accorgersene è Bumblebee, che immediatamente li segue, ma viene messo fuori gioco da un perturbatore elettromagnetico applicatogli da Zartan.
Serpent O.R. viene attivato, ma le cose non vanno come previsto: in lui è stata inserita la mente di Megatron, che ricorda il periodo in cui fu prigioniero del Comandante Cobra. Immediatamente, Serpent O.R. si scatena sui tre Cobra; Zartan tenta di sottometterlo con un altro congegno, ma viene a sua volta atterrato.
In superficie, le Legioni Cobra vengono annientate, grazie agli Autobot.
Mainframe dei G.I. Joe scopre però l’intrusione al livello dodici.
E’ troppo tardi. Serpent O.R. ha scaricato dalla testa di Soundwave tonnellate di informazioni sui Transformer e su Cybertron e ora sa cosa deve ottenere: la Matrice Autobot del Comando.
Note
Serpent O.R. viene costruito come arma definitiva per incutere timore in chi vorrebbe far del male agli U.S.A., o per braccare i terroristi ovunque si nascondano. The Art Of War è una parabola fin troppo trasparente delle conseguenze devastanti di una simile politica.
Su una tazza da caffè nel laboratorio compare quello che potrebbe essere il volto di RiD Optimus Prime: non sarebbe un caso allora che Mainframe voglia nasconderlo prima che arrivino gli Autobot.
Il Comandante Cobra dichiara che, di tutti i Transformer, quello che più odia è Bumblebee
Grimlock parla nel modo sgrammaticato tipico della serie animata G1, ma la sua caratterizzazione è quella più seria e sprezzante della serie a fumetti Marvel.
Tra gli esempi piĂą lampanti del tono leggero e scanzonato di questa saga ci sono il gestalt di Cobra, Cobratron, e lo scambio di battute "tra ragazze" di Arcee e Scarlett.
Dal database di Soundwave:
- la costruzione dei Transorganici da parte dei Quintesson (dalla serie animata G1, Stagione 3, "The Dweller In The Depths");
- gli scontri gladiatori (dagli Annual G1 Marvel UK e poi da The War Within della Dreamwave);
- A-3 che diviene Alpha Trion (dalla serie animata G1, Stagione 3, "Forever Is A Long Time Coming")
- il guerriero Optimus Primal (da Beast Wars);
- la Matrice Autobot del Comando (definizione della Matrice usata esclusivamente nella serie animata G1);
- il mondo degli Junkion (visti per la prima volta in The Animated Movie del 1986).
Osservazioni
Tim Seeley prosegue la saga dell’universo parallelo Devil’s Due che ospita tanto i G.I. Joe quanto i Transformer, con una storia che presenta fortissimi legami di continuità . L’intera vicenda è infatti una conseguenza della sconfitta dei Decepticon sulla Terra nel Vol. 1 e dal trionfo Autobot su Cybertron del Vol. 2 (entrambi privi di un titolo che li identifichi in maniera univoca).
La trama è deliberatamente lineare e intervallata da momenti ironici (o, almeno, che tentano di esserlo), per mantenere un’ulteriore continuità stilistica con le miniserie precedenti; a tutti gli effetti, l’atmosfera è quella, non troppo seria, di un episodio della classica serie animata G1.
La marea di personaggi dei due universi costringe Seeley a fare i salti mortali per dare a tutti un po’ di spazio, ma ciò porta alle classiche caratterizzazioni stringate e monolitiche: in un racconto di questo genere, così frenetico e affollato, non c’è purtroppo spazio per la crescita caratteriale dei personaggi: la trama avventurosa deve per forza di cose imporsi sull’esplorazione delle personalità .
Nonostante questo, però, resta lo spazio per le interazioni tra i personaggi, che in questo genere di crossover sono fondamentali. Inoltre, il Comandante Cobra riesce comunque a spiccare e a imporsi sul resto dei personaggi, grazie al suo classico e immancabile istrionismo.
I dialoghi di Seeley, per quanto scanzonati e leggeri, sono realizzati con garbo ed eleganza, che rivelano come l’autore comprenda e rispetti i personaggi che sta gestendo. Nell’approccio spiccio alla loro caratterizzazione, si unisce anche una competenza non comune, che riesce a dare a ognuno il suo: i G.I. Joe come i Transformer sono brillanti, arguti, intelligenti e perfettamente a loro agio nella vicenda, anche se ognuno lo è a modo suo e secondo la sua caratterizzazione specifica. Con poche parole, azzeccate e ironiche, Seeley riesce sempre a catturare la simpatia, il carisma o il fascino di ognuno di loro: un’impresa che può sembrare facile e scontata, ma che richiede invece una predisposizione alla narrazione che non è da tutti.
Un altro pregio che passa inosservato è quello del lavoro di documentazione che Seeley ha svolto prima di affrontare quest’impresa, almeno per quel che riguarda il versante Transformer della saga: Seeley ha letto e, soprattutto, ha metabolizzato e compreso le parti più importanti e pregne delle incarnazioni a fumetti dei Transformer. Alle citazioni della serie animata, che si concentrano sugli elementi storici più amati, estrapolandoli dal contesto ingenuo originale, si uniscono quindi citazioni tratte da incarnazioni più meditate, come la serie Marvel UK o The War Within; e, come se non bastasse, c’è anche un inatteso tributo al caposaldo della narrazione raffinata e intelligente che è Beast Wars. Ciò che a prima vista può sembrare un’operazione da fanboy, è invece un atto di rispetto e amore realizzato con una finezza e una sottigliezza non comuni.
Il tratto di Joe Ng è rigoroso, massiccio e potente per personaggi come Grimlock, ma anche armonioso e agile per Scarlett e Snake-Eyes. La sequenza e la disposizione delle vignette scandisce la storia in modo fluido e serrato, rendendo giustizia al ritmo della sceneggiatura.
Non più vincolato dallo stile della casa dei tempi della Dreamwave, anche questo disegnatore può ora scegliere più liberamente la direzione in cui evolvere il proprio stile. Ed è una direzione che ci spinge ad augurarci di vederlo al lavoro anche per la IDW.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








