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Iscritto il: 21/06/2004
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Megatron ( Voyager )
Nome: Megatron
Alleanza: Decepticon
Modalità alternativa: fucile a fusione
"Le creature inferiori sono i giocattoli del mio volere."
MEGATRON è il capo più temuto e potente della storia di Cybertron.
La sua potenza è leggendaria e il suo nome viene pronunciato solamente sussurrando.
Non si ferma davanti a nulla, nella sua spinta alla conquista dell’universo.
La sua volontà di potere è tanto grande che persino i suoi stessi seguaci per lui sono poco più che carburante per la sua macchina da guerra e I suoi nemici contano meno che la polvere che stritola sotto il suo tallone.
E’ sempre in prima linea in qualunque carica DECEPTICON, volando nel cielo e vaporizzando le postazioni nemiche con il suo cannone a impulso di antiprotoni.
La sola vista del suo volto ringhiante è sufficiente per spezzare lo spirito di molti Autobot.
Forza 10,0
Intelligenza 10,0
Velocità 6,0
Resistenza 10,0
Rango 10,0
Coraggio 10,0
Potenza di fuoco 10,0
Abilità 7,0
Vedi anche: Henkei Megatron
Recensione di MeGrimlock
Nella linea Classics del 2006-2007, Megatron ha due incarnazioni, delle quali quella della classe Voyager è la rielaborazione del suo alter ego originale G1.
Come ben noto, ciò ha significato che la modalità alternativa di Megatron, una Walther P-38, subisse una pesante ristrutturazione per farla scivolare tra le strette maglie delle attuali regolamentazioni relative ai giocattoli per bambini.
Della pistola originale non rimane quindi quasi nulla: la “canna” è stata ampliata in senso verticale e anche dilatata con due rigonfiamenti orizzontali, trasformando quindi la pistola in un “fusion blaster”, arricchito di numerosi elementi chiassosi e barocchi, per sottolineare che si tratta solamente di un giocattolo.
Tralasciando i discutibili risultati pedagogici del prodotto (come anche i presunti danni causati da un maggiore somiglianza con una pistola vera), il fusion blaster mantiene quindi, del modellino originale, il grilletto, il calcio, il cane e, se vogliamo, il mirino.
Il grilletto scatta e il mirino, con le sue lenti verdi, funziona davvero (per modo di dire, perché l’immagine visibile è veramente sfocata).
Per fortuna, lo schema dei colori è meno esuberante di quanto visto nelle foto ufficiali: la predominanza del grigio e del viola è più netta e, soprattutto, è azzeccata, essendo il viola una ripetizione del colore classico dei Decepticon. I discreti dettagli in oro delle componenti viola sono felicemente disposti per sottolineare particolari elementi della scultura (sequenze di tacche o borchie). Il nero che fa da contraltare al viola nel calcio è a sua volta ben scelto, e incredibilmente anche il tocco di verde (nelle piccole calotte trasparenti laterali) non stona. L’unico colore veramente fuori luogo è quindi l’arancione del “tappo” di mirino e canna: ma anche qui, per fortuna, la sua presenza è minima
La trasformazione ha un clamoroso difetto, che però porta a un risultato molto gradevole: in altre parole, il camuffamento è stato sacrificato in favore della fedeltà del modellino al Megatron robot della serie animata.
L’aspetto di fusion blaster è infatti conferito principalmente dal rivestimento dell’arma, che si sgancia in due pannelli imperniati alla base del grilletto: le famose “ali” di Megatron.
Rimossi questi pannelli, l’interno dell’arma somiglia a un complicato meccanismo: cosa che non guasta, dato che si tratta della struttura interna di un’arma futuristica.
In realtà, com’è ovvio, questo groviglio di parti non è altro che la ridisposizione più comoda dei vari pezzi del robot: per quanto, quindi, questa trasformazione abbia poco o nulla del passaggio dalla modalità di robot a un’altra modalità chiaramente identificabile e perda quindi una parte del suo fascino, la sua logica risulta affascinante.
Il calcio della pistola costituisce una sola gamba di Megatron: l’altra, speculare, è dissimulata nel resto della canna: ciò permette al robot di avere gambe e piedi identici per aspetto all’originale, ma più massicci.
Un braccio è ripiegato per formare il cane e sostenere il mirino; l’altro forma invece la “punta” della canna, con tanto di tappo arancione.
Il torace è più spostato verso il centro della pistola e su di esso spicca un simbolo Decepticon, visibile attraverso la calotta verde trasparente del pannello di rivestimento.
Il resto del meccanismo è occupato dalle parti che formano bacino e parte superiore delle gambe di Megatron.
Torace, gambe e braccia devono essere messe in posizione con un elaborato gioco di rotazioni (e qualche incastro), che comporta i classici benefici di posabilità.
I “gambali” vengono sollevati verso l’alto e i due segmenti di piede (tallone e punta) emergono dall’interno con la classica rotazione.
Non essendo quindi necessario fare altro che ripiegare i vari pezzi di Megatron in modo tale che i due pannelli esterni li potessero racchiudere, è stato possibile dedicare moltissimo tempo e risorse ai due aspetti più importanti di questo modellino, almeno per quel che riguarda la presa sull’acquirente: aspetto del robot e posabilità.
La modalità di robot che ne risulta rievoca quindi tutti gli elementi di base dell’aspetto del Megatron G1, cercando nel contempo di attualizzarli. Se la curvatura delle gambe è quindi quella classica, sono invece nuove le “tacche” che le decorano, come anche certe piccole borchie.
La struttura del robot è solida e massiccia ed evoca la compatta potenza che un capo Decepticon deve avere. Non ci sono parti che si incastrano male, o che traballano, o che risultanto ridicolmente sproporzionate alla vista.
Le mani emergono a rotazione da cavità degli avambracci, chiuse da uno sportello.
La testa è stata scolpita con grande cura e, soprattutto, aggiornata in modo intelligente: le parti più retrò del Megatron G1 sono state rimosse, oppure stilizzate in un look molto più aggressivo e freddo, in linea con la pelle argentata e i colori scelti per il robot (tranne l’arancione!). La colorazione è molto accurata, soprattutto nel fregio nero sulla fronte. L'inserto abituale di plastica trasparente nella nuca permette di far illuminare di una gelida luce verde gli occhi.
Il cannone a fusione (che si aggancia all’avambraccio, per evitare che ballonzoli) è a sua volta ispirato all’originale,ma risulta forse un po’ troppo massiccio: sarebbe stato forse migliore se fosse stato più esile e più lungo. Su un pannello circolare laterale della “camera di fusione” spicca un enorme simbolo Decepticon.
La posabilità è sicuramente il cavallo di battaglia di questo Classics, e deriva sicuramente dalla libertà che la trasformazione effettiva ha conferito ai progettisti: Megatron può piegare e ruotare ginocchia, gomiti e spalle con una libertà quasi totale. L’indipendenza dei due segmenti di tallone e punta dei piedi contribuisce ulteriormente a dargli equilibrio anche nelle pose più bizzarre.
La confezione è molto elegante, con i suoi sfondi rosso, giallo e arancione incorniciati da una struttura grigia e viola che richiama la tipica tecnologia metallica Decepticon. L’aspetto leggermente retrò del logo TRANSFORMERS e del simbolo Decepticon, qui pesantemente tridimensionale, è bilanciato dall’accurato utilizzo delle sfumature di tutti i colori, tipico delle grafiche più moderne.
Sul retro, la sovrapposizione alle immagini del modellino dei pannelli descrittivi e delle statistiche, insieme al testo della Bio, dà l’effetto classico della “prospettiva tecnologica” di un videogioco, contribuendo ulteriormente all’equilibrio tra le due facce di questa confezione.
Da notare che il nome Classics non compare mai in alcun punto.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.


























