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Iscritto il: 21/06/2004
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The Arrival #5 [fumetto con storie inedite]
“Animated: The Arrival” #5
Storia di Marty Isenberg
Copertine di Marcelo Matere e Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Dicembre 2008.
Le storie
1) "Survival Skills" (“Capacità di sopravvivenza”)
Matite: Dario Brizuela
Chine: Leandro Corral
Colori: Liam Shalloo
Optimus sta svolgendo un esercizio di sopravvivenza: tre cicli solari in una zona deserta e desertica, dove deve procurarsi i ricambi da solo e sintetizzarsi autonomamente l’Energon.
Mentre tenta di ritrovare la strada senza GPS, si accorge che l’esercizio è tutt’altro che di routine: la nave di soccorso sta sopraggiungendo con sei cicli di anticipo.
Quando atterra e si trasforma, essa si rivela essere in realtĂ Megatron, il piĂą terribile dei Decepticon.
Megatron inizia a sparare col cannone da braccio. Optimus si trasforma (nella sua modalità veicolare cybertroniana) e fugge, per poi tornare sulle proprie tracce e tamponare Megatron, che perde l’equilibrio. Questa tecnica gli fa guadagnare qualche secondo.
Quando Megatron gli piomba nuovamente addosso, Optimus lo acceca sparando da un avambraccio un getto di schiuma. Usando i cavi che può lanciare dagli avambracci, gli lega le gambe, sbilanciandolo. Infine, con la propria ascia, riesce a disarmarlo.
Quando sembra che Optimus abbia il vantaggio, la situazione si ribalta e Megatron, improvvisamente libero, lo trafigge con la propria spada, trapassandogli il torace da parte a parte.
La spada infilza la Scintilla di Optimus e questi va fuori linea.
In una sala di simulazione dell’Accademia Autobot, Sentinel ed Elita osservano la conclusione dell’esercitazione di Optimus.
Sentinel deride il collega per essere stato sconfitto, mentre Elita si preoccupa per lui.
Ultra Magnus, invece, si complimenta con Optimus, perché nell’esercizio di sopravvivenza contro Megatron è riuscito a resistere più di quanto abbia mai fatto chiunque altro.
Ultra Magnus si aspetta grandi cose da Optimus, adesso.
2) “Everything Must Go” (“Svendita totale”)
Arte: Boo
Nella colonia-rifugio Decepticon di Nuova Kaon, sul bordo galattico, Blitzwing sta comunicando con Lockdown (che si trova sulla Terra e ha catturato Optimus Prime).
A fine trattativa, Lugnut interrompe brutalmente la conversazione, malmenando Blitzwing per due motivi: non solo perché fa affari con un cacciatore di taglie, ma anche e soprattutto perché osa affermare che il grande Megatron sia stato distrutto.
Ridotto a mal partito dalle armi del colosso, Blitzwing viene aiutato a rimettersi in piedi da Swindle, che gli vende anche un’arma con cui ottenere vendetta: un cannone antigravità Andelloriano.
Umiliato da Blitzwing, anche Lugnut viene contattato da Swindle, che gli vende un cannone Talosiano a triplo stritolamento.
Ritrovandosi letteralmente annodato dall’arma di Lugnut, Blitzwing viene riportato alla normalità da Swindle tramite una pompa Torkuloniana a decompressione.
Swindle fornisce a Blitzwing una nuova arma: un gas vetrificante che proviene dal pianeta Dahros.
Con questo gas, Blitzwing cristallizza Lugnut e lo riduce in frantumi con una mazzata.
Lugnut viene rimesso insieme grazie alla super colla Menoniana di Swindle.
L’intensificazione del conflitto raggiunge il culmine quando Swindle vende a Lugnut una Bomba Omega: un congegno che deve essere letteralmente indossato e che può distruggere un intero pianeta.
Nello spazio aperto, Lugnut affronta Blitzwing, che è dotato di un’arma analoga. Entrambi affermano che l’altro non oserà attaccare, ed entrambi attivano la propria arma, vaporizzando ogni cosa intorno a loro (gli asteroidi).
Entrambi sopravvivono, grazie allo scudo Nemesis. Questa scoperta porta inevitabilmente alla successiva, e finalmente i due capiscono di essere stati manipolati da Swindle.
Ritrovato il venditore di armi, Lugnut e Blitzwing si vendicano di lui smontandolo e rimontandolo con tutti i pezzi invertiti.
Note
Nella prima storia, Dario Brizuela ha l’accortezza di usare i modelli corretti per Optimus e Megatron, raffigurandoli nelle rispettive strutture Cybertroniane.
Ultra Magnus, nonostante l’ingenuità dimostrata nel valutare Sentinel, ha almeno saputo vedere giusto nel giudicare il potenziale di Optimus.
Con “Survival Skills”, per la prima volta la storia di apertura dell’albo non si svolge sulla Terra o nell’immediato presente, ma è invece un flashback situato nel passato di uno dei protagonisti.
La scena di apertura della seconda storia è tratta da “ Thrill Of The Hunt”, ma viene narrata da un punto di vista diametralmente opposto. Nell’episodio animato, infatti, la conversazione interstellare veniva mostrata dalla prospettiva terrestre dell’astronave di Lockdown.
Il tema della seconda storia, soprattutto per via dell’estro creativo infuso nell’invenzione delle varie armi, potrebbe essere una parodia (o un omaggio) di certi racconti di Theodor Seuss Geise (in arte Dr. Seuss), come “The Butter Battle Book” e “The Sneetches And Other Stories”.
Swindle estrae ogni genere di arma (di ogni dimensione) da un cassetto toracico che gli dà accesso a una tasca subspaziale privata (come viene rivelato in “Decepticon Air”).
La pompa Torkuloniana contiene un riferimento al pianeta psichiatrico di Torkulon, visto nell’episodio “Webworld” della serie animata G1 [e riproposto anche nel nostro fumetto “Terapia d’urto”].
Il gas vetrificante potrebbe essere un omaggio all’analoga arma di cui è dotato G1 Cliffjumper.
La colla Menoniana contiene un riferimento al pianeta magico di Menonia, visto nell’episodio “Madman’s paradise” della serie animata G1.
Il pianeta Dahros (che andrebbe trascritto Darhos) è un pianeta della serie giapponese Headmasters, e ha anche lo stesso emisfero nord inospitale.
Il pianeta Talos dovrebbe essere un riferimento al pianeta del racconto “The Dark Heart Of Sandokan”, una vicenda dell’universo Cybertron narrata da Ben Yee per il TransformersClub.
Il pianeta-biblioteca Andellor è ripreso dai fumetti G1 in 3-D della Blackthorne.
La Bomba Omega ricorda, come modalità d’impiego, un’arma utilizzata nel fumetto Armada da Megatron, durante la saga della Fortezza Lunare (Armada #9-12): in quel caso, al suo interno non c’era un pilota, ma un ostaggio umano.
Il nome deriva invece dall’arma venduta dai Quintesson nell’episodio della Stagione 3, “The Quintesson Journal”.
Il cannone antigravitazionale e quello a triplo stritolamento (triple crusher) sono armi della famiglia G1, viste nella serie animata o citate nei profili dei personaggi.
Lo scudo Nemesis è invece un riferimento all’arma della serie Armada, formata da una combinazione di Mini-Con.
Il doppio gioco condotto da Swindle, che rispecchia il cinismo di qualunque fabbricante d’armi degno di questo nome, cita ancora “The Quintesson Journal”, dedicato proprio alla denuncia degli interessi economici nascosti dietro la guerra e l’escalation dell’uso di tecnologie belliche sempre più potenti.
Copertina di Marcelo Matere.
Copertina di Boo.
Osservazioni
Di tutti gli albi della miniserie The Arrival, questo #5 è forse quello che ne sfrutta nel modo migliore le potenzialità . Abbandonati i racconti contemporanei dedicati ai protagonisti, che finiscono sempre per avere il sapore di un riempitivo, ci fornisce invece due pezzi forti: un lungo e intenso flashback dedicato a uno dei protagonisti e un’altra rivelazione di eventi “dietro le quinte” dedicati ai Decepticon.
Si tratta di materiale che, pur non rivelando nulla che non fosse possibile dedurre autonomamente, si rivela intrigante e divertente, perché proviene dalla stessa mente che ha concepito la serie animata. Per certi versi, è come godersi i contenuti speciali che accompagnano un film nella sua edizione in dvd: scene tagliate, documentazione, retroscena sui personaggi eccetera.
A proposito di documentazione, con la seconda storia Marty Isenberg dimostra ancora una volta di possedere una cultura Transformer veramente mostruosa. Chi l’avrebbe mai detto, ai tempi del suo lavoro su Beast Machines?
L’erudizione di Isenberg non si ferma ai soli Transformer: questo albo dimostra, ancora una volta, che l’elevata qualità dei contenuti di Animated è una precisa conseguenza della vasta competenza letteraria (e non solo) del suo curatore, che sembra davvero spaziare in ogni branca dello scibile.
L’arte di Dario Brizuela rivela i suoi limiti nel finale dello scontro tra Optimus e Megatron, con una splash page che risulta decisamente troppo innaturale e legnosa.
The Boo se la cava decisamente molto meglio, nel rendere le atmosfere iperdinamiche e ipercinetiche della serie animata, ma a volte esagera e finisce per perdere di vista gli obiettivi della sceneggiatura, costringendo il letterista a fare i salti mortali per garantire la comprensibilità della narrazione. Vista la sua rapida maturazione avvenuta in soli tre albi, fra i due artisti il più interessante resta comunque lui: è un peccato che ad Animated non sia stata dedicata un’altra miniserie in cui vederlo migliorare ulteriormente.
Storia di Marty Isenberg
Copertine di Marcelo Matere e Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Dicembre 2008.
Le storie
1) "Survival Skills" (“Capacità di sopravvivenza”)
Matite: Dario Brizuela
Chine: Leandro Corral
Colori: Liam Shalloo
Optimus sta svolgendo un esercizio di sopravvivenza: tre cicli solari in una zona deserta e desertica, dove deve procurarsi i ricambi da solo e sintetizzarsi autonomamente l’Energon.
Mentre tenta di ritrovare la strada senza GPS, si accorge che l’esercizio è tutt’altro che di routine: la nave di soccorso sta sopraggiungendo con sei cicli di anticipo.
Quando atterra e si trasforma, essa si rivela essere in realtĂ Megatron, il piĂą terribile dei Decepticon.
Megatron inizia a sparare col cannone da braccio. Optimus si trasforma (nella sua modalità veicolare cybertroniana) e fugge, per poi tornare sulle proprie tracce e tamponare Megatron, che perde l’equilibrio. Questa tecnica gli fa guadagnare qualche secondo.
Quando Megatron gli piomba nuovamente addosso, Optimus lo acceca sparando da un avambraccio un getto di schiuma. Usando i cavi che può lanciare dagli avambracci, gli lega le gambe, sbilanciandolo. Infine, con la propria ascia, riesce a disarmarlo.
Quando sembra che Optimus abbia il vantaggio, la situazione si ribalta e Megatron, improvvisamente libero, lo trafigge con la propria spada, trapassandogli il torace da parte a parte.
La spada infilza la Scintilla di Optimus e questi va fuori linea.
In una sala di simulazione dell’Accademia Autobot, Sentinel ed Elita osservano la conclusione dell’esercitazione di Optimus.
Sentinel deride il collega per essere stato sconfitto, mentre Elita si preoccupa per lui.
Ultra Magnus, invece, si complimenta con Optimus, perché nell’esercizio di sopravvivenza contro Megatron è riuscito a resistere più di quanto abbia mai fatto chiunque altro.
Ultra Magnus si aspetta grandi cose da Optimus, adesso.
2) “Everything Must Go” (“Svendita totale”)
Arte: Boo
Nella colonia-rifugio Decepticon di Nuova Kaon, sul bordo galattico, Blitzwing sta comunicando con Lockdown (che si trova sulla Terra e ha catturato Optimus Prime).
A fine trattativa, Lugnut interrompe brutalmente la conversazione, malmenando Blitzwing per due motivi: non solo perché fa affari con un cacciatore di taglie, ma anche e soprattutto perché osa affermare che il grande Megatron sia stato distrutto.
Ridotto a mal partito dalle armi del colosso, Blitzwing viene aiutato a rimettersi in piedi da Swindle, che gli vende anche un’arma con cui ottenere vendetta: un cannone antigravità Andelloriano.
Umiliato da Blitzwing, anche Lugnut viene contattato da Swindle, che gli vende un cannone Talosiano a triplo stritolamento.
Ritrovandosi letteralmente annodato dall’arma di Lugnut, Blitzwing viene riportato alla normalità da Swindle tramite una pompa Torkuloniana a decompressione.
Swindle fornisce a Blitzwing una nuova arma: un gas vetrificante che proviene dal pianeta Dahros.
Con questo gas, Blitzwing cristallizza Lugnut e lo riduce in frantumi con una mazzata.
Lugnut viene rimesso insieme grazie alla super colla Menoniana di Swindle.
L’intensificazione del conflitto raggiunge il culmine quando Swindle vende a Lugnut una Bomba Omega: un congegno che deve essere letteralmente indossato e che può distruggere un intero pianeta.
Nello spazio aperto, Lugnut affronta Blitzwing, che è dotato di un’arma analoga. Entrambi affermano che l’altro non oserà attaccare, ed entrambi attivano la propria arma, vaporizzando ogni cosa intorno a loro (gli asteroidi).
Entrambi sopravvivono, grazie allo scudo Nemesis. Questa scoperta porta inevitabilmente alla successiva, e finalmente i due capiscono di essere stati manipolati da Swindle.
Ritrovato il venditore di armi, Lugnut e Blitzwing si vendicano di lui smontandolo e rimontandolo con tutti i pezzi invertiti.
Note
Nella prima storia, Dario Brizuela ha l’accortezza di usare i modelli corretti per Optimus e Megatron, raffigurandoli nelle rispettive strutture Cybertroniane.
Ultra Magnus, nonostante l’ingenuità dimostrata nel valutare Sentinel, ha almeno saputo vedere giusto nel giudicare il potenziale di Optimus.
Con “Survival Skills”, per la prima volta la storia di apertura dell’albo non si svolge sulla Terra o nell’immediato presente, ma è invece un flashback situato nel passato di uno dei protagonisti.
La scena di apertura della seconda storia è tratta da “ Thrill Of The Hunt”, ma viene narrata da un punto di vista diametralmente opposto. Nell’episodio animato, infatti, la conversazione interstellare veniva mostrata dalla prospettiva terrestre dell’astronave di Lockdown.
Il tema della seconda storia, soprattutto per via dell’estro creativo infuso nell’invenzione delle varie armi, potrebbe essere una parodia (o un omaggio) di certi racconti di Theodor Seuss Geise (in arte Dr. Seuss), come “The Butter Battle Book” e “The Sneetches And Other Stories”.
Swindle estrae ogni genere di arma (di ogni dimensione) da un cassetto toracico che gli dà accesso a una tasca subspaziale privata (come viene rivelato in “Decepticon Air”).
La pompa Torkuloniana contiene un riferimento al pianeta psichiatrico di Torkulon, visto nell’episodio “Webworld” della serie animata G1 [e riproposto anche nel nostro fumetto “Terapia d’urto”].
Il gas vetrificante potrebbe essere un omaggio all’analoga arma di cui è dotato G1 Cliffjumper.
La colla Menoniana contiene un riferimento al pianeta magico di Menonia, visto nell’episodio “Madman’s paradise” della serie animata G1.
Il pianeta Dahros (che andrebbe trascritto Darhos) è un pianeta della serie giapponese Headmasters, e ha anche lo stesso emisfero nord inospitale.
Il pianeta Talos dovrebbe essere un riferimento al pianeta del racconto “The Dark Heart Of Sandokan”, una vicenda dell’universo Cybertron narrata da Ben Yee per il TransformersClub.
Il pianeta-biblioteca Andellor è ripreso dai fumetti G1 in 3-D della Blackthorne.
La Bomba Omega ricorda, come modalità d’impiego, un’arma utilizzata nel fumetto Armada da Megatron, durante la saga della Fortezza Lunare (Armada #9-12): in quel caso, al suo interno non c’era un pilota, ma un ostaggio umano.
Il nome deriva invece dall’arma venduta dai Quintesson nell’episodio della Stagione 3, “The Quintesson Journal”.
Il cannone antigravitazionale e quello a triplo stritolamento (triple crusher) sono armi della famiglia G1, viste nella serie animata o citate nei profili dei personaggi.
Lo scudo Nemesis è invece un riferimento all’arma della serie Armada, formata da una combinazione di Mini-Con.
Il doppio gioco condotto da Swindle, che rispecchia il cinismo di qualunque fabbricante d’armi degno di questo nome, cita ancora “The Quintesson Journal”, dedicato proprio alla denuncia degli interessi economici nascosti dietro la guerra e l’escalation dell’uso di tecnologie belliche sempre più potenti.
Copertina di Marcelo Matere.
Copertina di Boo.
Osservazioni
Di tutti gli albi della miniserie The Arrival, questo #5 è forse quello che ne sfrutta nel modo migliore le potenzialità . Abbandonati i racconti contemporanei dedicati ai protagonisti, che finiscono sempre per avere il sapore di un riempitivo, ci fornisce invece due pezzi forti: un lungo e intenso flashback dedicato a uno dei protagonisti e un’altra rivelazione di eventi “dietro le quinte” dedicati ai Decepticon.
Si tratta di materiale che, pur non rivelando nulla che non fosse possibile dedurre autonomamente, si rivela intrigante e divertente, perché proviene dalla stessa mente che ha concepito la serie animata. Per certi versi, è come godersi i contenuti speciali che accompagnano un film nella sua edizione in dvd: scene tagliate, documentazione, retroscena sui personaggi eccetera.
A proposito di documentazione, con la seconda storia Marty Isenberg dimostra ancora una volta di possedere una cultura Transformer veramente mostruosa. Chi l’avrebbe mai detto, ai tempi del suo lavoro su Beast Machines?
L’erudizione di Isenberg non si ferma ai soli Transformer: questo albo dimostra, ancora una volta, che l’elevata qualità dei contenuti di Animated è una precisa conseguenza della vasta competenza letteraria (e non solo) del suo curatore, che sembra davvero spaziare in ogni branca dello scibile.
L’arte di Dario Brizuela rivela i suoi limiti nel finale dello scontro tra Optimus e Megatron, con una splash page che risulta decisamente troppo innaturale e legnosa.
The Boo se la cava decisamente molto meglio, nel rendere le atmosfere iperdinamiche e ipercinetiche della serie animata, ma a volte esagera e finisce per perdere di vista gli obiettivi della sceneggiatura, costringendo il letterista a fare i salti mortali per garantire la comprensibilità della narrazione. Vista la sua rapida maturazione avvenuta in soli tre albi, fra i due artisti il più interessante resta comunque lui: è un peccato che ad Animated non sia stata dedicata un’altra miniserie in cui vederlo migliorare ulteriormente.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








