Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
The Arrival #6 [fumetto con storie inedite]
“Animated: The Arrival” #6 – “Rise of Safeguard”
Storia di Eric Siebenaler e Marty Isenberg
Arte: Boo (pagine 1-12) e Matthew Frank (pagine 13-24)
Colori: Liam Shalloo
Copertina di The Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel 2009.
La storia
In seguito alle insurrezioni Decepticon sul bordo della galassia, Ultra Magnus invia una trasmissione cifrata al Comando Autobot, per insistere sull’esigenza di una dimostrazione di forza che ricordi ai Decepticon la superiorità militare degli Autobot.
Magnus non ritiene che la situazione richieda di riprendere il Progetto Omega, ma vuole comunque la creazione di nuovi e non ortodossi protocolli di combattimento per gli Autobot.
Sull’astronave della Guardia d’Elite, Magnus spiega di voler creare Autobot dotati della capacità di volare. Sentinel Prime e Jazz sono molto scettici al riguardo.
Ma Magnus non desiste: a bordo c’è un prigioniero, Starscream, che offre proprio la rara occasione di acceder alla programmazione di un Decepticon.
Nel processo, Starscream riesce a fuggire, ma Magnus, una volta tornato su Cybertron, annuncia al Consiglio Autobot che l’operazione ha avuto successo.
Tocca ora al Ministro della Scienza, Perceptor, il compito di dare inizio al Progetto Safeguard.
Perceptor teme che l’esperimento possa implicare gravi rischi, per cui Magnus lo esorta a non sprecare le preziose risorse della Guardia d’Elite, ma a procurarsi invece qualche cavia sacrificabile tra il personale delle fattorie e delle raffinerie dell’Energon.
Due robot che lavorano in una raffineria restano vittima di un catastrofico incidente industriale causato proprio dal loro comportamento esibizionista e avventato.
Perceptor fa trasportare i due robot, gravemente feriti, al Ministero della Scienza, convinto di aver trovato i “volontari”. Inoltre, i due sono gemelli, una rara anomalia derivata dalla scissione di una Protoforma:: ciò offre ulteriori possibilità di sperimentazione.
Più prosaicamente, Wheeljack sottolinea come la fusione di dati coi protocolli di un Decepticon possa avere effetti collaterali sui gemelli: dall’aumento di forza e dimensioni al desiderio di uccidere tutti gli Autobot.
Il processo richiede gran parte di un DecaCiclo, durante il quale le strutture corporee dei gemelli vengono rafforzate per tollerare la fusione dei dati che viene fornita da Red Alert.
Le risorse del Ministero della Scienza vengono portate al limite, ma alla fine Perceptor riesce a completare l’esperimento e a presentare il prodotto finale a Ultra Magnus.
Magnus incarica Sentinel Prime di addestrare i due gemelli. Sentinel non prende bene la cosa, perché gli sembra di essere declassato alla sua vecchia mansione di sergente addestratore.
Un po’ arrugginito, Sentinel assegna a entrambi gemelli il nome in codice di Jetfire, prima di accorgersi che è meglio usare nomi diversi. Il secondo diventa quindi Jetstorm.
I Gemelli Jet superano le prove di combattimento col massimo dei voti, ma non solo: a causa della loro avventatezza, vengono scambiati per Decepticon dai sistemi di difesa planetari, riescono a distruggere gli stessi armamenti antiaerei degli Autobot.
Sentinel, che non è riuscito a tenerli a bada ed è teoricamente responsabile per questo incidente, si salva lasciando credere a Magnus di avere invece organizzato tutto deliberatamente, per mettere alla prova le vere capacità dei Gemelli Jet.
Ultra Magnus si complimenta per l’iniziativa, ma suggerisce di passare ai combattimenti simulati.
Jazz sovrintende all’addestramento dei Gemelli Jet al combattimento corpo-a-corpo. Inizialmente, Jazz riesce a metterli in difficoltà , ma non appena dà loro le spalle, riceve una sonora batosta.
In seguito, Jazz e Ultra Magnus si rendono conto che i protocolli di volo dei Gemelli Jet hanno elevato le loro capacità ben oltre quelle richieste per l’addestramento Autobot, persino nel simulatore di combattimento, rendendoli troppo sicuri e arroganti.
Perceptor sa come bilanciare nuovamente le cose: basterĂ potenziare il simulatore di combattimento con la programmazione di Starscream.
Innestati nel simulatore, i Gemelli Jet sconfiggono facilmente i soldati droni, ma vengono messi in difficoltĂ dalla simulazione di Starscream, che li massacra.
Starscream abbatte Jetstorm e si appresta a mutilarlo, per soddisfare un perverso senso del piacere.
Perceptor ne è allarmato, perché ciò non fa parte della programmazione.
Sentinel tenta di disconnettere i Gemelli Jet dal simulatore, ma non vi riesce, perché il macchinario genera campi di energia che tengono lontana la Guardia d’Elite.
Furioso, Jetfire manifesta una capacitĂ inedita, proiettando getti di fiamma contro Starscream.
Ma Jetfire non riesce a controllarsi e, nella realtĂ , il suo corpo viene avvolto dal fuoco.
Jetstorm si riprende e scopre di avere una capacità analoga: può generare turbini di vento, che creano un intenso freddo capace di smorzare le fiamme di Jetfire.
Starscream torna all’attacco, ma questa volta i Gemelli Jet reagiscono combinandosi in forma di Gestalt (finora sconosciuta a tutti). Il pontente Safeguard sconfigge definitivamente il Decepticon simulato e finalmente Perceptor può porre fine al programma.
Ultra Magnus si convince del valore dei Gemelli Jet e li introduce nella Guardia d’Elite come ufficiali junior, incaricandoli di unirsi a Sentinel Prime nella caccia al traditore Autobot Wasp.
Note
Questa storia è disponibile in allegato alla confezione dei modellini di Jetstorm e Jetfire.
Inizialmente, la IDW aveva previsto di pubblicarla anche come sesto capitolo della miniserie The Arrival, ma in questo modo la storia sarebbe stata distribuita ancora prima dell’uscita dei giocattoli: la IDW ha quindi cancellato questo sesto albo, per evitare che la promessa “esclusiva” allegata ai giocattoli fosse privata di qualunque valore.
La storia compare comunque nel trade paperback, con il titolo “First (And Second) In Flight”.
Nell’edizione europea della confezione dei modellini di Jetstorm e Jetfire, il fumetto è stato stampato in stile flip-book, cioè in albi che presentano la stessa storia in tre lingue. La prima versione contempla inglese, francese e tedesco. La seconda invece comprende spagnolo, italiano e olandese.
Ai testi, oltre al supervisore/creatore della serie animata, troviamo anche Eric Siebenaler, uno dei progettisti capo della Hasbro.
Durante la seduta del Consiglio, davanti al podio di Ultra Magnus ci sono due robot con la struttura corporea simile a quella di Prowl, ma colorati di rosso e verde.
Red Alert ha una mani sinistra “normale”, quando invece su quel braccio dovrebbe sfoggiare uno strumento chirurgico di luce solida.
Sentinel non si trasforma mai, ma appare chiaro che la sua modalità alternativa è ancora quella acquisita sulla Terra, sebbene Sentinel avesse riacquisito quella Cybertroniana dopo aver lasciato il pianeta.
Questa confusione sulla sua modalità alternativa in essere è presente anche nella serie animata.
Jazz ha probabilmente conservato la sua modalità alternativa terrestre, probabilmente perché gli piace parecchio.
Gli eventi del fumetto si collocano in tre punti diversi della cronologia della serie animata. L’inizio è precedente/parallelo a “A Fistful of Energon” (dove compare la scena della fuga di Starscream).
La creazione di Jetstorm e Jetfire avviene un decaciclo piĂą tardi, quando Magnus riesce a contattare nuovamente gli Autobot della Terra.
Il finale sembra avere luogo subito dopo la fine di “TransWarped – Part 3” e funge da preludio a “Where Is Thy Sting?”.
A tavola 4, le battute di esordio dei due gemelli sembrano invertite: dovrebbe essere Jetstorm a vantarsi di stare facendo qualcosa senza mani e senza “viz scanners”, visto che è lui che sta camminando su una fune sospesa nel vuoto.
Dato lo sviluppo dei dialoghi nella pagina successiva, è probabile che il disegnatore o il colorista abbiano confuso i due personaggi nella vignetta in cui esordiscono, e che gli sceneggiatori o il letterista abbiano tentato di rimediare.
Sentinel Prime non riesce a tenere a freno i due Gemelli Jet, che devastano le difese antiaeree planetarie. Piuttosto che ammettere la propria incompetenza, Sentinel racconta a Magnus di aver organizzato ogni cosa a mo’ di esercitazione/collaudo.
E Magnus gli crede e lo loda per l’iniziativa.
Questa scena risponde alla domanda che molti fan si pongono: come è riuscito un incompetente cialtrone come Sentinel a fare una carriera che lo ha condotto a diventare Magnus Pro Tempore?
La risposta è che Sentinel incarna uno dei peggiori tipi di personaggio del mondo del lavoro: l’incapace dotato di parlantina sciolta, che non ha grandi capacità pratiche ma ci sa fare con le parole e, davanti ai superiori, riesce a prendersi i meriti del lavoro altrui o a capovolgere la realtà delle cose.
Il nome di Jetfire, ricorrente nella storia del marchio, ha esordito con i modellini G1 del 1984.
Il nome di Jetstorm, meno ricorrente ma comunque ben presente nella storia del marchio, ha esordito con i modellini G2 del 1992.
Jetfire menziona Iacon, confermando che la classica CittĂ -Stato della G1 esiste anche in questo universo.
Jazz menziona le arti marziali del Circuit-Su e del Metallikato.
Sullo sfondo della tavola 13, quando Jazz addestra i Gemelli Jet, c’è un manichino per il tiro a segno con le fattezze di un Conehead.
Jazz continua a parlare col suo slang da beatnik del 1950, usando termini come “Clyde”, “dig”, “nowheresville” e “square”.
Ultra Magnus e la Guardia d’Elite considerano “sacrificabile” chi non è membro della Guardia.
La Guardia non ha problemi a eseguire esperimenti su due robot danneggiati che, in apparenza, non si sono offerti volontari.
Ultra Magnus approva che Sentinel abbia usato vere munizioni per una esercitazione che avrebbe potuto facilmente uccidere Jetstorm e Jetfire, se non fosse stato per le loro capacitĂ aeree ineguagliate.
E questi sarebbero i buoni?
Il cinismo con cui viene dipinto Ultra Magnus è coerente con le sue scelte compiute in tempo di guerra, come visto con la creazione di Omega Supreme e la vivisezione di Arcee (in “Transwarped - Part 1”). Quest’ultima, in particolare, ha avuto terribili conseguenze, come implicato nei dialoghi finali di “This Is Why I Hate Machines”.
Essendo Jetfire e Jetstorm una singola Protoforma che ha subito una rara scissione, ha senso che, in seguito agli esperimenti di Perceptor, possano ricombinarsi in un solo essere. Logicamente, Safeguard sarebbe stata la loro vera identitĂ Cybertroniana, se la Protoforma non si fosse scissa.
Perceptor definisce Safeguard come un “Gestalt Powerlinx”, confermando che esistono (o sono esistiti) altri Transformer Combiner.
Il primo termine deriva dalla terminologia G1, sebbene solo di recente sia stato usato in maniera ufficiale, nei fumetti di Simon Furman.
Il secondo è stato coniato per la serie e i giocattoli di Energon (e ha avuto un prototipo in Armada, nella forma di Powerlink).
Ultra Magnus si riferisce a Wasp col nome di “Waspinator”, molto prima che Waspinator venga creato. Nella serie animata, Wasp resta “Wasp” fino a “Predacons Rising”.
Nell’edizione europea di questo fumetto, come anche nella ristampa in trade paperback, l’errore è stato corretto.
Copertina di The Boo.
Tavola con Wheeljack e Perceptor.
Tavola con Red Alert.
Osservazioni
Per essere un fumetto allegato ai giocattoli, questo albo di Animated contiene scene e concetti piuttosto forti, che il filtro comico della buffoneria di Jetstorm e Jetfire riesce a smorzare solo in parte.
E’ davvero interessante come questa storia mostri da una nuova angolazione l’immagine dei Gemelli Jet, che nella serie animata sono sì potenti, ma anche caratterizzati come una coppia di idioti senza nessuno spessore. Il fumetto non rinnega questa connotazione di superficialità , ma nello stesso tempo le affianca scene particolarmente drammatiche: l’incidente alla raffineria, l’esperimento condotto da Perceptor e infine la brutalità della violenza di Starscream ai danni di Jetstorm. A pensarci bene, probabilmente, è stata proprio la mentalità vacua e irresponsabile dei Gemelli Jet a permettere loro di sopravvivere a questa ordalia senza riportare alcun trauma emotivo.
Altro notevole primato di questo albo è il capovolgimento del rapporto con la serie animata: se sinora i fumetti si sono limitati a rivelare retroscena impliciti o a proporre storie coerenti ma non cruciali per la narrazione generale, questa volta invece assistiamo alla creazione di un mattone fondamentale della continuità di Animated, tanto che gli eventi di “Rise Of The Safeguard” vengono citati nel cartone animato.
La narrazione è piuttosto spigliata e brillante, e si dimostra capace di incorporare agilmente numerosi personaggi ed elementi di continuità , saltando da un segmento temporale all’altro, senza mai dimenticare che l’attenzione deve essere tutta per i due giocattoli che deve promuovere.
Tra tutti i marchi di fabbrica di Animated, spicca particolarmente la capacità di raccontare un’intera storia senza utilizzare nessuno dei personaggi del cast principale degli Autobot della Terra (che non compaiono mai, in nessuna forma). L’unica caratteristica assente è forse quella degli omaggi alla serie G1, ma, visto ciò che “Rise Of The Safeguard” ha da offrire, è davvero una mancanza che passa inosservata.
Anche in questo caso, l’arte dei due autori è consistente con lo stile della serie televisiva. Anzi, l’esordiente Matthew Frank sarebbe stato probabilmente una scelta migliore rispetto a Dario Brizuela per le storie principali del resto della miniserie. The Boo, invece, continua a dimostrare un potenziale che però non riesce sempre a mettere in pratica: c’è più di una vignetta la cui costruzione si concentra su personaggi marginali e non permette di capire esattamente cosa stia accadendo a quelli principali.
Storia di Eric Siebenaler e Marty Isenberg
Arte: Boo (pagine 1-12) e Matthew Frank (pagine 13-24)
Colori: Liam Shalloo
Copertina di The Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel 2009.
La storia
In seguito alle insurrezioni Decepticon sul bordo della galassia, Ultra Magnus invia una trasmissione cifrata al Comando Autobot, per insistere sull’esigenza di una dimostrazione di forza che ricordi ai Decepticon la superiorità militare degli Autobot.
Magnus non ritiene che la situazione richieda di riprendere il Progetto Omega, ma vuole comunque la creazione di nuovi e non ortodossi protocolli di combattimento per gli Autobot.
Sull’astronave della Guardia d’Elite, Magnus spiega di voler creare Autobot dotati della capacità di volare. Sentinel Prime e Jazz sono molto scettici al riguardo.
Ma Magnus non desiste: a bordo c’è un prigioniero, Starscream, che offre proprio la rara occasione di acceder alla programmazione di un Decepticon.
Nel processo, Starscream riesce a fuggire, ma Magnus, una volta tornato su Cybertron, annuncia al Consiglio Autobot che l’operazione ha avuto successo.
Tocca ora al Ministro della Scienza, Perceptor, il compito di dare inizio al Progetto Safeguard.
Perceptor teme che l’esperimento possa implicare gravi rischi, per cui Magnus lo esorta a non sprecare le preziose risorse della Guardia d’Elite, ma a procurarsi invece qualche cavia sacrificabile tra il personale delle fattorie e delle raffinerie dell’Energon.
Due robot che lavorano in una raffineria restano vittima di un catastrofico incidente industriale causato proprio dal loro comportamento esibizionista e avventato.
Perceptor fa trasportare i due robot, gravemente feriti, al Ministero della Scienza, convinto di aver trovato i “volontari”. Inoltre, i due sono gemelli, una rara anomalia derivata dalla scissione di una Protoforma:: ciò offre ulteriori possibilità di sperimentazione.
Più prosaicamente, Wheeljack sottolinea come la fusione di dati coi protocolli di un Decepticon possa avere effetti collaterali sui gemelli: dall’aumento di forza e dimensioni al desiderio di uccidere tutti gli Autobot.
Il processo richiede gran parte di un DecaCiclo, durante il quale le strutture corporee dei gemelli vengono rafforzate per tollerare la fusione dei dati che viene fornita da Red Alert.
Le risorse del Ministero della Scienza vengono portate al limite, ma alla fine Perceptor riesce a completare l’esperimento e a presentare il prodotto finale a Ultra Magnus.
Magnus incarica Sentinel Prime di addestrare i due gemelli. Sentinel non prende bene la cosa, perché gli sembra di essere declassato alla sua vecchia mansione di sergente addestratore.
Un po’ arrugginito, Sentinel assegna a entrambi gemelli il nome in codice di Jetfire, prima di accorgersi che è meglio usare nomi diversi. Il secondo diventa quindi Jetstorm.
I Gemelli Jet superano le prove di combattimento col massimo dei voti, ma non solo: a causa della loro avventatezza, vengono scambiati per Decepticon dai sistemi di difesa planetari, riescono a distruggere gli stessi armamenti antiaerei degli Autobot.
Sentinel, che non è riuscito a tenerli a bada ed è teoricamente responsabile per questo incidente, si salva lasciando credere a Magnus di avere invece organizzato tutto deliberatamente, per mettere alla prova le vere capacità dei Gemelli Jet.
Ultra Magnus si complimenta per l’iniziativa, ma suggerisce di passare ai combattimenti simulati.
Jazz sovrintende all’addestramento dei Gemelli Jet al combattimento corpo-a-corpo. Inizialmente, Jazz riesce a metterli in difficoltà , ma non appena dà loro le spalle, riceve una sonora batosta.
In seguito, Jazz e Ultra Magnus si rendono conto che i protocolli di volo dei Gemelli Jet hanno elevato le loro capacità ben oltre quelle richieste per l’addestramento Autobot, persino nel simulatore di combattimento, rendendoli troppo sicuri e arroganti.
Perceptor sa come bilanciare nuovamente le cose: basterĂ potenziare il simulatore di combattimento con la programmazione di Starscream.
Innestati nel simulatore, i Gemelli Jet sconfiggono facilmente i soldati droni, ma vengono messi in difficoltĂ dalla simulazione di Starscream, che li massacra.
Starscream abbatte Jetstorm e si appresta a mutilarlo, per soddisfare un perverso senso del piacere.
Perceptor ne è allarmato, perché ciò non fa parte della programmazione.
Sentinel tenta di disconnettere i Gemelli Jet dal simulatore, ma non vi riesce, perché il macchinario genera campi di energia che tengono lontana la Guardia d’Elite.
Furioso, Jetfire manifesta una capacitĂ inedita, proiettando getti di fiamma contro Starscream.
Ma Jetfire non riesce a controllarsi e, nella realtĂ , il suo corpo viene avvolto dal fuoco.
Jetstorm si riprende e scopre di avere una capacità analoga: può generare turbini di vento, che creano un intenso freddo capace di smorzare le fiamme di Jetfire.
Starscream torna all’attacco, ma questa volta i Gemelli Jet reagiscono combinandosi in forma di Gestalt (finora sconosciuta a tutti). Il pontente Safeguard sconfigge definitivamente il Decepticon simulato e finalmente Perceptor può porre fine al programma.
Ultra Magnus si convince del valore dei Gemelli Jet e li introduce nella Guardia d’Elite come ufficiali junior, incaricandoli di unirsi a Sentinel Prime nella caccia al traditore Autobot Wasp.
Note
Questa storia è disponibile in allegato alla confezione dei modellini di Jetstorm e Jetfire.
Inizialmente, la IDW aveva previsto di pubblicarla anche come sesto capitolo della miniserie The Arrival, ma in questo modo la storia sarebbe stata distribuita ancora prima dell’uscita dei giocattoli: la IDW ha quindi cancellato questo sesto albo, per evitare che la promessa “esclusiva” allegata ai giocattoli fosse privata di qualunque valore.
La storia compare comunque nel trade paperback, con il titolo “First (And Second) In Flight”.
Nell’edizione europea della confezione dei modellini di Jetstorm e Jetfire, il fumetto è stato stampato in stile flip-book, cioè in albi che presentano la stessa storia in tre lingue. La prima versione contempla inglese, francese e tedesco. La seconda invece comprende spagnolo, italiano e olandese.
Ai testi, oltre al supervisore/creatore della serie animata, troviamo anche Eric Siebenaler, uno dei progettisti capo della Hasbro.
Durante la seduta del Consiglio, davanti al podio di Ultra Magnus ci sono due robot con la struttura corporea simile a quella di Prowl, ma colorati di rosso e verde.
Red Alert ha una mani sinistra “normale”, quando invece su quel braccio dovrebbe sfoggiare uno strumento chirurgico di luce solida.
Sentinel non si trasforma mai, ma appare chiaro che la sua modalità alternativa è ancora quella acquisita sulla Terra, sebbene Sentinel avesse riacquisito quella Cybertroniana dopo aver lasciato il pianeta.
Questa confusione sulla sua modalità alternativa in essere è presente anche nella serie animata.
Jazz ha probabilmente conservato la sua modalità alternativa terrestre, probabilmente perché gli piace parecchio.
Gli eventi del fumetto si collocano in tre punti diversi della cronologia della serie animata. L’inizio è precedente/parallelo a “A Fistful of Energon” (dove compare la scena della fuga di Starscream).
La creazione di Jetstorm e Jetfire avviene un decaciclo piĂą tardi, quando Magnus riesce a contattare nuovamente gli Autobot della Terra.
Il finale sembra avere luogo subito dopo la fine di “TransWarped – Part 3” e funge da preludio a “Where Is Thy Sting?”.
A tavola 4, le battute di esordio dei due gemelli sembrano invertite: dovrebbe essere Jetstorm a vantarsi di stare facendo qualcosa senza mani e senza “viz scanners”, visto che è lui che sta camminando su una fune sospesa nel vuoto.
Dato lo sviluppo dei dialoghi nella pagina successiva, è probabile che il disegnatore o il colorista abbiano confuso i due personaggi nella vignetta in cui esordiscono, e che gli sceneggiatori o il letterista abbiano tentato di rimediare.
Sentinel Prime non riesce a tenere a freno i due Gemelli Jet, che devastano le difese antiaeree planetarie. Piuttosto che ammettere la propria incompetenza, Sentinel racconta a Magnus di aver organizzato ogni cosa a mo’ di esercitazione/collaudo.
E Magnus gli crede e lo loda per l’iniziativa.
Questa scena risponde alla domanda che molti fan si pongono: come è riuscito un incompetente cialtrone come Sentinel a fare una carriera che lo ha condotto a diventare Magnus Pro Tempore?
La risposta è che Sentinel incarna uno dei peggiori tipi di personaggio del mondo del lavoro: l’incapace dotato di parlantina sciolta, che non ha grandi capacità pratiche ma ci sa fare con le parole e, davanti ai superiori, riesce a prendersi i meriti del lavoro altrui o a capovolgere la realtà delle cose.
Il nome di Jetfire, ricorrente nella storia del marchio, ha esordito con i modellini G1 del 1984.
Il nome di Jetstorm, meno ricorrente ma comunque ben presente nella storia del marchio, ha esordito con i modellini G2 del 1992.
Jetfire menziona Iacon, confermando che la classica CittĂ -Stato della G1 esiste anche in questo universo.
Jazz menziona le arti marziali del Circuit-Su e del Metallikato.
Sullo sfondo della tavola 13, quando Jazz addestra i Gemelli Jet, c’è un manichino per il tiro a segno con le fattezze di un Conehead.
Jazz continua a parlare col suo slang da beatnik del 1950, usando termini come “Clyde”, “dig”, “nowheresville” e “square”.
Ultra Magnus e la Guardia d’Elite considerano “sacrificabile” chi non è membro della Guardia.
La Guardia non ha problemi a eseguire esperimenti su due robot danneggiati che, in apparenza, non si sono offerti volontari.
Ultra Magnus approva che Sentinel abbia usato vere munizioni per una esercitazione che avrebbe potuto facilmente uccidere Jetstorm e Jetfire, se non fosse stato per le loro capacitĂ aeree ineguagliate.
E questi sarebbero i buoni?
Il cinismo con cui viene dipinto Ultra Magnus è coerente con le sue scelte compiute in tempo di guerra, come visto con la creazione di Omega Supreme e la vivisezione di Arcee (in “Transwarped - Part 1”). Quest’ultima, in particolare, ha avuto terribili conseguenze, come implicato nei dialoghi finali di “This Is Why I Hate Machines”.
Essendo Jetfire e Jetstorm una singola Protoforma che ha subito una rara scissione, ha senso che, in seguito agli esperimenti di Perceptor, possano ricombinarsi in un solo essere. Logicamente, Safeguard sarebbe stata la loro vera identitĂ Cybertroniana, se la Protoforma non si fosse scissa.
Perceptor definisce Safeguard come un “Gestalt Powerlinx”, confermando che esistono (o sono esistiti) altri Transformer Combiner.
Il primo termine deriva dalla terminologia G1, sebbene solo di recente sia stato usato in maniera ufficiale, nei fumetti di Simon Furman.
Il secondo è stato coniato per la serie e i giocattoli di Energon (e ha avuto un prototipo in Armada, nella forma di Powerlink).
Ultra Magnus si riferisce a Wasp col nome di “Waspinator”, molto prima che Waspinator venga creato. Nella serie animata, Wasp resta “Wasp” fino a “Predacons Rising”.
Nell’edizione europea di questo fumetto, come anche nella ristampa in trade paperback, l’errore è stato corretto.
Copertina di The Boo.
Tavola con Wheeljack e Perceptor.
Tavola con Red Alert.
Osservazioni
Per essere un fumetto allegato ai giocattoli, questo albo di Animated contiene scene e concetti piuttosto forti, che il filtro comico della buffoneria di Jetstorm e Jetfire riesce a smorzare solo in parte.
E’ davvero interessante come questa storia mostri da una nuova angolazione l’immagine dei Gemelli Jet, che nella serie animata sono sì potenti, ma anche caratterizzati come una coppia di idioti senza nessuno spessore. Il fumetto non rinnega questa connotazione di superficialità , ma nello stesso tempo le affianca scene particolarmente drammatiche: l’incidente alla raffineria, l’esperimento condotto da Perceptor e infine la brutalità della violenza di Starscream ai danni di Jetstorm. A pensarci bene, probabilmente, è stata proprio la mentalità vacua e irresponsabile dei Gemelli Jet a permettere loro di sopravvivere a questa ordalia senza riportare alcun trauma emotivo.
Altro notevole primato di questo albo è il capovolgimento del rapporto con la serie animata: se sinora i fumetti si sono limitati a rivelare retroscena impliciti o a proporre storie coerenti ma non cruciali per la narrazione generale, questa volta invece assistiamo alla creazione di un mattone fondamentale della continuità di Animated, tanto che gli eventi di “Rise Of The Safeguard” vengono citati nel cartone animato.
La narrazione è piuttosto spigliata e brillante, e si dimostra capace di incorporare agilmente numerosi personaggi ed elementi di continuità , saltando da un segmento temporale all’altro, senza mai dimenticare che l’attenzione deve essere tutta per i due giocattoli che deve promuovere.
Tra tutti i marchi di fabbrica di Animated, spicca particolarmente la capacità di raccontare un’intera storia senza utilizzare nessuno dei personaggi del cast principale degli Autobot della Terra (che non compaiono mai, in nessuna forma). L’unica caratteristica assente è forse quella degli omaggi alla serie G1, ma, visto ciò che “Rise Of The Safeguard” ha da offrire, è davvero una mancanza che passa inosservata.
Anche in questo caso, l’arte dei due autori è consistente con lo stile della serie televisiva. Anzi, l’esordiente Matthew Frank sarebbe stato probabilmente una scelta migliore rispetto a Dario Brizuela per le storie principali del resto della miniserie. The Boo, invece, continua a dimostrare un potenziale che però non riesce sempre a mettere in pratica: c’è più di una vignetta la cui costruzione si concentra su personaggi marginali e non permette di capire esattamente cosa stia accadendo a quelli principali.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.










