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Iscritto il: 21/06/2004
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DX9 Carry (non Rodimus Prime)
D06 - Carry [Rodimus Prime]
Nome: CARRY
Sigla: D06
Modalità alternativa: camion futuristico
Produttore: DX9
INTRO
D06 Carry è un non-Rodimus Prime il cui disegno, moderno e dettagliato, è saldamente radicato nella figura del personaggio G1, del quale riprende con cura gli elementi iconici.
Il nome potrebbe essere un riferimento al fatto che Rodimus Prime deve "portare avanti" (to carry on) l'eredità di Optimus Prime, oppure al fardello che deve portare (to carry e basta).

CONFEZIONE
La confezione presenta una grafica molto elaborata, quasi barocca, nel suo tripudio di arabeschi vegetal-floreali che circondano il nome DX9.
L'immagine anteriore raffigura Carry in modalità di robot, mentre apre la Matrice (che nella confezione non è presente) con apparizioni laterali di Daniel Witwicky (in armatura-scafandro) e Wheelie, più altre figure stilizzate ma riconoscibili. Ovviamente intendevo dire che tutti questi personaggi NON portano quei nomi.
Il motto di Carry è "Light Our Darkest Hour", ma verticalmente si notano le scritte "The seeds of the future are buried in the past (tormentone di Beast Machines), e anche "There's more to him than meets the eye".

Il retro della confezione recita "Inner Dream Eternal Hobby" e "It's not just about living forever. The trick is living with yourself forever".
L'immagine principale mostra le proiezioni ortogonali (?) di Carry in modaliti di veicolo, mentre tre riquadri minori mostrano:
- l'iconica scena di TFTM86 in cui Rodimus Prime entra in scena in forma di camion, seguito da Kup e Springer;
- i volti affiancati di Optimus Prime e Rodimus Prime;
- la sfera di energia dell'Oracolo di Beast Machines, con il ponte sospeso che conduce al suo interno.

Sui fianchi, un Optimus Prime, brandisce una spada in posizione di riposo, nella posa tipica dei cavalieri templari raffigurati in cripte e su sarcofagi.
Non a caso, la figura è incastonata in una nicchia con colonne e capitelli laterali scolpite con stile gotico-classico (terrestre): Optimus Prime sembra davvero un cavaliere arturiano pronto a ridestarsi da un sonno secolare.
Sopra la figura, trionfa un occhio umano che si apre nel buio, quasi a conferma del simbolismo massonico di questa immagine (nello stile tipico di Massimo De Vita sui fumetti di Topolino da lui illustrati).

All'interno, oltre a Carry e al suo Targetmaster senza nome, si trovano un poster, il libretto delle dettagliate istruzioni e una scheda con le specifiche tecnich e di Carry.
MODALITA’ ROBOT
I "tradimenti" più vistosi della versione robot di questo modellino (nei confronti del suo antesignano G1) sono da cercarsi nell'ampiezza delle due ali gialle sulla schiena, nel colore grigio della parte inferiore delle gambe (non presente nel modellino G1, ma presente nel Masterpiece) e naturalmente nella partecipazione del rimorchio alla trasformazione, cosa che crea l'ampia "corazza" posteriore di Carry.
Da segnalare la colorazione dell'elemento ricurvo in rilievo degli avambracci: è lo stesso elemento presente nel modellino G1, ma ora è evidenziato con colorazione dettagliata (come nel Masterpiece).

La scultura della testa, delle "spalle" (le terminazioni superiori delle braccia) e dei polpacci ricordano molto il Masterpiece MP-9, il che significa che l'ispirazione è, in questo caso, non il modellino G1, ma la sua controparte della serie animata. Per sottolineare l'influenza dell'arte dello Studio OX, i produttori hanno incluso nella confezione un poster di Carry, illustrato proprio nel caratteristico stile del detto studio.
Il robot dispone di un fucile lungo ed elaborato, che mantiene due caratteristiche dell'originale G1: la canna finale, e le due "alette" laterali, qui ricolorate di arancione per sottolineare la simmetria con quelle del robot (e con il motivo sull'elmetto stesso).

Il robot può ruotare le braccia di 360 gradi (ali permettendo), può inclinarle grazie allo snodo sulle spalle, può ruotare la mano, può chiudere le dita e puntare l'indice, per riproporre la scena della frase "This is the end of the line, Galvatron" di TFTM86.
Solamente metà degli scappamenti cromati (la sezione inferiore) resta visibile sugll avambracci del robot: la sezione superiore scompare nella corazza posteriore del robot.
Da notare che il retro delle ali gialle sfoggia comunque le fiamme delle fiancate del rimorchio.

Le gambe sono completamente snodate all'altezza di fianchi e ginocchia, e i piedi sono formati da una punta ampia che contiene il tallone, entrambi inclinabili a piacere. Avambracci e gambe ruotano di 360 gradi, per garantire una notevole posabilità, e i piedi sono inclinabili anche lateralmente.
La figura è ben bilanciata, e in grado di esibirsi in un'ampia gamma di pose, dal cecchino inghinocchiato che punta il fucile di precisione, al condottiero che avanza di corsa nei meandri di Unicron.
Le dimensioni del robot sono nella scala dei Masterpiece, e consistenti con Optimus Prime (le gambe sono ciò che rende il modellino così slanciato).
Le mani sono in grado di brandire la Custodia della Matrice di Optimus Prime, ma il modellino non ne è corredato: nel torace è infatti presente un'etichetta con una piccola Matrice disegnata. Un vero peccato non avere a disposizione l'opportuno alloggiamento della stessa.

MODALITA' VEICOLARE
La modalità veicolare è dettagliatamente fedele al veicolo G1, con la sola eccezione dell'alettone giallo che spunta dalla zona in cui la motrice si incastra nel rimorchio.
Le ruote sono mobili e i pneumatici sono fatti in gomma, saldamente agganciati e apparentemente anche resistenti (ma solo il tempo lo confermerà).

TRASFORMAZIONE
La trasformazione è nello stesso tempo elaborata e lineare. La motrice è composta del torace e di gran parte delle braccia del robot, che vengono ricollocate opportunamente grazie a due lunghi supporti che ruotano e si agganciano dietro il torace.
Le mani fuoriescono dagli avambracci, il cui foro viene poi saggiamente chiuso dalla porzione di carrozzeria a cui sono agganciati i tubi di scappamento inferiori.
Le fiancate del rimorchio diventano le ali del robot, mentre le equivalenti fiancate inferiori si ripiegano di 180 gradi per formare la parte posteriore della sezione inferiore delle gambe (i polpacci).
La parte anteriore dei "polpacci" è custodita nel rimorchio, il che richiama il precedente di Titanium Rodimus Prime (dove però le gambe coincidono col rimorchio).

IL FUCILE E IL COMPAGNO TARGETMASTER
Il Targetmaster si trasforma nell'enorme fucile di Carry, in omaggio a quello di G1 Rodimus Prime. Di conseguenza, il robot è a sua volta di dimensioni notevoli, e non può certo interagire con l'abitacolo di Carry (che si apre, ma non offre uno spazio interno per il pilota).
Pregevolmente articolato in due punti per ogni arto, è estremamente posabile e adattabile.
E' considerato parzialmente un "part-former", dato che le due alette sulle spalle devono essere sganciate durante la trasformazione, e poi riagganciate ai lati della modalità di fucile (che così diventa ancora più stabile). Inoltre, la canna del fucile è in realtà l'arma impugnata dal Targetmaster, e non una parte del suo corpo.

Le alette sono da segnalare per la loro valenza nell'iconografia del personaggio: posizionate sulla schiena, ricordando quelle dello stesso Carry; posizionate sul fucile, sono le stesse alette del fucile di G1 Rodimus, anche se gialle invece che nere.
Lo stesso robot Targetmaster, inoltre, presenta decorazioni sopraccigliari analoghe sul suo elmetto, richiamando quelle di Hot Rod.
Il fucile è talmente lungo che Carry fatica a gestirlo: molti fan hanno quindi ideato trasformazioni alternative della sua estremità posteriore, conferendogli un aspetto ancora più convincente di arma militare avanzata. Il risultato è così convincente che viene quasi il sospetto che siano in realtà le istruzioni allegate a essere errate, e che queste "elaborazioni" siano ciò che i progettisti avevano davvero in mente.

Nome: CARRY
Sigla: D06
Modalità alternativa: camion futuristico
Produttore: DX9
INTRO
D06 Carry è un non-Rodimus Prime il cui disegno, moderno e dettagliato, è saldamente radicato nella figura del personaggio G1, del quale riprende con cura gli elementi iconici.
Il nome potrebbe essere un riferimento al fatto che Rodimus Prime deve "portare avanti" (to carry on) l'eredità di Optimus Prime, oppure al fardello che deve portare (to carry e basta).

CONFEZIONE
La confezione presenta una grafica molto elaborata, quasi barocca, nel suo tripudio di arabeschi vegetal-floreali che circondano il nome DX9.
L'immagine anteriore raffigura Carry in modalità di robot, mentre apre la Matrice (che nella confezione non è presente) con apparizioni laterali di Daniel Witwicky (in armatura-scafandro) e Wheelie, più altre figure stilizzate ma riconoscibili. Ovviamente intendevo dire che tutti questi personaggi NON portano quei nomi.
Il motto di Carry è "Light Our Darkest Hour", ma verticalmente si notano le scritte "The seeds of the future are buried in the past (tormentone di Beast Machines), e anche "There's more to him than meets the eye".

Il retro della confezione recita "Inner Dream Eternal Hobby" e "It's not just about living forever. The trick is living with yourself forever".
L'immagine principale mostra le proiezioni ortogonali (?) di Carry in modaliti di veicolo, mentre tre riquadri minori mostrano:
- l'iconica scena di TFTM86 in cui Rodimus Prime entra in scena in forma di camion, seguito da Kup e Springer;
- i volti affiancati di Optimus Prime e Rodimus Prime;
- la sfera di energia dell'Oracolo di Beast Machines, con il ponte sospeso che conduce al suo interno.

Sui fianchi, un Optimus Prime, brandisce una spada in posizione di riposo, nella posa tipica dei cavalieri templari raffigurati in cripte e su sarcofagi.
Non a caso, la figura è incastonata in una nicchia con colonne e capitelli laterali scolpite con stile gotico-classico (terrestre): Optimus Prime sembra davvero un cavaliere arturiano pronto a ridestarsi da un sonno secolare.
Sopra la figura, trionfa un occhio umano che si apre nel buio, quasi a conferma del simbolismo massonico di questa immagine (nello stile tipico di Massimo De Vita sui fumetti di Topolino da lui illustrati).

All'interno, oltre a Carry e al suo Targetmaster senza nome, si trovano un poster, il libretto delle dettagliate istruzioni e una scheda con le specifiche tecnich e di Carry.
MODALITA’ ROBOT
I "tradimenti" più vistosi della versione robot di questo modellino (nei confronti del suo antesignano G1) sono da cercarsi nell'ampiezza delle due ali gialle sulla schiena, nel colore grigio della parte inferiore delle gambe (non presente nel modellino G1, ma presente nel Masterpiece) e naturalmente nella partecipazione del rimorchio alla trasformazione, cosa che crea l'ampia "corazza" posteriore di Carry.
Da segnalare la colorazione dell'elemento ricurvo in rilievo degli avambracci: è lo stesso elemento presente nel modellino G1, ma ora è evidenziato con colorazione dettagliata (come nel Masterpiece).

La scultura della testa, delle "spalle" (le terminazioni superiori delle braccia) e dei polpacci ricordano molto il Masterpiece MP-9, il che significa che l'ispirazione è, in questo caso, non il modellino G1, ma la sua controparte della serie animata. Per sottolineare l'influenza dell'arte dello Studio OX, i produttori hanno incluso nella confezione un poster di Carry, illustrato proprio nel caratteristico stile del detto studio.
Il robot dispone di un fucile lungo ed elaborato, che mantiene due caratteristiche dell'originale G1: la canna finale, e le due "alette" laterali, qui ricolorate di arancione per sottolineare la simmetria con quelle del robot (e con il motivo sull'elmetto stesso).

Il robot può ruotare le braccia di 360 gradi (ali permettendo), può inclinarle grazie allo snodo sulle spalle, può ruotare la mano, può chiudere le dita e puntare l'indice, per riproporre la scena della frase "This is the end of the line, Galvatron" di TFTM86.
Solamente metà degli scappamenti cromati (la sezione inferiore) resta visibile sugll avambracci del robot: la sezione superiore scompare nella corazza posteriore del robot.
Da notare che il retro delle ali gialle sfoggia comunque le fiamme delle fiancate del rimorchio.

Le gambe sono completamente snodate all'altezza di fianchi e ginocchia, e i piedi sono formati da una punta ampia che contiene il tallone, entrambi inclinabili a piacere. Avambracci e gambe ruotano di 360 gradi, per garantire una notevole posabilità, e i piedi sono inclinabili anche lateralmente.
La figura è ben bilanciata, e in grado di esibirsi in un'ampia gamma di pose, dal cecchino inghinocchiato che punta il fucile di precisione, al condottiero che avanza di corsa nei meandri di Unicron.
Le dimensioni del robot sono nella scala dei Masterpiece, e consistenti con Optimus Prime (le gambe sono ciò che rende il modellino così slanciato).
Le mani sono in grado di brandire la Custodia della Matrice di Optimus Prime, ma il modellino non ne è corredato: nel torace è infatti presente un'etichetta con una piccola Matrice disegnata. Un vero peccato non avere a disposizione l'opportuno alloggiamento della stessa.

MODALITA' VEICOLARE
La modalità veicolare è dettagliatamente fedele al veicolo G1, con la sola eccezione dell'alettone giallo che spunta dalla zona in cui la motrice si incastra nel rimorchio.
Le ruote sono mobili e i pneumatici sono fatti in gomma, saldamente agganciati e apparentemente anche resistenti (ma solo il tempo lo confermerà).

TRASFORMAZIONE
La trasformazione è nello stesso tempo elaborata e lineare. La motrice è composta del torace e di gran parte delle braccia del robot, che vengono ricollocate opportunamente grazie a due lunghi supporti che ruotano e si agganciano dietro il torace.
Le mani fuoriescono dagli avambracci, il cui foro viene poi saggiamente chiuso dalla porzione di carrozzeria a cui sono agganciati i tubi di scappamento inferiori.
Le fiancate del rimorchio diventano le ali del robot, mentre le equivalenti fiancate inferiori si ripiegano di 180 gradi per formare la parte posteriore della sezione inferiore delle gambe (i polpacci).
La parte anteriore dei "polpacci" è custodita nel rimorchio, il che richiama il precedente di Titanium Rodimus Prime (dove però le gambe coincidono col rimorchio).

IL FUCILE E IL COMPAGNO TARGETMASTER
Il Targetmaster si trasforma nell'enorme fucile di Carry, in omaggio a quello di G1 Rodimus Prime. Di conseguenza, il robot è a sua volta di dimensioni notevoli, e non può certo interagire con l'abitacolo di Carry (che si apre, ma non offre uno spazio interno per il pilota).
Pregevolmente articolato in due punti per ogni arto, è estremamente posabile e adattabile.
E' considerato parzialmente un "part-former", dato che le due alette sulle spalle devono essere sganciate durante la trasformazione, e poi riagganciate ai lati della modalità di fucile (che così diventa ancora più stabile). Inoltre, la canna del fucile è in realtà l'arma impugnata dal Targetmaster, e non una parte del suo corpo.

Le alette sono da segnalare per la loro valenza nell'iconografia del personaggio: posizionate sulla schiena, ricordando quelle dello stesso Carry; posizionate sul fucile, sono le stesse alette del fucile di G1 Rodimus, anche se gialle invece che nere.
Lo stesso robot Targetmaster, inoltre, presenta decorazioni sopraccigliari analoghe sul suo elmetto, richiamando quelle di Hot Rod.
Il fucile è talmente lungo che Carry fatica a gestirlo: molti fan hanno quindi ideato trasformazioni alternative della sua estremità posteriore, conferendogli un aspetto ancora più convincente di arma militare avanzata. Il risultato è così convincente che viene quasi il sospetto che siano in realtà le istruzioni allegate a essere errate, e che queste "elaborazioni" siano ciò che i progettisti avevano davvero in mente.


"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
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