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Iscritto il: 21/06/2004
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The Arrival #4 [fumetto con storie inedite]
“Animated: The Arrival” #4
Storia di Marty Isenberg
Copertine di Marcelo Matere e Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Novembre 2008.
Le storie
1) "The Insincerest Form of Flattery" (“La meno sincera delle forme di adulazione”)
Matite: Dario Brizuela
Chine: Leandro Corral
Colori: Liam Shalloo
All’Auto/Robo Show annuale del Centro Convention di Detroit, il viscido e spregevole amministratore delegato della Powell Motorworks, Porter C. Powell, presenta il nuovo veicolo commerciale della propria azienda: il Bulkhead, un “mega van” divora-carburante, ispirato all’omonimo Autoobot. Powell mira a convincere i cittadini che tutti hanno bisogno di un “mega van”, casalinghe comprese.
Il vero Bulkhead, indignato, interviene per protestare, ma il suo nome non è brevettato e la sua modalità veicolare, dopotutto, è stata ricavata proprio da uno dei veicoli prodotti dalla Powell Motorworks. Non solo le sue proteste non vengono ascoltate, ma è fortunato che Powell non gli faccia causa.
Spudoratamente, Powell provvede a rimaneggiare il video delle proteste di Bulkhead, trasformandolo in una pubblicitĂ a proprio favore, ritrasmessa in televisione senza che gli Autobot possano fare nulla.
In breve, le strade di Detroit sono zeppe di veicoli giganti, che causano pericolo e confusione per tutti. Bulkhead se ne accorge quando Carly e Spike lo scambiano per il loro veicolo. E le cose peggiorano quando l’Angry Archer (Arciere Arrabbiato) gli sfugge guidando proprio uno di questi “mega van”. L’intervento di Professor Princess (Professor Principessa) serve solo per peggiorare le cose, e uno dei “mega van” esplode.
Powell rincara la dose, lanciando un concorso per la realizzazione di veicoli Bulkhead personalizzati (“Pimp My Bulkhead”).
Il vero Bulkhead partecipa, usando il proprio talento artistico per ridecorarsi, mentre Sari cambia look per fingersi un anonimo concorrente. Il tema scelto per la personalizzazione è la faccia stessa di Powell.
La vanità del vero Powell è tale da scegliere Sari e Bulkhead come vincitori. Ignaro dell’inganno, si lascia convincere a salire a bordo. Quando le potiere si chiudono, imprigionandolo, Powell viene trascinato in una corsa ad alta velocità per le strade di Detroit.
Terrorizzato, Powell finisce per rivelare tutti i difetti di progettazione dei suoi “mega van”: le sue dichiarazioni vengono registrate e ritrasmesse in televisione.
Questa confessione costringe la Powell Motorworks a ritirare dal mercato i “mega van”, restituendo a Bulkhead la pace e l’unicità . E Bumblebee ha scoperto il piacere di una vernice personalizzata, per l’imbarazzo dei suoi compagni.
2) “A Few Loose Strands” (“Qualche filo sciolto della trama”)
Arte: Boo
Nello spazio, al quartier generale Decepticon di New Kaon, Lockdown viene ingaggiato da Blitzwing perché rintracci l’Autobot che presumibilmente ha causato la morte di Megatron. Il prezzo di Lockdown, sempre alla caccia di nuovi potenziamenti, è il “Pugno che ammazza tutto” (“Punch of Kill Everything”) di Lugnut.
Lockdown rintraccia l’astronave di Megatron, che si è schiantata sulla Luna della Terra. Consultandone la banca dati, scopre con stupore e scetticismo che sarebbe stata una squadra di manutenzione comandata da Optimus Prime a causare la caduta del comandante Decepticon.
Prima di poter approfondire, si accorge che qualcun altro ha appena usato quei sistemi. Una ragnatela lo avvolge, intrappolandolo: è opera di BlackArachnia, che sta svolgendo analoghe indagini per motivi diversi.
Per sbarazzarsi di un potenziale concorrente, BlackArachnia tenta di convincerlo che l’OmniScintilla (AllSpark) non è sulla Terra.
Lockdown si libera e la attacca, sottomettendola. Ma Blackarachnia utilizza il proprio potere di assorbimento per metterlo fuori gioco. Il problema è che i talenti di Lockdown sono così numerosi da causarle un sovraccarico.
Quando Lockdown si riprende, BlackArachnia è in apparenza scomparsa. Accantonando la questione, Lockdown riparte per la Terra e raggiunge Detroit, dove cerca una modalità alternativa adeguata per se stesso (un bolide) e un camuffamento olografico per la propria astronave (un magazzino).
I sensori della sua astronave non hanno rilevato una certa intrusa, a causa della sua natura tecnorganica. E’ BlackArachnia, che ora attraversa la città alla ricerca di Optimus Prime, chiedendosi chi lo troverà per primo.
Note
Il “mega van” Bulkhead della Powell Motorworks è un’ovvia satira dei SUV che infestano le strade statunitensi come le nostre. In particolare, si calca l’accento sull’assurdità dell’utilizzo di veicoli così grandi (e avidi di carburante) nelle strade cittadine, da parte di casalinghe che potrebbero benissimo servirsi di un’utilitaria.
Riguardo al “mega-van”, L’Angry Archer esclama “Curse this unwieldy gargantuan! My kingdom for a hybrid!”. Così facendo sta parafrasando la celebre “A horse! A horse! My Kingdom for a horse!” (“Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!”) del Riccardo III di Shakespeare.
La gara “Pimp My Bulkhead” è un riferimento allo spettacolo televisivo di MTV intitolato “Pimp My Ride”, nel quale si prende un veicolo in cattive condizioni e lo si restaura e personalizza.
Quando Powell dichiara che il Bulkhead tende a esplodere a ogni impatto, a causa di un serbatoio del carburante difettoso, l’autore sta alludendo alla famigerata vettura Ford Pinto, che aveva un analogo problema.
Quando Powell definisce il Bulkhead “unsafe at any speed”, l’autore sta citando il testo “Unsafe at Any Speed: The Designed-In Dangers of the American Automobile”, una libro con cui nel 1965 Ralph Nader denunciava la resistenza dei fabbricanti di automobili a introdurre caratteristiche di sicurezza (come le cinture) e, in generale, a investire denaro per migliorare la sicurezza dei veicoli da loro prodotti.
Lo schema cromatico del Bulkhead camuffato passa dai blocchi di colore della modalitĂ veicolare a macchie casuali di quella robotica.
Riprendendo una gag vista in Animated #2, Ratchet si chiede chi mai possa voler andare in giro con certe personalizzazioni, esclamando: “What I can't figure out is who in their right processor would want to ride around in such a gaudy custom paint job in the first place”. E, ovviamente, subito dopo entra in scena un Bumblebee riverniciato.
La seconda storia fa da prologo a “The Thrill Of The Hunt” e a “Along Came A Spider”.
Essa precede anche “Lost and Found”, ma nonostante questo Blitzwing e Lugnut sono fià raffigurati nei loro modelli terrestri.
Alla tavola 13, Lugnut sta maltrattando un miscredente che ritiene che Megatron sia morto: è Oil Slick.
Sulle pareti del quartier generale Decepticon compaiono la spada di energia di TFTM07 Optimus Prime e il Raggio Annullante di G1 Starscream.
Questa storia ufficializza il nome “Punch of Kill Everything” attribuito al suo colpo.
Anche BlackArachnia sfoggia un vecchio modello grafico. Era quello iniziale, usato nel pilota “Transform And Roll Out” per essere poi sostituito da quello attuale. Non può trattarsi di una forma ante-Terra, a causa della impossibilità di BlackArachnia di alterare la propria forma.
Tra i trofei di Lockdown compaiono una Matrice Del Comando e una testa bianca di Bumblebee (presumibilmente Bugbite).
La tavola finale, con BlackArachnia che attraversa la città usando le proprie ragnatele, è un chiaro omaggio allo Spider-Man di Todd McFarlane.
Copertina di Josh Burcham
Copertina di Marcelo Matere
Osservazioni
Anche il fumetto di Animated, come la serie televisiva, dimostra di saper alternare tematiche per bambini e argomenti per adulti: e non fra un albo e l’altro, ma addirittura all’interno dello stesso.
La prima storia di questo albo, che a una lettura superficiale sembra un racconto comico incentrato sull’ingenuo Lugnut, è invece una satira quanto mai attuale di uno dei gravi vizi delle opulente società occidentali.
La seconda storia, invece, è un concentrato di continuità che, errori grafici a parte, ci regala esattamente ciò che molti fan avrebbero voluto trovare in Animated: un maggiore spazio per le dinamiche e i retroscena relativi ai Decepticon.
A causa del buon equilibrio con cui vengono gestiti tutti gli elementi caratteristici di Animated, con la sola assenza di forti omaggi G1, questo albo è forse il migliore di tutti quelli pubblicati sinora, se si esclude l’inarrivabile Animated #1.
Storia di Marty Isenberg
Copertine di Marcelo Matere e Boo
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Novembre 2008.
Le storie
1) "The Insincerest Form of Flattery" (“La meno sincera delle forme di adulazione”)
Matite: Dario Brizuela
Chine: Leandro Corral
Colori: Liam Shalloo
All’Auto/Robo Show annuale del Centro Convention di Detroit, il viscido e spregevole amministratore delegato della Powell Motorworks, Porter C. Powell, presenta il nuovo veicolo commerciale della propria azienda: il Bulkhead, un “mega van” divora-carburante, ispirato all’omonimo Autoobot. Powell mira a convincere i cittadini che tutti hanno bisogno di un “mega van”, casalinghe comprese.
Il vero Bulkhead, indignato, interviene per protestare, ma il suo nome non è brevettato e la sua modalità veicolare, dopotutto, è stata ricavata proprio da uno dei veicoli prodotti dalla Powell Motorworks. Non solo le sue proteste non vengono ascoltate, ma è fortunato che Powell non gli faccia causa.
Spudoratamente, Powell provvede a rimaneggiare il video delle proteste di Bulkhead, trasformandolo in una pubblicitĂ a proprio favore, ritrasmessa in televisione senza che gli Autobot possano fare nulla.
In breve, le strade di Detroit sono zeppe di veicoli giganti, che causano pericolo e confusione per tutti. Bulkhead se ne accorge quando Carly e Spike lo scambiano per il loro veicolo. E le cose peggiorano quando l’Angry Archer (Arciere Arrabbiato) gli sfugge guidando proprio uno di questi “mega van”. L’intervento di Professor Princess (Professor Principessa) serve solo per peggiorare le cose, e uno dei “mega van” esplode.
Powell rincara la dose, lanciando un concorso per la realizzazione di veicoli Bulkhead personalizzati (“Pimp My Bulkhead”).
Il vero Bulkhead partecipa, usando il proprio talento artistico per ridecorarsi, mentre Sari cambia look per fingersi un anonimo concorrente. Il tema scelto per la personalizzazione è la faccia stessa di Powell.
La vanità del vero Powell è tale da scegliere Sari e Bulkhead come vincitori. Ignaro dell’inganno, si lascia convincere a salire a bordo. Quando le potiere si chiudono, imprigionandolo, Powell viene trascinato in una corsa ad alta velocità per le strade di Detroit.
Terrorizzato, Powell finisce per rivelare tutti i difetti di progettazione dei suoi “mega van”: le sue dichiarazioni vengono registrate e ritrasmesse in televisione.
Questa confessione costringe la Powell Motorworks a ritirare dal mercato i “mega van”, restituendo a Bulkhead la pace e l’unicità . E Bumblebee ha scoperto il piacere di una vernice personalizzata, per l’imbarazzo dei suoi compagni.
2) “A Few Loose Strands” (“Qualche filo sciolto della trama”)
Arte: Boo
Nello spazio, al quartier generale Decepticon di New Kaon, Lockdown viene ingaggiato da Blitzwing perché rintracci l’Autobot che presumibilmente ha causato la morte di Megatron. Il prezzo di Lockdown, sempre alla caccia di nuovi potenziamenti, è il “Pugno che ammazza tutto” (“Punch of Kill Everything”) di Lugnut.
Lockdown rintraccia l’astronave di Megatron, che si è schiantata sulla Luna della Terra. Consultandone la banca dati, scopre con stupore e scetticismo che sarebbe stata una squadra di manutenzione comandata da Optimus Prime a causare la caduta del comandante Decepticon.
Prima di poter approfondire, si accorge che qualcun altro ha appena usato quei sistemi. Una ragnatela lo avvolge, intrappolandolo: è opera di BlackArachnia, che sta svolgendo analoghe indagini per motivi diversi.
Per sbarazzarsi di un potenziale concorrente, BlackArachnia tenta di convincerlo che l’OmniScintilla (AllSpark) non è sulla Terra.
Lockdown si libera e la attacca, sottomettendola. Ma Blackarachnia utilizza il proprio potere di assorbimento per metterlo fuori gioco. Il problema è che i talenti di Lockdown sono così numerosi da causarle un sovraccarico.
Quando Lockdown si riprende, BlackArachnia è in apparenza scomparsa. Accantonando la questione, Lockdown riparte per la Terra e raggiunge Detroit, dove cerca una modalità alternativa adeguata per se stesso (un bolide) e un camuffamento olografico per la propria astronave (un magazzino).
I sensori della sua astronave non hanno rilevato una certa intrusa, a causa della sua natura tecnorganica. E’ BlackArachnia, che ora attraversa la città alla ricerca di Optimus Prime, chiedendosi chi lo troverà per primo.
Note
Il “mega van” Bulkhead della Powell Motorworks è un’ovvia satira dei SUV che infestano le strade statunitensi come le nostre. In particolare, si calca l’accento sull’assurdità dell’utilizzo di veicoli così grandi (e avidi di carburante) nelle strade cittadine, da parte di casalinghe che potrebbero benissimo servirsi di un’utilitaria.
Riguardo al “mega-van”, L’Angry Archer esclama “Curse this unwieldy gargantuan! My kingdom for a hybrid!”. Così facendo sta parafrasando la celebre “A horse! A horse! My Kingdom for a horse!” (“Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!”) del Riccardo III di Shakespeare.
La gara “Pimp My Bulkhead” è un riferimento allo spettacolo televisivo di MTV intitolato “Pimp My Ride”, nel quale si prende un veicolo in cattive condizioni e lo si restaura e personalizza.
Quando Powell dichiara che il Bulkhead tende a esplodere a ogni impatto, a causa di un serbatoio del carburante difettoso, l’autore sta alludendo alla famigerata vettura Ford Pinto, che aveva un analogo problema.
Quando Powell definisce il Bulkhead “unsafe at any speed”, l’autore sta citando il testo “Unsafe at Any Speed: The Designed-In Dangers of the American Automobile”, una libro con cui nel 1965 Ralph Nader denunciava la resistenza dei fabbricanti di automobili a introdurre caratteristiche di sicurezza (come le cinture) e, in generale, a investire denaro per migliorare la sicurezza dei veicoli da loro prodotti.
Lo schema cromatico del Bulkhead camuffato passa dai blocchi di colore della modalitĂ veicolare a macchie casuali di quella robotica.
Riprendendo una gag vista in Animated #2, Ratchet si chiede chi mai possa voler andare in giro con certe personalizzazioni, esclamando: “What I can't figure out is who in their right processor would want to ride around in such a gaudy custom paint job in the first place”. E, ovviamente, subito dopo entra in scena un Bumblebee riverniciato.
La seconda storia fa da prologo a “The Thrill Of The Hunt” e a “Along Came A Spider”.
Essa precede anche “Lost and Found”, ma nonostante questo Blitzwing e Lugnut sono fià raffigurati nei loro modelli terrestri.
Alla tavola 13, Lugnut sta maltrattando un miscredente che ritiene che Megatron sia morto: è Oil Slick.
Sulle pareti del quartier generale Decepticon compaiono la spada di energia di TFTM07 Optimus Prime e il Raggio Annullante di G1 Starscream.
Questa storia ufficializza il nome “Punch of Kill Everything” attribuito al suo colpo.
Anche BlackArachnia sfoggia un vecchio modello grafico. Era quello iniziale, usato nel pilota “Transform And Roll Out” per essere poi sostituito da quello attuale. Non può trattarsi di una forma ante-Terra, a causa della impossibilità di BlackArachnia di alterare la propria forma.
Tra i trofei di Lockdown compaiono una Matrice Del Comando e una testa bianca di Bumblebee (presumibilmente Bugbite).
La tavola finale, con BlackArachnia che attraversa la città usando le proprie ragnatele, è un chiaro omaggio allo Spider-Man di Todd McFarlane.
Copertina di Josh Burcham
Copertina di Marcelo Matere
Osservazioni
Anche il fumetto di Animated, come la serie televisiva, dimostra di saper alternare tematiche per bambini e argomenti per adulti: e non fra un albo e l’altro, ma addirittura all’interno dello stesso.
La prima storia di questo albo, che a una lettura superficiale sembra un racconto comico incentrato sull’ingenuo Lugnut, è invece una satira quanto mai attuale di uno dei gravi vizi delle opulente società occidentali.
La seconda storia, invece, è un concentrato di continuità che, errori grafici a parte, ci regala esattamente ciò che molti fan avrebbero voluto trovare in Animated: un maggiore spazio per le dinamiche e i retroscena relativi ai Decepticon.
A causa del buon equilibrio con cui vengono gestiti tutti gli elementi caratteristici di Animated, con la sola assenza di forti omaggi G1, questo albo è forse il migliore di tutti quelli pubblicati sinora, se si esclude l’inarrivabile Animated #1.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








