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Iscritto il: 19/12/2005
LocalitĂ : Albenga, (SV)
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Revoltech Convoy
Di cosa stiamo parlando?
Revoltech è una collezione di action figure in PVC non in scala prodotte dall’ azienda giapponese Kaiyodo. Il loro nome e il loro punto di forza provengono dalla tecnologia “revolver joint” un nuovo tipo di giuntura a sfera che garantisce al modello un’ elevatissima posabilità . Il soggetto di prevalenza della serie sono i robot provenienti dall’animazione giapponese, ma ogni tanto viene incluso anche qualche soggetto umano. La grande invenzione sta proprio in questo: finora dal Giappone erano giunti fino a noi per lo più modellini di robot che ponevano la precisione della riproduzione del dettaglio e della funzionalità davanti a tutto, con complesse trasformazioni, armi sparanti, e spesso anche belli ingombranti e poco mobili; i Revoltech sono tutti alti circa 12 cm e si possono mettere in posa per disporli come più ci piace.
Il soggetto in esame è Optimus Prime G1, scolpito dal maestro Katsuhisa Yamaguchi a partire da un disegno di Pat Lee: se avete in casa i vecchi fumetti della G1 editi da Panini, potreste trovare un immagine nello stesso stile e/o forse proprio quella che ha fatto da modello.
L’ oggetto del desiderio
L’ action figure viene venduta in una confezione a forma di parallelepipedo alta circa 19 cm, bianca con un trasparente che mostra il modello nella sua interezza di fronte, rossa su un lato dove c’è una foto del robot, nera sull’ altro, dove c’è una spiegazione con disegni schematici del funzionamento delle giunture, e bianca con foto del soggetto in varie pose sul retro. E’ interamente scritta in giapponese a parte il nome del modello: Cybertron Commander Convoy (che per i giapponesi significa Comandante Autobot: Optimus Prime; valli a capire…) il logo Revoltech, il nome dello scultore e il numero di serie. Convoy è il diciannovesimo pezzo della collezione, disponibile dal gennaio 2007. Il logo ufficiale Transformers è visibile solo in piccolo sul retro. In più, la confezione ha una fascetta viola. E’ una scatola bella ed elegante che mi sono soffermato a descrivere perché è comune a tutti i pezzi della serie e secondo me il modo giusto di esporli è proprio nella loro confezione: io il mio lo tengo così.
Una volta aperto, troverete il robot con le tipiche proporzioni esagerate dello stile di Pat Lee: testa un po’ troppo piccola in cima ad un lungo collo, petto e spalle prominenti, avambracci grossi. Questo stile ispira un’ idea di potenza che nel modello tridimensionale risulta maggiore che nei disegni, ma non è la migliore interpretazione di Optimus Prime e mi rendo conto che può non piacere a tutti; per il mio gusto, l' unico vero difetto è la testa. Nella confezione ci sono anche lo storico fucilone di Prime, due mani sostitutive, destra e sinistra, aperte e in grado di impugnare la matrice, anch’ essa presente, e una mano destra che preme il grilletto, per il fucile. Le mani già montate sono chiuse a pugno.
Colpisce la scelta dei colori: il rosso del tronco e delle braccia è intenso ed acceso, il blu di gambe, piedi, mani e casco è scuro e tende leggermente al viola, ma l’ elemento di maggiore personalità del modello secondo me è l’argento scuro con cui sono stati verniciati cosce, bacino, collo, gomiti, e le parti in evidenza del camion: serbatoi, griglia del radiatore e marmitte: è un colore molto bello che fornisce a tutto il modello un’ aria decisamente hi-tech. Poi ci sono gli ornamenti: Convoy ha due stemmi autobot, uno per spalla, delle specie di braccialetti bianchi ai polsi e sopra i gomiti, i tre tratti gialli che formano la “cintura” e l’ inguine prominente blu, che è uno degli elementi visivi sui quali Lee si è preso più libertà e a mio giudizio risulta un po’ ipertrofico. Non mi piace per niente il colore dei parabrezza sui pettorali: sono azzurri con una sfumatura bianca e sembrano molto finti, mentre la stessa gradazione di azzurro è usata con successo per gli occhi.
Ora veniamo al punto di forza del modello: Le famigerate giunture. Si trovano in piedi, ginocchia, cosce, tronco (non bacino: ruotano i pettorali e non la vita) collo, gomiti e spalle. Le articolazioni di gomiti e ginocchia muovono solo avanti e indietro, quella del tronco fa solo un piccolo movimento laterale e verticale, le altre si muovono in tutte le direzioni: Convoy può distendere i piedi, sollevare le gambe oltre il bacino, sparare da inginocchiato, o protendere un braccio in avanti con la spinta del busto; ma io non sono entusiasta di tutta questa posabilità : spesso riprodurre le pose in cui è fotografato sulla confezione è semplicemente troppo difficile, perché non si riesce a trovare il giusto punto di equilibrio, o perché non si capisce quanto si possa sollecitare un pezzo, o perché al contrario una giuntura viene sollecitata troppo e il sistema antirottura fa si che una gamba si stacchi e rimanga in mano: succede soprattutto con le gambe, l’ unica parte in cui le joint ball sono in bella evidenza, nere sopra le cosce argento; l’ altra giuntura posizionata in modo un po’ brutto è quella del collo: si può spingere la testa in avanti fino a rivelarla completamente. Infine, tutt’ora non ho capito perché certe giunture una volta posizionate fanno un rassicurante rumore di scatto, come se avessero una ghiera interna per restare in posizione, mentre altre "locciano" in mano senza far rumore: quando tenterete di riporlo nel suo alloggio, forse vi darà la sensazione di non riuscire più a "stare dritto"
Le mie conclusioni.
Revoltech Convoy è un bel modello per gli appassionati di Action Figure, ma non potrà mai competere nel cuore di un collezionista con un vero transformer: io ho ricevuto questo modello in regalo assieme a Classic Starscream, e sono molto più affezionato a quest' ultimo.
Revoltech è una collezione di action figure in PVC non in scala prodotte dall’ azienda giapponese Kaiyodo. Il loro nome e il loro punto di forza provengono dalla tecnologia “revolver joint” un nuovo tipo di giuntura a sfera che garantisce al modello un’ elevatissima posabilità . Il soggetto di prevalenza della serie sono i robot provenienti dall’animazione giapponese, ma ogni tanto viene incluso anche qualche soggetto umano. La grande invenzione sta proprio in questo: finora dal Giappone erano giunti fino a noi per lo più modellini di robot che ponevano la precisione della riproduzione del dettaglio e della funzionalità davanti a tutto, con complesse trasformazioni, armi sparanti, e spesso anche belli ingombranti e poco mobili; i Revoltech sono tutti alti circa 12 cm e si possono mettere in posa per disporli come più ci piace.
Il soggetto in esame è Optimus Prime G1, scolpito dal maestro Katsuhisa Yamaguchi a partire da un disegno di Pat Lee: se avete in casa i vecchi fumetti della G1 editi da Panini, potreste trovare un immagine nello stesso stile e/o forse proprio quella che ha fatto da modello.
L’ oggetto del desiderio
L’ action figure viene venduta in una confezione a forma di parallelepipedo alta circa 19 cm, bianca con un trasparente che mostra il modello nella sua interezza di fronte, rossa su un lato dove c’è una foto del robot, nera sull’ altro, dove c’è una spiegazione con disegni schematici del funzionamento delle giunture, e bianca con foto del soggetto in varie pose sul retro. E’ interamente scritta in giapponese a parte il nome del modello: Cybertron Commander Convoy (che per i giapponesi significa Comandante Autobot: Optimus Prime; valli a capire…) il logo Revoltech, il nome dello scultore e il numero di serie. Convoy è il diciannovesimo pezzo della collezione, disponibile dal gennaio 2007. Il logo ufficiale Transformers è visibile solo in piccolo sul retro. In più, la confezione ha una fascetta viola. E’ una scatola bella ed elegante che mi sono soffermato a descrivere perché è comune a tutti i pezzi della serie e secondo me il modo giusto di esporli è proprio nella loro confezione: io il mio lo tengo così.
Una volta aperto, troverete il robot con le tipiche proporzioni esagerate dello stile di Pat Lee: testa un po’ troppo piccola in cima ad un lungo collo, petto e spalle prominenti, avambracci grossi. Questo stile ispira un’ idea di potenza che nel modello tridimensionale risulta maggiore che nei disegni, ma non è la migliore interpretazione di Optimus Prime e mi rendo conto che può non piacere a tutti; per il mio gusto, l' unico vero difetto è la testa. Nella confezione ci sono anche lo storico fucilone di Prime, due mani sostitutive, destra e sinistra, aperte e in grado di impugnare la matrice, anch’ essa presente, e una mano destra che preme il grilletto, per il fucile. Le mani già montate sono chiuse a pugno.
Colpisce la scelta dei colori: il rosso del tronco e delle braccia è intenso ed acceso, il blu di gambe, piedi, mani e casco è scuro e tende leggermente al viola, ma l’ elemento di maggiore personalità del modello secondo me è l’argento scuro con cui sono stati verniciati cosce, bacino, collo, gomiti, e le parti in evidenza del camion: serbatoi, griglia del radiatore e marmitte: è un colore molto bello che fornisce a tutto il modello un’ aria decisamente hi-tech. Poi ci sono gli ornamenti: Convoy ha due stemmi autobot, uno per spalla, delle specie di braccialetti bianchi ai polsi e sopra i gomiti, i tre tratti gialli che formano la “cintura” e l’ inguine prominente blu, che è uno degli elementi visivi sui quali Lee si è preso più libertà e a mio giudizio risulta un po’ ipertrofico. Non mi piace per niente il colore dei parabrezza sui pettorali: sono azzurri con una sfumatura bianca e sembrano molto finti, mentre la stessa gradazione di azzurro è usata con successo per gli occhi.
Ora veniamo al punto di forza del modello: Le famigerate giunture. Si trovano in piedi, ginocchia, cosce, tronco (non bacino: ruotano i pettorali e non la vita) collo, gomiti e spalle. Le articolazioni di gomiti e ginocchia muovono solo avanti e indietro, quella del tronco fa solo un piccolo movimento laterale e verticale, le altre si muovono in tutte le direzioni: Convoy può distendere i piedi, sollevare le gambe oltre il bacino, sparare da inginocchiato, o protendere un braccio in avanti con la spinta del busto; ma io non sono entusiasta di tutta questa posabilità : spesso riprodurre le pose in cui è fotografato sulla confezione è semplicemente troppo difficile, perché non si riesce a trovare il giusto punto di equilibrio, o perché non si capisce quanto si possa sollecitare un pezzo, o perché al contrario una giuntura viene sollecitata troppo e il sistema antirottura fa si che una gamba si stacchi e rimanga in mano: succede soprattutto con le gambe, l’ unica parte in cui le joint ball sono in bella evidenza, nere sopra le cosce argento; l’ altra giuntura posizionata in modo un po’ brutto è quella del collo: si può spingere la testa in avanti fino a rivelarla completamente. Infine, tutt’ora non ho capito perché certe giunture una volta posizionate fanno un rassicurante rumore di scatto, come se avessero una ghiera interna per restare in posizione, mentre altre "locciano" in mano senza far rumore: quando tenterete di riporlo nel suo alloggio, forse vi darà la sensazione di non riuscire più a "stare dritto"
Le mie conclusioni.
Revoltech Convoy è un bel modello per gli appassionati di Action Figure, ma non potrà mai competere nel cuore di un collezionista con un vero transformer: io ho ricevuto questo modello in regalo assieme a Classic Starscream, e sono molto più affezionato a quest' ultimo.
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disegno dell'avatar di Jazzluca
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