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#p98703 • Pubblicato il:
1 Gen 2010, 10:29 BUSTER OPTIMUS PRIME
Poco prima delle feste mi capitò come compito una versione di Greco di Esopo.
La favola raccontava di un tal uomo avido che, passeggiando, si trova davanti un leone d'oro vivo (come? vi sembra strano? poveri illusi, ho tradotto cose sulla mamma di Alessandro Magno che vi farebbero rizzare i capelli in testa...).
Il tale, dicevo, era diviso dal desiderio di possedere quel gioiello e la paura di essere da esso divorato. Alla fine, l'uomo chiama i suoi servi e si porta a casa il leone, ma è tanto terrorizzato che non osa neppure guardarlo.
Ecco, diciamo che se comprate Buster Optimus Prime vi troverete grossomodo nella stessa situazione, o almeno è come mi sento io.
La confezione è una delusione, forse la più grande: è riciclata da quella americana, nulla che renda merito allo stupendo contenuto.
Sul fronte, oltre all'indicazione delle batterie, c'è il nome del marchio in caratteri ROTF (giapponesi ovviamente), dall'altra parte il logo Takara-Tomy.
In basso, c'è il nome del personaggio in caratteri occidentali ("buster optimus prime") e giapponesi (in piccolo). L'arte non è quella del viso di tre quarti usati per il primo film, ma una riciclata, con un grosso cannone in bella vista e la maschera da battaglia.
Il fianco sinistro della confezione, oltre a nome e classe, mostra la combinazione con Jetfire e relativi nomi giapponesi. Il fianco destro è invariato rispetto alla versione USA. Il retro riutilizza bio e feature del primo leader, ma con nomi e immagini diversi e l'aggiunta di una nota riguardo il cannone.
Sul fondo, pubblicità degli altri leader e di Supreme Devastator e avvertenze varie.
All'interno, ci sono le istruzioni (con un foglietto a parte per il cannone), un foglietto in nipponico e un opuscolo con foto del Buster e una checklist illustrata.
Le istruzioni sono realizzate infinitamente meglio che nella controparte americana: i disegni sono identici (a eccezione delle foto del modello), ma quelle jappo hanno in più la trasformazione inversa del cannone (la stessa mostrata sul foglietto a parte), i commenti ai singoli passaggi (in japponico) e soprattutto foto del modello dal vero per i passaggi più intricati e per altri dettagli.
Queste foto però sono della versione base, e non sempre corrispondono alla realtà. In ogni caso, tutto molto più chiaro della controparte americana.
L'imballaggio interno è proprio lo stesso del primo leader, con l'aggiunta di un supporto per il cannone: lo si capisce dallo spazio dietro la schiena per i serbatoi, che però si trovano impugnati dal robot.
Il robot mode è semplicemente mozzafiato: le sole differenze con la controparte cinematografica sono quelle imposte dal mold. Certo, ci sono ancora grossolane sviste, tra cui la peggiore è senza dubbio il retro del connettore della spalla, che è inspiegabilmente rimasta rosso plastica. Ok, è in gran parte nascosto dallo zaino, ma è comunque una grossa caduta di stile.
Cercherò di descrivere in breve i principali implementi nella colorazione: tutte le parti grigie del modello sono ora argentate (e con una colorazione migliore rispetto alle parti argentate del primo leader), ad eccezione delle due marmitte, che a occhio sembrano di una plastica morbida differente dal primo, ma forse è un'effetto del contrasto con le parti argentate (contrasto non particolarmente gradevole); dei cilindri ai lati del bacino, degli effetti mech alive di petto e braccia e di pochi pulsanti e snodi.
Inoltre, sono argentate le venature interne degli avambracci, e ovviamente i famigerati inserti rossi in piedi e collo; di questo però è argentato solo il primo pezzo, e non quello immediatamente connesso al collo. La colorazione argentata è invece ridotta allo snodo delle gambe: le coperture blu ora hanno il dettaglio solo nella parte più interna (nella vecchia versione la colorazione del bordo tendeva a venirsene, per abrasione con altre parti durante la trasformazione).
Anche sui piedi c'è una fascia azzurra.
Nell'interno del petto, il simbolo autobot è decorato con maggiore cura per rispecchiare quello sul radiatore, come pure è più verosimigliante il fregio ovale sotto, con i soli cerchi dorati. Le due fasce sui fianchi sono ora colorate in blu, ma i piccoli fari sopra di esse rimangono rossi.
Le spade sono ora trasparenti e non traslucide, con una tonalità di arancio più chiara, ma non troppo vicina al giallo. Inoltre, hanno i dettagli della lama in argento.
Tutte le fiamme della versione base sono allungate per aumentare la verosimiglianza alla CGI, inoltre sono rifinite con un sottile bordino bianco che le rende terribilmente vicine alla versione reale. Purtroppo talvolta il bordino bianco risulta lievemente sfasato rispetto alle fiamme stesse.
Ci sono anche piccole lingue azzurre sul petto, assenti nella prima versione.
La testa è dettagliata ottimamente, con nuovi dettagli argentati sulle antenne e intorno agli occhi, un tocco di dorato ai lati della testa e una sottile striscia azzurra lungo il naso. La faccia è scolpita con cura certosina, e la curva della bocca è identica al film. Ovviamente lo sculpt è di molto superiore alla precedente testa, vista la quantità di nuovi dettagli. La nuca però è invariata, come sculpt, quindi si potrebbe anche scambiare la sola metà frontale conservando i dettagli in più sulle antenne.
Le due placche mobili sul petto sono cromate in argento; meglio ancora, sotto di esse non c'è l'odioso spazio blu della prima versione: il rosso è continuato e sfocia nelle fiamme.
Il cannone è formato dai due serbatoi sulla schiena, aventi una trasformazione scontata il primo e intuitiva il secondo. L'assemblaggio avviene grazie a un unico piccolo perno, e pertanto non è solidissimo, ma per l'esposizione va bene.
Purtroppo hanno usato quell'orrendo effetto annerito sulla canna, che tra l'altro danneggia il camuffamento in modalità serbatoi.
Per la trasformazione del frammento posteriore si può usare la fantasia, in modo da nascondere al meglio secondo i gusti personali al marmitta e consentire di farlo impugnare agevolmente in entrambe le mani.
Tenendo conto che ha origine da elementi preesistenti, è meravigliosamente simile al film, e pertanto vale decisamente l'acquisto, o comunque contribuisce al valore dell'oggetto, il cui punto di forza rimane la verniciatura, per quanto non esente da sbavature. Il mio ha una articolazione che non clicca, ma dubito che sia un difetto generalizzato.
Le tonalità di azzurro e rosso sono più scure e decisamente più gradevoli e verosimili di quelle della versione base.
Tutti gli snodi del robot e della trasformazione sono inoltre più solidi e si incastrano meglio tra loro (il che rende particolarmente difficile staccare le sezioni del petto dal corpo del robot).
Con il veicolo torniamo all'eccelsa qualità delle verniciature di RiD (ricordo di aver avuto per le mani Super Side Burn, e la qualità mi stupì), il tutto impreziosito dalle cromature sopra i finestrini e sul radiatore, ora frazionato al minimo. La frammentazione dei serbatoi, invece, è visibile solo sul lato destro, mentre l'altro appare integro come nella versione base.
Luci ed effetti sonori non cambiano rispetto alla versione americana.
Ora, i commenti.
Non so voi, ma io nel maneggiare un Transformer, cerco sempre di evitare di toccare le parti colorate (figurarsi quelle cromate). Naturalmente, nel buster non è possibile. Anzi, in entrambe le modalità pezzi colorati entrano quasi inevitabilmente in contatto.
In sostanza, se comprate questo modello vi assumete il rischio di vederlo perdere progressivamente di bellezza: trasformarlo è pure follia (Io l'ho fatto solo per fare la foto per la gallery, e sì, lo sto dicendo apposta per farvi sentire in colpa), infatti sono argentati anche i tanti perni che finiscono uno
dentro l'altro. E' inevitabile che con l'uso si rovini la colorazione.
E' comunque possibile limitare al minimo i contatti tra parti colorate, ma richiede di lasciare il modello fermo e maneggiarlo il meno possibile.
La versione finiva con qualcosa tipo: "Il racconto insegna che chi possiede qualcosa senza toccarla, non la desidera veramente."
Con il dovuto rispetto, Esopo non sapeva con che facilità se ne vengono le cromature.
Io il mio lo tengo in scatola, con un fazzoletto di carta morbida sotto i piedi perchè le cromature non si danneggino, e se ho voglia di trasformarlo ho quello normale.
La soluzione è questa: il modello in se stesso è un Must Have assoluto, un vanto per il marchio e uno dei migliori modelli di sempre, ma se lo comprate poi dovete prendervi anche la versione base, perchè rinunciare alla splendida trasformazione di questo mold e alla sua ampissima mobilità per il giusto timore di rovinare la colorazione è un crimine.
Oppure, semplicemente, compratevene due.
Voto 10.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)