Leo Prime è un modellino di classe voyager prodotto da
Hasbro nel 2009 per la linea
Universe in occasione del venticinquennale del brand
Transformers. Si tratta di un repaint di
Leobreaker, personaggio già comparso nella linea
Cybertron del 2005, con una nuova testa e una nuova colorazione.
Quest’ultima è ispirata sia al classico schema di colori di
Optimus Prime che alla modalità pre-terrestre di
Lio Convoy vista nella serie animata
Beast Wars Second.
MODALITA’ ANIMALE
La modalità leone è la mia preferita. Lo schema dei colori è basato principalmente sul rosso e sul blu; alcuni particolari, come gli artigli e la coda, sono grigi.
Particolarmente riuscita è la realizzazione della testa: è ottimamente scolpita, ricca di particolari, così coem la criniera che, grazie alla colorazione argentata, risulta subito evidente.
Il felino è molto stabile, con un buon numero di articolazioni e una sufficiente potabilità.
Usando la
CyberPlanet Key si attiva lo scatto degli artigli e premendo l’apposito “tasto” sulla fronte si ottiene il movimento della bocca.
Quello che non mi piace di questa modalità è la vistosa differenza tra la parte anteriore e quella posteriore: se infatti gli arti anteriori sono massicci, molto curati e ricchi di particolari, quelli posteriori sono invece molto più schematici, meno dettagliati, con scolpiture meno accattivanti. Anche la coda è molto semplice e sottile, realizzata con un unico stampo e priva quindi di articolazioni.
TRASFORMAZIONE
Da modalità animale a modalità robot: si stacca la coda, si ruotano i talloni delle zampe posteriori e le si porta in posizione parallela alla schiena; si aprono le tre ghiere che formano la zona “addominale” del leone e si ruota di 90° la parte sottostante fino a farla agganciare con quello che sarà il busto del robot.
Adesso agiamo su quelle che sono diventate le braccia del robot: si muovono le dita in modo da formare la mano e si ruotano gli avambracci per allinearli; infine si estrae la testa dalla criniera del leone e la trasformazione è conclusa.
MODALITA’ ROBOT
La modalità robot non mi fa impazzire: le prime cose a balzare all’occhio sono le gambe, prive di particolari e scolpiture di pregio e le “cerniere” che caratterizzano le braccia. Senza di esse, infatti, le braccia non potrebbero staccarsi dal corpo: l’effetto visivo non è certo dei migliori. E il lungo bacino non migliora la visione d’insieme.
La posabilità, le articolazioni e la stabilità del robot sono buone, pur non raggiungendo gli elevati standard visti nei modellini recenti, anche di classe inferiore. A proposito di classi: l’altezza ed il volume sono buoni per un
classe voyager.
Ovviamente anche in questa modalità si possono attivare gli artigli ed il movimento della bocca del leone. Tramite un foro nella parte interna delle dita la coda può essere “impugnata”; il pollice è mobile.
Infine abbiamo la testa, realizzata ex-novo per l’occasione. E’ il classico stampo
Optimus-style, questa volta con linee allungate e due denti laterali ai fianchi ai fianchi della mascherina. Quest’ultima è argentata, come anche la griglia sulla fronte; gli occhi, invece, son odello stesso blu utilizzato per il casco e risultano di fatto poco evidenti: un peccato che non sia stata utilizzata qualche colorazione diversa o plastica trasparente per farli risaltare.
MODALITA’ ARTIGLIO
E’ stata mantenuta la possibilità di far diventare Leo Prime il braccio di
Cybertron Optimus Prime. La cosa avviene esattamente come avveniva per Leobreaker: a partire dalla modalità robot si ruotano di 90° gli avambracci e si richiudono le dita e la testa; si ripiegano verso la gamba sia i piedi che i talloni; si staccano quindi gli avambracci e li si attacca ai piedi. A questo punto prendete Optimus, gli girate all’indietro un braccio e nell’incastro rettangolare inserite Leo Prime tramite il perno grigio che ha sulla schiena.
CYBERPLANET KEY
La funzione della
Cyberplanet Key è stata, naturalmente, mantenuta uguale rispetto all’originale: è molto semplice, inserendo la chiave nell’apposito vano degli avambracci, gli artigli che sono attaccati ad esso scattano in avanti.
Curiosamente il simbolo presente sulla chiave, che all’epoca della linea Cybertron veniva sempre colorato, in questo caso non lo è: il segno è quindi poco evidente e tende a confondersi con lo “sfondo” posteriore.
NOTE
Nell’originale, premendo il pulsante che attiva il movimento della bocca, si azionava anche l’emissione del ruggito del leone: tale funzione non è stata mantenuta. Il vano porta-batterie non è chiuso da una vite ma da un perno con faccia liscia: non è quindi possibile aprirlo.
Anche se nella bio ufficiale viene presentato come un
Maximal della serie
Beast Wars, il simbolo stampato è quello classico degli
Autobots.
Il design originale è opera di
Tim Bradley, già all’opera sulle precedenti linee
Beast Wars e
Beast Machines.
VALUTAZIONE
Ho sempre considerato questo modellino un occasione sprecata. L’idea di base era sicuramente buona, la realizzazione molto meno: le gambe/zampe posteriori sono brutte a vedersi, le braccia/arti anteriori (con quel movimento a cerniera) non sono il massimo, la modalità artiglio ugualmente lascia un po’ a desiderare per via della limitata mobilità…
La colorazione attuale mi piace di più rispetto all’originale che mi è sempre sembrata troppo arlecchinesca.
In conclusione: se qualche tempo fa il buon JazzLuca lo “consigliava con riserva” il passare degli anni ha, secondo me, peggiorato la situazione. Alla luce del livello raggiunto dai più recenti modelli, lo consiglierei solo ai fan o ai completisti: con tutti i Transformers che usciranno in occasione del Film, del venticinquennale e senza dimenticare gli Animated, questo mi sembra uno dei meno accattivanti.
Certo che se alla Hasbro avessero pensato di fare un semplice repaint di
Lio Convoy saremmo in molti a essere felici!