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Iscritto il: 31/03/2007
Località: Canegrate (MI)
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Retro-Future Glacialord Fangro [Fansproject]

Quando si parla di terze parti è quasi inevitabile per noi fan di vecchia data immaginare delle figure della storica G1 in salsa moderna. Alla fin fine la stessa Fansproject ha cominciato a farsi un nome nell’ambiente con upgrade e figure intere che richiamassero i vecchi personaggi degli anni ‘80.
E’ quindi curioso come sia saltato fuori questo progetto chiamato Retro-Future e sopratutto è curiosa la realizzazione.
Partiamo col dire che questi Glacialord hanno una gimmick proprio come le ultime figure della G1 giapponese: questa si può dire sia una fusione tra gli Headmaster e i Brainmaster: in pratica nella confezione è presente un piccolo robot, simile per dimensione agli headmaster, che opportunamente ripiegato e inserito nel corpo robotico più grande va a diventare la testa e la piastra pettorale del mech. In pratica Fangro (come qualsiasi altro esponente della linea) è il ”coremaster” (come mi piace chiamarlo), ma da anche il nome al mech una volta trasformato.
Cominciamo a parlare della confezione: Fangro si presenta in una scatola molto solida da un look particolarmente “vecchio”: lo stile richiama quello dei giocattoli di vari decenni fa, con un artwork volutamente sproporzionato e approssimativo che richiama le prime confezioni dei nostri TF e una finestrella dove si può vedere parte della figura in forma animale. Oltre all’accostamento di colori, quello che fa sembrare la confezione veramente “vintage” sono i segni di usura della scatola stampati appositamente sugli angoli e sulle parti laterali vicino agli spigoli.
Aprendo la confezione si respira un’ulteriore boccata d’aria degli anni ‘80, dato che l’interno è fatto di polistirolo, il coremaster Fangro è inserito in una card ancora intatta e le istruzioni e gli adesivi (parzialmente già utilizzati) conservano il look dei primi G1.
Parliamo di Fangro in modalità animale: si presenta come una tigre dai denti a sciabola meccanica, con colore predominante un rosso molto scuro per corpo e testa mentre le zampe sono grigie per quanto riguarda le spalle e le cosce mentre la parte finale delle zampe sono gialle. La coda è grigia, costituita da quello che sarà il blaster del robot. Altri particolari sono evidenziati con il giallo ed il grigio, in più dei particolari meccanici ed elettronici sono dati dagli adesivi.
Come dimensione siamo più o meno nella media dei componenti “minori” dei combiner G1, quindi una figura che negli standard attuali potrebbe trovarsi tra i legend/scout/cyberverse commander. Pur essendo di stazza così piccola ha delle buone articolazioni: le zampe possono tutte ruotare avanti e indietro all’altezza dell’attaccatura al corpo, mentre quelle anteriori hanno un’articolazione in più a metà zampa. Il collo ha due articolazioni e può piegare la testa verso l’alto o verso il basso. Inoltre la mascella della tigre è apribile e rivela dentro la bocca una piccola protuberanza che pò simulare un lanciafiamme o una bocca di fuoco.
Sulla schiena è presente un pannello che può scorrere e rivela una fessura dove Fangro, il coremaster, può infilare i piedi come se stesse cavalcando la tigre. Davvero suggestivo.
Parliamo un attimo anche del coremaster Fangro: come fattura e articolazione è praticamente identico ad un headmaster G1, con l’unica differenza che le gambe sono mezzo centimetro più corte... ma di questo ne parleremo dopo.
Il colore principale è il giallo di gambe, corpo e testa, con del grigio chiaro per le cosce e un grigio più scuro per braccia e volto. Le braccia possono muoversi avanti e indietro così come le gambe, a differenza del G1 però queste non sono attaccate tra loro con un perno ma sono libere. Piegando le gambe in avanti e richiudendole all’altezza del petto (come gli headmaster) Fangro è pronto per unirsi al suo mech; dietro le gambe c’è un adesivo molto particolareggiato che ritrae quello che può essere la camera della scintilla, il cuore del robot (per questo credo che il termine “coremaster” sia azzeccato).
La trasformazione è abbastanza semplice come tradizione per gli arti dei combiner G1: si stacca la coda e si allunga la parte posteriore del corpo della tigre, portando le zampe in parallelo al corpo. le zampe anteriori si abbassano e la parte gialla si piega all’indietro facendo spuntare i pugni del robot. la testa della tigre viene ripiegata sulla schiena e, dopo aver ripiegato il coremaster, lo si può inserire nell’apposita fessura sul petto, completando la figura.
Il coremaster può rimanere inserito anche in modalità animale o come arto del combiner, non ne limita in alcun modo mobilità o trasformazione.
Il Robot anche in questo caso mantiene forma e proporzioni dei classici arti dei combiner G1: stessa altezza, stessa grandezza, stessa forma molto squadrata e stesse proporzioni. In questo caso avrei preferito una testa più grossa per essere proporzionata al robot, ma sarebbe stata sproporzionata sul coremaster (dato che la testa è la stessa).
Il problema di questo coremaster, puramente estetico, è quel mezzo centimetro di gambe in meno di cui parlavo prima: in questo modo, con le gambe ripiegate sul petto, rimane appunto un mezzo centimetro di dislivello che personalmente lo trovo brutto. Non riesco davvero a capire perchè non abbiano fatto le gambe più lunghe....
Lo schema cromatico rimane identico a quello della tigre, mentre la mobilità perde alcuni punti e si assesta sui livelli degli anni ‘80: solo le braccia si possono sollevare e non c’è nessun altro punto di snodo.
Fangro può impugnare il suo blaster così com’è (ma è un po’ ostacolato dalla larghezza dello stesso) oppure può potenziarlo unendolo alla testa della tigre: la testa viene sganciata dal collo e il blaster si inserisce nella bocca, dopo aver raddrizzato i denti. L’impugnatura è nascosta nel retro della testa e in questo modo Fangro la può impugnare senza difficoltà... anche se forse è un pelo troppo grossa per lui.
Ufficialmente Fangro è il braccio sinistro di Glacialord, vediamo dunque come trasformarlo nell’arto: si portano le braccia in avanti e la parte centrale del petto ruota di 90 gradi in avanti; la testa della tigre viene portata in avanti ed ecco fatto. La cosa che mi ha sorpreso è che questi componenti di Glacialord sfruttano un connettore della stessa forma dei G1, ma ubicato in maniera totalmente differente. Il connettore si trova sulla parte inferiore di questo blocco che ruota su se stesso nel petto: in questo modo non ci sono protuberanze antiestetiche per le braccia e non si rovinano le teste dei piccoli componenti che formano le gambe. Inoltre, sempre parlando delle gambe del combiner, questo tipo di connettore fornisce anche un’articolazione che può simulare il ginocchio del grosso robot.
Inoltre mi pare doveroso aggiungere che questi componenti oltre ad essere intercambiabili tra di loro (Fangro può diventare braccio o gamba del combiner) possono anche essere usati su qalsiasi altro combiner G1 con aggancio quadrato (Bruticus, Defensor, Menasor...)
Tirando un po’ le somme, devo dirmi assolutamente entusiasta di questa scelta di Fansproject di proporre dei combiner in puro stile G1 con delle aggiunte tecniche per rendere comunque la cosa più fresca. Gli unici difetti che ho trovato sono estetici, per cui credo che siano solo gusti personali. Chiaramente per piacere questi Retro-Future devono capitare nelle mani di chi sa apprezzare i G1... se a qualcuno piacciono i design più moderni sicuramente non apprezzerà questi modelli. Ma se, come me, avete i combiner G1 marchiati a fondo nel cuore, questi modellini sapranno emozionarvi come pochi altri.
E’ quindi curioso come sia saltato fuori questo progetto chiamato Retro-Future e sopratutto è curiosa la realizzazione.
Partiamo col dire che questi Glacialord hanno una gimmick proprio come le ultime figure della G1 giapponese: questa si può dire sia una fusione tra gli Headmaster e i Brainmaster: in pratica nella confezione è presente un piccolo robot, simile per dimensione agli headmaster, che opportunamente ripiegato e inserito nel corpo robotico più grande va a diventare la testa e la piastra pettorale del mech. In pratica Fangro (come qualsiasi altro esponente della linea) è il ”coremaster” (come mi piace chiamarlo), ma da anche il nome al mech una volta trasformato.
Cominciamo a parlare della confezione: Fangro si presenta in una scatola molto solida da un look particolarmente “vecchio”: lo stile richiama quello dei giocattoli di vari decenni fa, con un artwork volutamente sproporzionato e approssimativo che richiama le prime confezioni dei nostri TF e una finestrella dove si può vedere parte della figura in forma animale. Oltre all’accostamento di colori, quello che fa sembrare la confezione veramente “vintage” sono i segni di usura della scatola stampati appositamente sugli angoli e sulle parti laterali vicino agli spigoli.
Aprendo la confezione si respira un’ulteriore boccata d’aria degli anni ‘80, dato che l’interno è fatto di polistirolo, il coremaster Fangro è inserito in una card ancora intatta e le istruzioni e gli adesivi (parzialmente già utilizzati) conservano il look dei primi G1.
Parliamo di Fangro in modalità animale: si presenta come una tigre dai denti a sciabola meccanica, con colore predominante un rosso molto scuro per corpo e testa mentre le zampe sono grigie per quanto riguarda le spalle e le cosce mentre la parte finale delle zampe sono gialle. La coda è grigia, costituita da quello che sarà il blaster del robot. Altri particolari sono evidenziati con il giallo ed il grigio, in più dei particolari meccanici ed elettronici sono dati dagli adesivi.
Come dimensione siamo più o meno nella media dei componenti “minori” dei combiner G1, quindi una figura che negli standard attuali potrebbe trovarsi tra i legend/scout/cyberverse commander. Pur essendo di stazza così piccola ha delle buone articolazioni: le zampe possono tutte ruotare avanti e indietro all’altezza dell’attaccatura al corpo, mentre quelle anteriori hanno un’articolazione in più a metà zampa. Il collo ha due articolazioni e può piegare la testa verso l’alto o verso il basso. Inoltre la mascella della tigre è apribile e rivela dentro la bocca una piccola protuberanza che pò simulare un lanciafiamme o una bocca di fuoco.
Sulla schiena è presente un pannello che può scorrere e rivela una fessura dove Fangro, il coremaster, può infilare i piedi come se stesse cavalcando la tigre. Davvero suggestivo.
Parliamo un attimo anche del coremaster Fangro: come fattura e articolazione è praticamente identico ad un headmaster G1, con l’unica differenza che le gambe sono mezzo centimetro più corte... ma di questo ne parleremo dopo.
Il colore principale è il giallo di gambe, corpo e testa, con del grigio chiaro per le cosce e un grigio più scuro per braccia e volto. Le braccia possono muoversi avanti e indietro così come le gambe, a differenza del G1 però queste non sono attaccate tra loro con un perno ma sono libere. Piegando le gambe in avanti e richiudendole all’altezza del petto (come gli headmaster) Fangro è pronto per unirsi al suo mech; dietro le gambe c’è un adesivo molto particolareggiato che ritrae quello che può essere la camera della scintilla, il cuore del robot (per questo credo che il termine “coremaster” sia azzeccato).
La trasformazione è abbastanza semplice come tradizione per gli arti dei combiner G1: si stacca la coda e si allunga la parte posteriore del corpo della tigre, portando le zampe in parallelo al corpo. le zampe anteriori si abbassano e la parte gialla si piega all’indietro facendo spuntare i pugni del robot. la testa della tigre viene ripiegata sulla schiena e, dopo aver ripiegato il coremaster, lo si può inserire nell’apposita fessura sul petto, completando la figura.
Il coremaster può rimanere inserito anche in modalità animale o come arto del combiner, non ne limita in alcun modo mobilità o trasformazione.
Il Robot anche in questo caso mantiene forma e proporzioni dei classici arti dei combiner G1: stessa altezza, stessa grandezza, stessa forma molto squadrata e stesse proporzioni. In questo caso avrei preferito una testa più grossa per essere proporzionata al robot, ma sarebbe stata sproporzionata sul coremaster (dato che la testa è la stessa).
Il problema di questo coremaster, puramente estetico, è quel mezzo centimetro di gambe in meno di cui parlavo prima: in questo modo, con le gambe ripiegate sul petto, rimane appunto un mezzo centimetro di dislivello che personalmente lo trovo brutto. Non riesco davvero a capire perchè non abbiano fatto le gambe più lunghe....
Lo schema cromatico rimane identico a quello della tigre, mentre la mobilità perde alcuni punti e si assesta sui livelli degli anni ‘80: solo le braccia si possono sollevare e non c’è nessun altro punto di snodo.
Fangro può impugnare il suo blaster così com’è (ma è un po’ ostacolato dalla larghezza dello stesso) oppure può potenziarlo unendolo alla testa della tigre: la testa viene sganciata dal collo e il blaster si inserisce nella bocca, dopo aver raddrizzato i denti. L’impugnatura è nascosta nel retro della testa e in questo modo Fangro la può impugnare senza difficoltà... anche se forse è un pelo troppo grossa per lui.
Ufficialmente Fangro è il braccio sinistro di Glacialord, vediamo dunque come trasformarlo nell’arto: si portano le braccia in avanti e la parte centrale del petto ruota di 90 gradi in avanti; la testa della tigre viene portata in avanti ed ecco fatto. La cosa che mi ha sorpreso è che questi componenti di Glacialord sfruttano un connettore della stessa forma dei G1, ma ubicato in maniera totalmente differente. Il connettore si trova sulla parte inferiore di questo blocco che ruota su se stesso nel petto: in questo modo non ci sono protuberanze antiestetiche per le braccia e non si rovinano le teste dei piccoli componenti che formano le gambe. Inoltre, sempre parlando delle gambe del combiner, questo tipo di connettore fornisce anche un’articolazione che può simulare il ginocchio del grosso robot.
Inoltre mi pare doveroso aggiungere che questi componenti oltre ad essere intercambiabili tra di loro (Fangro può diventare braccio o gamba del combiner) possono anche essere usati su qalsiasi altro combiner G1 con aggancio quadrato (Bruticus, Defensor, Menasor...)
Tirando un po’ le somme, devo dirmi assolutamente entusiasta di questa scelta di Fansproject di proporre dei combiner in puro stile G1 con delle aggiunte tecniche per rendere comunque la cosa più fresca. Gli unici difetti che ho trovato sono estetici, per cui credo che siano solo gusti personali. Chiaramente per piacere questi Retro-Future devono capitare nelle mani di chi sa apprezzare i G1... se a qualcuno piacciono i design più moderni sicuramente non apprezzerà questi modelli. Ma se, come me, avete i combiner G1 marchiati a fondo nel cuore, questi modellini sapranno emozionarvi come pochi altri.

Grazie a mentre83 per l'avatar!








