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Iscritto il: 21/06/2004
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RotF Prequel: Defiance #2
“Revenge Of The Fallen Prequel: Defiance” (2 di 4)
Storia: Chris Mowry
Matite: Dan Khanna e Andrew Griffith
Chine: Andrew Griffith e John Wycough
Colori: Josh Perez
Copertina A: arte di Alex Milne, colori di Josh Perez.
Copertina B: arte e colori di Josh Nizzi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Febbraio 2009.
La storia
Migliaia di anni fa, nell’Antico Egitto, qualcuno giunse dal cielo, in cerca di un oggetto dal potere incommensurabile: lo stesso per cui i suoi simili avevano combattuto a lungo.
Da allora, gli indigeni della zona, vissero nel terrore: quell’essere commise azioni di grande malvagità (omicidio, violenza, tradimento) e, sebbene poi se ne fosse andato, essi temevano il suo ritorno.
Su una porta ad arco all’interno di una piramide in costruzione, troneggiava un simbolo Decepticon.
Su Cybertron, Megatron giace a terra nei suoi quartieri della cittĂ di Trypticon. Davanti a lui si erge il misterioso manufatto triangolare recuperato dagli scavi archeologici. Una voce lo esorta a ridestarsi.
Nella cittĂ di Metrotitan, Optimus osserva le attivitĂ di recupero dei caduti nella recente battaglia. Mentre Clocker, Warpath e Signal Flare lavorano, Optimus racconta del recente attacco alieno e dichiara di voler indagare sulle cause solo dopo aver soccorso le vittime.
Al Tempio di Simfur, Bumblebee e Cliffjumper si chiedono cosa accadrà ora; Bumblebee è certo che stia per accadere qualcosa di grosso, ma Cliffjumper gli ricorda che loro sono semplici sentinelle.
Sul posto giungono Prowl e Jazz; Prowl riprende i due e li interroga sul comportamento del Cubo dell’OmniScintilla (AllSpark Cube) durante la battaglia.
Dai danni al Tempio, Prowl deduce che gli alieni stavano cercando di fare irruzione, non di distruggerlo.
Megatron si ridesta, al suono della voce misteriosa, che spiega di aver usato le proprie forze residue per guarire le sue gravi ferite.
La voce, che viene dal manufatto, rifiuta di mostrare il proprio volto, ma promette a Megatron di portarlo da Protettore a Signore di Cybertron, in cambio di un’alleanza. Per spiegare meglio, proietta due fasci di energia negli occhi di Megatron.
Sul campo di battaglia, Arcee tenta di soccorrere un caduto alieno, ma ormai è troppo tardi. Mentre la squadra di Arcee sporta i resti dell’alieno a Ratchet, Optimus si reca a Trypticon, per parlare con Megatron.
Al suo arrivo, Megatron dichiara che Cybertron entrerò in guerra. Disorientato, Optimus dichiara che, comunque, lo scopo della propria divisione non è quello di combattere, e che la squadra di Megatron dovrebbe occuparsi solo di difesa, e non di attacco.
Infuriato, Megatron lo scaglia contro una parete e gli ordina di nuovo di radunare la sua squadra.
Ratchet analizza i resti dell’alieno, scoprendo similarità coi Transformer: gli alieni non sanno trasformarsi, ma hanno ciò che potrebbe essere un Nucleo di Scintilla.
Signal Flare sopraggiunge per annunciare che Optimus ha convocato un raduno.
Davanti ai suoi compagni, Optimus dichiara che lo scopo principale di tutti loro dovrebbe essere quello di aiutare la città di Metrotitan, che è in rovina.
Chiede anche ai suoi meccanoide di non rispondere alla chiama di Megatron: fare la guerra va contro tutto ciò in cui gli Autobot credono. In ogni caso, chi vorrà combattere potrà liberamente farlo.
A Trypticon, Megatron tiene un analogo discorso, esortando alla guerra i suoi soldati.
Dopo aver concluso, decolla e guida le sue truppe nello spazio, per attaccare la flotta aliena all’interno della Nebulosa Eshems.
Su Cybertron, Optimus scopre che tra le fila dei guerrieri di Megatron c’è una divisione: Prowl e Jazz, per esempio, sono stati inclusi nell’esercito, ma hanno ricevuto solo compiti di sorveglianza.
Data la loro scarsa opinione di Megatron, Optimus chiede loro un favore: aiutarlo ad accadere ai quartieri di Megatron.
Nello spazio, lo scontro ha inizio. Dreadwing compie una manovra che gli costa metĂ dei suoi droni, attirandosi gli insulti di Starscream. Ramjet e Thundercracker svolgono invece la loro parte senza difficoltĂ .
Blackout usa un impulso elettromagnetico per neutralizzare gli scudi e le comunicazioni dell’ammiraglia aliena.
Megatron fa irruzione nel vascello e ne uccide il capitano, prendendosi la sua vita così come lui avrebbe voluto prendersi l’OmniScintilla.
Ordinato a Starscream di polverizzare l’astronave, torna su Cybertron per ricevere nuovi ordini dalla voce misteriosa.
Note
Le prime quattro pagine, ambientate sulla Terra, riprendono il tema egiziano giĂ annunciato dalle prime confezioni di modellini della linea RotF.
L’ipotesi che la voce narrante sia quella di Jetfire, per via di certi punti in comune con la sua Bio, è stata smentita dalle rivelazioni di Defiance #4. Cronologicamente, queste quattro pagine dovrebbero svolgersi dopo la saga di Defiance, dato che la voce sembra alludere alla presenza del Cubo dell’OmniScintilla sulla Terra.
Le tavole 1-5 sono completamente illustrate da Andrew Griffith.
Secondo TFTM07, il Cubo dell’OmniScintilla cadde sulla Terra circa diecimila anni fa, in un’epoca in cui secondo le teorie ufficiali le piramidi non erano ancora state costruite.
Optimus non è ancora “Prime”.
Arcee svolge un ruolo di assistenza medica che sembra un riferimento alle Femmine Autobot del pianeta Paradron (viste nell’episodio “Fight Or Flee” della serie animata G1): queste ultime, tutte basate sul modello della Arcee originale, sono appunto note come medici.
Nelle scene di massa delle pagine 12 e 13 ci sono molti personaggi ispirati a modellini di altre linee, come Jetstorm di Beast Machines, Bonecrusher di Beast Wars e Ikard delle linee Beast Wars giapponesi.
Nella folla Decepticon di pagina 16 compaiono anche: Starscream, Thundercracker, Ramjet, Swindle (?), Divebomb/Overcast (potrebbe essere Dreadwing), Payload, Wreckage, Crankcase.
Tra gli Autobot: Evac, Strongarm, Breakaway, Grindcore.
Chris Mowry ha precisato che questo non è l’inizio della Grande Guerra, ma solo la fase in cui ha luogo la divisione tra le due forze.
I Ponti Spaziali servono per giungere su un pianeta vicino, da cui andare in volo verso il nemico: in sole 22 pagine, questi aspetti tecnici vengono lasciati impliciti.
La battaglia con gli alieni ha coinvolto piĂą di 12 Decepticon: se ci fosse stato piĂą spazio, sarebbe stato possibile mostrare anche le truppe di Terra, giunte sulla scena attraverso appositi vascelli di trasporto.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Chris Mowry ha solo 4 albi per gettare le basi di Revenge Of The Fallene, nel contempo, raccontare la storia di come abbia avuto origine la prima grande divisione tra le forze Cybertroniane: lo spazio è quindi tiranno, il lavoro di Mowry risulta comunque molto accorto e ben calibrato.
La trappola più pericolosa che viene evitata è quella di far ricadere la colpa di ogni cosa, compresa la malvagità dei Decepticon, sulle spalle del caduto: Megatron ha dato inizio alla sua spirale discendente ben prima che il Caduto si manifestasse e gli proponesse di collaborare; e anche i futuri Decepticon manifestano spontaneamente la loro propensione a un certo stile di vita. Questa malvagità sembra quindi essere un elemento che è già presente nella specie dei Transformer, e non una sorta di infezione introdotta da elementi esterni (anche se Defiance #3 rivelerà che il passato di questi Cybertroniani è più complesso di quanto sembri). Il Caduto svolge solamente il ruolo di catalizzatore, che fa emergere qualcosa che da tempo lottava invano per trovare uno sfogo.
Alla caratterizzazione violenta e spietata di Megatron (che sembra accantonare le motivazioni di difesa del pianeta dichiarate in Defiance #1) si contrappone quella riflessiva e pacata di Optimus, che invece prende molto sul serio il proprio ruolo e gli ideali della sua specie. Il personaggio, per quanto fondamentalmente pacifico e contrario alla violenza, non viene dipinto come un ingenuo idealista: Optimus si rende rapidamente conto che qualcosa non va in Megatron, si confronta con altri Autobot e agisce di conseguenza, anche se ciò significa compiere azioni non perfettamente legittime.
La contrapposizione tra i due capi si riflette anche nei Transformer delle loro squadre: i Decepticon hanno modo di mettersi in mostra solo durante la battaglia nella Nebulosa, mentre gli Autobot spiccano per i loro ruoli di civili, capaci di aiutare i bisognosi (tutte le vittime della guerra), proteggere e fungere da coscienza critica della loro societĂ (come dimostrano le opinioni di Prowl riguardo a Megatron).
Il lato grafico alterna le ottime sequenze disegnate da Andrew Griffith al caos pasticciato delle tavole di Dan Khanna.
La sequenza delle cinque tavole introduttive è maestosa e spettacolare, come efficace è anche la battaglia nella Nebulosa.
Nelle altre pagine, il lavoro di Dan Khanna diventa facilmente riconoscibile per via delle vignette troppo ricche di dettagli che restano esclusivamente tali; il problema più grave dell’arte di Khanna, oltre alla debolezza di certe prospettive/proporzioni, è sicuramente quello di non saper architettare i particolari grafici in modo tale che possano fondersi graficamente per dare vita a un’equilibrata immagine d’insieme.
Aspetto artistico a parte, Defiance #2 è una storia solida, ben architettata e bilanciata, articolata su un crescendo narrativo tanto discreto quanto efficace
E, soprattutto, esplora con abilitĂ un aspetto cruciale della storia dei Transformer, producendo risultati di gran lunga superiori a quanto gli autori IDW abbiano saputo fare sinora.
Chris Mowry dimostra di essere uno scrittore maturo e accorto, in grado di raccontare una storia anche se sottoposto a stretti vincoli narrativi; è un vero peccato che la IDW non abbia saputo sfruttarlo sulle serie G1.
Un altro rimpianto che ci resta è che la IDW non abbia preferito concentrarsi sulla sola Defiance e abbia sprecato energie preziose in Alliance, che si è rivelata invece una grande delusione.
Storia: Chris Mowry
Matite: Dan Khanna e Andrew Griffith
Chine: Andrew Griffith e John Wycough
Colori: Josh Perez
Copertina A: arte di Alex Milne, colori di Josh Perez.
Copertina B: arte e colori di Josh Nizzi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Febbraio 2009.
La storia
Migliaia di anni fa, nell’Antico Egitto, qualcuno giunse dal cielo, in cerca di un oggetto dal potere incommensurabile: lo stesso per cui i suoi simili avevano combattuto a lungo.
Da allora, gli indigeni della zona, vissero nel terrore: quell’essere commise azioni di grande malvagità (omicidio, violenza, tradimento) e, sebbene poi se ne fosse andato, essi temevano il suo ritorno.
Su una porta ad arco all’interno di una piramide in costruzione, troneggiava un simbolo Decepticon.
Su Cybertron, Megatron giace a terra nei suoi quartieri della cittĂ di Trypticon. Davanti a lui si erge il misterioso manufatto triangolare recuperato dagli scavi archeologici. Una voce lo esorta a ridestarsi.
Nella cittĂ di Metrotitan, Optimus osserva le attivitĂ di recupero dei caduti nella recente battaglia. Mentre Clocker, Warpath e Signal Flare lavorano, Optimus racconta del recente attacco alieno e dichiara di voler indagare sulle cause solo dopo aver soccorso le vittime.
Al Tempio di Simfur, Bumblebee e Cliffjumper si chiedono cosa accadrà ora; Bumblebee è certo che stia per accadere qualcosa di grosso, ma Cliffjumper gli ricorda che loro sono semplici sentinelle.
Sul posto giungono Prowl e Jazz; Prowl riprende i due e li interroga sul comportamento del Cubo dell’OmniScintilla (AllSpark Cube) durante la battaglia.
Dai danni al Tempio, Prowl deduce che gli alieni stavano cercando di fare irruzione, non di distruggerlo.
Megatron si ridesta, al suono della voce misteriosa, che spiega di aver usato le proprie forze residue per guarire le sue gravi ferite.
La voce, che viene dal manufatto, rifiuta di mostrare il proprio volto, ma promette a Megatron di portarlo da Protettore a Signore di Cybertron, in cambio di un’alleanza. Per spiegare meglio, proietta due fasci di energia negli occhi di Megatron.
Sul campo di battaglia, Arcee tenta di soccorrere un caduto alieno, ma ormai è troppo tardi. Mentre la squadra di Arcee sporta i resti dell’alieno a Ratchet, Optimus si reca a Trypticon, per parlare con Megatron.
Al suo arrivo, Megatron dichiara che Cybertron entrerò in guerra. Disorientato, Optimus dichiara che, comunque, lo scopo della propria divisione non è quello di combattere, e che la squadra di Megatron dovrebbe occuparsi solo di difesa, e non di attacco.
Infuriato, Megatron lo scaglia contro una parete e gli ordina di nuovo di radunare la sua squadra.
Ratchet analizza i resti dell’alieno, scoprendo similarità coi Transformer: gli alieni non sanno trasformarsi, ma hanno ciò che potrebbe essere un Nucleo di Scintilla.
Signal Flare sopraggiunge per annunciare che Optimus ha convocato un raduno.
Davanti ai suoi compagni, Optimus dichiara che lo scopo principale di tutti loro dovrebbe essere quello di aiutare la città di Metrotitan, che è in rovina.
Chiede anche ai suoi meccanoide di non rispondere alla chiama di Megatron: fare la guerra va contro tutto ciò in cui gli Autobot credono. In ogni caso, chi vorrà combattere potrà liberamente farlo.
A Trypticon, Megatron tiene un analogo discorso, esortando alla guerra i suoi soldati.
Dopo aver concluso, decolla e guida le sue truppe nello spazio, per attaccare la flotta aliena all’interno della Nebulosa Eshems.
Su Cybertron, Optimus scopre che tra le fila dei guerrieri di Megatron c’è una divisione: Prowl e Jazz, per esempio, sono stati inclusi nell’esercito, ma hanno ricevuto solo compiti di sorveglianza.
Data la loro scarsa opinione di Megatron, Optimus chiede loro un favore: aiutarlo ad accadere ai quartieri di Megatron.
Nello spazio, lo scontro ha inizio. Dreadwing compie una manovra che gli costa metĂ dei suoi droni, attirandosi gli insulti di Starscream. Ramjet e Thundercracker svolgono invece la loro parte senza difficoltĂ .
Blackout usa un impulso elettromagnetico per neutralizzare gli scudi e le comunicazioni dell’ammiraglia aliena.
Megatron fa irruzione nel vascello e ne uccide il capitano, prendendosi la sua vita così come lui avrebbe voluto prendersi l’OmniScintilla.
Ordinato a Starscream di polverizzare l’astronave, torna su Cybertron per ricevere nuovi ordini dalla voce misteriosa.
Note
Le prime quattro pagine, ambientate sulla Terra, riprendono il tema egiziano giĂ annunciato dalle prime confezioni di modellini della linea RotF.
L’ipotesi che la voce narrante sia quella di Jetfire, per via di certi punti in comune con la sua Bio, è stata smentita dalle rivelazioni di Defiance #4. Cronologicamente, queste quattro pagine dovrebbero svolgersi dopo la saga di Defiance, dato che la voce sembra alludere alla presenza del Cubo dell’OmniScintilla sulla Terra.
Le tavole 1-5 sono completamente illustrate da Andrew Griffith.
Secondo TFTM07, il Cubo dell’OmniScintilla cadde sulla Terra circa diecimila anni fa, in un’epoca in cui secondo le teorie ufficiali le piramidi non erano ancora state costruite.
Optimus non è ancora “Prime”.
Arcee svolge un ruolo di assistenza medica che sembra un riferimento alle Femmine Autobot del pianeta Paradron (viste nell’episodio “Fight Or Flee” della serie animata G1): queste ultime, tutte basate sul modello della Arcee originale, sono appunto note come medici.
Nelle scene di massa delle pagine 12 e 13 ci sono molti personaggi ispirati a modellini di altre linee, come Jetstorm di Beast Machines, Bonecrusher di Beast Wars e Ikard delle linee Beast Wars giapponesi.
Nella folla Decepticon di pagina 16 compaiono anche: Starscream, Thundercracker, Ramjet, Swindle (?), Divebomb/Overcast (potrebbe essere Dreadwing), Payload, Wreckage, Crankcase.
Tra gli Autobot: Evac, Strongarm, Breakaway, Grindcore.
Chris Mowry ha precisato che questo non è l’inizio della Grande Guerra, ma solo la fase in cui ha luogo la divisione tra le due forze.
I Ponti Spaziali servono per giungere su un pianeta vicino, da cui andare in volo verso il nemico: in sole 22 pagine, questi aspetti tecnici vengono lasciati impliciti.
La battaglia con gli alieni ha coinvolto piĂą di 12 Decepticon: se ci fosse stato piĂą spazio, sarebbe stato possibile mostrare anche le truppe di Terra, giunte sulla scena attraverso appositi vascelli di trasporto.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Chris Mowry ha solo 4 albi per gettare le basi di Revenge Of The Fallene, nel contempo, raccontare la storia di come abbia avuto origine la prima grande divisione tra le forze Cybertroniane: lo spazio è quindi tiranno, il lavoro di Mowry risulta comunque molto accorto e ben calibrato.
La trappola più pericolosa che viene evitata è quella di far ricadere la colpa di ogni cosa, compresa la malvagità dei Decepticon, sulle spalle del caduto: Megatron ha dato inizio alla sua spirale discendente ben prima che il Caduto si manifestasse e gli proponesse di collaborare; e anche i futuri Decepticon manifestano spontaneamente la loro propensione a un certo stile di vita. Questa malvagità sembra quindi essere un elemento che è già presente nella specie dei Transformer, e non una sorta di infezione introdotta da elementi esterni (anche se Defiance #3 rivelerà che il passato di questi Cybertroniani è più complesso di quanto sembri). Il Caduto svolge solamente il ruolo di catalizzatore, che fa emergere qualcosa che da tempo lottava invano per trovare uno sfogo.
Alla caratterizzazione violenta e spietata di Megatron (che sembra accantonare le motivazioni di difesa del pianeta dichiarate in Defiance #1) si contrappone quella riflessiva e pacata di Optimus, che invece prende molto sul serio il proprio ruolo e gli ideali della sua specie. Il personaggio, per quanto fondamentalmente pacifico e contrario alla violenza, non viene dipinto come un ingenuo idealista: Optimus si rende rapidamente conto che qualcosa non va in Megatron, si confronta con altri Autobot e agisce di conseguenza, anche se ciò significa compiere azioni non perfettamente legittime.
La contrapposizione tra i due capi si riflette anche nei Transformer delle loro squadre: i Decepticon hanno modo di mettersi in mostra solo durante la battaglia nella Nebulosa, mentre gli Autobot spiccano per i loro ruoli di civili, capaci di aiutare i bisognosi (tutte le vittime della guerra), proteggere e fungere da coscienza critica della loro societĂ (come dimostrano le opinioni di Prowl riguardo a Megatron).
Il lato grafico alterna le ottime sequenze disegnate da Andrew Griffith al caos pasticciato delle tavole di Dan Khanna.
La sequenza delle cinque tavole introduttive è maestosa e spettacolare, come efficace è anche la battaglia nella Nebulosa.
Nelle altre pagine, il lavoro di Dan Khanna diventa facilmente riconoscibile per via delle vignette troppo ricche di dettagli che restano esclusivamente tali; il problema più grave dell’arte di Khanna, oltre alla debolezza di certe prospettive/proporzioni, è sicuramente quello di non saper architettare i particolari grafici in modo tale che possano fondersi graficamente per dare vita a un’equilibrata immagine d’insieme.
Aspetto artistico a parte, Defiance #2 è una storia solida, ben architettata e bilanciata, articolata su un crescendo narrativo tanto discreto quanto efficace
E, soprattutto, esplora con abilitĂ un aspetto cruciale della storia dei Transformer, producendo risultati di gran lunga superiori a quanto gli autori IDW abbiano saputo fare sinora.
Chris Mowry dimostra di essere uno scrittore maturo e accorto, in grado di raccontare una storia anche se sottoposto a stretti vincoli narrativi; è un vero peccato che la IDW non abbia saputo sfruttarlo sulle serie G1.
Un altro rimpianto che ci resta è che la IDW non abbia preferito concentrarsi sulla sola Defiance e abbia sprecato energie preziose in Alliance, che si è rivelata invece una grande delusione.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








