Powerglide è la rivisitazione in chiave moderna dello storico Minibot G1 conosciuto in Italia col nome di Jumbo.
Curiosa, pertanto, la scelta di Hasbro di renderlo un robot di classe Ultra quando, per una questione di logica, sarebbe potuto essere tranquillamente un Basic/Scout; ma del resto è risaputo che la Hasbro se ne frega altamente della scala tra i personaggi di una stessa serie!
Eppure, ragazzi, se i risultati sono questi, c'è ben poco di che lamentarsi!
Si perchè Powerglide, in barba alle dimensioni e alla colorazione assolutamente (volutamente?) sbagliata (riveduta e corretta nella versione Henkei) è un modello a mio avviso strepitoso!
La modalità alternativa è un bellissimo aereo monoposto Warthog A-10, un micidiale velivolo progettato quasi esclusivamente per le missioni in appoggio alle forze di terra, che si rivela letale negli attacchi al suolo contro carri armati e grossi veicoli militari. In realtà rispetto al velivolo reale questo modellino presenta alcune variazioni strutturali, tipo le grosse prese d'aria situate ai lati del muso oppure i lanciamissili sotto le ali rielaborati per sembrare reattori aggiuntivi.
Per il resto, però, il modello è perfettamente riprodotto e presenta una linea incredibilmente bella, soprattutto per via delle due turboventole attaccate lateralmente alla fusoliera e posti subito dietro e al di sopra delle ali e per la particolare forma bombata del cockpit, protetto da un bellissimo vetro in platica trasparente di colore arancio intervallato da montanti grigi! La tinta prevalente dell'aereo è un color panna, con alcuni particolari rossi sulle ali, sulle prese d'aria e sui cilindri delle turboventole.
I carrelli di atterraggio sono ripiegati uno sotto la fusoliera (parte anteriore) e uno sotto ciascun reattore delle ali.
Infine, sotto il muso dell'aereo è presente una mitragliatrice a canne rotanti che si stacca per diventare il lanciamissili del robot: il camuffamento delle parti robotiche è praticamente TOTALE, a una prima occhiata ci vuole impegno pure per individuare i pugni nascosti all'interno dei reattori sotto le ali.
Al centro delle stesse, nella parte alta della fusoliera, è presente il tasto che mette in funzione una delle due gimmick elettroniche del modello: la pressione determina l'accensione delle luci poste dietro agli ugelli di scarico delle ventole (come a simulare la fase di propulsione) e tre effetti sonori differenti.
L'altra gimmick elettronica la si scopre durante la complessa (almeno all'inizio) fase di trasformazione del modello, quando, all'atto di sistemare il bacino nella posizione corretta, resterete piacevolmente colpiti dall'effetto sonoro classico della trasformazione! E il bello è che nella fase inversa di trasformazione si inverte ANCHE l'effetto sonoro, con un pitch che passa da una gamma di frequenze più alte ad una più bassa!
Il robot mode è anch'esso spettacolare, grosso, minaccioso, molto ben articolato e straripante di dettagli scolpiti con cura maniacale, soprattutto a livello delle spalle, del bacino e delle gambe.
La forma del torace è alquanto inedita, molto ben congegnata, con le due turboventole disposte diagonalmente a formare il petto del robot e le ali ripiegate in verticale lungo i fianchi (verso l'alto), proprio come nel modellino originale; ecco, proprio il particolare delle ali (con i reattori che si trasformano nelle braccia) e la forma della testa sono gli elementi che consentono di riconoscere il personaggio della G1.
Il resto è tutto nuovo, la complessissima forma del torace, l'inedito pannello col cockpit lungo la schiena, la forma degli arti inferiori e lo stesso schema di colori stravolto...
Bellissimo ed elaboratissimo, non saprei come meglio definirlo!
Le tanto discusse "proporzioni" del modello non mi sembrano affatto sballate, tutt'altro: le ventole che fanno da pettorali sono spettacolari e, in generale, la geometria assurda del torace è un punto di forza di questo mirabolante modellino. Forse soltanto le cosce risultano un tantinello sottili, ma nel complesso la figura è incredibilmente armonica, innovativa e ultra dettagliata! Lo schema di colori mi ha fatto pensare immediatamente al personaggio di Jetfire G1 e funziona incredibilmente bene nella sua sobrietà: tanto, per chi punta alla maggior similitudine possibile col Powerglide originale c'è sempre disponibile la versione Henkei.
Ancora due note:
1) La gimmick elettronica con le luci funziona anche in robot mode, il tasto è ripiegato alla base della nuca del robot, per cui basta pigiare leggermente la testa all'indietro per vedere accendersi i pettorali e stavolta ANCHE gli occhi del robot!
2) Il pannello centrale col simbolo Autobot sul petto si solleva e rivela al di sotto un cuore scolpito (intendo proprio un cuoricino di quelli che disegnerebbe una ragazzina sul proprio diario, guardate la gallery!).
Il lanciamissili è dotato di un solo missile, di colore nero.
La posabilità del modello è ottima e prevede, oltre ai soliti N mila movimenti degli arti, anche la rotazione del torso e della testa.
In definitiva questo Ultra Powerglide rappresenta un modello di eccezionale bellezza, che conferma l'enorme livello tecnico raggiunto dai progettisti Hasbro nella serie Classics/Universe: inoltre richiama molto bene il personaggio originale (molto più del pari classe Onslaught, a mio avviso), il quale viene meritatamente recuperato per essere radiosamente proiettato nel 21° secolo.
Compratelo, compratelo, compratelo! Così o con colorazione Henkei, non fa differenza, l'importante è poter apprezzare le prodezze tecniche ed estetiche di questo eccezionale stampo!