Specie nell'ultimo periodo, ho spesso sentito fan affermare che non avrebbero acquistato modelli che ammettevano essere ben fatti perchè possedevano già il personaggio. Ottima motivazione, per carità, ma io non sono d'accordo: se il mold è nuovo, il mold è nuovo.
Ecco perchè sono qui a recensirvi il mio secondo Leader Optimus Prime dell'universo Movie.
Anzi, Il Leader Prime Movie.
Se avete visto delle immagini del modello di cui sto parlando, ed è molto probabile che lo abbiate fatto, già sapete che questo modello è praticamente uguale alla versione cinematografica, o almeno è quanto di più simile si possa ottenere col solo ausilio della plastica.
Parlando esclusivamente dello sculpt, si è giunti a livelli incredibili: gli unici "difetti" in questa riproduzione altrimenti perfetta sono i due cosi ai lati delle gambe (scusate, non ne conosco il nome) e le ruote accavallate sulle cosce. Non menzionerò infatti le "ali", che mi sembrano un po' troppo piccole, e i pannelli sugli avambracci che sono invece troppo grandi per esigenze di trasformazione.
La colorazione dà qualche altro grattacapo: in particolare le punte dei piedi rosse, che potevano benissimo essere fatte con la plastica grigia usata per il resto del piede. Stesso discorso per i due pezzi che sostengono al testa di Optimus.
Passiamo ora al confronto col vecchio Leader. Non c'è confronto. Innanzitutto il nuovo è più alto, dopo una serie di leader bassini, a occhio direi quanto Cybertron Megatron o forse di più (e in effetti non ho idea di dove lo metterò, ma c'è sempre tempo per pensarci). Il vecchio leader gli arriva all'altezza del collo. E non che fosse basso. Inoltre il nuovo è decisamente più slanciato senza quell'effetto cubettoso del primo.
Come già detto, l'accuratezza al film di questo nuovo modello è davvero impressionante, ed è inoltre contornata da un livello di dettagli eccezionale, tale da battere quello già ottimo del primo leader: ne sono un esempio le cosce e le braccia, nonchè il retro della testa. Hanno perfino inserito le fiamme rosse nell'interno delle gambe.
La snodabilità del modello è quella già ottima a cui ci hanno abituate le serie recenti: snodi ovunque, ma quasi tutte cerniere: le uniche parti su ball-joint sono i piedi (non vedevo ball-joint così grosse dai tempi del primo Optimus Primal) e le due sezioni grigie sopra i finestrini, che si possono di conseguenza posizionare come più si desidera. Direi che servono a dare personalità al robot. Su una di esse c'è un simbolo Autobot nero. Un altro simbolo Autobot, meno visibile e non colorato, si trova seminascosto all'interno del petto (credo si veda in una scena del primo film, quando Optimus si apre il petto).
Non avete bisogno che sia io a dirvi su quali colori è basato il paint-job, mi limito a segnalare 'uso massiccio dell'argentato, usato non solo per i dettagli del viso ma anche per le ginocchiere, gli spuntoni sulle spalle, le cassettine laterali del camion e i cerchioni.
Si sente invero la mancanza di alcuni dettagli della prima versione: per esempio le ruote in gomma e le singole dita snodate. Le mani infatti sono un unico blocchetto di plastica: ben scolpito (all'inizio pensavo fossero mobili come nel primo), ma pur sempre un blocchetto di plastica. Per coloro che la ritengono una spiegazione valida, la giustificazione è che debbano impugnare l'arma di Jetfire.
C'è poi la gimmick delle spade, che escono a scatto dagli avambracci (in realtà le punte spuntano da dietro i pannelli, ma non si notano troppo se non per il fatto che intralciano un po' la mobilità) con un apposito pulsante. Ben scolpite nella plastica arancione semitrasparente (non le hanno clorate neanche per sbaglio), hanno un simbolo cybertronaino scolpito su ciascuna di esse.
Quanto al reparto luci e suoni in questa modalità si attivano nel seguente modo: ricordate il pulsantino che nel vecchio modello attivava l'Automorph? LO stesso va prima abbassato e poi premuto.
In questo modo il petto si solleva, le rotelline nei finestrini ruotano (Mech Alive: mai gimmick fu più inutile), si accendono luci rosse nei finestrini e verdi negli occhi e il robot dice il suo nome (Nella versione americana direbbe "I'm Optimus Prime", in quella europea solo "Optimus Prime", forse nel tentativo di renderlo "multilingua". Valli a capire).
C'è un secondo Mech Alive nelle braccia, il cui interno ruota ruotando gli avambracci, ma col grigio su grigio accorgersene è difficile.
Sulla scatola, in alto a destra, c'è un pallino nero con una scritta bianca. Dice "5 +". Vi avranno immagino detto che indica che il prodotto è destinato a bambini di età pari o superiore a cinque anni. Ciò è palesemente falso: indica invece il numero di anni necessario a trasformare il modello. Se non ci credete, portatemi un qualsiasi bambino di cinque anni che riesca a farlo diventare qualcosa di anche solo vagamente simile a un camion prima di compierne dieci.
Le istruzioni non aiutano più di tanto, visto che sono straordinariamente poco chiare, o almeno a me è sembrato così.
Non proverò a descrivere la trasformazione per intero: mi limito a dire che gambe e piedi si spalmano per formare il pianale, le braccia coperte dai pannelli divengono il cofano, i finestrini si uniscono e slittano in avanti per coprire al testa e le ali formano infine la copertura azzurra dietro la cabina. Tutto questo in un immenso gioco di pannelli che ruotano, si agganciano e si riagganciano. Segnalo inoltre il rumore di trasformazione quando si stacca il bacino.
Chiunque abbia definito questi nuovi RotF Origami-Formers aveva dannatamente ragione.
IL camion che tutti ben conosciamo è qui riprodotto alquanto fedelmente, sebbene in scala un po' più piccola rispetto al precedente modello. Ancora una volta è molto più simile al veicolo visto nel film, complice anche l'assenza del grosso cannone sul retro. Certo, si intravede il bacino, ma sempre meglio del cannone.
Questa nuova versione ha i finestrini di plastica trasparente (sebbene dentro si vedano gli inutilissimi ingranaggi del Mech Alive, e gli specchietti retrovisori ancora una volta trasparenti. Sempre di plastica trasparente incolore sono i fari sia anteriori sia posteriori, compresi i molteplici sulla "targa".
Gli effetti sonori in questa modalità si attivano da un minuscolo bottoncino dietro al camion e consistono in luci rosse dai finestrini e un suono indefinibile. Quantomeno è poco invasivo.
Ottimo disguise, oltre al bacino già segnalato da sotto si vedono sole le gambe "spalmate " per tutta la lunghezza del mezzo.
A essere sincero non so se consigliare o meno il modello. Se al faccenda dei doppi mold non vi disturba dovete prenderlo assolutamente, che vale sicuramente il suo prezzo (magari non tutti i sessantanove euro e novanta centesimi che ho sganciato per averlo, ma comunque di certo il prezzo di un leader). In più è combinabile.
Se invece vi secca potete anche lasciarlo perdere, aspettando l'eventuale premium o l'inevitabile Prime di Transformers 3. Tanto se poi quello non vi piace, potete sempre comprare questo a prezzo ridotto tra un anno o due.
Ma tanto che abbracciate l'una o l'altra linea di pensiero è perfettamente uguale, lo so io e lo sapete voi. Dite "questo lo salto, in fondo ce l'ho già". Poi le novità scarseggiano. Ci sono sempre gli stessi due o tre deluxe che avete già. Lui continua a guardarvi e alla fine, salvo tre o quattro prodi dalla ferrea forza di volontà ve lo portate a casa volenti o nolenti. Perciò smettetela di mentire a voi stessi e accattatevelo appena scende un po' di prezzo.
