JazzLuca
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#p182418 • Pubblicato il:
12 Nov 2016, 09:40 L'originale Inferno G1 era fra quei pochi Autobot più grandi della prima storica ondata Diaclone, giustamente in quanto si trasformava in un camion dei pompieri, e ancora giustamente per la sua versione Classic/ Universe 2.0 si è puntati alla classe Voyager, citando degnamente così la possanza del personaggio visto poi nei cartoni.
Se già il Diaclone peccava un po' nel disguise del veicolo ( giapponese ), mosca bianca rispetto ai suoi colleghi futuri Autorobot, il Classic rappresenta fedelmente un'autopompa ( americana ) bella compatta, ricca di dettagli sia scolpiti che dipinti, con un bel rosso scuro principale, magari non così fedele al G1, ma sicuramente gradevole alla vista.
Fa un po' storcere il naso la scelta di sostituire l'iconica scala estensibile con un cannone "spara acqua" ( che in realtà spara un missile azzurro trasparente), ma questo è un furbo richiamo alla versione G2 del giocattolo, che aveva un cannone addizionale da applicare alla suddetta scala, qui invece sostituita del tutto.
( Inferno è infatti uscito per la linea del 25° anniversario del brand, con ogni modellino Classic che rappresentava una linea passata, ed in questa maniera quindi cita esplicitamente il G2 )
Ed a conti fatti non è neanche stata una scelta del tutto scellerata, dato che abbiamo visto nel suo remold di Grapple che il braccio gru estensibile alla fine nel robot risultava parecchio scomodo.
Il veicolo infine fa la sua bella figura, forte di un ottimo stampo, dei bei dettagli dipinti ( la striscia bianca ai lati e un paio di scritte sparse, nonchè colpi di argento qua e là ) e pure la plastica trasparente del parabrezza che arriva fino alle sirene sul tettuccio. Unico neo la vista di braccia e pugni dall'alto, ma niente di così traumatico, che il cannone ad acqua può alzarsi e ruotare, anche se fuori asse.
La trasformazione riprende quella classica del G1, come retroattivamente già parlato nella recensione di Grapple RTS.
Così come il succitato Gancio Generations, anche Inferno fa la sua figura come robot massiccio e imponente, distinguendosi dal suo giallo repaint avendo anche piedi, pugni, avambracci, e ovviamente la testa diversi.
Questa richiama più il design del giocattolo che non quella del cartone come Grapple, più stilizzata, con tanto di aggiunta delle iconiche "ali" ai lati del capo, anche se qui sono solo dettaglio visibile solo lateralmente e non sono nemmeno bianche. Direi che fra le due, preferisco la testa di Gancio Classic.
I pugni hanno i fori ma non c'è alcuna arma da fargli impugnare, con il solo lanciamissili sotto l'avambraccio sinistro che non si può staccare: in quella posizione forse mima il famoso braccio monco di Inferno, il che non è così male come soluzione, ma ancora, come detto già per Grapple, il pannello pieghevole che si chiude dietro la schiena sembra esser stato pensato per poter in realtà sostenere qualcosa, magari proprio la scala o la gru estendibile dei due personaggi.
Da rimarcare l'elevata articolazione delle gambe, con le caviglie che s'inclinano e i piedi che ruotano, e la doppia rotazione di cosce e ginocchia, che permettono di fargli fare la spaccata.
( I pugni possono ruotare, a differenza delle mani semi aperte di Grapple, tra le altre cose )
Infine, una bella versione moderna perfetta per la linea Classic/Generations, ancora attuale ed esteticamente superiore al suo "fratello" Grapple, anche se è imminente l'uscita dell'ovviamente più fedele Masterpiece.