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Iscritto il: 12/09/2007
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Hound & Jaguar
Nome: Hound
Alleanza: Autobot
Recensione Tommi Bee
Solo un modello come Henkei Hound poteva destarmi dal torpore da cui solitamente sono avvolto e portarmi a vergare con solerzia queste brevi righe di commento.
Premessa.
In una linea come la Classics/Universe, chiaramente ispirata alla G1, pochi sono i modelli che restano fedeli al personaggio che rappresentano. Hound è senz'altro uno di di questi.
Nella versione Henkei che mi appresto a recensire, il grado di fedeltà nelle scelte cromatiche è davvero appagante, rendendo così giustizia ad uno stampo già di per sé eccellente.
Inoltre, come sempre, la versione Henkei allieta il palato dei collezionisti includendo nella confezione un Manga ed una “card” riferiti al personaggio.
Ad ogni modo, questa volta, sia nella versione Americana che in quella Giapponese, il prodotto offerto è davvero sostanzioso, includendo ben due pietre miliari dell'universo G1: Hound e Jaguar (o Ravage in Usa).
Hound.
L'alt mode di Hound, per quanto aggiornato, rimane naturalmente un fuoristrada scoperto di colore verde.
La versione da me prescelta, come già detto, è quella giapponese.
Essa presenta una colorazione molto vicina al modellino anni '80. Il verde che pervade la carrozzeria è un bel verde militare, anche se non profondo come quello che vantava la scorza metallica del G1.
Il cofano anteriore è decorato dal simbolo Autobot, mentre una striscia gialla corre ad “U” lungo la superficie dello stesso, si interrompe nella zona centrale delle fiancate, per poi riprendere nella parte posteriore/laterale del veicolo.
La visione frontale del fuoristrada mostra la presenza di due stelle, una in corrispondenza di ciascun passaruota.
La fanaleria anteriore è realizzata in plastica blu trasparente.
Davanti alla griglia frontale argentata si staglia un suggestivo paraurti cromato (a simulare una struttura metallica). È questa l'unica parte cromata del modellino.
Il gruppi ottici posteriori sono colorati in rosso. Abbassando leggermente lo sguardo si avrà invece modo di notare il paraurti posteriore di color grigio metallizzato.
I due sedili sono di color grigio chiaro, con dietro due paravento neri. Ciascuno di essi presenta una fessura alla quale può essere ancorato il lanciamissili/ proiettore olografico in dotazione.
La plancia dell'autovettura presenta un quadro strumenti piuttosto dettagliato considerato lo spazio ridotto in cui sono scolpiti.
I vecchi, fragilissimi ed enormi specchietti retrovisori laterali cromati del G1, sono oggi sostituiti da due ben più modeste appendici di plastica verde ai lati del parabrezza. Poco male direi, in fin dei conti è uno dei rari modelli della linea (assieme a Bumblebee) a vantare la presenza di specchietti retrovisori. E' quindi un dettaglio da apprezzare.
Il cristallo del parabrezza è realizzato in plastica blu, naturalmente trasparente.
Le grandi ruote presentano un cerchione argentato di notevole diametro.
Infine sul cofano posteriore vi sono due appendici (a scomparsa) alle quali ancorare Ravage in modalità cassetta.
Il disguise è davvero perfetto. Guardando il fuoristrada da sotto tutto è perfettamente ripiegato compatto ed incastrato, sì da sembrare parte integrante del veicolo.
La trasformazione è al tempo stesso di semplice esecuzione ed ingegnosa, ma anche fedele al g1 in quasi tutti i suoi passaggi. Ciò che muta è la tecnica con cui la stessa avviene. Il risultato a cui si approda è quello di un robot mode che nulla invidia alle moderne action figures, ma che rimane al tempo stesso perfetta icona del g1.
Inizierei la trasformazione ripiegando i sedili all'avanti. Gli stessi al termine del passaggio successivo andranno a formare le cosce del robot.
Occorre ora separare la parte posteriore in due punti: ovverosia subito dietro i 2 frangivento e immediatamente dinanzi ai sedili. Questi, ripiegati, chiuderanno la parte posteriore della gamba.
La prima porzione ruotata di 90 gradi formerà i “piedoni”, mentre la seconda, una volta distesa formerà le gambe del robot. La pianta dei piedi può essere inclinata sino ad un massimo di 45 gradi per conferire maggior stabilità, posabilità e dinamicità al modello.
Soluzione, questa, che a mio parere migliora ed aggiorna una importante caratteristica del giocattolo vintage senza abbandonarla.
A questo punto si posiziona il pannello che copre la zona bacino e si sfilano le braccia dal loro alloggiamento (esse ricordano molto quelle di Mirage Classics).
Si estraggono i pugni.
Si si distendono in posizione orizzontale i braccetti ai quali sono legate le ruote anteriori e si separa il cofano anteriore dal parabrezza. Si scopre così l'alloggiamento della testa la quale va estratta e messa in posizione.
Si porta in posizione il busto formato dal muso della vettura e si posizionano le ruote sul dorso per mezzo degli anzidetti braccetti.
La trasformazione è completa.
Lo schema cromatico del robot mode rimane invariato. Le braccia sono nere all'altezza degli omeri. Gli avambracci sono verdi, attraversati da una striscia gialla orizzontale, e le mani sono nere.
Il bacino è nero con due motivi argentati.
Le cosce, formate dai sedili, sono ovviamente grigie.
La parte inferiore delle gambe è invece nera con un particolare rosso sulle ginocchia.
Il volto è ottimamente scolpito. Gli occhi sono blu e si illuminano controluce.
Il lanciamissili/proiettore olografico può essere sia impugnato sia applicato sulle spalle del robot, anche se l'aggancio non mi sembrerebbe gran che stabile. Quest'ultima opzione non è specificata nelle istruzioni della versione Henkei.
Henkei Hound è la fotocopia del personaggio G1. E' infatti capace di assommare in un unico modello le caratteristiche del giocattolo e del cartone anni '80.
In particolare coglie nel segno il design dei piedi, delle gambe (tant'è che permangono i due elementi di carrozzeria ai lati delle stesse), il bacino, il torso, la testa...insomma tutto!!!
Solo le ruote anteriori del veicolo hanno oggi altra ubicazione rispetto al passato. Ma ciò, a mio avviso, non stravolge né disturba affatto la fisionomia del robot. Anzi, la migliora.
La possibilità di mettere in posa il robot è pressoché illimitata. L'ampia base dei piedi assicura grande stabilità, gli arti sono snodati in più punti, il giunto sferico del capo ne consente la rotazione.
Purtroppo il bacino è fisso e non può compiere pertanto alcuna rotazione.
Ravage.
Ravage o meglio “Jaguar” dato che di versione Henkei si parla, è semplicemente delizioso.
È davvero la perfetta e fedele trasposizione moderna del personaggio G1. L'alt mode è una audio cassetta nera con un bel logo Decepticon al centro.
In pochi e rapidi passaggi, dispiegando e mettendo posizione gli arti animaleschi, si passa dal piacevolmente anacronistico supporto audio ad un aggressivo felino. Il logo Decepticon di cui dicevo, ora si trova sotto la nuca dell'animale.
Il pregio di questo modello è la maggior tridimensionalità delle forme. E' in buona sostanza meno piatto, più robusto, molto più stabile. Il grande difetto è rappresentato invece dalla mancanza dei bei missili cromati che il Ravage G1 portava ai fianchi (ve ne è in verità solo un accenno, difficilmente percettibile, sopra le cosce). Peccato. Tuttavia è possibile porre agevole rimedio a tale pecca prendendo in prestito i missili del G1.
Infine, non va sottaciuto che questa cassetta sembra essere compatibile con Soundwave vintage (e naturalmente relativa ristampa)!
Purtroppo io ne possiedo solo una versione, sì d'epoca, ma non originale.
Appena ho letto la la notizia circa tale compatibilità, ho provato ad inserire il nuovo Ravage all'interno del mio Soundwave. Ho dovuto constatare con amarezza che sebbene la cassetta entri perfettamente nel vano, la stessa impedisce lo scatto del meccanismo di chiusura dello sportellino. Tuttavia sono convinto che si tratti di un mero difetto della mia versione o del mio esemplare.
Pertanto prego chiunque abbia la possibilità di verificare la compatibilità con un Soudwave originale, di dare conferma di quanto sopra.
La stana coppia.
La curiosa accoppiata Hound/Jaguar (o Ravage) dovrebbe prendere spunto da un episodio della prima stagione della G1.
Come a mia richiesta prontamente individuato dall'amico Judas, con l'assistenza dell'amico snd3874, l'episodio in questione è il n.3 della season 1 dal titolo “More Than Meets The Eye – 3”.
In detta occasione Ravage, precedentemente catturato da una squadriglia Autobot (ep. n.2), viene sorvegliato dal maestro degli ologrammi e da Mirage. Allorché, Hound pensa bene di prendersi gioco del felino robotico e tendere al tempo stesso una trappola ai Decepticons.
Hound infatti, alla presenza del prigioniero, riferisce a Mirage della recente scoperta di Teletran 1: un deposito segreto di rocce combustibili. Ne precisa l'ubicazione e ne esalta l'estensione. I due secondini, certi che Ravage abbia registrato ogni loro singola parola, abbandonano la postazione lasciando cadere intenzionalmente le chiavi della rudimentale gabbia che imprigiona il cassettebot, così da agevolarne la fuga e dargli la possibilità di fare rapporto a Megatron.
L'agguato ai Decepticon è dunque teso. È sufficiente un ologramma di Hound per creare l'illusione dell'inesistente riserva di energia. I Decepticon vi si recano, ma gli Autobot hanno sottovalutato l'astuzia di Megatron...
Al di là di questo simpatico episodio, un certo parallelismo tra i due personaggi lo vedrei comunque: da un lato Hound, il “segugio” di Optimus Prime, e dall'altro Ravage, il robot spia di Megatron.
Del resto la “bio” del modellino Universe descrive in maniera piuttosto intrigante detto rapporto.
In definitiva, siamo di fronte a due personaggi che per loro natura sembrano destinati a rincorrersi e combattersi l'un l'altro.
Conclusioni.
Insomma, in una serie chiaramente volta a celebrare i personaggi G1, questo Hound (e con lui Ravage) entra a pieno titolo nell'Olimpo dei migliori modelli. A tale novero possono accedere solo quei modelli che hanno la capacità di innovarsi senza abbandonare i tratti caratteristici del personaggio; di sfruttare la nuova tecnologia per colmare determinate lacune al fine di avvicinare maggiormente il giocattolo anni '80 alla propria controparte animata, e non già per reinventarlo (per quello, e ben venga, ci sono altre serie) o per cimentarsi in inutili virtuosismi tecnici.
In definitiva Hound è un modello sobrio nella forma e complesso nella sostanza.
Lo consiglio a tutti, in particolar modo nella veste Henkei. Difficile rimanere delusi.
Collegamento alla galleria di immagini completa: /gallery/main.php/Reviews+Toys/Classics+-+Henkei/Henkei+JAP/Hound+with+Jaguar/












