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Iscritto il: 21/06/2004
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Sector 7: presentazione della miniserie
Sector 7
Miniserie in 5 albi, pubblicata dalla casa editrice IDW tra il Settembre 2010 e il Gennaio 2011
Questa miniserie segna l'esordio di John Barber come scrittore dei fumetti dei Transformer ambientati nell'universo dei tre Film del 2007-2009-2011.
Come ben noto, si tratta di una continuità caotica, contraddittoria, adolescenziale, zeppa di facilonerie ed errori di ogni genere. Era possibile dare una parvenza di consistenza narrativa adulta a questo caos? Chris Mowry e Simon Furman (Reign Of Starscream, Defiance, Alliance, Tales Of The Fallen e Nefarious) ci avevano provato, ma si erano dovuti scontrare con una supervisione che bocciava le loro idee nel risibile timore di andare in conflitto con le storie dei film successivi.
Con l'esordio di Barber, qualcosa è cambiato: lo scrittore ha raccolto il guanto di questa sfida e ha progettato la miniserie Sector 7, che traccia la storia di questa organizzazione nell'arco di tempo che va dalle origini (1898) alla seconda Guerra Mondiale (1945). Con questa opera, ma anche con quelle successive (Foundation, Rising Storm), Barber dimostra che è possibile raccontare storie degne di questo nome persino nell'universo dei Film, senza necessariamente ricorrere a clamorose retcon o a disconoscere il lavoro degli autori precedenti (persino i peggiori).
Ci stupisce che una simile opera, in apparenza secondaria, ma che cela in realtà un apparato narrativo tanto vasto quanto di ampia visione, sia sopravvissuta alla stessa supervisione che ha brutalmente castrato le opere precedenti. Sarà che la qualità e la documentazione erano tali da aver schiacciato qualunque obiezione?
Come già detto per le altre sue miniserie, infatti, Barber è un autore preparato, colto e intelligente, che non ha paura di riversare le sue conoscenze e le sue passioni nel lavoro che produce. Nel suoi fumetti, si impongono sempre le sue caratteristiche di autore: passione per la Storia (soprattutto quella degli Stati Uniti, ma non solo); attenzione all'intreccio; conoscenza di TUTTO l'universo dei Transformer; rispetto per il lavoro degli autori che lo hanno preceduto; riflessioni accorte su trama e personaggi; utilizzo adeguatamente spettacolare dell'azione senza renderla fine a se stessa; gestione misurata e consapevole degli stereotipi del genere (che non vengono sbattuti in faccia al lettore, ma gestiti con consapevolezza condivisa).
Le trame sono solide, i dialoghi sono credibili, la narrazione è equilibrata e i personaggi sono plausibili. Come se non bastasse, le trovate sono brillanti e a volte anche sorprendenti: chi ha veramente causato la guerra tra USA e Spagna del 1898? Che fine ha fatto la vera auto in cui morirono Bonnie e Clyde? Anche i Nazisti avevano messo le mani su una N.B.E.?
La rilettura della storia in chiave Transformer, che è una conseguenza logica delle premesse di TFTM07 e RotF, viene finalmente messa in pratica: è un paradosso che i Film neanche accennino alle implicazioni di un simile concetto, e che a questa mancanza debba pensarci un autore oscuro su una miniserie minore (e infatti è un paradosso: entrambi si rivelano migliori del prodotto di partenza) .
Alla qualità narrativa di Sector 7 si contrappone accompagna una gestione grafica difficile da valutare obiettivamente.
A differenza di altri prodotti, in questo caso la preponderanza di esseri umani è un fattore obbligatorio nella narrazione; come se non bastasse, ogni albo presenta un cast di sette personaggi (come da nome del Settore) quasi tutti diversi (come diverse sono le epoche). E' quindi difficile riconoscerli e memorizzarne i nomi, o anche solo distinguerli tra di loro: è vero che John Suitor li caratterizza graficamente in modo univoco, ma il supervisore non corregge i dialoghi in cui vengono usati i nomi sbagliati (!); è anche vero che Chee li connota graficamente tutti allo stesso modo.
I pochi robot che compaiono sono graficamente adeguati all'epoca (diciamo che sembrano steampunk o dieselpunk), ma anche questo è un elemento discutibile: va bene che il loro corpo rifletta la modalità alternativa dell'epoca, ma per quale motivo la grafica dei dettagli anatomici del robot deve essere così retrò? Si tratta degli stessi robot che, nella nostra epoca moderna, hanno modalità alternative terrestri, ma dettagli anatomici chiaramente Cybertroniani.
Questo aspetto da “progettazione all'ultimo minuto” si presenta anche in altri momenti: l'azione è a volte così caotica da essere incomprensibile; gli sfondi sembrano in certi casi realizzati con Photoshop; le chine a volte sono prive di ombre, come se si trattasse di una prima stesura. L'impressione finale che se ne ricava è che molta arte sia stata realizzata in fretta e furia, per rispettare le scadenze.
E' un'esperienza già vista in passato, che purtroppo danneggia il prodotto: si va dalla sperimentazione sofisticata a tavole arrabattate e deludenti (specialmente quando ha luogo la scena più importante: quella in cui la star robotica della serie, Jetfire, si rivela).
Sector 7 #1
Sector 7 #2
Sector 7 #3
Sector 7 #4
Sector 7 #5
Miniserie in 5 albi, pubblicata dalla casa editrice IDW tra il Settembre 2010 e il Gennaio 2011
Questa miniserie segna l'esordio di John Barber come scrittore dei fumetti dei Transformer ambientati nell'universo dei tre Film del 2007-2009-2011.
Come ben noto, si tratta di una continuità caotica, contraddittoria, adolescenziale, zeppa di facilonerie ed errori di ogni genere. Era possibile dare una parvenza di consistenza narrativa adulta a questo caos? Chris Mowry e Simon Furman (Reign Of Starscream, Defiance, Alliance, Tales Of The Fallen e Nefarious) ci avevano provato, ma si erano dovuti scontrare con una supervisione che bocciava le loro idee nel risibile timore di andare in conflitto con le storie dei film successivi.
Con l'esordio di Barber, qualcosa è cambiato: lo scrittore ha raccolto il guanto di questa sfida e ha progettato la miniserie Sector 7, che traccia la storia di questa organizzazione nell'arco di tempo che va dalle origini (1898) alla seconda Guerra Mondiale (1945). Con questa opera, ma anche con quelle successive (Foundation, Rising Storm), Barber dimostra che è possibile raccontare storie degne di questo nome persino nell'universo dei Film, senza necessariamente ricorrere a clamorose retcon o a disconoscere il lavoro degli autori precedenti (persino i peggiori).
Ci stupisce che una simile opera, in apparenza secondaria, ma che cela in realtà un apparato narrativo tanto vasto quanto di ampia visione, sia sopravvissuta alla stessa supervisione che ha brutalmente castrato le opere precedenti. Sarà che la qualità e la documentazione erano tali da aver schiacciato qualunque obiezione?
Come già detto per le altre sue miniserie, infatti, Barber è un autore preparato, colto e intelligente, che non ha paura di riversare le sue conoscenze e le sue passioni nel lavoro che produce. Nel suoi fumetti, si impongono sempre le sue caratteristiche di autore: passione per la Storia (soprattutto quella degli Stati Uniti, ma non solo); attenzione all'intreccio; conoscenza di TUTTO l'universo dei Transformer; rispetto per il lavoro degli autori che lo hanno preceduto; riflessioni accorte su trama e personaggi; utilizzo adeguatamente spettacolare dell'azione senza renderla fine a se stessa; gestione misurata e consapevole degli stereotipi del genere (che non vengono sbattuti in faccia al lettore, ma gestiti con consapevolezza condivisa).
Le trame sono solide, i dialoghi sono credibili, la narrazione è equilibrata e i personaggi sono plausibili. Come se non bastasse, le trovate sono brillanti e a volte anche sorprendenti: chi ha veramente causato la guerra tra USA e Spagna del 1898? Che fine ha fatto la vera auto in cui morirono Bonnie e Clyde? Anche i Nazisti avevano messo le mani su una N.B.E.?
La rilettura della storia in chiave Transformer, che è una conseguenza logica delle premesse di TFTM07 e RotF, viene finalmente messa in pratica: è un paradosso che i Film neanche accennino alle implicazioni di un simile concetto, e che a questa mancanza debba pensarci un autore oscuro su una miniserie minore (e infatti è un paradosso: entrambi si rivelano migliori del prodotto di partenza) .
Alla qualità narrativa di Sector 7 si contrappone accompagna una gestione grafica difficile da valutare obiettivamente.
A differenza di altri prodotti, in questo caso la preponderanza di esseri umani è un fattore obbligatorio nella narrazione; come se non bastasse, ogni albo presenta un cast di sette personaggi (come da nome del Settore) quasi tutti diversi (come diverse sono le epoche). E' quindi difficile riconoscerli e memorizzarne i nomi, o anche solo distinguerli tra di loro: è vero che John Suitor li caratterizza graficamente in modo univoco, ma il supervisore non corregge i dialoghi in cui vengono usati i nomi sbagliati (!); è anche vero che Chee li connota graficamente tutti allo stesso modo.
I pochi robot che compaiono sono graficamente adeguati all'epoca (diciamo che sembrano steampunk o dieselpunk), ma anche questo è un elemento discutibile: va bene che il loro corpo rifletta la modalità alternativa dell'epoca, ma per quale motivo la grafica dei dettagli anatomici del robot deve essere così retrò? Si tratta degli stessi robot che, nella nostra epoca moderna, hanno modalità alternative terrestri, ma dettagli anatomici chiaramente Cybertroniani.
Questo aspetto da “progettazione all'ultimo minuto” si presenta anche in altri momenti: l'azione è a volte così caotica da essere incomprensibile; gli sfondi sembrano in certi casi realizzati con Photoshop; le chine a volte sono prive di ombre, come se si trattasse di una prima stesura. L'impressione finale che se ne ricava è che molta arte sia stata realizzata in fretta e furia, per rispettare le scadenze.
E' un'esperienza già vista in passato, che purtroppo danneggia il prodotto: si va dalla sperimentazione sofisticata a tavole arrabattate e deludenti (specialmente quando ha luogo la scena più importante: quella in cui la star robotica della serie, Jetfire, si rivela).
Sector 7 #1
Sector 7 #2
Sector 7 #3
Sector 7 #4
Sector 7 #5

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








