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Iscritto il: 22/06/2004
LocalitĂ : Venezia
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RotF Sequel: Nefarious #1
“Revenge Of The Fallen: Nefarious” (1 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: Carlos Magno
Colori: Kris Carter
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2010.
La storia
Sulla Terra, l’organizzazione NEST (alleanza tra gli umani e gli Autobot guidati da Optimus Prime) si occupa di braccare ed eliminare i Decepticon, sebbene sia un’impresa difficile: non c’è modo di sapere quanti ce ne siano in circolazione, né di prevenire che si mettano in contatto fra di loro e si organizzino meglio.
La NEST deve anche affrontare difficoltà finanziarie: il politico Theodore Galloway, in cerca di vendetta per l’umiliazione inflittagli dal Maggiore William Lennox, sta manovrando a Washington per ridurre i finanziamenti alla NEST.
Ma gli umani, come gli Autobot, sono beatamente ignari di essere costantemente osservati da Soundwave: nella sua forma di satellite orbitale, il Decepticon sta sorvegliando le attività dell’intero pianeta, accumulando una banca dati senza fine e preparandosi a conquistare la Terra col sotterfugio, in attesa che Megatron ritorni.
Soundwave rinuncia ad aiutare Alice, il Decepticon con modalità alternativa umana: questo tipo radicale di Infiltrazione l’ha fatta impazzire (come Soundwave aveva previsto, opponendosi a questo approccio) e ora è solo un peso morto.
Braccata dalla NEST, Alice viene uccisa da Sideswipe.
Soundwave scopre che la sua onniscienza non è tale: Ravage, che lui stesso ha “sentito” morire, sembra essere ancora in circolazione.
Indagando, Soundwave scopre un’organizzazione umana a lui sconosciuta, la Iniziative, la quale impiega mezzi ad alta tecnologia e uomini pesantemente armati per raccogliere “qualcosa” da certi siti, tra cui un impianto petrolchimico.
Soundwave abbandona la sua tattica passiva per affrontarli direttamente, tramite altre unitĂ simili a Ravage: Buzzsaw, Rumble, Ratbat e Beastbox.
Alla Kingdom Petrochemicals, in Florida, l’organizzazione umana contrattacca, sorprendendolo con una tecnologia abbastanza avanzata e adattabile da tenere testa ai suoi lacchè.
Come se non bastasse, sul posto arriva una squadra di Autobot guidata da Bumblebee: anche la NEST è sulle tracce di questa misteriosa organizzazione ed è stata attirata sul posto dalla rilevazione di cinque tracce di Scintille non identificate.
La battaglia che ne segue permette ai soldati dell’organizzazione di andarsene indisturbati.
Da qualche parte in un deserto Californiano, i capi dell’organizzazione si incontrano in conferenza virtuale in una base segreta. Il loro capo (che nella vita reale è un invalido di nome Carter, dotato evidentemente di grandi mezzi economici e grande potere) deve vincere le esitazioni degli altri: i materiali procurati sono sufficienti per sostentare l’esperimento, ma c’è sempre il rischio che l’oggetto dell’esperimento abbia reazioni impreviste e spazzi via l’intero pianeta.
Perché ciò su cui stanno lavorando è la porzione inferiore del Cubo dell’OmniScintilla.
Note
Le altre pubblicazioni IDW con storie ambientate sulla Terra fanno di tutto per ignorare la realtà nel loro contesto narrativo (poco manca che si tappino le orecchie e cantino “LALALALA’ AEIOU”).
Simon Furman sceglie la strada opposta, per mostrare come Soundwave sia profondamente informato sulla situazione del pianeta che intende conquistare: la pagina di apertura mostra sia argomenti assai attuali (conferenze sul clima) sia notiziari in diverse lingue, russo compreso. Non solo perché l’informazione è potere, ma anche perché non esistono solo gli Stati Uniti.
Alice è una Infiltration Unit, codice 000456.
Alice è sopravvissuta all’incontro con le abilità automobilistiche di Mikaela: sembrava ovvio che non bastasse così poco per uccidere un Transformer (a tutti tranne che a Michael Bay).
Theodore Galloway, nel suo tentativo di screditare/rovinare la NEST, è un’ignara pedina di Soundwave: tutto ciò richiama da vicino le manipolazioni dei FacSimile Senatori e i complotti ai danni della Skywatch.
La decorazione sui fianchi degli autoarticolati della Initiative ricorda quella di G1 Optimus Prime.
Soundwave è collegato ai suoi lacchè, tanto da poterne percepire il dolore e (nel caso di Ravage) la morte.
La resurrezione di Ravage è avvenuta in Tales Of The Fallen #5.
L’organizzazione segreta Initiative si serve di ruspe armate, modellate sulla modalità alternativa di Rampage.
Sideswipe disprezza gli umani e li considera creature evolutivamente inferiori.
Bumblebee è a capo di una squadra di Autobot basata sui modellini delle Wave non comparse in RotF, come Knock Out.
Tra loro, c’è Breakaway, che viene ucciso da Soundwave.
Dune Runner non viene identificato per nome ed è stato per errore disegnato come Landmine (con cui ha in comune la modalità alternativa).
I lacchè di Soundwave non hanno un corrispondente modellino, a parte indirettamente Buzzsaw, che si basa sul Real Gear Booster X10 della precedente linea Movie, che citava Laserbeak G1. Il loro aspetto è molto tecnorganico.
Beastbox fa pensare quasi a un Beast Machines Optimus Primal. Rumble è stato rielaborato in forma di rinoceronte, citando forse il minion-cassettebot G1 Ramhorn degli Autobot.
La potenza spaventosa dei Decepticon rispetto agli Autobot è splendidamente descritta nel breve scambio di battute tra Soundwave e Breakaway. In una narrazione degna di questo nome, non c’è bisogno che i personaggi dicano al lettore che qualcuno è forte o geniale, sbattendogli l’informazione in faccia.
Si direbbe che la Initiative stia ricostruendo il Cubo un pezzo alla volta, recuperando frammenti della sua energia da tutti i piccoli meccanoidi che hanno preso vita dopo gli eventi di TFTM07.
Osservazioni
Dopo l’esperienza spaventosamente negativa e avvilente della visione di RotF al cinema, ero restio a leggere una storia innestata nella sua stessa non-continuità narrativa, chiunque l’avesse scritta.
A tenermi alla larga contribuiva anche l’arte di Carlos Magno, decisamente non adatto allo stile dei Transformer dei nuovi film.
Sono felice di dire che fortunatamente mi sbagliavo in entrambi i casi.
Simon Furman ha scritto una storia di fantascienza e azione veramente degna di questo nome: accantonando senza ripensamenti la spazzatura di cui Michael Bay ama infarcire i suoi videoclip e ignorando tutti gli aspetti piĂą avvilenti e mortificanti di qual baraccone rintronante di RotF, Furman tesse una trama complessa e credibile. I suoi Transformer si infiltrano nella societĂ umana, la analizzano, la comprendono e vi interagiscono con sottigliezza, tenendo fede alla loro caratteristica di base: quella di adattarsi al luogo in cui si trovano (invece che adattare il luogo a suon di cannonate).
I dialoghi vanno sempre al sodo, senza però trascurare la personalità di chi parla: essenziali, mirati e accurati, con un linguaggio mai dozzinale e un vocabolario veramente ampio. Che differenza con quegli albi di altri autori che sono infarciti di balloon giganteschi con dialoghi tanto interminabili quanto ridondanti.
Soundwave, indiscusso protagonista e voce narrante, è ottimamente caratterizzato, nella parabola discendente del maniaco del controllo e dell’informazione, convinto di sapere tutto e influenzare tutto, che deve fare i conti con una realtà letale che gli si è sviluppata sotto i sensori ottici senza che neanche se ne accorgesse.
La trama, movimentata e ricca di elementi e voci, si sviluppa di pari passo con la presa di coscienza di Soundwave, in un crescendo di informazioni e di tensione che si risolve con l’inattesa e appagante rivelazione finale.
Furman ha saputo combinare così tanti elementi in modo talmente razionale e soprattutto logico che si resta stupiti dal fatto che si tratti degli stessi elementi presenti in RotF. Davvero quella schifezza è stata creata a partire da idee valide?
Ma poi funge la vera risposta: non si tratta degli elementi che compongono RotF, ma di quelli che Bay ha progressivamente scartato, accantonato, dileggiato o ignorato. Il materiale valido, insomma, che nei suoi videoclip non poteva trovare spazio, tra cani che copulano, natiche maschili al vento e militari basati sull’equazione che equipara l’essere duri all’essere idioti.
Da segnalare il netto miglioramento di Carlos Magno, che finalmente sembra aver imparato a bilanciare matite e chine in modo dignitoso. Niente di eccezionale: lo stile demenzialmente complicato dei Transformer dei film è oltre la sua portata, ma se non altro ora gli riesce di amalgamare l’intera composizione della tavola usando uno stile grafico più semplice, ma omogeneo e definito.
Recensione di M3Gr1ml0ck
Storia: Simon Furman
Arte: Carlos Magno
Colori: Kris Carter
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2010.
La storia
Sulla Terra, l’organizzazione NEST (alleanza tra gli umani e gli Autobot guidati da Optimus Prime) si occupa di braccare ed eliminare i Decepticon, sebbene sia un’impresa difficile: non c’è modo di sapere quanti ce ne siano in circolazione, né di prevenire che si mettano in contatto fra di loro e si organizzino meglio.
La NEST deve anche affrontare difficoltà finanziarie: il politico Theodore Galloway, in cerca di vendetta per l’umiliazione inflittagli dal Maggiore William Lennox, sta manovrando a Washington per ridurre i finanziamenti alla NEST.
Ma gli umani, come gli Autobot, sono beatamente ignari di essere costantemente osservati da Soundwave: nella sua forma di satellite orbitale, il Decepticon sta sorvegliando le attività dell’intero pianeta, accumulando una banca dati senza fine e preparandosi a conquistare la Terra col sotterfugio, in attesa che Megatron ritorni.
Soundwave rinuncia ad aiutare Alice, il Decepticon con modalità alternativa umana: questo tipo radicale di Infiltrazione l’ha fatta impazzire (come Soundwave aveva previsto, opponendosi a questo approccio) e ora è solo un peso morto.
Braccata dalla NEST, Alice viene uccisa da Sideswipe.
Soundwave scopre che la sua onniscienza non è tale: Ravage, che lui stesso ha “sentito” morire, sembra essere ancora in circolazione.
Indagando, Soundwave scopre un’organizzazione umana a lui sconosciuta, la Iniziative, la quale impiega mezzi ad alta tecnologia e uomini pesantemente armati per raccogliere “qualcosa” da certi siti, tra cui un impianto petrolchimico.
Soundwave abbandona la sua tattica passiva per affrontarli direttamente, tramite altre unitĂ simili a Ravage: Buzzsaw, Rumble, Ratbat e Beastbox.
Alla Kingdom Petrochemicals, in Florida, l’organizzazione umana contrattacca, sorprendendolo con una tecnologia abbastanza avanzata e adattabile da tenere testa ai suoi lacchè.
Come se non bastasse, sul posto arriva una squadra di Autobot guidata da Bumblebee: anche la NEST è sulle tracce di questa misteriosa organizzazione ed è stata attirata sul posto dalla rilevazione di cinque tracce di Scintille non identificate.
La battaglia che ne segue permette ai soldati dell’organizzazione di andarsene indisturbati.
Da qualche parte in un deserto Californiano, i capi dell’organizzazione si incontrano in conferenza virtuale in una base segreta. Il loro capo (che nella vita reale è un invalido di nome Carter, dotato evidentemente di grandi mezzi economici e grande potere) deve vincere le esitazioni degli altri: i materiali procurati sono sufficienti per sostentare l’esperimento, ma c’è sempre il rischio che l’oggetto dell’esperimento abbia reazioni impreviste e spazzi via l’intero pianeta.
Perché ciò su cui stanno lavorando è la porzione inferiore del Cubo dell’OmniScintilla.
Note
Le altre pubblicazioni IDW con storie ambientate sulla Terra fanno di tutto per ignorare la realtà nel loro contesto narrativo (poco manca che si tappino le orecchie e cantino “LALALALA’ AEIOU”).
Simon Furman sceglie la strada opposta, per mostrare come Soundwave sia profondamente informato sulla situazione del pianeta che intende conquistare: la pagina di apertura mostra sia argomenti assai attuali (conferenze sul clima) sia notiziari in diverse lingue, russo compreso. Non solo perché l’informazione è potere, ma anche perché non esistono solo gli Stati Uniti.
Alice è una Infiltration Unit, codice 000456.
Alice è sopravvissuta all’incontro con le abilità automobilistiche di Mikaela: sembrava ovvio che non bastasse così poco per uccidere un Transformer (a tutti tranne che a Michael Bay).
Theodore Galloway, nel suo tentativo di screditare/rovinare la NEST, è un’ignara pedina di Soundwave: tutto ciò richiama da vicino le manipolazioni dei FacSimile Senatori e i complotti ai danni della Skywatch.
La decorazione sui fianchi degli autoarticolati della Initiative ricorda quella di G1 Optimus Prime.
Soundwave è collegato ai suoi lacchè, tanto da poterne percepire il dolore e (nel caso di Ravage) la morte.
La resurrezione di Ravage è avvenuta in Tales Of The Fallen #5.
L’organizzazione segreta Initiative si serve di ruspe armate, modellate sulla modalità alternativa di Rampage.
Sideswipe disprezza gli umani e li considera creature evolutivamente inferiori.
Bumblebee è a capo di una squadra di Autobot basata sui modellini delle Wave non comparse in RotF, come Knock Out.
Tra loro, c’è Breakaway, che viene ucciso da Soundwave.
Dune Runner non viene identificato per nome ed è stato per errore disegnato come Landmine (con cui ha in comune la modalità alternativa).
I lacchè di Soundwave non hanno un corrispondente modellino, a parte indirettamente Buzzsaw, che si basa sul Real Gear Booster X10 della precedente linea Movie, che citava Laserbeak G1. Il loro aspetto è molto tecnorganico.
Beastbox fa pensare quasi a un Beast Machines Optimus Primal. Rumble è stato rielaborato in forma di rinoceronte, citando forse il minion-cassettebot G1 Ramhorn degli Autobot.
La potenza spaventosa dei Decepticon rispetto agli Autobot è splendidamente descritta nel breve scambio di battute tra Soundwave e Breakaway. In una narrazione degna di questo nome, non c’è bisogno che i personaggi dicano al lettore che qualcuno è forte o geniale, sbattendogli l’informazione in faccia.
Si direbbe che la Initiative stia ricostruendo il Cubo un pezzo alla volta, recuperando frammenti della sua energia da tutti i piccoli meccanoidi che hanno preso vita dopo gli eventi di TFTM07.
Osservazioni
Dopo l’esperienza spaventosamente negativa e avvilente della visione di RotF al cinema, ero restio a leggere una storia innestata nella sua stessa non-continuità narrativa, chiunque l’avesse scritta.
A tenermi alla larga contribuiva anche l’arte di Carlos Magno, decisamente non adatto allo stile dei Transformer dei nuovi film.
Sono felice di dire che fortunatamente mi sbagliavo in entrambi i casi.
Simon Furman ha scritto una storia di fantascienza e azione veramente degna di questo nome: accantonando senza ripensamenti la spazzatura di cui Michael Bay ama infarcire i suoi videoclip e ignorando tutti gli aspetti piĂą avvilenti e mortificanti di qual baraccone rintronante di RotF, Furman tesse una trama complessa e credibile. I suoi Transformer si infiltrano nella societĂ umana, la analizzano, la comprendono e vi interagiscono con sottigliezza, tenendo fede alla loro caratteristica di base: quella di adattarsi al luogo in cui si trovano (invece che adattare il luogo a suon di cannonate).
I dialoghi vanno sempre al sodo, senza però trascurare la personalità di chi parla: essenziali, mirati e accurati, con un linguaggio mai dozzinale e un vocabolario veramente ampio. Che differenza con quegli albi di altri autori che sono infarciti di balloon giganteschi con dialoghi tanto interminabili quanto ridondanti.
Soundwave, indiscusso protagonista e voce narrante, è ottimamente caratterizzato, nella parabola discendente del maniaco del controllo e dell’informazione, convinto di sapere tutto e influenzare tutto, che deve fare i conti con una realtà letale che gli si è sviluppata sotto i sensori ottici senza che neanche se ne accorgesse.
La trama, movimentata e ricca di elementi e voci, si sviluppa di pari passo con la presa di coscienza di Soundwave, in un crescendo di informazioni e di tensione che si risolve con l’inattesa e appagante rivelazione finale.
Furman ha saputo combinare così tanti elementi in modo talmente razionale e soprattutto logico che si resta stupiti dal fatto che si tratti degli stessi elementi presenti in RotF. Davvero quella schifezza è stata creata a partire da idee valide?
Ma poi funge la vera risposta: non si tratta degli elementi che compongono RotF, ma di quelli che Bay ha progressivamente scartato, accantonato, dileggiato o ignorato. Il materiale valido, insomma, che nei suoi videoclip non poteva trovare spazio, tra cani che copulano, natiche maschili al vento e militari basati sull’equazione che equipara l’essere duri all’essere idioti.
Da segnalare il netto miglioramento di Carlos Magno, che finalmente sembra aver imparato a bilanciare matite e chine in modo dignitoso. Niente di eccezionale: lo stile demenzialmente complicato dei Transformer dei film è oltre la sua portata, ma se non altro ora gli riesce di amalgamare l’intera composizione della tavola usando uno stile grafico più semplice, ma omogeneo e definito.
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