snd3874
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#p75033 • Pubblicato il:
19 Mar 2009, 13:56 Premetto che forse questa recensione sarà gradita solo a Guido, a Flame_Convoy e a Jazzluca, visto quanto emerso nel topic sui Pretenders...
Invito a evitare i soliti commenti del tipo "i Pretenders a me fanno schifo", ormai ci è chiaro, l'abbiamo capito. E abbiamo capito che c'è pure chi li gradisce.
In questo topic/recensione parliamo di Carnivac: commenti e opinioni CONTESTUALIZZATI e GIUSTIFICATI (cioè in cui si spiegano i motivi di cio' che si afferma) sono interessanti spunti di discussione e confronto, graditissimi.
Certo di essere stato compreso, sottometto al vostro giudizio la recensione di Carnivac.
snd3874
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Pretender Decepticon animalesco classe 1988, Carnivac racchiude in sè i principali pregi e difetti della classe di modellini Transformers cui appartiene.
La confezione di Carnivac, "Ghigno" per chi preferisce la versione italiana commercializzata dalla Gig, comprende il guscio esterno (composto da due metà, una destra l'altra sinistra), due protezioni per le spalle (di colore "verde-celeste scuro", che nel seguito chiamerò semplicemente "verde"), la coda (anche'essa verde), un fucile di colore marrone e il robot interno.
Il guscio esterno propone un lupo di colore grigio con la zampa anteriore destra in avanti, con la coda dritta lungo la linea della schiena, con occhi rossi e muso aggrinzito; la bocca dell'animale è aperta, le zanne scoperte.
Nella migliore tradizione Pretender il lupo è stato corazzato. Indossa una pettorina nera che protegge il petto, i fianchi e la schiena, mentre lascia scoperto l'addome.
Su di essa, in corrispondenza delle spalle, sono agganciate due protezioni verdi a corazza, con tanto di "cotta di maglia" e spuntone avanzato per il combattimento corpo a corpo.
La pettorina nera si interrompe in corrispondenza del dorso dell'animale, lasciando uscire una componente meccanica di colore viola.
Lo stampo di questo "blocco" viola comprende una corta canna di fucile, in posizione anteriore centrale, e una cavità lungo il fianco sinistro nella quale è possibile bloccare il fucile marrone di Carnivac.
Il lupo è in posizione di attacco, pronto a spiccare un balzo in avanti per aggredire il nemico. I lineamenti sono tesi, la scelta degli occhi viola, uniformi (non c'è distinzione tra cornea, iride e pupilla) contribuisce a dare l'idea di una furia cieca che pervade l'animale.
Particolarmente accurato è il disegno del pelo su tutto il corpo; dietro le orecchie, in particolare, forma tre ondulazioni prima di incontrare la pettorina nera, come se l'animale si fosse tirato indietro per poi flettere i propri muscoli in avanti.
Una "chicca" è la scultura nel naso, con tanto di narici.
Palesemente errata è invece la dentatura, completamente priva di incisivi e di molari: in compenso Carnivac ha 10 canini... Mah!
Il disegno della pettorina nera è confacente all'animale, e tuttavia irrazionale, in quanto lascia completamente scoperto l'addome, punto debole di tutti i canidi (li' sono allocati organi vitali, non protetti da costole).
Globalmente il lupo è piuttosto proporzionato, seppur tozzo. Se da un lato la mancanza di un addome slanciato lascia un po' interdetti, dall'altro è chiaro che è necessario volume per poter allocare il robot interno.
Lo schema cromatico del guscio riprende i colori del robot interno: accanto al grigio del pelo e al nero della pettorina si accostano il verde delle zampe anteriori e della coda del robot interno, il viola (colore principale del robot interno) e il marrone (secondo colore principale accanto al viola).
Il robot interno occupa il torso, l'addome e parte della testa del guscio. Il lupo robotico è rannicchiato con le spalle chiuse verso il petto e le zampe anteriori allungate sotto il tronco. Le zampe posteriori sono portate in avanti, terminando in corrispondenza delle orecchie. La coda è chiusa lungo la schiena.
Nella modalità di lupo robotico Carnivac si presenta bene, ben proporzionato e leggero. Due grossi difetti però saltano subito all'occhio.
Lo schema cromatico è decisamente "cacofonico": il marrone sembra inserito a forza in uno schema cromatico verde-viola consueto già nel 1988 per i Decepticon.
Alcuni pregi dello stampo del lupo robotico vengono completamente vanificati da questo violento accostamento cromatico.
Il secondo grande difetto del modello è rappresentato dalle zampe posteriori, troppo sottili (i canidi sono animali "a trazione posteriore") e monoblocco: l'assenza di una articolazione, seppur minima, riduce il pregio del modello.
Accanto a questi gravi difetti c'è però da annoverare un sostanziale "equilibrio" nella struttura, ben proporzionata.
Il fucile marrone si può inserire alla fine della testa di Carnivac, all'inizio della schiena, nella stessa posizione in corrispondenza della quale nel guscio esterno si trova il blocco tecnologico viola.
Particolarmente curata è la scultura della testa del lupo robot: al posto degli occhi si presenta un visore centrale; dove termina la bocca hanno fatto "scendere giù" i lineamenti della mandibola; le orecchie sono ben visibili; ancora si presentano due corone dentate dietro la testa a simulare l'arricciamento del pelo al garrese; una terza ondata è data da una presa d'aria a monte della quale è possibile bloccare il fucile di Carnivac.
Questi tre elementi formano un blocco a sè stante tra testa e spalle; assieme al visore ottico sono elementi unici, che non ritrovo negli altri lupi robotici Transformers (fatta eccezione, comunque parziale, per Wolfang Galaxy Force e modelli da lui ottenuti).
Il marrone della mandibola rovina senza dubbio l'armonia della parte anteriore del lupo; vanifica la separazione "ottica" pianificata dal progettista per isolare le fauci del robot. Un vero peccato... vi invito a immaginarla viola anch'essa; o a convertire in monocromatico una foto del lupo robot.
La trasformazione è banale: la parte posteriore ruota di 180°, la coda si ripiega in verso opposto e si ottengono le gambe del robot. La mandibola ruota anch'essa di 180°, costituendo il petto del robot (come per Rhinox BW) ed esponendo la testa. I pugni vengono estratti mediante rotazione e le zampe verdi ripiegate in corrispondenza delle spalle di Carnivac robot.
Globalmente, è lo stesso identico schema di tutti gli altri Pretenders animale del 1988.
Per quanto riguarda la modalità robot, c'è poco da dire: è il punto debole del modellino.
Si tratta di un robot tozzo, progressivamente tanto piu' accorciato quanto piu' ci si avvicina ai piedi.
L'accostamento cromatico viola-marrone continua a presentarsi, seppure risulta meno invasivo di quanto accadeva invece nel lupo robotico, in quanto rimangono di colore marrone parti "separate dal resto", ossia petto e gambe sotto le ginocchia.
Il camuffamento del lupo nel robot è inesistente (al contrario di quanto avveniva per il camuffamento del robot nel lupo!): basta guardare il modellino per capire perfettamente la trasformazione in lupo.
Il modellino è piuttosto basso (sgradevolmente basso direi!): misura poco piu' di 9 cm dai piedi alla punta della testa del robot e circa 11,5 cm dai piedi a quella del muso del lupo.
Basta considerare che il fucile è lungo 7,5 cm per vedere che i conti delle proporzioni non tornano...
Ulteriore nota negativa è rappresentata dalla testa del robot. Non solo è sovrastata da un troppo lungo muso di lupo, ma la faccia è troppo piccola rispetto alle dimensioni globali.
Piu' che di una testa si dovrebbe quasi parlare di un casco, con diadema allungato e coprifronte anch'esso troppo lungo.
Gli occhi, il naso, la bocca e il mento (di colore bianco) occupano meno di un quarto della "sfera" che costituisce la testa.
Lo sguardo è rivolto verso il basso, come se Carnivac guardasse i piedi di chi gli sta di fronte.
Ritengo questi particolari, che si ritrovano anche in altri Pretenders degli anni 1988-1989, inopportuni, sinceramente mal concepiti e mal riusciti.
Globalmente quindi, Carnivac è un Pretender non esente da critiche.
La godibilità del modellino consegue al peso che ciascuno di noi fornisce alle varie componenti che ho cercato di evidenziare nella sua (lunga, mi scuso) recensione.
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