Dinobot San
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#p39190 • Pubblicato il:
4 Nov 2007, 10:43 ciao Tidal.
Sono consapevole che la tesi triennale non è assolutamente paragonabile alla specialistica, nè a quella delle lauree quinquiennali. Anche mio fratello maggiore (già infermiere da diversi anni) mi ha rassicurato dicendomi che ormai è fatta. quello che mi chiedo io invece è: "Perché i relatori la tirano così alla lunga?". Per rifinire il lavoro e così io rischio di non presenmtare la copia in tempo? Per fortuna hop un carissimo amico che lavora n segreter studenti e alla fine mi aiuterà lui, anche se dovessi presentare la tesi all'ultimo momento. La cosa pericolosa è la seguente: Io sono molto ansioso già di mio e questa storia mi ha gettato nel panico. Se non fosse per un carissimo amico infermiere che lavora in psichiatria e che mi sta aiutando moltissimo a preparare una discussione decente non so se riuscirei a mantere l'attenzione fino alla fine.
Comunque sia, io mercoledì gli stampo la copia e gliela porto a firmare.
Per quanto riguarda la storia della specialistica non so cosa dirti. Fino al secondo anno ho affrontato tutto col sorriso sulle labbra, anzi era proprio orgoglioso di studiare al nord, ma dall'inizio del terzo anno è successo di tutto:
1- L'idoneità linguiastica obbligatoria e divisa in tre livelli è gestita da una scuola priivata (che quindi vende i corsi a pagamento), la quale ha pensato bene di aprire un ufficio convenzionato col pubblico e con l'università dove ha messo i computer per l'autoapprendimento della lingua ingelse. Non ti dico che imbrogli che fanno e cosa ho scoperto, non è questa la sede giusta. Io alla fine sono riuscito a recuperare tutto ma almeno in quattrlo quest'anno non si laureano per una sola idoneità linguistica!
2- I nostri tutor, che tanto si vantano di appoggio morale e disponibilità, giocano con noi (uno in particolare). Ci hanno massacrato per una nuova modalità di esame di stato che si basa sulle diagnosi nfermieristiche di Linda Carpenito. La modalità er semplice ma loro ci hanno spaccato i coglioni fino alla fine, terrorizxzandoci e quindi senza permetterci di arrivare all'esame finale di tirocinio con la serenità dovuta.
I tutor mi hanno detto in faccia che noi meridionali veniamo al nord e rubiamo lavoro, ma se all'università i residenti sono solo in 20? Non sarebbero nemmeno riusciti a raggiungere il numero minimo per fare il corso.
E ancora, ci hanno detto in faccia che il mondo degli infermiere non decolla perché hanno la mentalità troppo napoletana...
L'anno scorso, proprio all'esame di tirocinio (un esame da 17 crediti!) arrivo das reparto con una media del 9 (27). Il tutor mi chiede la diluizione degli antiblasitici. Gli spiego tutto per sommi capi e quando alla fine, dopo un suo discorso di almeno 10 minuti, mi chiede cosa contengono i filtri della cappa ed io non so rispondere, mi dice che non può alzarmi il voto ma che posso prendere al massimo 27.
quest'anno, dopo aver superato la prova preliminare, che prevedeva lo sviluppo di un caso clinico (ileostomia) secondo il modello bifocale di Carpenito, vado dalla mia coordinatrice didattica e le chiedo cosa può uscire alla domanda pratica. Lei mi risponde che possono chiedermi uno qualunque dei miei obiettivi di tirocinio. Alla fine scopriamo insieme (lei era all'oscuro di quanto successomi l'anno precedente) che la domanda sulla cappa antiblastica non era pertinente in un esame di tirocinio, poiché non rientrava nei miei oviettivi, inquanto l'assicurazione non copre gli studenti per andare sotto cappa. Mi chiede chi mi abbia fatto una domanda simile, ma io lascio perdere perché ormai è fatta.
Dimmi tu, Tidal , cosa debbo pensare io dell'università degli studi dove sto per laurearmi? Tieni presente che ho scritto queste cose solo per sfogarmi un pò, non per fare polemica attenzione.
La specialistica? Ci ho pensato spesso. Le aree che più mi affascinano sono la psichiatrica e la pediatrica ma una cosa è certa: Prima di prendere qualunque decisione in merito mi informerò riguardo i sistemi di sbarramento dell'università presso cui deciderò di iscrivermi e allaccerò prima un contatto con la coordinatrice didattica, al fine di capire bene come si svolgerà il corso.
Chiedo scusa a tutti se il post si sta allontanando dalla discussione iniziale, ma ringrazio tutti per l'attenzione prestata al mio problema.
PS: Tidal sei un infermiere?
Sai dirmi se esistono organi che possano tutelare gli studenti da questi abusi di potere da parte dei prof?
Sarebbe utile mettere al corrente di tutto il collegio IPASVI di Roma?
Grazie ancora. Dinobot san