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Iscritto il: 21/06/2004
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RotF Prequel: Defiance #4
“Revenge Of The Fallen Prequel: Defiance” (4 di 4)
Storia: Chris Mowry
Arte: Dan Khanna e Andrew Griffith
Chine: Andrew Griffith e John Wycough
Colori: Josh Perez
Copertina A: arte di Alex Milne, colori di Josh Perez.
Copertina B: arte e colori di Josh Nizzi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Aprile 2009.
La storia
Lontano dalla città di Trypticon, il capitano Ironhide vaga da solo, perso nei suoi pensieri, finché non cade in un’imboscata di Cliffjumper. Pronto a reagire, Ironhide si ritrova davanti altri quattro soldati Autobot.
Ironhide abbassa le armi: non vuole combattere; ha lasciato Trypticon perché lì non c’è più nulla per lui.
Jazz fa rapporto a Prowl, che chiede di portare Ironhide al cospetto di Optimus Prime.
All’interno della base, Optimus Prime e Prowl stanno decidendo di trasferire il quartier generale in una zona più isolata, quando Ironhide si presenta, per spiegare di volersi unire agli Autobot. Il motivo è che Megatron sta ammassando un vasto esercito e Ironhide, che è fatto per la guerra ma non desidera uccidere gli innocenti, vuole aiutare le forze di Optimus, che non hanno questa esperienza.
Optimus crede che i Cybertroniani siano tutti fratelli nati dall’OmniScintilla (AllSpark), ma Ironhide sa che alcuni credono nel caos e nella distruzione: si tratta di tutti colori che si sono uniti ai Decepticon.
Ironhide dichiara di saper usare il Processore, oltre alla forza, e cita il titolo di “Prime” con cui tutti si riferiscono a Optimus.
A Trypticon, Megatron, dopo aver visionato la costruzione del vascello stellare Nemesis, si reca nei propri quartieri per fare rapporto alla Reliquia Triangolare. La voce che parla attraverso essa promette che, una volta trovata la Matrice, il potere dell’OmniScintilla sarà tutto loro. L’Entità al suo interno potrà poi fare ritorno, ma solo dopo che quell’oggetto sarà stato ritrovato.
Megatron dovrà solo stare attento a non commettere gli stessi errori dell’Entità : dovrà quindi uccidere con decisione e rapidità i propri nemici.
L’Entità rivela che la propria specie fu creata dal potere delll’OmniScintilla, la quale richiedeva però di essere ricaricata periodicamente.
L’esplosione di un sole morente ricaricò l’OmniScintilla per la prima volta e, mentre essa cambiava la superficie del pianeta, le creature capirono di dover trovare un’altra fonte di energia.
Le creature, pur avendo la capacità di balzare attraverso le dimensioni, non erano in grado di rintracciare un altro sole; l’OmniScintilla fornì la soluzione, creando una nuova specie: operai, capaci di cambiare forma. Furono i primi Transformer Cybertroniani.
Alcuni di questi Cybertroniani, capaci di viaggiare nello spazio, divennero i Seeker (“Cercatori”), incaricati di rintracciare nuovi soli per le creature, che poi lo raggiungevano balzando attraverso le dimensioni tramite costrutti triangolari chiamati “Sarcofaghi”.
Ogni volta, i Cybertroniani costruivano un Mietitore (Harvester), un congegno capace di assorbire l’energia del sole e fornirla all’OmniScintilla.
Durante una di queste operazioni per ricaricare l’OmniScintilla, l’Entità tentò di eliminare i suoi simili per impadronirsi del potere dell’OmniScintilla, distruggendo i loro “Sarcofaghi”.
Ma commise un errore quando era al minimo della forza. I suoi fratelli sopravvissero e si sacrificarono per sigillare l’Entità in un “Sarcofago”.
Da allora, l’Entità giace in esso, in attesa del momento in cui l’ultimo Mietitore (costruito sulla Terra e racchiuso in una piramide dagli antichi egizi) sarà ritrovato: solo allora potrà avere vendetta.
E’ questo lo scopo della Nemesis: viaggiare per le galassie e cercare il Mietitore.
Contrariamente ai piani di Megatron, però, l’Entità decide di voler partire personalmente a bordo della Nemesis, mentre Megatron dovrà restare su Cybertron, ad attenderne il ritorno. Nel frattempo, l’Entità vuole che Megatron usi il suo vasto esercito per uccidere chiunque gli si opponga.
In missione di ricognizione, Bumblebee e Arcee ritrasmettono le immagini della Nemesis a Optimus Prime, che ne valuta la capacitĂ di trasporto: la nave potrebbe contenere migliaia di Cybertroniani.
Prowl ritiene che Megatron voglia usarla per abbandonare Cybertron, mentre Optimus pensa che debba essere usata per inviare soldati nella galassia.
Jazz suggerisce che gli Autobot ne costruiscano una analoga, e Ironhide propone di riadattarne un vascello che fu recuperato molto tempo fa ed è ora nascosto da qualche parte, bisognoso solo di essere riparato.
Quando la costruzione della Nemesis viene completata, la Reliquia Triangolare vi viene caricata a bordo, insieme a un nutrito equipaggio comandato da Soundwave.
Megatron e il resto delle forze resta invece su Cybertron, pianeta del quale gli viene un giorno promesso il comando.
Arcee e Bumblebee continuano a spiare queste manovre.
Dopo la partenza della Nemesis, sia Optimus Prime che Megatron viaggiano per tutto il pianeta, alla ricerca di nuovi guerrieri per i loro eserciti. Col tempo, la frequenza degli scontri tra le due fazioni cresce, come anche la scala delle battaglie e il numero delle vittime.
E Cybertron viene devastato dalla guerra senza fine, in cui nessuna delle due parti ottiene mai un vantaggio.
Dopo molti cicli stellari di lotta, Optimus Prime, consapevole di questi fatti, decide di salvare il pianeta impossessandosi dell’OmniScintilla.
L’astronave riparata dagli Autobot è pronta, ma può ospitare solo un gruppo di volontari; il resto degli Autobot dovrà restare sul pianeta e trovare una diversa via di fuga.
Persino l’OmniScintilla deve essere lanciata nello spazio autonomamente: a bordo della nave, sottrarrebbe spazio al resto delle truppe.
Dopo il lancio del Cubo dell’OmniScintilla, Megatron lo insegue, ma, proprio quando sta per raggiungerlo, riceve una chiamata dalla Nemesis.
Megatron raggiunge il vascello, trovandolo abbandonato. La Reliquia Triangolare gli appare, chiedendo un aggiornamento.,
Megatron spiega la situazione, facendola infuriare. La Reliquia gli ordina di inseguire l’OmniScintilla, che di certo si recherà dove si trova ora il Mietitore.
Megatron riprende il viaggio e, finalmente, raggiunge l’OmniScintilla sulla Terra. Ma, debole com’è per aver consumato tutte le proprie energie, soccombe ai ghiacci e resta rinchiuso in una tomba di gelo.
A questo punto, può solo attendere.
Note
Megatron osserva la Nemesis in una citazione combinata di due scene tratte da Star Wars e relative a Darth Vader e alla Death Star.
Come visto in TFTM07, l’OmniScintilla può comprimersi fino a divenire un oggetto grande quanto una mano di Bumblebee. Eppure, secondo Optimus, essa occuperebbe troppo spazio a bordo dell’astronave.
L’aspetto dei personaggi, dopo la parentesi di Don Figueroa in Defiance #3, torna a essere quello visto negli albi iniziali.
Optimus Prime sfoggia sempre la piastra facciale, che però in precedenza non ha mai mostrato, se non durante lo scontro con Starscream e la sua squadra in Defiance #3.
L’astronave comandata da Starscream in Reign Of Starscream non può più essere considerata la Nemesis (a meno che non sia un caso di omonimia).
La modalità alternativa di Bumblebee, che dovrebbe essere quella di “meteora”, somiglia più che altro a un pallone da spiaggia, e risulta abbastanza ridicola. E’ un peccato che la IDW non sia riuscita a coinvolgere Don Figueroa sin dall’inizio, per la progettazione delle strutture corporee Cybertroniane dei personaggi.
Le rivelazioni di questo albo smentiscono quanto avevamo ipotizzato in Defiance #2: la scena introduttiva di quell’albo non si svolgeva dopo l’arrivo dell’OmniScintilla sulla Terra, ma prima (peggiorando la questione cronologica delle piramidi).
L’Entità (che è chiaramente il Caduto, The Fallen) ha distrutto i Sarcofaghi dei suoi compagni su Cybertron, come testimoniano i ritrovamenti archeologici visti in Defiance #1; ma la narrazione del flashback introduttivo di Defiance #2 (abbastanza ambigua) portava inizialmente a pensare che gli eventi avessero avuto luogo direttamente sulla Terra: ciò però non può essere, altrimenti l’Entità non avrebbe bisogno di inviare Megatron a cercare il Mietitore, perché saprebbe già dove si trova.
L’Entità parla inizialmente di una Matrice da ritrovare, ma in seguito il discorso si sposta sul Mietitore: possiamo ipotizzare che il termine “Matrice” fosse presente nelle prime stesure della sceneggiatura di RotF e che sia stato poi rimpiazzato col termine “Mietitore”; a Mowry sarebbe quindi sfuggito per errore in quella singola didascalia.
Il Cubo dell’OmniScintilla crea i Transformer veri e propri con lo scopo di fungere da “operai” per la specie precedente. Viene così citata (forse involontariamente) l’origine dei Transformer raccontata nella Stagione 3 della serie animata G1 (“Five Faces Of Darkness – Part 4”).
Resta però oscuro il motivo per cui l’OmniScintilla proceda così a tentoni nel suo operato, specialmente se si include tra le sue creature anche la specie alienache ha attaccato Cybertron nel corso di Defiance.
Il tradimento del Caduto richiama quello del personaggio delineato da Simon Furman per The War Within: The Dark Ages.
La copertina di Josh Nizzi è stata cambiata prima della pubblicazione di questo albo.
In questo caso, però, non si è trattato di semplici modifiche: la scena di lotta tra Optimus Prime e Megatron della copertina originale è stata scartata completamente, in favore di una scena completamente diversa.
Si ipotizza che il motivo sia stato la presenza di un Megatron in versione RotF, cosa che però la Paramount e Michael Bay avrebbero desiderato mantenere segreta fino all’ultimo (illudendosi che fosse rimasto ancora qualcuno così ingenuo da attendersi una megaproduzione dei Transformer priva Megatron).
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Il capitolo finale di Defiance soffre purtroppo dei difetti che sono tipici del genere “preludio”: il vincolo narrativo imposto dalla storia vera e propria, che sarà narrata in Revenge Of The Fallen, impedisce a Chris Mowry di sviluppare una piena vicenda che sia completa in se stessa.
Per di più, come è tipico di queste produzioni, Mowry ha dovuto lavorare basandosi su un copione che non era quello definitivo: da qui l’esigenza di mantenersi sul vago riguardo a molti dettagli. Ecco quindi che la storia segreta del Caduto rimane involuta e criptica, e in certi casi finisce per generare più confusione che chiarezza. Per questo aspetto, resta solo da sperare che gli sceneggiatori di RotF abbiano le idee un po’ più chiare, perché al momento l’impressione è quella di aver assistito a un innesto di continuità veramente grossolano, eseguito con attrezzi da macelleria dove sarebbe servito il bisturi del chirurgo.
Valutazioni preliminari a parte, con questi due Prequel la IDW ha commesso anche un altro madornale errore, sprecando un intero albo per Alliance, miniserie che sa di brodo allungato già col secondo capitolo, e ha negato a Defiance l’effettivoo spazio di cui avrebbe invece avuto bisogno.
Sarebbe stato molto più saggio dare all’insignificante Alliance una durata di tre capitoli e risparmiare le forze artistiche per prolungare Defiance ad almeno cinque capitoli.
Ciò non è stato fatto e, di conseguenza, Defiance #4 soffre anche di questo problema: la necessità di tirare tutte le fila della vicenda in questo albo, infatti, spinge Chris Mowry ad accelerare il ritmo della narrazione, focalizzandosi pesantemente sugli eventi a discapito della caratterizzazione dei personaggi, che diventano così solamente comparse marginali in una storia troppo ingombrante per essere narrata con completezza.
Mowry, che è uno scrittore competente, se ne accorge e vi pone parzialmente rimedio, utilizzando la narrazione soggettiva di Optimus Prime e di Megatron per accompagnare la seconda parte dell’albo. Ma nemmeno questo basta, perché ancora una volta deve scontrarsi con gli obblighi imposti da RotF: in questo caso, si tratta della cervellotica e soffocante presenza del Caduto. Questa Entità è stata probabilmente concepita da Orci e Kurtzmann con lo scopo di creare un background narrativo per le grossolane improvvisazioni della trama di TFTM07, ma finisce invece solo con l’azzerare la rilevanza dei Decepticon e dello stesso Megatron, ridotti a meri burattini senza alcuna importanza.
Mowry fa del suo meglio per accennare certi elementi solo in maniera indiretta, ma il sentore di ridicolo già promana: la specie del Caduto può balzare da una dimensione all’altra, però non è capace di trovare una stella in una galassia che ne è pieno; allora manda in giro i Seeker, che invece si possono trasformare; poi li raggiunge facendo balzi dimensionali; ma il balzo non è un vero potere di questa specie, perché avviene attraverso i Sarcofaghi. Ce n’è già abbastanza per far inarcare un sopracciglio.
L’arte, dopo la sublime parentesi di Don Figueroa, torna al solito livello di sufficienza media, altalenando tra le ottime tavole di Andrew Griffith (ristrette purtroppo alla sola narrazione in flashback e alla splash page) e quelle caotiche e poco ispirate di Dan Khanna. A questo proposito, l’effetto grafico del simbolo Decepticon che emerge dal Sarcofago del Caduto merita una menzione per la speciale bruttezza.
Il lettering, per una volta tra le tante che abbiamo recensito di recente, sembra essere stato piazzato correttamente. Ma ciò è probabilmente dovuto più al fatto che è opera dello sceneggiatore stesso, piuttosto che a una supervisione accurata.
Ha contribuito Tankorr
Storia: Chris Mowry
Arte: Dan Khanna e Andrew Griffith
Chine: Andrew Griffith e John Wycough
Colori: Josh Perez
Copertina A: arte di Alex Milne, colori di Josh Perez.
Copertina B: arte e colori di Josh Nizzi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Aprile 2009.
La storia
Lontano dalla città di Trypticon, il capitano Ironhide vaga da solo, perso nei suoi pensieri, finché non cade in un’imboscata di Cliffjumper. Pronto a reagire, Ironhide si ritrova davanti altri quattro soldati Autobot.
Ironhide abbassa le armi: non vuole combattere; ha lasciato Trypticon perché lì non c’è più nulla per lui.
Jazz fa rapporto a Prowl, che chiede di portare Ironhide al cospetto di Optimus Prime.
All’interno della base, Optimus Prime e Prowl stanno decidendo di trasferire il quartier generale in una zona più isolata, quando Ironhide si presenta, per spiegare di volersi unire agli Autobot. Il motivo è che Megatron sta ammassando un vasto esercito e Ironhide, che è fatto per la guerra ma non desidera uccidere gli innocenti, vuole aiutare le forze di Optimus, che non hanno questa esperienza.
Optimus crede che i Cybertroniani siano tutti fratelli nati dall’OmniScintilla (AllSpark), ma Ironhide sa che alcuni credono nel caos e nella distruzione: si tratta di tutti colori che si sono uniti ai Decepticon.
Ironhide dichiara di saper usare il Processore, oltre alla forza, e cita il titolo di “Prime” con cui tutti si riferiscono a Optimus.
A Trypticon, Megatron, dopo aver visionato la costruzione del vascello stellare Nemesis, si reca nei propri quartieri per fare rapporto alla Reliquia Triangolare. La voce che parla attraverso essa promette che, una volta trovata la Matrice, il potere dell’OmniScintilla sarà tutto loro. L’Entità al suo interno potrà poi fare ritorno, ma solo dopo che quell’oggetto sarà stato ritrovato.
Megatron dovrà solo stare attento a non commettere gli stessi errori dell’Entità : dovrà quindi uccidere con decisione e rapidità i propri nemici.
L’Entità rivela che la propria specie fu creata dal potere delll’OmniScintilla, la quale richiedeva però di essere ricaricata periodicamente.
L’esplosione di un sole morente ricaricò l’OmniScintilla per la prima volta e, mentre essa cambiava la superficie del pianeta, le creature capirono di dover trovare un’altra fonte di energia.
Le creature, pur avendo la capacità di balzare attraverso le dimensioni, non erano in grado di rintracciare un altro sole; l’OmniScintilla fornì la soluzione, creando una nuova specie: operai, capaci di cambiare forma. Furono i primi Transformer Cybertroniani.
Alcuni di questi Cybertroniani, capaci di viaggiare nello spazio, divennero i Seeker (“Cercatori”), incaricati di rintracciare nuovi soli per le creature, che poi lo raggiungevano balzando attraverso le dimensioni tramite costrutti triangolari chiamati “Sarcofaghi”.
Ogni volta, i Cybertroniani costruivano un Mietitore (Harvester), un congegno capace di assorbire l’energia del sole e fornirla all’OmniScintilla.
Durante una di queste operazioni per ricaricare l’OmniScintilla, l’Entità tentò di eliminare i suoi simili per impadronirsi del potere dell’OmniScintilla, distruggendo i loro “Sarcofaghi”.
Ma commise un errore quando era al minimo della forza. I suoi fratelli sopravvissero e si sacrificarono per sigillare l’Entità in un “Sarcofago”.
Da allora, l’Entità giace in esso, in attesa del momento in cui l’ultimo Mietitore (costruito sulla Terra e racchiuso in una piramide dagli antichi egizi) sarà ritrovato: solo allora potrà avere vendetta.
E’ questo lo scopo della Nemesis: viaggiare per le galassie e cercare il Mietitore.
Contrariamente ai piani di Megatron, però, l’Entità decide di voler partire personalmente a bordo della Nemesis, mentre Megatron dovrà restare su Cybertron, ad attenderne il ritorno. Nel frattempo, l’Entità vuole che Megatron usi il suo vasto esercito per uccidere chiunque gli si opponga.
In missione di ricognizione, Bumblebee e Arcee ritrasmettono le immagini della Nemesis a Optimus Prime, che ne valuta la capacitĂ di trasporto: la nave potrebbe contenere migliaia di Cybertroniani.
Prowl ritiene che Megatron voglia usarla per abbandonare Cybertron, mentre Optimus pensa che debba essere usata per inviare soldati nella galassia.
Jazz suggerisce che gli Autobot ne costruiscano una analoga, e Ironhide propone di riadattarne un vascello che fu recuperato molto tempo fa ed è ora nascosto da qualche parte, bisognoso solo di essere riparato.
Quando la costruzione della Nemesis viene completata, la Reliquia Triangolare vi viene caricata a bordo, insieme a un nutrito equipaggio comandato da Soundwave.
Megatron e il resto delle forze resta invece su Cybertron, pianeta del quale gli viene un giorno promesso il comando.
Arcee e Bumblebee continuano a spiare queste manovre.
Dopo la partenza della Nemesis, sia Optimus Prime che Megatron viaggiano per tutto il pianeta, alla ricerca di nuovi guerrieri per i loro eserciti. Col tempo, la frequenza degli scontri tra le due fazioni cresce, come anche la scala delle battaglie e il numero delle vittime.
E Cybertron viene devastato dalla guerra senza fine, in cui nessuna delle due parti ottiene mai un vantaggio.
Dopo molti cicli stellari di lotta, Optimus Prime, consapevole di questi fatti, decide di salvare il pianeta impossessandosi dell’OmniScintilla.
L’astronave riparata dagli Autobot è pronta, ma può ospitare solo un gruppo di volontari; il resto degli Autobot dovrà restare sul pianeta e trovare una diversa via di fuga.
Persino l’OmniScintilla deve essere lanciata nello spazio autonomamente: a bordo della nave, sottrarrebbe spazio al resto delle truppe.
Dopo il lancio del Cubo dell’OmniScintilla, Megatron lo insegue, ma, proprio quando sta per raggiungerlo, riceve una chiamata dalla Nemesis.
Megatron raggiunge il vascello, trovandolo abbandonato. La Reliquia Triangolare gli appare, chiedendo un aggiornamento.,
Megatron spiega la situazione, facendola infuriare. La Reliquia gli ordina di inseguire l’OmniScintilla, che di certo si recherà dove si trova ora il Mietitore.
Megatron riprende il viaggio e, finalmente, raggiunge l’OmniScintilla sulla Terra. Ma, debole com’è per aver consumato tutte le proprie energie, soccombe ai ghiacci e resta rinchiuso in una tomba di gelo.
A questo punto, può solo attendere.
Note
Megatron osserva la Nemesis in una citazione combinata di due scene tratte da Star Wars e relative a Darth Vader e alla Death Star.
Come visto in TFTM07, l’OmniScintilla può comprimersi fino a divenire un oggetto grande quanto una mano di Bumblebee. Eppure, secondo Optimus, essa occuperebbe troppo spazio a bordo dell’astronave.
L’aspetto dei personaggi, dopo la parentesi di Don Figueroa in Defiance #3, torna a essere quello visto negli albi iniziali.
Optimus Prime sfoggia sempre la piastra facciale, che però in precedenza non ha mai mostrato, se non durante lo scontro con Starscream e la sua squadra in Defiance #3.
L’astronave comandata da Starscream in Reign Of Starscream non può più essere considerata la Nemesis (a meno che non sia un caso di omonimia).
La modalità alternativa di Bumblebee, che dovrebbe essere quella di “meteora”, somiglia più che altro a un pallone da spiaggia, e risulta abbastanza ridicola. E’ un peccato che la IDW non sia riuscita a coinvolgere Don Figueroa sin dall’inizio, per la progettazione delle strutture corporee Cybertroniane dei personaggi.
Le rivelazioni di questo albo smentiscono quanto avevamo ipotizzato in Defiance #2: la scena introduttiva di quell’albo non si svolgeva dopo l’arrivo dell’OmniScintilla sulla Terra, ma prima (peggiorando la questione cronologica delle piramidi).
L’Entità (che è chiaramente il Caduto, The Fallen) ha distrutto i Sarcofaghi dei suoi compagni su Cybertron, come testimoniano i ritrovamenti archeologici visti in Defiance #1; ma la narrazione del flashback introduttivo di Defiance #2 (abbastanza ambigua) portava inizialmente a pensare che gli eventi avessero avuto luogo direttamente sulla Terra: ciò però non può essere, altrimenti l’Entità non avrebbe bisogno di inviare Megatron a cercare il Mietitore, perché saprebbe già dove si trova.
L’Entità parla inizialmente di una Matrice da ritrovare, ma in seguito il discorso si sposta sul Mietitore: possiamo ipotizzare che il termine “Matrice” fosse presente nelle prime stesure della sceneggiatura di RotF e che sia stato poi rimpiazzato col termine “Mietitore”; a Mowry sarebbe quindi sfuggito per errore in quella singola didascalia.
Il Cubo dell’OmniScintilla crea i Transformer veri e propri con lo scopo di fungere da “operai” per la specie precedente. Viene così citata (forse involontariamente) l’origine dei Transformer raccontata nella Stagione 3 della serie animata G1 (“Five Faces Of Darkness – Part 4”).
Resta però oscuro il motivo per cui l’OmniScintilla proceda così a tentoni nel suo operato, specialmente se si include tra le sue creature anche la specie alienache ha attaccato Cybertron nel corso di Defiance.
Il tradimento del Caduto richiama quello del personaggio delineato da Simon Furman per The War Within: The Dark Ages.
La copertina di Josh Nizzi è stata cambiata prima della pubblicazione di questo albo.
In questo caso, però, non si è trattato di semplici modifiche: la scena di lotta tra Optimus Prime e Megatron della copertina originale è stata scartata completamente, in favore di una scena completamente diversa.
Si ipotizza che il motivo sia stato la presenza di un Megatron in versione RotF, cosa che però la Paramount e Michael Bay avrebbero desiderato mantenere segreta fino all’ultimo (illudendosi che fosse rimasto ancora qualcuno così ingenuo da attendersi una megaproduzione dei Transformer priva Megatron).
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Il capitolo finale di Defiance soffre purtroppo dei difetti che sono tipici del genere “preludio”: il vincolo narrativo imposto dalla storia vera e propria, che sarà narrata in Revenge Of The Fallen, impedisce a Chris Mowry di sviluppare una piena vicenda che sia completa in se stessa.
Per di più, come è tipico di queste produzioni, Mowry ha dovuto lavorare basandosi su un copione che non era quello definitivo: da qui l’esigenza di mantenersi sul vago riguardo a molti dettagli. Ecco quindi che la storia segreta del Caduto rimane involuta e criptica, e in certi casi finisce per generare più confusione che chiarezza. Per questo aspetto, resta solo da sperare che gli sceneggiatori di RotF abbiano le idee un po’ più chiare, perché al momento l’impressione è quella di aver assistito a un innesto di continuità veramente grossolano, eseguito con attrezzi da macelleria dove sarebbe servito il bisturi del chirurgo.
Valutazioni preliminari a parte, con questi due Prequel la IDW ha commesso anche un altro madornale errore, sprecando un intero albo per Alliance, miniserie che sa di brodo allungato già col secondo capitolo, e ha negato a Defiance l’effettivoo spazio di cui avrebbe invece avuto bisogno.
Sarebbe stato molto più saggio dare all’insignificante Alliance una durata di tre capitoli e risparmiare le forze artistiche per prolungare Defiance ad almeno cinque capitoli.
Ciò non è stato fatto e, di conseguenza, Defiance #4 soffre anche di questo problema: la necessità di tirare tutte le fila della vicenda in questo albo, infatti, spinge Chris Mowry ad accelerare il ritmo della narrazione, focalizzandosi pesantemente sugli eventi a discapito della caratterizzazione dei personaggi, che diventano così solamente comparse marginali in una storia troppo ingombrante per essere narrata con completezza.
Mowry, che è uno scrittore competente, se ne accorge e vi pone parzialmente rimedio, utilizzando la narrazione soggettiva di Optimus Prime e di Megatron per accompagnare la seconda parte dell’albo. Ma nemmeno questo basta, perché ancora una volta deve scontrarsi con gli obblighi imposti da RotF: in questo caso, si tratta della cervellotica e soffocante presenza del Caduto. Questa Entità è stata probabilmente concepita da Orci e Kurtzmann con lo scopo di creare un background narrativo per le grossolane improvvisazioni della trama di TFTM07, ma finisce invece solo con l’azzerare la rilevanza dei Decepticon e dello stesso Megatron, ridotti a meri burattini senza alcuna importanza.
Mowry fa del suo meglio per accennare certi elementi solo in maniera indiretta, ma il sentore di ridicolo già promana: la specie del Caduto può balzare da una dimensione all’altra, però non è capace di trovare una stella in una galassia che ne è pieno; allora manda in giro i Seeker, che invece si possono trasformare; poi li raggiunge facendo balzi dimensionali; ma il balzo non è un vero potere di questa specie, perché avviene attraverso i Sarcofaghi. Ce n’è già abbastanza per far inarcare un sopracciglio.
L’arte, dopo la sublime parentesi di Don Figueroa, torna al solito livello di sufficienza media, altalenando tra le ottime tavole di Andrew Griffith (ristrette purtroppo alla sola narrazione in flashback e alla splash page) e quelle caotiche e poco ispirate di Dan Khanna. A questo proposito, l’effetto grafico del simbolo Decepticon che emerge dal Sarcofago del Caduto merita una menzione per la speciale bruttezza.
Il lettering, per una volta tra le tante che abbiamo recensito di recente, sembra essere stato piazzato correttamente. Ma ciò è probabilmente dovuto più al fatto che è opera dello sceneggiatore stesso, piuttosto che a una supervisione accurata.
Ha contribuito Tankorr

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








