Galvatron in versione Universe 2.0 si presenta, nella sua modalità alternativa, con le inedite sembianze di un carro armato. Compattissimo, piccolo e pesante, decisamente ricco di dettagli scolpiti e con la torretta piuttosto arretrata rispetto al baricentro del mezzo. Ad una prima occhiata mi ha ricordato tantissimo (schema cromatico a parte, ovviamente) la modalità di carro armato del vecchio Blitzwing G1, non tanto per la somiglianza tra i due mezzi militari (in questo senso la modalità alternativa di Galvatron è più simile a quella del Movie Brawl Deluxe), quanto piuttosto per l’assoluta compattezza del modello, davvero una roccia dalla linea essenziale (come del resto si confà a un mezzo del genere!). I colori vertono principalmente su una tonalità di grigio piuttosto carica che vira verso un curioso azzurrino. Si scorgono, nella parte posteriore della torretta, dettagli viola e arancio e il grosso cannone è realizzato in plastica trasparente di colore arancio. La torretta è girevole intorno al proprio asse, il cannone è sparante (un solo missile in dotazione) e i cingoli sono fittizi, colorati in nero: la mobilità del mezzo è garantita da apposite rotelle realizzate nella parte inferiore dei falsi cingoli.
Dicevo del livello di dettaglio piuttosto alto: in particolare ho apprezzato il look generale ultra-corazzato del mezzo e le batterie di missili scolpite sulle fiancate posteriori del carro armato, oltre alla ulteriore piccola batteria sul lato destro della torretta.
Davvero bello e credibile come alt mode, peccato solo per la eccessiva omogeneità della colorazione che non fa risaltare tutti i dettagli nella maniera adeguata.
La trasformazione è complessa, geniale e assolutamente inedita eppure stranamente intuitiva!
Sinceramente sarebbe delirante spiegarla passo per passo, eppure l’ho trovato uno dei pochi Transformers moderni che sono riuscito a trasformare senza l’ausilio delle istruzioni! In particolare devo citare la trovata geniale della trasformazione del braccio destro: in pratica la torretta si divide longitudinalmente, il cannone si solleva verso l’alto con un sistema di braccetti mobili, si estrae l’avambraccio dalla parte sottostante della torretta e si richiudono le due metà, le quali si saldano a formare la grossa spalla/braccio del robot!
L’altro braccio, invece, si dispiega da sotto la parte anteriore del carro armato e si mette in posizione. Questa trovata dona una stupenda asimmetria alle sole braccia del robot, asimmetria che contribuisce enormemente al look cattivo e implacabile del leader Decepticon!
Il robot mode è eccezionale, non ho difficoltà ad asserire che si tratta di uno dei più bei Transformers mai realizzati; le proporzioni sono perfettamente coerenti col personaggio, davvero incredibilmente simile alla sua controparte animata. Snello ma al contempo massiccio, caratterizzato da un torace e da un bacino stretti, gambe lunghissime, braccia poderose ma perfettamente proporzionate e soprattutto la scultura della testa è FINALMENTE compatibile con la fisionomia del personaggio della serie animata, ulteriormente impreziosita da una espressione truce e piuttosto scavata, quasi invecchiata!
Eppure, nonostante questa somiglianza impressionante col cartone, i progettisti hanno trovato spazio anche per qualche amorevole citazione del modellino originale del 1986! Queste sono tutte concentrate nella parte posteriore del modello, dove lo zainetto (assolutamente NON invasivo), ricavato dalla porzione anteriore del veicolo, cita magistralmente la porzione posteriore delle spalle del modellino storico.
Stesso discorso pure per quella sorta di “gonnellino” indossato dal Galvatron Universe 2.0, che richiama volutamente il perno di appoggio posteriore del Cannone Cybertroniano che il giocattolo vintage teneva nella stessa identica posizione!
Insomma, più che un modellino commerciale, questa nuova versione di Galvatron rappresenta un Bignami del famoso leader Decepticon, con in più una modalità alternativa moderna ma che comunque non tradisce per nulla lo spirito del personaggio, anzi ne esalta il carattere distruttivo e spietato!
Lo schema cromatico del robot mode cambia radicalmente rispetto a quello del tank, arricchendosi del classico “viola Decepticon” sul torace, bacino, casco, mani e piedi, più tutta una serie di piccoli dettagli arancioni sparsi un po’ dappertutto sul corpo del robot e che sono l’elemento distintivo di questa versione Hasbro rispetto alla futura release Henkei che uscirà a breve.
Ancora, il robot mode è SMODATAMENTE snodato, praticamente è possibile alzare/abbassare/ruotare tutte le parti del corpo, raggiungendo l’apice nella mobilità degli arti inferiori! Giusto per essere precisi va puntualizzato che il solo braccio destro, per via della logica di progettazione, è leggermente meno mobile del resto del corpo e i movimenti risultano impediti dalla grossa torretta che funge da spalla/braccio: ma si tratta davvero di un dettaglio insignificante, un’inezia, compensata peraltro da una miriade di altre articolazioni nel resto del corpo!
Un’estasi totale insomma, un modellino da 10 e lode, un piccolo capolavoro di ingegneria che si fa beffa anche delle ridotte dimensioni generali (si tratta pur sempre di un classe Deluxe): in linea di massima è alto quanto il Classics Rodimus, appena più piccolo, dunque, dei nuovi Sunstreaker e Prowl, tanto per restare in ambito di recenti modelli Universe 2.0
Resta il grosso punto interrogativo su quale sia la funzione dei “peduncoli” ripiegati all’interno delle due metà dello zaino posteriore, sembra quasi che inizialmente il progetto avrebbe previsto una seconda modalità alternativa più simile a quella storica…
Ad ogni modo Galvatron Universe rappresenta un acquisto obbligato per qualunque fan dei Transformers, soprattutto per chi, come me, all’epoca restò deluso dal giocattolo originale, davvero anni luce distante da quel che si era visto e amato nella serie animata!
Ha collaborato Judas