MeGrimlock
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#p75942 • Pubblicato il:
29 Mar 2009, 12:38 Universe (Classics 2.0) Cyclonus ripropone il personaggio G1 del 1986, in una nuova versione di classe Deluxe la cui qualità complessiva è veramente sbalorditiva.
Nella confezione è presente anche Nightstick, il cyborg Nebulano con cui il primo Cyclonus era stato riproposto in versione Targetmaster nel 1987.
La modalitĂ di jet di Cyclonus riprende e migliora tutte le caratteristiche piĂą iconiche del personaggio originale, migliorandole e rinnovandole in maniera a volte persino radicale.
Ma non c’è una sola di queste innovazioni che non risulti perfetta, come se istintivamente noi fan avessimo sempre saputo che il “vero” Cyclonus avrebbe dovuto essere così.
Proviamo a elencarli:
- le ali invertite che descrivono la forma a V e gli alettoni posteriori che le imitano;
- la cabina con finestrini multipli (il cui numero qui sale a otto, grazie alla presenza di due di essi sul tettuccio della cabina) in plastica traslucida rossa;
- i propulsori laterali;
- i cannoncini sul muso;
- la punta ad ago del muso, che può essere fatta rientrare.
Immancabili in questo tipo di modello, sono le tre rotelle del carrello, che possono essere fatte apparire a piacere.
Lo schema cromatico del jet è molto più cupo e sobrio dell’originale, ma non ne tradisce lo spirito. Anche in questo caso, la scelta di un blu così scuro, in contrasto col grigio e accompagnato da dettagli minori color amaranto (cupi quanto il blu e collegati alle vetrate della cabina), sembra davvero riflettere l’intima essenza del personaggio, soprattutto se lo si rivede nell’ottica della lettura che ne ha dato di recente l’albo di Spotlight: Cyclonus pubblicato dalla IDW.
A pensarci bene, anche il Cyclonus della serie Animated, di cui si sa ancora ben poco, sembra giĂ essere in sintonia con questa interpretazione.
La trasformazione è semplicemente stupenda.
Accurata, meticolosamente studiata e consistente, è difficile credere che sia stata pensata per un semplice Deluxe. Anche se sappiamo bene che l’aumento del livello della classe si accompagna a volte a una grande semplificazione del modellino, come Universe (C2.0) Silverbolt insegna.
I propulsori laterali sono le braccia del robot: un perno molto particolare ruota di centottanta gradi e consente loro di cambiare posizione, spostandosi ai fianchi del muso del jet, dove comparirà la testa. Un aggancio molto solido li mette in posizione e li mantiene tali anche a modellino ultimato. Per ottenere le braccia vere e proprie, è necessario far scivolare in avanti l’avambraccio, che rivela così l’articolazione per il gomito. E’ prima necessario sganciare le ali, che tengono saldamente in posizione i propulsori, sottolineando un altro pregio di questo modellino: una progettazione che mira alla stabilità di entrambe le modalità .
I pugni emergono dagli avambracci tramite una rotazione, che li fa emergere dalle bocche di scarico dei propulsori.
Per completare questa fase, le ali si ripiegano dietro le spalle attraverso un perno a doppia articolazione.
Come abbiamo già detto, la punta ad ago del jet rientra nel muso, che a sua volta si ripiega all’indietro e scompare all’interno della cabina: si porta così alla luce la testa di Cyclonus, mentre il resto scompare nella schiena del robot.
Le gambe si formano a partire dal corpo centrale del jet, e sono probabilmente la componente più intelligente dell’intera trasformazione. La parte inferiore (polpacci, stinco e ginocchia per così dire) è suddivisa in due segmenti, quello anteriore e quello posteriore: nella modalità di jet, questi segmenti racchiudono le cosce, a mo’ di bozzolo; nella trasformazione, scivolano verso il basso grazie a un perno interno doppio quasi indistinguibile e si agganciano tra loro, dando forma alle gambe effettive del robot.
Il robot ha un’ottima posabilità : ginocchia pieghevoli, articolazioni delle gambe al bacino (e a metà coscia); piedi con una punta e un tallone inclinabili autonomamente; gomiti articolati; giuntura delle spalle che consente movimento in avanti e laterale; testa che può ruotare.
La figura di Cyclonus appare a prima vita un po’ secca, quasi fosse troppo magro nelle gambe; ma la linea futuristica e dettagliatissima della scultura si impone rapidamente, sostituendo l’impressione originale con un’altra, che parla di una solida e tetra solennità , davvero in sintonia con l’idea del personaggio di Cyclonus.
Lo schema cromatico del robot non varia rispetto a quello del jet, ma smentisce i timori che colsero i fan alla visione dei primi prototipi; il grigio e il blu sono ottimamente distribuiti, in un’alternanza felicemente bilanciata, mentre l’amaranto sottolinea discretamente i numerosi dettagli della scultura.
Nightstick, il Cyborg Nebulano che in originale era un signore del crimine, si trasforma in un fucile (a raggio nero, dicevano le Tech Specs originali) con un cannone principale e due canne secondarie (le gambe).
Anche in questo caso, la colorazione di Nightstick, che riprende quella di Cyclonus, è ben distribuita (e diversa dalla piattezza monocromatica dei prototipi visti su internet).
Ma la meraviglia di questo Nightstick sta sicuramente nelle articolazioni: le gambe hanno solo le giunture al bacino, ma le braccia si possono muovere all’altezza delle spalle e piegare all’altezza dei gomiti.
Davvero una cosa che non si era probabilmente mai vista prima e che realizza i sogni di molti fan: un Targetmaster snodato.
L’unico difetto di Nightstick è l’ingombrante cannone appeso alla sua schiena, che però è compensato dalla mobilità dei piedi, la cui parte anteriore (altro dettaglio mirabile) ruota durante la trasformazione.
Nightstick può essere impugnato da Cyclonus in forma di robot, oppure agganciato al tettuccio del jet.
Jazzluca sottolinea che può anche sostituire il pugno di Cyclonus (che resta quindi all’interno dell’avambraccio) e divenire un prolungamento del braccio stesso, come accadeva per i Targetmaster nella serie animata giapponese di Headmasters.
Lonewolf ci informa inoltre che è compatibile con i Targetmaster della G1.
Questo favoloso modellino è sicuramente tra i migliori della linea con cui la Hasbro celebra nel 2009 il 25nnale dei Transformer e ci fa rimpiangere solo una cosa: che non siano stati prodotti almeno un Headmaster e un Powermaster (o altri Targetmaster) di analogo livello!