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#p97957 • Pubblicato il:
16 Dic 2009, 19:55 Arcee RotF mantiene la sua ormai tradizionale modalità alternativa di motocicletta, assunta per al prima volta in Energon.
E' anche uno dei modelli dal design più estremo dell'ultimo film, e rimanda concettualmente al Vehicon Trust di Beast Machines. In RotF, questo stile viene adottato da tre personaggi distinti, ma anche no: la stessa Arcee, Chromia ed Elita-1. Solo le prime due hanno un modello corrispondente nelal serie regolare.
Finita l'accademia, possiamo parlare del modello: moto sportiva giapponese (realmente esistente, suppongo), disguise nella norma, cavalletto (ormai c'è quasi in tutte le motociclette trasformabili) funzionante, etc etc...
Le plastiche usate sono esclusivamente nere e rosso tendente al rosa salmone, per intenderci. C'è lo stesso rosso sui cerchioni delle ruote nere. Il nero compare anche sugli immancabili tattoo cybertroniani sulle fiancate (Mo han rotto le scatole!). C'è anche l'argento del simbolo Autobot dietro il sellino e subito davanti allo stesso, e altro argento areografato dietro il manubrio e sulle fiancate.
La moto ha una lieve asimmetria: il fianco destro appare più scoperto, per via della ruota che ha un solo sostegno (figo però). C'è un altra apparente asimmetria del poggiapiede: apparente perchè esso è scolpito su entrambi i lati, ma da pezzi di plastica diversi. Ci sono anche due differenti plastiche trasparenti: quella nerissima del parabrezza (non so se sia trasparente, in realtà, ma lo sembra) e quella incolore dei fanali.
Sul retro del mezzo c'è una targa abbozzata, ma senza l'ombra di dettagli.
Il manubrio è fisso.
Il disguise è ottimale, ma anche no (ancora): nel senso che le parti a vista sono tante, ma irriconoscibili (nemmeno nell'altra modalità). Certo, il corpo della moto sembra davvero tanto un petto abbozzato (chissà se è davvero così nella realtà, se sì bella idea di sfruttare quel dettaglio; ma ne dubito), e c'è una mano sporgente dalla fiancata "scoperta".
La moto ha anche un sidecar: nulla a che vedere con animated Prowl, è un pezzo di plastica discretamente scolpito, con due cannoni e un paio di dettagli rossi. Non ha rotelle sotto, nemmeno scolpite, però si attacca bene alla moto stessa (a differenza di quanto si vede nella review di peaugh), a patto di alzare prima il cavalletto. E poi fa da base al robot mode (per fortuna!).
Per quel che riguarda la trasformazione, il veicolo è tenuto insieme da tre o quattro perni ad incastro, che vi consiglio di tener d'occhio durante la prima trasformazione, per trovarli a colpo sicuro durante il passaggio inverso. Altresì cercate di ricordarvi il modo in cui la spina dorsale è ripiegata, io la prima volta ho dovuto penare a rimetterla a posto.
Innanzitutto l'intero fianco (quello non scoperto), della moto si ribalta: chiudete la larga sezione così ottenuta e rendete le ruote parallele. Non si incastrano, ma nella base staranno ferme.
Le braccia si ricavano l'una dal sellino (i due pezzi neri vanno sostanzialmente ribaltati per ottenere la mano, e il cannone si ruota di 180°) e l'altra dal pezzo manubrio-fiancata restante. Stavolta lo scudo sull'avambraccio va ruotato leggermente e ripiegato verso l'alto, e il manubrio/spalla portato al lato del busto e diviso a metà, in modo da avere il ball-joint interno a vista. Magari a qualcuno piacerà di più col manubrio e lo scudo intero, e nulla vi impedisce di farlo.
Attaccate entrambe le braccia al busto, la testa (precedentemente nascosta dal manubrio) ruota di 180° e si sposta in avanti, divaricando i segmenti del busto (bisogna anche agire un po' manualmente).
Va ora posizionata la spina dorsale: raddrizzarla in tutta la sua estensione purtroppo è impossibile, ma in compenso la si può posizionare a piacere per quanto consentito dalle articolazioni. Nella gallery fotografica ho fornito diverse soluzioni, tra cui quella ufficiale delle istruzioni, ma la mia preferita (usata anche per le gallery di altri siti) è quella che la ripiega a formare frontalmente una stretta "S": così facendo il busto è parallelo al piede e il modello raggiunge un'altezza considerevole. Ah, sì, dovete anche incastrare le ruote nel sidecar o il tutto non sta in piedi: chi l'avrebbe mai detto?
Il robot mode, e parlo di robot mode a differenza di quanto fatto nella review di Chromia, è bello alto, decisamente più della sorella, e Sideswipe (alla testa), le arriva a stento al petto. Poi l'altezza definitiva varia a seconda di come posizionate la suddetta spina.
Lo schema di colori non cambia, quindi lo salto a piè pari. Per rispondere a un dubbio penso comune a molti, la testa non usa lo stesso sculpt di quello di Chromia. Un occhio esperto può individuare alcune minuscole differenze nello sculpt secondario dopo dieci minuti buoni di osservazione ravvicinata.
Sfatando un altro luogo comune, il robot mode è ottimamente articolato: solo che le articolazioni sono messe in posizioni strane: per esempio, il lungo braccio sinistro ha ude ball Joint, uno al gomito e l'altro alla spalla "scesa" per via dell'apertura del manubrio, che comunque ha un'altra buona articolazione alla spalla vera e propria. Il bacino ha quattro articolazioni, la prima e l'ultima ball-joint, ma parlando della classica articolazione che fa girare il bacino, la sua presenza ed entità dipende ancora una volta da come posizionate la spina dorsale. L'unica vera pecca è l'articolazione del gomito del braccio destro, che pur essendo su ball- joint è intralciata dalla forma stessa dell'ava,braccio e dalla posizione dell'articolazione. Problema difficilmente risolvibile vista la trasformazione
Il modello è discretamente stabile sul piedistallo, che consente di mantenerlo in equilibrio anche col busto non simmetrico ad esso, entro un limite ragionevole.
La gimmick del cannone sul braccio destro permette di estrarre dalla bocca da fuoco una spada di energia trasparente, di colore celeste e scolpita con quelli che potrebbero essere simboli alieni, premendo la targa dietro al cannone. La lama è un po' piccola, e la molla scatta quando non dovrebbe durante la trasformazione, ma è comunque apprezzabile.
L'altra gimmick è il Mech Alive: muovendo la testa avanti e dietro si vedono muoversi gli ingranaggi neri nel petto.
Riguardo alla possibile combinazione delle tre moto, Arcee, come Chromia, ha una porta sulla schiena non funzionale in alcun modo alla trasformazione. La forma della porta e il modo in cui sembrano interagire i primi due pezzi fanno pensare a un sistema di combinazione simile a quella di Car Robots Buildking (Landfill in USA). Sempre ammesso che Elita-1 sia mai prodotta, ovviamente.
In conclusione Arcee è un modello che consiglio. Alcuni autorevoli videorecensioni l'hanno definita inferiore alla sorella Chromia: secondo me è esattamente il contrario. Esso può vantare una trasformazione più varia, una maggiore snodabilità, una continuità concettuale ed integrità strutturale estranee all'altra (per intenderci, il petto non si spacca a metà sotto il peso del cannone).
Inoltre, è a suo modo più vicina ai nostri canoni, noché in qualche modo più femminile, in una maniera vagamente elfica ispirata dalla testa e dalle forme slanciate (o forse ce la vedo io, che nell'ultimo periodo vado avanti ad endovene di Tolkien).
Poi è chiaro che su un modello del genere il gusto personale è tutto, per esempio io preferisco mille volte un corpo non interrotto per quanto ripiegato su se stesso ai due tiranti di Chromia. Certo, poi ci son quelli che non amano i Vehicon, quelli che ne vogliono una sola per provare (e in tal caso io dico senz'ombra di dubbio: Arcee), ma se siete il classico collezionista che compra un po' di tutto, non fatevi scrupoli a prenderla rispetto, chessò, a uno Jolt.
Insomma, non è un capolavoro, fa parte della wave di Swerve che le è superiore per bellezza e complessità, ma non scartatela a priori. Soprattutto se avete preso Ravage (ok, lì c'è l'effetto nostalgia), o Demolishor, non ci sono scuse.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)