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Iscritto il: 11/10/2007
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Crystal Hot Rod (C-78C)
Ma di versioni esclusive non parliamo mai?
Personalmente nutro moltissimo interesse verso repaint esclusivi o varianti particolari di modelli G1, tanto che per un periodo, di recente, ho spinto notevolmente l'acceleratore sull'acquisto di modelli E-hobby Collector's Edition, i quali negli ultimi due anni hanno subito un incremento vertiginoso e imbarazzante di prezzo.
Ma il modello che vi presento oggi è ancora più raro ed esclusivo, si tratta di una variante in tiratura limitata, disponibile al Tokyo Toy Festival del 2001, della ristampa esclusiva per il mercato japponese di Hot Rod G1.
La sigla identificativa storica del modello è C-78, questa variante, invece, è la C-78C.
Quella consonante alla fine E' la differenza, non la fa.
Quella C, infatti, sta per "Crystal" e identifica la versione con plastiche trasparenti dello storico Hot Rod.
La confezione è splendida, la classica scatola G1 ma di dimensioni ridotte, poco più larga della lunghezza del veicolo, e tutta azzurra, a rimarcare la natura trasparente del modello.
Aperta la confezione, ci si ritrova fra le mani un gioiellino, davvero mozzafiato, non tanto per la linea della vettura (che tra l'altro non ho mai digerito a dovere) quanto proprio per l' incredibile effetto dato dalle plastiche trasparenti (di diverso colore!) e dalle cromature del motore e dei tubi di scappamento laterali della vettura.
La genialità sta nel fatto che tutte le parti in plastica del modello originale sono state riprodotte in plastica trasparente, ma rispettando lo schema cromatico originale: e così ci ritroveremo la carrozzeria principale di un bellissimo rosso/arancio, l'alettone posteriore giallo, il parabrezza frammentato da montanti dello stesso colore della carrozzeria e a far bella mostra di sè le poche parti piene rappresentate dalle succitate parti cromate, dalle ruote della vettura e dai piedi in metallo ripiegati nel posteriore del bolide cybertroniano!

Provate a mettere la vettura in controluce e vi assicuro che resterete letteralmente senza fiato per il gioco di luci e riflessi che si crea tra l'interno e l'esterno della vettura, inframmezzato solo dagli adesivi fiammeggianti sul cofano e sulle fiancate!
E in robot mode la resa è addirittura migliore, Hot Rod sembra evanescente, una specie di radiografia robotica, passatemi il termine! Si perchè in controluce si notano una serie di "nervature" nelle gambe, nel bacino e nel petto, dovute al perimetro esterno dei telai e delle guide che consentono la dislocazione della parti durante la fase di trasformazione, e tutto questo dona al robot un look incredibilmente accattivante e quasi magico! Intravedere la metà delle ruote alle spalle, che normalmente dovrebbero essere nascoste, mi lascia sempre affascinato per diversi minuti.

Il viso non è trasparente e questo non può essere che un bene, per godersi al meglio uno dei face sculpt a mio avviso più belli di tutti i tempi, insieme a quello di Inferno, Sludge e Optimus Prime, tutti G1...
Anche i due blaster sono in plastica piena e questo particolare fa da contraltare alla generale impalpabilità del robot mode, donandogli quella giusta dose di "concretezza bellica" che bilancia un pò le cose.

Insomma, se non vi spaventa un prezzo di acquisto non proprio regalato e vi piacciono le plastiche clear sui Transformers, potreste lanciarvi nell'acquisto di questa eccezionale versione di Hot Rod: il suo valore salirà ulteriormente in poco tempo e ci metto la mano sul fuoco che fra 3-4 anni rappresenterà un pezzo da novanta per ogni collezionista che si rispetti.
Un ultimo appunto: attenzione! le plastiche clear sono per definizione molto più fragili di quelle normali e tendono a frantumarsi piuttosto facilmente.
E' un pezzo da esposizione, se ne sconsiglia la fase di "trastullìo feroce"...
con quel che costa, poi....
Personalmente nutro moltissimo interesse verso repaint esclusivi o varianti particolari di modelli G1, tanto che per un periodo, di recente, ho spinto notevolmente l'acceleratore sull'acquisto di modelli E-hobby Collector's Edition, i quali negli ultimi due anni hanno subito un incremento vertiginoso e imbarazzante di prezzo.
Ma il modello che vi presento oggi è ancora più raro ed esclusivo, si tratta di una variante in tiratura limitata, disponibile al Tokyo Toy Festival del 2001, della ristampa esclusiva per il mercato japponese di Hot Rod G1.
La sigla identificativa storica del modello è C-78, questa variante, invece, è la C-78C.
Quella consonante alla fine E' la differenza, non la fa.
Quella C, infatti, sta per "Crystal" e identifica la versione con plastiche trasparenti dello storico Hot Rod.
La confezione è splendida, la classica scatola G1 ma di dimensioni ridotte, poco più larga della lunghezza del veicolo, e tutta azzurra, a rimarcare la natura trasparente del modello.
Aperta la confezione, ci si ritrova fra le mani un gioiellino, davvero mozzafiato, non tanto per la linea della vettura (che tra l'altro non ho mai digerito a dovere) quanto proprio per l' incredibile effetto dato dalle plastiche trasparenti (di diverso colore!) e dalle cromature del motore e dei tubi di scappamento laterali della vettura.
La genialità sta nel fatto che tutte le parti in plastica del modello originale sono state riprodotte in plastica trasparente, ma rispettando lo schema cromatico originale: e così ci ritroveremo la carrozzeria principale di un bellissimo rosso/arancio, l'alettone posteriore giallo, il parabrezza frammentato da montanti dello stesso colore della carrozzeria e a far bella mostra di sè le poche parti piene rappresentate dalle succitate parti cromate, dalle ruote della vettura e dai piedi in metallo ripiegati nel posteriore del bolide cybertroniano!
Provate a mettere la vettura in controluce e vi assicuro che resterete letteralmente senza fiato per il gioco di luci e riflessi che si crea tra l'interno e l'esterno della vettura, inframmezzato solo dagli adesivi fiammeggianti sul cofano e sulle fiancate!
E in robot mode la resa è addirittura migliore, Hot Rod sembra evanescente, una specie di radiografia robotica, passatemi il termine! Si perchè in controluce si notano una serie di "nervature" nelle gambe, nel bacino e nel petto, dovute al perimetro esterno dei telai e delle guide che consentono la dislocazione della parti durante la fase di trasformazione, e tutto questo dona al robot un look incredibilmente accattivante e quasi magico! Intravedere la metà delle ruote alle spalle, che normalmente dovrebbero essere nascoste, mi lascia sempre affascinato per diversi minuti.
Il viso non è trasparente e questo non può essere che un bene, per godersi al meglio uno dei face sculpt a mio avviso più belli di tutti i tempi, insieme a quello di Inferno, Sludge e Optimus Prime, tutti G1...
Anche i due blaster sono in plastica piena e questo particolare fa da contraltare alla generale impalpabilità del robot mode, donandogli quella giusta dose di "concretezza bellica" che bilancia un pò le cose.
Insomma, se non vi spaventa un prezzo di acquisto non proprio regalato e vi piacciono le plastiche clear sui Transformers, potreste lanciarvi nell'acquisto di questa eccezionale versione di Hot Rod: il suo valore salirà ulteriormente in poco tempo e ci metto la mano sul fuoco che fra 3-4 anni rappresenterà un pezzo da novanta per ogni collezionista che si rispetti.
Un ultimo appunto: attenzione! le plastiche clear sono per definizione molto più fragili di quelle normali e tendono a frantumarsi piuttosto facilmente.
E' un pezzo da esposizione, se ne sconsiglia la fase di "trastullìo feroce"...
con quel che costa, poi....








